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Grotta delle Vene da Carnino Inferiore

Grotta delle Vene da Carnino Inferiore

Percorso Inedito
24-08-2019
Carnino Inferiore (1360) – Colla di Carnino (1585) – Grotta delle Vene (1560) – Colla di Carnino (1585) – Carnino Inferiore (1360).
5 Km. circa.
350 m. circa.
Ratasuira e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, fino alla grotta. Per quanto riguarda la grotta il percorso interno da noi effettuati è paragonabile ad un EE, per escursionisti esperti, (tenendo presente che però in grotta è tutto più complicato), con un paio di passaggi comunque piuttosto ostici, che meriterebbero la valutazione F (alpinistico facile) quantomeno. Trattasi il primo di una strettoia verticale con un paio di saltini di almeno II grado e assai scomodi, mentre il secondo è costituito da una parete esposta di II-III attrezzata però con una corda, io ho trovato più ostico il primo passaggio, ma non è detto tutti siano d’accordo. Per il resto la difficoltà più rilevante potrebbe essere l’orientamento, dati i tanti rami secondari, ma i numerosi, anzi quasi sovrabbondanti, segnavia, aiutano parecchio A parte questo è necessaria la normale attrezzatura da grotta, casco, lampada (con pile e luci di riserva) e magari tuta e guanti.
Da Genova fino a Savona e quindi all’uscita di Ceva sulla Savona-Torino. Da Ceva si prende per Garessio, Ormea e Colle di Nava. Raggiunta Ormea si continua verso il Colle di Nava. Giunti a Ponte di Nava, invece di svoltare sulla ss28 per il colle, si prosegue dritti per Viozene sulla sp154. In 10 Km si arriva a Viozene e dopo altri 5 Km si arriva al bivio per Carnino che si imbocca sulla destra. Percorriamo quindi quasi un Km e mezzo e giungiamo quindi a un bivio, dove prendiamo sulla destra per Carnino Inferiore, mentre a sinistra andremmo a Carnino Superiore, di pochi metri più alto; proseguiamo quindi per soli 130 metri e parcheggiamo quindi a Carnino Inferiore.
dal parcheggio continuiamo brevemente su asfalto fino alle case, dove troviamo un bivio, dove prendiamo il sentiero a sinistra (a destra si torna verso la strada asfaltata più sotto), passando subito a sinistra della Foresteria di Carnino. Il sentiero quindi sale tagliando la sterrata in due punti, per poi arrivare ad un bivio segnalato da cartelli, dove lasciamo a sinistra per il Passo delle Saline e prendiamo a destra per la Colla di Carnino. Giunti quindi alla Colla, dopo circa 700 metri, iniziamo a scendere dolcemente sull’altro versante, dopo poco meno di 600 metri troviamo un bivio non segnalato, dove entrambe le direzioni vanno bene, noi all’andata prendiamo a destra, traversando quindi un oscillante ponte himalayano e, quindi, giungiamo al bivio segnalato per la Grotta, dove prendiamo a sinistra seguendo le indicazioni. Saliamo quindi sul ripido sentiero infilandoci in una gola tra le pareti ed un torrione roccioso a destra e quindi giungendo in breve all’apertura della grotta. Il ritorno avviene sulla stessa via tranne che, appena usciti dalla gola rocciosa che da accesso alla grotta, prendiamo a destra un sentiero che consente di evitare il ponte himalayano e poi si ricollega a quello dell’andata. Riguardo al percorso in grotta, si trovano varie deviazioni, ma noi abbiamo cercato, almeno all’andata di seguire il ramo principale, segnalato da vari segnavia, gialli e bianchi soprattutto. In particolare noi abbiamo provato a seguire quelli gialli, che presumibilmente vanno al primo sifone. Nella prima parte in ogni caso vige la regola di tenersi sempre a sinistra nei bivi, quindi, più avanti, bisogna andare anche a destra, seguendo i segni gialli che di solito indicano comunque il ramo che a vista sembra più agevole. Impossibile comunque ricordare tutti i bivi quindi occorre quindi prestare attenzione ai segni gialli per l’andata ed a quelli bianchi e, soprattutto, alle frecce con la scritta “U” per il ritorno, che indicano appunto la direzione per l’uscita. Seguendo quindi il ramo principale, si trovano quindi due punti un po’ più ostici, come descritto nella sezione difficoltà, dopo il secondo affrontiamo quindi una facile galleria e giungiamo ad un bivio segnato a sinistra con una x gialla, mentre noi proseguiamo a destra in uno stretto ma alto meandro con alcune belle vaschette in prevalenza asciutte, passato il quale si scende al primo sifone, dove ci siamo fermati, ma è possibile continuare a sinistra infilandosi in un cunicolo in alto arrampicandosi (assai difficile e scivoloso) con l’aiuto di una corda. Per il ritorno, si può subito fare una variante passando per il ramo segnato con una X gialla che presenta alla fine un passaggio che forse sarebbe difficile fare nell’altro senso, giungiamo poi alla parete attrezzata con corda, scesa la quale è possibile prendere una via alternativa più facile e veloce, ma non segnata, anzi vi si trovano solo frecce bianche indicanti l’uscita in senso contrario; difficile dare una descrizione di questa via, che inizia a sinistra di quella percorsa all’andata, in quanto si incontrano vari bivi e dove l’unico indizio di essere sulla via giusta è dato da un paio di gallerie con corde piazzate sulle pareti a mo’ di corrimano, ma in effetti assolutamente inutili.
grotta non molto concrezionata indubbiamente e pure asciutta, perlomeno per la parte che abbiamo visitato, il cui interesse principale sta comunque nel fascino di addentrarsi così a lungo sottoterra e anche nelle varie forme scavate dall’acqua nelle rocce. La cosa più bella è comunque l’azzurro laghetto del primo sifone.
Percorso Inedito
24-08-2019
Carnino Inferiore (1360) – Colla di Carnino (1585) – Grotta delle Vene (1560) – Colla di Carnino (1585) – Carnino Inferiore (1360).
5 Km. circa.
350 m. circa.
Ratasuira e soundofsilence.
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