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Grotta Cisque

Grotta Cisque

Percorso Inedito
07-11-2020
Rifugio San Benedetto (110) – Grotta del Mulo (245) – Grotta della Valle (245) – Tartaruga (270) – Grotta Cisque (280) – Arma delle Anime (320) – Grotta dell’Elefante (335) – Formaggette (350) – Bric della Croce (390) – Grottino Bric della Croce (310) – Cianassi (225) – Rifugio San Benedetto (110).
5 Km. circa, 5,5 quelli effettuati da noi con un errore di percorso.
410 m. circa, 470 circa quelli fatti da noi con uno sbaglio di percorso.
Alessio, Chiara e Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE fino all’Arma delle Anime per terreno ripido e a tratti sconnesso, con un punto in cui si usano le mani sugli alberi poco prima dell’Arma delle Anime 2. E il successivo tratto fino al Bric della Croce, quindi EE la discesa fino a Cianassi per sentiero che presenta qualche facile saltino, tutto il resto E. Per la visita alla Grotta Cisque occorrono casco e lampade con pile di riserva e magari tuta e guanti, dati i primi metri in cui si striscia. La percorrenza della grotta è poi facile, l’unico ostacolo è rappresentato dall’entrata assai bassa, in cui si passa appena strisciando per e o 4 metri (passaggio basso ma largo, non vi è pericolo di finire incastrati).
Da Genova in autostrada fino all’uscita di Finale Ligure. Dallo svincolo ci si immette sulla sp490 che si imbocca verso sinistra in discesa verso il mare. Dopo 1,5 Km circa si prende a sinistra per Finalborgo e si gira immediatamente nuovamente a sinistra di fronte alla porta del borgo per continuare sulla sp17 in direzione parallela e opposta alla sp490 appena percorsa. Dopo 2 Km. circa imbocchiamo una stretta stradina in salita sulla destra (Indicazioni x Osteria Castel Gavone e Azienda Turistica 5 Campanili). Percorriamo la predetta stradina per circa 1,5 Km arrivando quindi alla Chiesa di Perti, dove troviamo un cartello segnalante divieto di circolazione ai non residenti, che però è più un pro forma per evitare responsabilità da parte del Comune, visto che tutti passano tranquillamente oltre e non vengono assolutamente date multe; proseguiamo quindi oltre per poco meno di un Km e, superata la Cappella di San Benedetto, parcheggiamo in un piccolo slargo 100 metri dopo (150 metri prima circa di giungere a Case Valle, dove, se preferiamo, possiamo trovare più ampio spazio per la macchina).
dal parcheggio si torna indietro lungo l’asfalto per poco più di 100 metri fino alla Cappella di San Benedetto sulla sinistra e al piccolo anfratto sulla destra (Rifugio di San Benedetto), da dove parte il ripido sentiero che imbocchiamo. Il sentiero sale molto ripido e dritto per un centinaio di metri, poi piega a destra ed inizia a salire più dolcemente. Dopo 150 metri circa dall’aver curvato, noi abbiamo effettuato una deviazione senza traccia sulla sinistra, di neanche 100 metri verso sud-ovest, seguendo vaghe tracce nel bosco per giungere quindi ad un riparo sottoroccia con alcuni massi accatastati a cintarlo, ma direi che non vale assolutamente la pena di fare questa deviazione. Continuando invece sul sentiero principale per altri 270 metri, si giunge alla Grotta del Mulo, che visitiamo (consigliato casco e lampada se si vuole accedere alla bassa sala terminale). Dalla Grotta del Mulo prendiamo poi la traccia sulla destra, più o meno di fronte alla grotta, anche se non è facile individuarne l’inizio; in effetti qui noi abbiamo sbagliato strada, continuando dritti a sinistra sulla Via del Mulo (segnavia VM), per poi accorgerci dell’errore e tornare alla grotta e prendere a sinistra in piano. La traccia imboccata procede quindi pressoché pianeggiante per circa 260 metri; per trovare quindi, a quota 250 circa, un bivio dove prendiamo a sinistra e in breve (50 m.) arriviamo all’interessante Grotta della Valle che non presenta difficoltà alla visita se non la necessità di una lampada. Visitata la Grotta torniamo al bivio e proseguiamo dritti a sinistra giungendo in circa 40 metri alla strana formazione della “Tartaruga”, grande dolmen probabilmente naturale e non eretto dall’uomo. Proseguendo in salita dalla tartaruga arriviamo ad un parete dove si apre il piccolo buco che costituisce la Grotta Cisque, qui è anche presente un bivio sulla destra che porta su una stretta cengia che arriva fino al Grottino del Bric della Croce; in questa occasione però, visitata la grotta, trascuriamo la deviazione a destra e continuiamo a salire dritti superando un salto di roccia aiutandoci con gli alberi, giungendo in breve in vista dell’Arma delle Anime 2, piccola apertura sormontata da alcuni buchi. Qui è possibile entrare nella grotta e, attraverso un facile e non stretto cunicolo sulla destra, arrivare all’Arma delle Anime in qualche decina di metri (necessari comunque casco e lampada frontale) oppure arrivare alla stessa grotta continuando dritti sul sentiero. Visitata la suggestiva Arma delle Anime, continuiamo lungo il sentiero per circa 100 metri per prendere a sinistra la deviazione in breve salita che porta a visitare la Cava Medievale, visitata la quale riprendiamo il sentiero principale verso sinistra, ed in 40 metri circa raggiungiamo la Via del Purchin che imbocchiamo verso sinistra per andare a visitare la Grotta dell’Elefante. Percorriamo quindi il sentiero (segnavia VP) per circa 200 metri fino ad un incrocio, dove prendiamo a destra giungendo in breve sull’orlo della falesia. Da qui una breve deviazione ancora a destra sul bordo della falesia consente di visitare l’ingresso della Grotta dell’Elefante, costituito da un arco naturale, attraverso il quale ci si può calare con una corda presente in loco, cosa che non consiglio di fare se non si è sicuri di essere in grado di risalire o dotati di attrezzatura alpinistica (corda imbrago, discensore, cordini per nodi autobloccanti) perché superare il primo pezzo strapiombante in salita non è per niente facile. Visitata in ogni caso la grotta si torna sui nostri passi fino al bivio dove abbiamo imboccato la Via del Purchin e continuiamo dritti, ma subito, (dopo poco più di 10 metri) deviamo a sinistra per visitare le “Formaggette” e l’Acropoli. La zona è piuttosto infrascata ed è impossibile darne una descrizione dettagliata, ma le distanze sono comunque assai ridotte e non è certo difficile arrivare al cospetto delle “Formaggette”, grossi massi impilati in un gigantesco ometto di pietra, presumibilmente eretto in epoca preistorica. Proseguendo si può salire, con attenzione, sulla destra sulla vetta della cosidetta Acropoli, imponente e caratteristica formazione rocciosa. Si ridiscende quindi dall’Acropoli e dirigendosi a destra, sulla sinistra della pareti della stessa, si torna alla Via del Purchin che riprendiamo a seguire verso sinistra. Dopo neanche 100 metri troviamo quindi un bivio, dove prendiamo a sinistra per dirigerci verso il Bric della Croce, sommità della Rocca di Perti, che raggiungiamo in una decina di minuti. Dalla vetta scendiamo quindi verso destra sul sentiero segnato fino a giungere ad incrociare il sentiero Fossati, dove continuiamo in discesa a sinistra, giungendo subito al caratteristico Grottino del Bric della Croce. Visitato il Grottino continuiamo a scendere sul sentiero segnato fino a giungere al parcheggio di Cianassi, da dove imbocchiamo la strada asfaltata sulla destra, che seguiamo fino al parcheggio.
la grotta Cisque vale sicuramente vincere il timore che lo stretto ingresso incute per le tante e belle stalattiti che presenta, il resto del giro, che già avevo effettuato e descritto in altre gite, non è sicuramente da meno e passa da luoghi imperdibili come le “Formaggette” e l’Arma delle Anime, ma non vi è dedicato molte foto avendone fatte moltissime in passato.
Percorso Inedito
07-11-2020
Rifugio San Benedetto (110) – Grotta del Mulo (245) – Grotta della Valle (245) – Tartaruga (270) – Grotta Cisque (280) – Arma delle Anime (320) – Grotta dell’Elefante (335) – Formaggette (350) – Bric della Croce (390) – Grottino Bric della Croce (310) – Cianassi (225) – Rifugio San Benedetto (110).
5 Km. circa, 5,5 quelli effettuati da noi con un errore di percorso.
410 m. circa, 470 circa quelli fatti da noi con uno sbaglio di percorso.
Alessio, Chiara e Soundofsilence.
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