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Falesie Soubeyranes anello per Grande Arche de la Ciotat e Vire des Immortelles da Parc Roche Redonne

Falesie Soubeyranes anello per Grande Arche de la Ciotat e Vire des Im...

Percorso Inedito
11-02-2024
Parc de la Roche Redonne (95) – Dent du Chat (228) – Grande Arche de la Ciotat (250) – Bau Rous (325) - Col du Faucon (314) – Grotte des Emigrès (275) – Pas de la Chevre (230) – Falaises Soubeyranes (360-300) - Parc de la Roche Redonne (95).
15 Km. circa.
650 Km. circa.
Laura, Stella Polare, Maurino, Orfeo, Ornella, Ivonne e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
L’esplorazione della zona del Grande Arche de la Ciotat e quella del Bau Rous è sicuramente EE, per escursionisti esperti, con alcuni tratti F (alpinistico facile), per accedere ad alcune grotte, piuttosto delicate, soprattutto in presenza di umidità. EE, per escursionisti esperti, ma facile, il tratto di Vire des immortelles che abbiamo percorso, mentre, anche qui, la salita ad un paio di grotte soprastanti può essere valutato F, in quanto necessita dell’uso delle mani. Tutto il resto E, per escursionisti medi.
Da Genova si prende l’autostrada A10 e la si segue fino a Ventimiglia, quindi si prosegue in Francia, sempre su autostrada. In Francia percorriamo l’A8, passando Nizza, Cannes e quindi Saint-Raphael e Frejus, per giungere quindi al bivio per la A57 (direzione Toulon e la Seyne sur Mer) che imbocchiamo, lasciando quindi la A8. Con la A57 attraversiamo il centro di Toulon e quindi continuiamo fino all’uscita nr. 9 (La Ciotat). Usciti a La Ciotat giungiamo subito ad una rotonda, dove proseguiamo dritti sulla strada principale (D40B per la Ciotat Centre). Alla rotonda successiva imbocchiamo a destra le Chemin des Puits Brunet, qundi continuiamo dritti sula D141, sempre Chemin des Puits Brunet, fino a prendere a destra, ad una rotonda, le Chemin de Fardeloup, che subito lasciamo, per prendere a destra ancora il Chemin Louis Crozet. Al primo bivio continuiamo quindi a sinistra ancora sul predetto Chemin, per poi lasciarlo a destra e continuare dritti sul Chemin des Carrieres, fino a giungere al bivio col Chemin de la Redonne, che imbocchiamo verso sinistra e che seguiamo fino al termine presso una sbarra, parcheggiando nello slargo sulla destra o nella stradina sterrata che da lì si diparte.
dal parcheggio superiamo la sbarra e continuiamo su strada asfaltata interdetta al traffico, continuiamo quindi superando alcune cave a sinistra che, volendo, possiamo brevemente visitare, magari percorrendole parallelamente all’asfalto. Dopo 900 metri dalla sbarra, una sterrata si diparte a destra e, pochi metri più avanti, un sentiero a sinistra, qui lasciamo la strada asfaltata per prendere quindi il sentiero a sinistra. Il sentiero, anche questo comunque costituito da una sterrata, sale in breve verso una formazione rocciosa sulla destra, chiamata Dent du Chat, al quale, volendo, si può salire, ma direi non ne vale particolarmente la pena. Superato il Dent ci troviamo subito in prossimità del Grande Arche de la Ciotat, prima del quale troviamo un bivio per passare alla destra o alla sinistra dell’arco (conviene indubbiamente passare da entrambe le parti, per esplorare le numerose grotte ed archi che crivellano la barra rocciosa che inizia con il Grande Arco (Crete de Terrevaine). Al bivio noi abbiamo preso a sinistra, quindi abbiamo deviato a destra salendo sotto al grande arco, per poi riscendere al sentiero. Superato il Grande Arche, passiamo sotto una prima grotta che possiamo raggiungere con un breve sentierino a destra. La salita all’itnerno della grotta la consiglio, in quanto trattasi di grotta passante che permette, volendo, di passare sull’altro versante, ma la salita è da effettuare con cautela dato che la roccia può risultare scivolosa e non presenta quasi nessun appiglio od appoggio. Io, salito nella grotta sono ridisceso senza passare sull’altro versante, continuando così sul sentierino che subito porta ad una seconda grotta, anche questa di accesso delicato, ma leggermente meno in definitiva, perché qui ci si può aiutare con le rocce sulla destra. Visitata e supera la seconda grotta continuiamo quindi sul sentierno per neanche 100 metri, per imboccare quindi una traccia in salita sulla destra, che consente di portarci sulla cima della Crete de Terrevaine, che imbocchiamo verso destra. Dopo neanche 50 metri è possibile scendere facilmente dalla Crete grazie ad un’interruzione della stessa sulla sinistra. Scendiamo quindi a sinistra e troviamo subito un primo piccolo buco, infilandosi nel quale ci accorgiamo che è possibile uscirne da sopra e ritornare in cima alla Crete de Terrevaine, cosa che però ho evitato di fare, riscendendo a sinistra e giungendo subito ad una seconda più grande grotta, che sul fondo presenta un passaggio che dovrebbe essere quello che abbiamo visto dall’altro lato della Crete. Visitata anche questa seconda grotta scendiamo al sottostante chiaro sentiero e proseguiamo brevemente a destra per godere della vista del Grande Arche anche da questo lato, quindi invertiamo marcia e seguiamo il sentiero principale, con il quale passiamo sotto le due grotte appena visitate e giungiamo, dopo un centinaio di metri ad una nuova grotta, di più semplice accesso, che presenta 3 buchi oltre l’uscita principale. Visitata anche questa grotta continuiamo su una traccetta sotto la Crete, lasciando sotto il sentiero principale, visitando così un paio di altre grotte, dopo le quali troviamo una traccetta, un po’ infrascata, che ci riporta in breve al sentiero principale che riprendiamo a seguire verso sinistra. Dopo circa 600 metri giungiamo quindi ad un colletto, dove sulla destra si trova un’altra falesia, abbastanza simile a quella appena visitata e anche qui ci accingiamo ad esplorarla, imboccando la traccia che ne segue il crinale (ve ne sono altre che passano più in basso a destra ed a sinistra). Giungiamo quindi in vista di un buco sulla destra, che, entrandovi, rivela di essere doppio. Sbucando quindi dall’altra parte, possiamo poi salire, sulla destra, alla vetta soprastante, che potrebbe essere la sommità del Bau Rous, anche se la precedente elevazione, decisamente più inaccessibile, mi è sembrata leggermente più alta). Visitata la vetta continuiamo a seguire la cresta, giungendo ad un saltino in discesa, che immette in una specie di canyon, che seguito, porta prima ad un basso buchetto e, quindi, ad un grande arco naturale, visitato il quale invertiamo marcia e torniamo al colletto da dove avevamo iniziato l’esplorazione del Bau Rous; qui continuiamo dritti a destra, giungendo in circa 300 metri sull’asfalto della Route des Cretes, che imbocchiamo verso sinistra in salita e che seguiamo fino al primo tornante. Qui lasciamo la strada asfaltata per imboccare il sentiero, segnato in giallo, che percorre la cima delle falesie, volendo possiamo imbocccarlo verso sinistra per raggiungere il breve la vetta della Grande Tete, noi invece siamo andati direttamente a destra scendendo su lastroni di pietra fino ad un primo colletto, dove risaliamo verso una roccia a forma di fungo, per poi scendere fino al successivo Col du Faucon. Qui abbiamo lasciato il sentiero giallo per scendere a sinistra sul sentiero segnato in nero, deviazione comunque facoltativa, ma meritevole. Dopo una prima breve discesa ripida giungiamo ad un bivio, anche se il sentiero di destra non è evidentissimo, ma noi comunque continuiamo in piano verso sinistra, giungendo subito sotto una grotta, a cui volendo possiamo salire con passi di I grado. Raggiunta la grotta possiamo scendere sulla sinistra con più facile sentierino e quindi riprendere il sentiero principale pianeggiante verso sinistra. In breve arriviamo sotto una seconda grotta, coll’entrata integrata da un muretto, alla quale saliamo facilmente, si tratta della Grotte des Emigrès. Visitata anche questa grotta, uscendo, ne possiamo visitare una sulla sinistra, risalendo una ripida e stretta rampa di roccia e terra. Visitare le due grotte continuiamo quindi verso sinistra sul sentiero principale, segnato con tacche nere, giungendo in breve ad una terza grotta immediatamente sopra il sentiero. Da qui abbiamo continuato per altri 700 metri finche il sentiero procede facile e più o meno pianeggiante fino ad un punto in cui è indicato di scendere e di non proseguire lungo le falesie, dove in effetti troveremmo un bel salto, punto da cui si dovrebbe giungere in breve al Pas de la Chevre, dove iniziano le difficoltà alpinistiche della Vire des Immortelles. Qui abbiamo invertito marcia, non essendo attrezzati, e siamo tornati fino al bivio iniziale fin sotto il Col du Faucon, dove, invece di risalire, abbiamo continuato dritti, su sentierino esile, ma facile, che in circa 300 metri si ricongiunge col sentiero giallo, sul quale continuiamo verso sinistra. Superiamo quindi una prima elevazione, per giungere quindi ad un primo colletto a fianco della route des Cretes, quindi saliamo un poco più lungamente e scendiamo nuovamente ad un colletto attaccato alla route des Cretes, da dove, volendo, prendendo una sterrata sulla destra, si può tornare direttamente verso la macchina, ma noi abbiamo preferito continuare ancora lungo il crinale delle falesie. Riprendiamo quindi a seguire le falesie in salita sul loro bordo, per circa 600 metri, per giungere ad un bivio, dove ci teniamo ancora a sinistra sul bordo delle falesie per oltre 250 metri, fino ad un punto in cui il sentiero compie un tornante e torna appunto al bivio testè descritto, dove ci teniamo a sinistra, tornando così, in 600 metri circa, alla Route des Cretes, dove troviamo sulla sinistra la strada sterrata che ci riporta verso la macchina (dobbiamo imboccare la prima sterrata a sinistra, non la seconda). Seguiamo quindi la sterrata in discesa per circa 2 Km, giungendo ad un bivio di sterrate, dove ci teniamo a destra, giungendo, 200 metri dopo, ad un nuovo bivio, dove stavolta teniamo la sterrata di sinistra. Dopo quasi 900 metri ci immettiamo quindi su una strada asfaltata, che imbocchiamo verso sinistra. Seguiamo quindi l’asfalto per quasi 300 metri e, passata una casa chiusa da un muro di cinta sulla destra, al termine del muro imbocchiamo una stradina sterrata a destra in salita, che in poco più di 150 metri, ci porta sul Chemin de la Roche Redonne, percorso all’andata, che imbocchiamo verso sinistra, giungendo in breve al parcheggio.
splendidi archi, grotte e gallerie, spesso vista mare e Calanques Marsiglia, splendide altissime falesie a picco sul mare, tutto in un giro mozzafiato.ciao
Percorso Inedito
11-02-2024
Parc de la Roche Redonne (95) – Dent du Chat (228) – Grande Arche de la Ciotat (250) – Bau Rous (325) - Col du Faucon (314) – Grotte des Emigrès (275) – Pas de la Chevre (230) – Falaises Soubeyranes (360-300) - Parc de la Roche Redonne (95).
15 Km. circa.
650 Km. circa.
Laura, Stella Polare, Maurino, Orfeo, Ornella, Ivonne e soundofsilence.
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