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Grotta di Rio Martino da Crissolo

Grotta di Rio Martino da Crissolo

Percorso Inedito
24-08-2018
La Spiaggia (1410) – Grotta Rio Martino (1530) – La Spiaggia (1410).
1 Km circa fuori dalla grotta e 1Km circa pure all’interno.
120 m. circa.
Stefs e soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, la salita anche se molto ripida si tratta pur sempre di un sentiero largo, evidente e senza alcun pericolo. Il percorso in grotta è assai semplice, facilitato da passerelle e corrimano, tanto che l’impegno è equivalente ad un E, mentre è sicuramente al livello di un EE, per escursionisti esperti, la deviazione a destra che abbiamo fatto per visitare una galleria al di fuori del percorso classico. Per la grotta inoltre necessitano casco, lampada, con illuminazione e batterie di riserva.
Da Genova fino a Savona con la A10 e quindi si prende la Savona-Torino fino all’uscita di Marene; da Marene si prende per Savigliano e Saluzzo. Giunti a Saluzzo si iniziano a seguire le indicazioni per Pian del Re, e, giunti a Crissolo si supera il bivio a destra per Pian del Re e quindi si continua per 500 metri fino al parcheggiio accanto al fiume in località La Spiaggia, oltre il quale la strada compie un tornante per ricollegarsi a quella che sale a Pian del Re.
dal parcheggio si attraversa il torrente Rio Martino e si inizia la ripida salita a destra dello stesso (cartello indicatore comunque). Dopo 400 metri circa incrociamo un sentiero e tralasciamo la traccia a sinistra in discesa e a destra in salita, per continuare invece al centro in piano e in meno di 100 metri siamo alla grotta. Per quanto riguarda la grotta si segue il percorso attrezzato, ma, nel primo punto in cui ci si allontana un poco dal torrente salendo brevemente a destra dello stesso, si può compiere una deviazione percorrendo, con prudenza, un’interessante galleria non attrezzata che termina affacciandosi nuovamente sul torrente, ma è difficile scendervi, quindi si torna indietro per la stessa via, così come per il resto della grotta e il sentiero di accesso.
Grotta decisamente insolita, magari con poche concrezioni, ma assolutamente affascinante per il fiume, nonché la grandiosa cascata sotterranei. Da non perdere per chi voglia avvicinarsi alla speleologia assaggiandone solo i pro, senza quindi strisciare nel fango, calarsi in pozzi e via dicendo… Nota a posteriori: probabilmente la grotta è attualmente chiusa e si possono fare solo visite guidate.
Percorso Inedito
24-08-2018
La Spiaggia (1410) – Grotta Rio Martino (1530) – La Spiaggia (1410).
1 Km circa fuori dalla grotta e 1Km circa pure all’interno.
120 m. circa.
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Grotta di Rio Martino da Crissolo


Date le previsioni del tempo sfavorevoli decidiamo per una gita al ‘coperto’, dobbiamo però rinunciare alla presenza di Erika e Federica, perché la gita in grotta non si adatta alla seconda e alla prima perché qualcuno deve pur tenere la piccola… Partenza alle 9,15 circa da Genova, durante il viaggio ci assale qualche dubbio dato il nubifragio che ci colpisce da Arenzano in poi, ma confortato dalle previsioni che lasciavano intuire un tempo leggermente migliore nella zona della nostra destinazione proseguiamo fino alla meta. Arriviamo a Crissolo, uscendo dalla Savona-Torino a Marene e quindi seguendo le indicazioni per Savigliano, Saluzzo e quindi Valle del Po’, verso le 12. Il sentiero per la grotta inizia in corrispondenza del ristorante La Spiaggia a 1 km circa dall’inizio del paese. Un ampio parcheggio praticamente tutto per noi ci lascia nell’imbarazzo di scegliere il posto. In effetti il tempo è migliore che in riviera, piove appena e non rischiamo di bagnarci più di quanto siamo destinati a fare in grotta… Di fronte al ristorante partono 3 sentieri, 2 segnalati uno sulla destra e uno sulla sinistra, e uno non segnalato che segue dritto il torrente (Rio Martino appunto), ed è quest’ultimo da seguire. In un quarto d’ora esatto siamo all’entrata della grotta. Dopo aver mangiato iniziamo l’esplorazione che sarà resa più problematica ad un problema all’attrezzatura della Laura; dovrò infatti cambiare 2 volte le pile alla sua lampada frontale, mentre sarebbero dovute durare 4 ore, percorriamo così tutto il ritorno con un solo set di pile di riserva, non che la situazione sia particolarmente preoccupante, però non si sa mai, e col mio casco uso i led, invece della lampada alogena, per risparmiare energia. A parte questo l’esplorazione procede tranquilla, unica nota negativa il nuovo insuccesso nel tentativo di fotografare la cascata del Pissai: stavolta mi ero portato una lampada da 100 watt per illuminare la sala e, in effetti, la cascata riusciamo a vederla bene e tutta, ma per le foto avrei dovuto provare con la messa a fuoco manuale, perché con l’automatica si riprendono solamente le miriadi di goccioline generate dalla cascata stessa, sarà per un’altra volta… Alla fine anche i bambini, chi più (la Laura) e chi meno (Andrea) saranno contenti della gita, la grotta dopotutto è sempre comoda e larga, c’è sì qualche punto dove stare attenti a non scivolare, ma è sempre attrezzato con catene e passerelle di legno; alcuni dicono che sia la più bella grotta fra quelle non turistiche e in cui non necessita l’attrezzatura completa speleo, io, sinceramente, pur apprezzandola molto, non sono d’accordo: sono belli i laghetti, la cascata è grandiosa, la conformazione pure, ma preferisco grotte più concrezionate come quella di Verzi, la Grotta Europa, la Tana che Urla, la Grotta della Galleria e anche San Giovanni di Laorca, per esempio, tra quelle che ho visitato.