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Isolella anello per Punta Sette Nave

Isolella anello per Punta Sette Nave

Percorso Inedito
24-09-2022
Parcheggio Carrefour (5) – Anse Medea (0) - Punta Sette Nave (0) – Parcheggio Carrefour (5).
5,3 Km. circa, ma il tempo per percorre il giro è molto di più di quanto la distanza farebbe supporre, dato che la grande maggioranza del percorso si svolge su scogliere senza traccia e con passaggi a volte non semplici.
il dislivello non è facilmente quantificabile in quanto si rimane più o meno sempre al livello del mare, ma su scogliera ci sono certamente tante piccole discesine e risalitine che possono alla fine formare un qualche dislivello, diciamo un 100 metri.
Silvia e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
T, turistico il ritorno e un breve tratto dell’andata su strada asfaltata, mentre tutto il resto su scogliera quasi sempre senza traccia è EE (per escursionisti esperti) e vi sono poi alcuni punti, diciamo meno di una decina in cui le difficoltà sono anche superiori, in quanto occorre usare le mani e vi è almeno una certa esposizione. Il punto più difficile è la salita al doppio arco finestra dopo Punta Sette Nave, facoltativo, ma direi anche imperdibile, trattasi comunque di passaggi di II, esposti e scomodi. Per il resto le difficoltà sono concentrate quasi tutte poco prima di giungere all’estremità dell’Isolella, si trovano in effetti in successione: una paretina esposta tra il I e il II, un guado difficile e una rampa terrosa assai ripida ed infrascata.
Si parcheggia presso il Carrefour dell’Isolella, sulla costa a sud di Ajaccio.
spalle al parcheggio imbocchiamo la strada asfaltata verso sinistra e, subito prima della rotonda, giriamo a destra verso la costa, attraversando un piccolo parco. Giunti in breve alla costa la seguiamo il più possibile verso destra, giungendo in breve all’ampia spiaggia nominata Anse Medea, Attraversiamo quindi la spiaggia e prendiamo subito un viottolo sulla destra, per tagliare via un breve tratto di costa che sembra piuttosto infrascato), quindi, dopo una sessantina di metri, prendiamo a sinistra paralleli alla costa, per poi prendere a sinistra, dopo circa 150 metri, e tornare in riva al mare e riprendere a seguire la linea di costa verso sinistra, giungendo quindi ad una nuova spiaggia che attraversiamo. Superata la spiaggia il percorso si fa più accidentato, chiusi tra il mare e l’adiacente muro delle ville, ma si passa abbastanza bene fino a raggiungere una punta caratterizzata da alcune dita di roccia rossastre. Si supera quindi una successiva spiaggetta ed un tratto di scogliera più impegnativo per giungere quindi ad un promontorio che sembra porre termine all’Isolella (in realtà superatolo si scopre che c’è ancora parecchio…). Giunti quindi al predetto promontorio, è interessante esplorarlo per le bizzarre e alte dita di granito che lo caratterizzano. Dopo il promontorio superiamo una bella caletta sabbiosa, quindi incontriamo un viottolo a destra che permette volendo di interrompere il giro e tornare al punto di partenza su asfalto, mentre noi invece continuiamo a seguire la costa. Superate un paio di calette le cose si fanno più complicate ed occorre arrampicare una paretina esposta di un paio di metri per continuare, per trovare poi un guado difficile, da superare con salto su masso in mezzo, oppure, come abbiamo fatto noi, sedendosi per scendere nella parte più vicina alla riva. Passate queste due difficoltà ci troviamo in una caletta chiusa da una alta parete di granito. Dopo qualche tentativo di passare la parete decidiamo che è meglio superare la rampa terrosa alle spalle della cala. Si tratta di una rampa molto ripida e scivolosa, ma di pochi metri, che superiamo con l’ausilio degli alberi, nonostante la vegetazione fastidiosa ed intricata. Ci troviamo così sotto le mura di una villa che qui passano a ponte sopra di noi, prendiamo quindi a sinistra, sopra la parte bassa del muro di granito che ci sbarrava la strada e, fatti pochi passi su una cengia, accanto a caratteristici torrioni, pieghiamo, non senza qualche difficoltà, a destra, accedendo ad un piatto ripiano, qualche passo ancora e abbiamo quindi superato del tutto la muraglia di granito e quindi pieghiamo a sinistra fiancheggiando sulla destra da sotto. Così facendo giungiamo ad un recinto che dobbiamo scavalcare, ci troviamo infatti dentro le recinzioni di una villa, pur non avendo scavalcato niente, ma siccome siamo comunque praticamente sulla linea di costa, secondo la legge, sono le recinzioni che non ci dovrebbero essere, non noi.* Passato comunque il recinto e sceso un successivo saltino di roccia, ci troviamo di nuovo a seguire la scogliera verso destra, ormai in vista dell’estremità dell’Isolella, che raggiungiamo senza grosse difficoltà. L’estremità dell’Isolella è nominata propriamente Punta di 7 Nave, ma non è indicata dalle mappe in questo punto, che si sembra il più sporgente, ma più a nord. Continuiamo quindi sulla scogliera verso nord, notando a destra l’arrivo di una strada, che useremo per il ritorno. Proseguiamo quindi facilmente su scogliera, qui caratterizzata da belle e bizzarre formazioni di granito, fino a giungere in vista di una caletta, per accedere alla quale occorre scendere un canalino ripido e scivoloso. Passata la cala giungiamo quindi al punto sulla mappa indicato come Punta di Sette Nave, caratterizzato da una serie di isolotti che la prolungano. Proseguendo lungo la cosa una trentina di metri oltre la Punta, giungiamo ad una magnifica struttura rocciosa sormontata da due grosse rocce appoggiate che formano due finestre. Per salire tale struttura occorre aggirarla lato mare, quindi salire una stretta cengia e al termine della quale piegare a sinistra per issarsi, non senza difficoltà, al terrazzino sommitale. Da qui possiamo ammirare le finestre, per poi scendere sull’altro lato, lasciandosi calare da due scivoli (che magari possono costituire anche via di salita meno esposta, ma non so se più semplice data la mancanza di appigli). Scesa così la struttura rocciosa sarebbe anche possibile continuare il periplo dell’Isolella, tramite sentierini e\o scogliera e credo sarebbe anche stato interessante, ma ci manca il tempo e torniamo quindi indietro al vicino bivio con la strada, che imbocchiamo verso sinistra, trovando subito un bivio dove prendiamo ancora a sinistra. Dopo poco più di 100 metri incrociamo la strada principale che fa il giro intorno alla torre, qui parte anche un sentiero per la Torre e sarebbe interessante seguirlo per il ritorno, ma anche se non allungherebbe granchè, è troppo tardi per provare e continuiamo sulla strada asfaltata verso destra (sarebbe comunque da verificare se predetto sentiero sale direttamente alla torre o fa il giro per salire da dietro, seconda ipotesi che allungherebbe parecchio il percorso). Seguiamo quindi l’asfalto per 700 metri, arrivando quindi al bivio a destra con il Chemin de Cala Medea, in fondo alla quale vi è un parcheggio che può essere un altro punto di partenza per esplorare l’Isolella, ma noi invece continuiamo dritti a sinistra per altri 500 metri, fino ad immetterci sul Chemin de l’Isolella, che imbocchiamo verso destra e, con il quale, in meno di 400 metri, ci ritroviamo al parcheggio.
giro nato a causa del brutto tempo che ci ha consigliato di fare qualcosa di breve e vicino, ma che mi ha molto sorpreso, peccato non aver visto i colori col sole, ma le forme di granito degne di Capo Testa in Sardegna mi hanno veramente impressionato, soprattutto l’imperdibile struttura alla fine del giro sormontata da due bellissime finestre nella roccia, ma anche tutto il resto è veramente suggestivo.
Percorso Inedito
24-09-2022
Parcheggio Carrefour (5) – Anse Medea (0) - Punta Sette Nave (0) – Parcheggio Carrefour (5).
5,3 Km. circa, ma il tempo per percorre il giro è molto di più di quanto la distanza farebbe supporre, dato che la grande maggioranza del percorso si svolge su scogliere senza traccia e con passaggi a volte non semplici.
il dislivello non è facilmente quantificabile in quanto si rimane più o meno sempre al livello del mare, ma su scogliera ci sono certamente tante piccole discesine e risalitine che possono alla fine formare un qualche dislivello, diciamo un 100 metri.
Silvia e soundofsilence.
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