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Cassis traversata per le falesie Soubeyranes da La Ciotat e Grande Arche de la Ciotat

Cassis traversata per le falesie Soubeyranes da La Ciotat e Grande Arc...

Percorso Inedito
18-03-2018
1) Park du Mugel (15) – Anse du Sec (20) – Anse de Figuerolles (0) – Chapelle Notre Dame de la Garde (95) – Sainte Fretouse (135) – Semaphore du Bec de l’Aigle (305) – Grande Tete (390) - Cresta Bau Rous (320) – Col du Faucon (305) – Arche Soubeyrane (275) – Col du Faucon (305) – Grotte des Espagnols (305) – Cassis (205). 2) Park Terrevaine (310) – Grande Arche de la Ciotat (255) – Park Terrevaine (310).
17,5 Km la traversata delle falesie Soubeyranes da La Ciotat a Cassis. 1 Km. la visita all’Arche de la Ciotat (Pont naturel de Terrevaine).
1020 circa per la traversata, 80 circa per l’arco naturale.
Luana, Luca, Stefy, Gheroppa, Kay e Davide.
Scarica la traccia Gps
EE (per escursionisti esperti), ma facile la salita al rilievo sopra la Chapelle de Notre Dame de la Garde, un poco esposto. EE la variante sulle cengie sottostanti il Semaforo che abbiamo imboccato da Sainte Fretouse, a tratti ripida ed esposta, da fare con prudenza. EE la cresta del Bau Rous e quella di Terrevaine, con alcuni passaggi ripidi e/o leggermente esposti, specie la seconda. Tutto il resto E, per escursionisti medi.
premesso che per effettuare la traversata occorrono due mezzi, uno da lasciare a La Ciotat e uno a Cassis (noi abbiamo lasciato la macchina alla Ciotat e una bici a Cassis), descrivo ora come giungere ai 3 punti di partenza (c’è anche il punto dove abbiamo parcheggiato la macchina per visitare il Grande Arche de la Ciotat). Da Genova si prende l’autostrada A10 e la si segue fino a Ventimiglia, quindi si prosegue in Francia, sempre su autostrada. In Francia percorriamo l’A8, passando Nizza, Cannes e quindi Saint-Raphael e Frejus, per giungere quindi al bivio per la A57 (direzione Toulon e la Seyne sur Mer) che imbocchiamo, lasciando quindi la A8. Con la A57 attraversiamo il centro di Toulon e quindi continuiamo fino all’uscita nr. 9 (La Ciotat). Usciti a La Ciotat giungiamo subito ad una rotonda, dove proseguiamo dritti sulla strada principale (D40B per la Ciotat Centre). Alla rotonda successiva continuiamo sempre in direzione La Ciotat Centre sulla D40B e, subito dopo, troviamo un’altra rotonda dove iniziamo a seguire le segnalazioni per la Route des Cretes. Alle successive 4 rotonde continuiamo dritti sempre seguendo l’indicazione Calanques – Route des Cretes, quindi, al primo semaforo, prendiamo a destra l’Avenue Marcel Camusso, seguendo sempre le segnalazioni per la Route des Cretes, che, praticamente, inizia qui. Seguiamo quindi la Route de Cretes per 10,5 Km da questo punto fino a trovarci ad un crocevia di tre strade asfaltate (una è quella da dove veniamo, la seconda è la continuazione della nostra verso Cassis e la terza sulla destra diventa poi sterrata) subito dopo la barra usata per chiudere la strada in caso di forte vento (in loco anche un cartello che avvisa del pericolo vento). Qui dobbiamo lasciare il primo mezzo (noi abbiamo lasciato la bici), per ripercorrere quindi al contrario tutta la route des Cretes fino a La Ciotat, dove seguiamo le indicazioni per i parcheggi, in particolare per quello del Vieux Port, fino a quando non compaiono quelli per il Parking du Mugel, che è il parcheggio (gratuito fino a fine Aprile) in cui dobbiamo lasciare la macchina. Il terzo punto di partenza, quello per la Grande Arche de la Ciotat, si individua, venendo da Cassis verso la Ciotat, prendendo per riferimento il punto in cui la strada si biforca; con una brusca svolta a sinistra la Route des Cretes scende verso Cassis, mentre dritti si andrebbe al Semaphore du Bec de l’Aigle se non fosse vietato; prendiamo quindi a sinistra e in corrispondenza del successivo e vicino tornante parcheggiamo in uno slargo.
usciamo dal Park du Mugel e imbocchiamo l’Avenue des Calanques verso destra e dopo neanche 100 metri incrociamo l’Avenue du Mugel che imbocchiamo verso sinistra, giungendo subito al mare in corrispondenza del Calanque du Mugel. Continuiamo quindi verso la costa entrando attraverso un portale nel Parc du Mugel. Proseguiamo quindi lungo la costa fino a giungere ad una piazzola panoramica sulla spettacolare Anse du Sec, dove il sentiero termina. Torniamo quindi indietro una trentina di metri e prendiamo una traccia a sinistra (direzione ovest) che in 150 metri circa ci porta a raggiungere un più chiaro sentiero che imbocchiamo verso sinistra diretti verso un belvedere. Dopo pochi metri incontriamo un bivio a destra che sfrutteremo al ritorno, mentre adesso continuiamo salendo una scalinata che ci porta fino ad una nuova piazzola belvedere.Torniamo quindi indietro 150 metri dalla piazzola e imbocchiamo il predetto bivio a sinistra, tornando così al portale del Parc du Mugel, dal quale usciamo e ripercorriamo quindi i nostri passi fino all’Avenue du Mugel. Percorriamo quindi l’Avenue du Mugel senza girare a destra verso il parcheggio, per circa 400 metri, prendendo quindi a sinistra l’Avenue des Myrtilles.e poi giriamo a destra nell’Avenue des Falaises, seguendo le indicazioni per Figuerolles. Giungiamo quindi alla stupenda cala e quindi torniamo sui nostri passi fino all’Avenue des Falaises (in realtà dovrebbe essere possibile continuare in costa, ma sembra occorra superare una recinzione e, nell’occasione, abbiamo preferito non farlo), dove imbocchiamo a sinistra l’Avenue de Figuerolles. Dopo oltre 250 metri imbocchiamo a sinistra il Chemin de Notre Dame de la Garde, sempre su asfalto, che percorriamo per 500 metri, prendendo poi a sinistra per la Chapelle de Notre Dame de la Garde. Giunti alla panoramicissima Cappella, possiamo salire facilmente sull’elevazione alle sue spalle per godere di un vertiginoso panorama. Tornati alla Cappella, prendiamo un sentierino verso sinistra nell’intento di evitare la strada asfaltata verso il Semaphore du Bec de l’Aigle. Intento che non riusciamo a realizzare pienamente perché il sentiero si perde, è infrascato e non chiaro, quindi decidiamo di dirigerci verso la strada asfaltata imboccandola verso sinistra. Dopo 600 metri di asfalto (ma dipende da che punto lo si raggiunge), imbocchiamo una chiara deviazione a sinistra (la prima comunque). Il nuovo sentiero ci porta fino a dei ruderi, presso i quali incrociamo un altro sentiero, che imbocchiamo verso destra, ma che, dopo pochi metri, abbandoniamo per una deviazione segnata in blu verso sinistra. Il sentiero blu ci porta fino ai ruderi della Villa di Sainte-Fretouse, dalla quale imbocchiamo una strada diretta verso nord. Dopo oltre 200 metri di strada imbocchiamo ancora una deviazione blu verso sinistra. Dopo 85 metri il sentiero si biforca e noi decidiamo di prendere a sinistra una esile ed esposta traccia che sfrutta una cengia lungo le faglie rocciose sottostanti il Semaforo del Bec de l’Aigle. La traccia è segnata in blu, ed a volte in nero, ma non sempre è evidente e non avendo notizie in proposito la seguiamo per circa 300 metri per poi tornare indietro, fermandoci davanti ad una paretina da scalare e segnata in nero. A posteriori non è stata una buona scelta perché oltre la paretina non vi erano ulteriori difficoltà verso il semaforo, ma, non essendo documentati e non vedendo oltre, abbiamo temuto che la scalata fosse molto più lunga. Sempre a posteriori, pare fosse anche possibile proseguire in cengia fino al Col du Faucon, anche se con difficoltà decisamente superiori a quelle fin qua incontrate, sarà per un’altra volta, che la cengia merita veramente (si tratta della Vire des Immortelles). Torniamo quindi sui nostri passi al bivio fra i due sentieri blu e quivi proseguiamo verso sinistra fino al Semaphore. Contorniamo quindi il Semaforo sulla destra e poi proseguiamo sulla traccia a sinistra dell’asfalto. Proseguiamo quindi sul sentiero segnato in giallo, seguendo il bordo della falesia, fino a giungere al punto più elevato che prende il nome di Grand Tete (390). Da qui scendiamo rapidamente alla Route des Cretes. Noi, nell’occasione, invece di continuare sul sentiero che subito lascia a destra l’asfalto, abbiamo imboccato la strada verso destra per andare a cercare il Grande Arche de la Ciotat che avevamo notato passando in macchina. Giunti quindi al primo tornante, prendiamo la pista sterrata chiusa da una sbarra e la seguiamo fino a trovarci all’inizio di una cresta rocciosa a sinistra, dove supponevamo trovarsi l’arco. In realtà abbiamo sbagliato di cresta, in quanto per arrivare a quella con il grande arco avremmo dovuto proseguire per altri 700 metri. In ogni caso anche questa prima cresta è interessante e presenta vari archi naturali, di cui, purtroppo, ne abbiamo visto solo uno, in quanto siamo tornati indietro quando ci siamo resi conto che non era il posto giusto. Tornati quindi all’asfalto lo seguiamo in direzione opposta (ovest), per riprendere quindi appena possibile il sentiero sulla sinistra. Subito incontriamo una grossa roccia a forma di Champignon e quindi riscendiamo alla strada in corrispondenza del Col de Faucon. Qui può essere interessante seguire il sentiero segnato in nero che da qui scende e quindi girare a sinistra (verso est) per ammirare il bell’Arche Soubeyrane e la vicina guglia; subito prima siamo saliti anche ad un panoramico anfratto\grotticella, ma non siamo invece proseguiti abbastanza per vedere la Grotte des Emigrès, distante ancora pochi metri, avendola scambiata per la precedente. Tornati al Col de Faucon, riprendiamo il sentiero verso ovest. Da qui toccheremo la Route des Cretes altre tre volte, con altrettanti saliscendi su entusiasmanti falesie a picco.Cinquecento metri circa dopo aver toccato l’ultima volta la strada, lasciamo le falesie, ormai quasi alla fine, prendendo a destra un sentiero che corre parallelo (a più di 100 metri di distanza) e a sinistra della Route des Cretes. Se abbiamo imboccato il sentiero giusto, dopo poco, noteremo a destra la recinzione attorno alla Grotte des Espagnols. Dalla Grotta circa 900 metri di sentiero ci riportano alla Route des Cretes, che imbocchiamo verso sinistra in discesa e, in breve, giungiamo al punto in cui abbiamo lasciato il secondo mezzo. Per quanto riguarda il Grande Arco de la Ciotat (o Pont Naturel de Terrevaine) abbiamo parcheggiato la macchina al ritorno come descritto sopra e, quindi, abbiamo preso una ripida traccia in discesa dal tornante che poi prosegue in piano e giunge a livello della cresta di Terrevaine, che imbocchiamo sulla sinistra. Poco prima dell’arco, in corrispondenza di una specie di grotta\anfratto, scendiamo a sinistra alla sottostante traccia proveniente dalla cresta del Bau Rous e quindi proseguiamo a destra fin sotto l’arco. Qui saliamo su ripida puddinga (può essere utile usare le mani) fino all’arco. Per il ritorno è possibile costeggiare verso destra e tornare in cresta senza dover risalire e, quindi, tornare sui nostri passi fino alla macchina.
quasi tutti gli escursionisti conoscono i vicini (e fantastici) Calanques di Marsiglia, ma devo dire che questa zona non è da meno, sicuramente diversa, ma altrettanto bella e particolare. Peccato per le orribili gru del porto di La Ciotat che, per fortuna non sempre, rovinano un po’ il panorama e, volendo, per la vicinanza della Route des Cretes che rende il percorso un po’ meno selvaggio di quanto lo si vorrebbe. Ma in quanto a bellezza della natura, come detto, questa traversata non ha molto da invidiare a quella dei Calanques. Ci tornerò sicuramente, c’è ancora molto da vedere ed esplorare…
Percorso Inedito
18-03-2018
1) Park du Mugel (15) – Anse du Sec (20) – Anse de Figuerolles (0) – Chapelle Notre Dame de la Garde (95) – Sainte Fretouse (135) – Semaphore du Bec de l’Aigle (305) – Grande Tete (390) - Cresta Bau Rous (320) – Col du Faucon (305) – Arche Soubeyrane (275) – Col du Faucon (305) – Grotte des Espagnols (305) – Cassis (205). 2) Park Terrevaine (310) – Grande Arche de la Ciotat (255) – Park Terrevaine (310).
17,5 Km la traversata delle falesie Soubeyranes da La Ciotat a Cassis. 1 Km. la visita all’Arche de la Ciotat (Pont naturel de Terrevaine).
1020 circa per la traversata, 80 circa per l’arco naturale.
Luana, Luca, Stefy, Gheroppa, Kay e Davide.
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