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Cala del Leone anello per scogliera e via Aurelia da Antignano

Cala del Leone anello per scogliera e via Aurelia da Antignano

Percorso Inedito
15-12-2018
Antignano (10) – Punta del Casotto (0) – Castello del Boccale (10) – Calafuria (0) – Punta Pacchiano (0) – Punta Combara (0) - Punta del Miglio (0) – Cala del Leone (0) – Antignano per via Aurelia (10).
15 Km. circa.
: 600 m. circa, ma difficile da quantificare dati i numerosissimi piccoli saliscendi. Tenere presente poi che per percorrere le scogliere necessita molto più tempo di quello che la distanza farebbe supporre, date le difficoltà nello scegliere il percorso e nel percorso stesso, non sempre facilmente camminabile.
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in generale EE, per escursionisti esperti, l’andata, E, per escursionisti medi, o anche T, per turisti, il ritorno, tutto su asfalto. Più in dettaglio vi sono vari passaggi anche alpinistici, alcuni pericolosi o quantomeno delicati. Si possono indubbiamente evitare anche tutti, ma ciò comporta o di fare più asfalto o di entrare in alcune proprietà private, il che magari non è difficile e può essere una buona soluzione che in questo periodo dell’anno non da fastidio a nessuno, ma può essere pure una cosa che si preferisce non fare. Il punto più pericoloso è sicuramente una cengia che porta ad accedere alla spiaggia di un campeggio, si tratta di cengia quarzitica assai stretta ed esposta, oltre a non essere in piano. Ma l’insidia più grossa è costituita da alcuni massi di arenaria che la ostruiscono in parte e che si sfaldano al passaggio. Uno l’ho comunque buttato giù apposta ed un altro è franato insieme a me, quindi può essere che il passaggio adesso sia più semplice, ma non lo consiglio comunque. Come altre difficoltà abbiamo una discesa su lastrone di arenaria ripido e sdrucciolevole, ma fattibile con attenzione e vari passaggi di arrampicata su roccia più buona, alcuni in discesa, al massimo di II grado, magari a volte un po’ esposti, ma sempre ben appigliati. Vi sono poi un paio di guadi da effettuare con un salto. Per il resto vi sono anche larghi tratti camminabili piuttosto agevolmente, su sentiero e o su lastre rocciose facili.
da Genova fino a Livorno in autostrada A12, si continua quindi sulla variante dell’Aurelia, di fatto una superstrada che quasi non ci si accorge di essere usciti dall’autostrada. Seguiamo quindi la superstrada fino a trovare le indicazioni per Antignano, che seguiamo, compiendo una specie di tornante, che ci porta a percorrere via del Littorale in direzione nord. Seguiamo quindi via del Littorale per meno di 700 metri e, dopo aver passato i Bagni e l’Hotel Rex, giriamo a sinistra in Via Pigafetta e parcheggiamo nell’ampio spazio sterrato sulla sinistra. Qui è dove ho parcheggiato io, ma volendo fare tutto il giro nello stesso senso, senza avanti e indietro, è meglio proseguire per un 500 metri circa, fino a dopo un distributore a sinistra, per parcheggiare quindi nelle prime strisce bianche disponibili.
usciamo sulla strada a sinistra del parcheggio (Via Vespucci) ed imbocchiamo subito una stradina asfaltata che passa a destra di un locale piuttosto fatiscente, ma sembrerebbe ancora in funzione. In breve la stradina termina in una piazzola sterrata, dalla quale si diparte un sentiero sulla destra ed uno sulla sinistra. Se non si ha tempo si può evitare di andare a destra, ma prendere subito a sinistra, saltando così circa un Km di percorso non particolarmente interessante, neanche brutto però. Nell’occasione ho preso a destra un sentierino stretto che corre parallelo e poco sopra la linea di costa. Giunti di fronte ad uno scoglio in mare un poco più grosso (chiamato Scoglio della Nave), il sentierino finisce e quindi scendiamo con prudenza alla sottostante spiaggetta e, poi, continuiamo verso destra. Il percorso, sconsigliabile in caso di mare mosso, sfrutta spesso stretti camminamenti appena sporgenti dai muri. Passiamo quindi lungo moli e attracchi, alcuni con barche sospese, ed incontriamo vari bivi verso la soprastante strada, ma tutti chiusi da cancelli recanti la scritta proprietà privata. Giungiamo infine ad una prima scalinata libera, in corrispondenza di un capo, dove intravvediamo anche una seconda scalinata, sempre libera. Saliamo quindi dalla prima e raggiungiamo la strada in corrispondenza di un distributore, quindi attraversiamo un prato a sinistra per visitare brevemente la panoramica sommità del capo che è attrezzata con tavoli da picnic. Invertiamo quindi marcia, seguendo l’asfalto, e torniamo alla piazzola sterrata dove abbiamo iniziato a seguire la costa. Dalla piazzola prendiamo il sentierino a sinistra in direzione sud che scende ad una spiaggia ed ad un successivo stabilimento balneare. Traversiamo quindi la spiaggia e ci ‘scontriamo’ quindi con la recinzione dello stabilimento, che decidiamo di non scavalcare, chè non sembra ne valga la pena. Torniamo quindi indietro una quarantina di metri e risaliamo quindi alla strada su un sentierino (o sulla successiva scalinata che abbiamo usato in parte per la discesa) che ci porta, superato un cancelletto di legno divelto, ad una scalinata che, in breve, raggiunge la strada asfaltata. Seguiamo quindi l’asfalto verso destra per giungere quindi in via Pigafetta, che imbocchiamo verso destra, per poi imboccare ancora a destra, via del Littorale. Dopo 200 metri, passati i bagni Rex, lasciamo quindi via del Littorale per prendere a destra un sentierino che scende verso il mare. Percorriamo quindi spiaggia e scogliera, incontrando anche una sorgente sulfurea che forma alcune piccole concrezioni sulle rocce. Giungiamo quindi ad un punto in cui le rocce ci sbarrano la strada e risaliamo quindi qualche metro fino ad imboccare un sentierino verso destra. Dopo poco però il sentierino sembra entrare in proprietà privata, così almeno mi viene detto, e preferisco non continuare, ma riscendere a destra verso il mare su una placca rocciosa ripida, liscia e franosa, punto in cui occorre usare parecchia attenzione. Passiamo quindi Punta del Casotto e ci troviamo in un punto in cui la scogliera è interessata da una frana ed il passaggio diventa assai delicato, qui consiglierei di tornare indietro e di salire in proprietà privata per un cancelletto facilmente scavalcabile, così almeno mi pare di ricordare. Io invece ho proseguito sfruttando una stretta cengia esposta, ma il passaggio è stato molto precario e pericoloso, tanto che mi è franata una grossa roccia sotto i piedi ed io con lei. Passato il pericolo giungiamo ad una spiaggia sottostante un camping, che percorriamo senza difficoltà, almeno fino a che una grossa roccia ci sbarra la strada, superabile però con un facile guado. Continuiamo quindi facilmente le successive spiagge fino a giungere ad un promontorio che ci sbarra la strada. Qui risaliamo le roccette subito prima del promontorio (I Grado, possibile evitare questo passaggio con una scalinata in legno poco prima) e giungiamo ad una stradina bianca, che, in breve ci porta all’asfalto. Prima però di raggiungere la strada, di dirigiamo invece a destra ad un’area prativa che da accesso ad un ripido sentierino che scende nuovamente al mare. Superato un saltino giungiamo quindi ad una bella scogliera in vista del Castello del Boccale. Non riusciamo però a proseguire molto, anche se forse un tentativo di guado sarebbe possibile, ma poi ci sarebbe pure da superare un passaggio strapiombante, e quindi torniamo sui nostri passi fino alla strada. Dopo pochi metri troviamo indicata da un cartello (il primo di una serie) la discesa a mare del Castello del Boccale e la imbocchiamo. Seguiamo quindi la scogliera aggirando il Castello e ci troviamo poi a raggiungere un muretto ed un cancelletto facilmente scavalcabili, che ci permetterebbero facilmente l’ingresso al parco del Castello, ma preferiamo invece continuare all’esterno. Si arriva quindi in vista delle prime bele piscine naturali (qui chiamate vaschette) che scendiamo a visitare. Risaliamo quindi fino ad un cancelletto, che evitiamo nuovamente di scavalacare per proseguire invece paralleli e a ridosso del muro di cinta. Da qui in avanti la scogliera diventa meno amichevole, ed occorre scendere una paretina di II con prudenza, ma per fortuna ben appigliata. Scendiamo quindi ad una caletta con vaschette ed una galleria a fianco, adibita a porto coperto.Visitata la galleria risaliamo alla strada tramite scalinata e, pochi metri, prima di giungervi, prendiamo un sentierino a destra (Cartello Scogli Piatti). Giungiamo quindi senza difficoltà fino ad un punto sottostante ad uno stabilimento. Qui una ripida ma larga cengia ci consente di scendere, ma l’ulteriore prosecuzione andrebbe fatta con un salto in discesa da cui poi non si potrebbe più tornare indietro, preferisco quindi risalire la cengia e, subito, prima, risalire facilmente alla strada. Dopo un breve tratto di strada imbocchiamo quindi il bivio segnalato per Calafuria, che imbocchiamo. Scendiamo quindi alla scogliera e passiamo quindi sotto il ponte della strada per giungere alla spiaggia di Calafuria. Continuiamo quindi sulla scogliera sull’altro lato di Calafuria, fino a quando la strada ci viene sbarrata da una specie di fiordo. Qui risaliamo per i gradoni rocciosi a fianco fin quasi alla strada per imboccare subito prima, a destra il sentierino per la discesa a mare Vaschette di Calafuria. Scendiamo quindi a visitare le suggestive vaschette e, visitatele, guadiamo alla meglio per continuare sempre verso sud sul successivo tratto di costa ancora caratterizzato da magnifiche vaschette. Giungiamo quindi nei pressi di Punta Pacchiano, per scendere alla quale dobbiamo superare una difficile paretina di 5-6 metri, che superiamo sfruttando una cengia che l’attraversa, ma che presenta comunque passaggi di II. Giunti comunque a Punta Pacchiano si prosegue più facilmente fino ad intercettare un sentiero che ci riporta alla strada asfaltata. Seguiamo quindi la strada asfaltata per un centinaio di metri per prendere poi a destra un chiaro sentiero con gradini in legno. Ci troviamo quindi ad una biforcazione dove prendiamo quindi una cengia in discesa e colorata un poco di bianco esplorato questo lato torniamo indietro alla biforcazione e prendiamo la direzione opposta che ci porta a scendere al mare nei pressi di una stretta grotta ed ad un paio di piccole vaschette istoriate. Da questo lato non è però possibile proseguire oltre, quindi torniamo sui nostri passi alla strada, che imbocchiamo nuovamente verso destra per poco meno di 200 metri, per scendere quindi a destra in corrispondenza del cartello che segnala Punta Combara. Scendiamo quindi fino ad una biforcazione, dove prendiamo il sentiero più evidente verso destra. Traversiamo quindi l’altopiano di Punta Combara e risaliamo dall’estremità opposta, tramite una traccia poco evidente che ci porta alla predetta biforcazione. Poco prima di giungere alla strada prendiamo un bivio sulla destra che ci porta ad una casa e quindi a raggiungere la strada unpoco più avanti. Seguiamo quindi la strada verso destra per poco più di 200 metri per prendere quindi a destra la discesa a mare per Sassoscritto. Giunti al piatto altopiano roccioso sul mare, ci dirigiamo a sinistra e lo attraversiamo tra le tante vaschette ivi presenti. Un sentierino quindi alla fine dell’altopiano ci porta ad una spiaggia nuovamente sotto un cavalcavia della soprastante strada. Attraversata la spiaggia proviamo a proseguire sull’altro lato, ma ci troviamo la strada presto sbarrata da un passaggio forse non impossibile, ma con un discreto rischio di scivolare in mare. Preferisco quindi salire la soprastante cengia, dove si trova un ripido sentiero che risale verso la strada. Il sentiero però piega a sinistra come per tornare alla spiaggia, ma noi continuiamo dritti su terreno molto ripido, aiutandoci con gli alberi, per giungere in pochi metri al muretto della strada, interrotto fortunatamente a destra da una breccia, con la quale giungiamo sull’asfalto. Percorriamo quindi poco più di 100 metri su asfalto per notare quindi un cartello sottostante vicino ad una stele, pochi metri più avanti un chiaro sentiero scende verso il mare e lo imbocchiamo. Il sentiero scende lentamente e poi traversa parallelo alla costa. Più avanti una ripida e breve deviazione permette di accedere alla vista di una specie di anfratto-grotta. Risaliti dalla grotta proseguiamo verso sinistra giungendo quindi ad intercettare la scalinata che scende verso la Cala del Leone, di cui scendiamo gli ultimi metri. Traversiamo quindi la spiaggia e le successive rocce finche non bisognerebbe iniiziare a disarrampicare (l’intenzione era quella di proseguire ancora un centinaio di metri per tentare di raggiungere una grotta che dovrebbe trovarsi da queste parti) e poi torniamo sui nostri passi e saliamo quindi alla strada dalla scalinata. Imbocchiamo quindi la strada verso sinistra ed iniziamo la veloce via del ritorno. Seguiamo quindi lungamente l’Aurelia, nel dubbio sempre la strada più a sinistra, fino a raggiungere nuovamente gli stabilimenti Rex, dove giriamo a sinistra in via Pigafetta, che, in breve, ci riporta al parcheggio.
Stupendo giro, soprattutto la seconda parte dopo Calafuria, dove pittoresche piscine seminaturali (sono in realtà antiche cave) e rocce arabescate mirabilmente rendono il paesaggio fiabesco. La prima parte non è brutta ma decisamente meno interessante e anche più difficile ed insidiosa, potrebbe quindi essere meglio partire in corrispondenza del Castello del Boccale, avendo poi così anche più tempo per l’esplorazione delle vaschette e della costa successiva. Il ritorno su asfalto non disturba più di tanto, essendo molto veloce rispetto alla lunghezza del percorso in costa: io ho impiegato meno di un’ora su asfalto e circa 7 per la costa. Percorso però indubbiamente non adatto a chi ami solo camminare su sentiero e non è abituato a scegliere il percorso migliore e a passaggi esposti e di arrampicata, seppur facile.
Percorso Inedito
15-12-2018
Antignano (10) – Punta del Casotto (0) – Castello del Boccale (10) – Calafuria (0) – Punta Pacchiano (0) – Punta Combara (0) - Punta del Miglio (0) – Cala del Leone (0) – Antignano per via Aurelia (10).
15 Km. circa.
: 600 m. circa, ma difficile da quantificare dati i numerosissimi piccoli saliscendi. Tenere presente poi che per percorrere le scogliere necessita molto più tempo di quello che la distanza farebbe supporre, date le difficoltà nello scegliere il percorso e nel percorso stesso, non sempre facilmente camminabile.
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