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Valle della Luna anello da Capo Testa

Valle della Luna anello da Capo Testa

Percorso Inedito
06-07-2011
Parcheggio Cala Spinosa (30) – Capo Testa (0) – Valle della Luna (0) – Parcheggio Cala Spinosa (30).
11,3 Km. quelli fatti da me in modalità esplorazione, indubbiamente si possono ridurre parecchio se ci si limita a seguire il percorso principale senza deviazioni ‘esplorative’, errori o ripensamenti di percorso. Un percorso pulito che consenta di raggiungere tutti i posti da me visitati non per sbaglio comporterebbe invece circa 10 Km.
500 circa fatti da me, ma stesso discorso che per la lunghezza, si può fare sicuramente di meno.
Soundofsilence.
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Il percorso fatto da me presenta ampi tratti EE, per escursionisti esperti, e forse qualcuno pure F (alpinistico facile); l’arrampicata più difficile e esposta può probabilmente essere evitata e nasce sicuramente da un mio sbaglio di sentiero, non sono sicuro però che, evitandola, si possano vedere le stesse magnifiche cose…. Altre arrampicate e tratti precari derivano dalla mia volontà di raggiungere le rocce più particolari e sono localizzate quasi tutte nella prima parte di scogliera, probabilmente la zona più bella: il sentiero ufficiale in realtà passa più lontano dalla costa e non presenta grandi difficoltà, ma il bello dell’escursione credo stia proprio nell’andare a vedere quello che c’è da vedere… Altra zona piuttosto ostica e sicuramente EE, per escursionisti esperti, è il sentiero segnato a macchie blu che parte dalla spiaggia a sud di quella allo sbocco della valle della Luna e svalica sull’altro versante, dove, magari, diventa meno precario, ma più difficile da seguire, date le segnalazioni non abbondanti e la mancanza, in certi punti almeno, di una chiara traccia. Un poco esposta poi, ma niente di che, la salita al ventosissimo osservatorio. Tutto il resto E, per escursionisti medi.
Da Santa Teresa di Gallura si prende verso ovest sulla sp90 per Capo Testa e superatone l’istmo si prosegue sulla strada principale fino al parcheggio in vista del Faro, subito prima del termine della strada.
Dal parcheggio ci si dirige verso ovest e fatto un breve tratto di asfalto si accede al sentiero attraverso un portale di legno. Il sentiero principale corre un poco distante dalla costa e ci si può avvicinare quando sembra il caso seguendo le innumerevoli tracce presenti. Una breve deviazione merita anche dalla parte opposta una bella roccia nella quale io ci ho visto un pinguino, chissà cosa ci potranno vedere altri… Superato il Pinguino si prosegue sul sentiero principale e si giunge in breve ad un ampio spazio dopo aver leggermente svalicato, da qui o poco più avanti, si incominciano a intravvedere le bizzarre e fantastiche formazioni rocciose della sottostante scogliera. Io ne ho individuato in particolare 3 che hanno colpito la mia fantasia e che ho cercato di avvicinare e, con un po’ di difficoltà, ho raggiunto: la prima è una pala/lama di roccia sull’estremità destra della scogliera, la seconda, la formazione più evidente e grande vista da qui si trova più o meno al centro di questo tratto di scogliera e non saprei bene a cosa paragonare, ma che è costituita da 2 guglie appoggiate e la terza verso sinistra un buco nella roccia più rotondo della O di Giotto…. Più facile raggiungere la prima formazione se non altro perché più vicina e visibile lungo tutto il percorso, anche se l’ultimissimo tratto per andarci proprio sotto è un poco più impegnativo, per la seconda ci vuole un pochino più di tempo, ma è per la terza che ci sono le maggiori difficoltà, sia di orientamento perché avvicinandosi non si riesce più a vedere il buco e a capire qual è la roccia da raggiungere sia perché arrivarci proprio addosso non è così facile e richiede l’attraversamento di una lingua di mare (a mò di fiordo) sui massi affioranti, ne vale però la pena: bellissima anche la vista all’indietro di tutte le formazioni rocciose che osservate da qui danno proprio l’impressione di essere sulla luna…. Visitate queste 3 particolarità si torna indietro verso sud, preferibilmente continuando a costeggiare su scogliera, per godere dei panorami migliori, lasciando perdere il sentiero ufficiale che passa più a monte; così facendo si dovrebbe raggiungere in breve una guglia di roccia che nella mia fantasia malata ricorda una ‘Z’ e quindi si continua con belle viste su una massiccia isola rocciosa a pochi metri di mare dalla riva. Si prosegue finche si può a costeggiare e, guadata una caletta con ‘piscina’ si deve, con breve e facile arrampicata, ricongiungersi al soprastante sentiero. Poco oltre si può scendere a una bella caletta in parte sabbiosa e quindi tornare in breve sul sentiero. Una cinquantina di metri dopo questa caletta il sentiero dovrebbe deviare sulla sinistra, ma io non me ne sono accorto e ho continuato dritto su comunque chiara traccia; così facendo si arriva, dopo neanche 100 metri a una paretina sovrastata da un torrione bucato; tanto ha potuto la vista del torrione che mi sono deciso a scalarla (leggermente esposta e delicata, ma non difficile). Raggiunto il torrione bucato si trova poco dopo una nuova traccia (che non è quella mancata poco prima e che passa ancora più a monte) che porta a una bellissima guglia inclinata sovrastante un’altrettanto bella spiaggia, caratterizzata al centro da una specie di ‘amaca’ di granito, purtroppo in tal modo sfruttata dai bagnanti, il che mi ha impedito belle foto della stessa… Scesi a questa spiaggia il sentiero risale e passa sopra un’altra spiaggia (raggiungibile con breve deviazione) anch’essa molto bella, ma molto più solitaria (non ci ho trovato infatti nessuno…). Tornati anche da questa spiaggia si prosegue sulla traccia per 500 metri e si giunge alla spiaggia allo sbocco della Valle della Luna; da questa ci si dirige su un traccetta verso sud che porta a passare davanti ai ripari di roccia/simil-caverne in cui abitano ancora oggi alcuni hyppies; si continua a costeggiare e si giunge a una zona caratterizzata da bellissimi ‘funghi’ (così almeno sembrano a me…) di roccia, mentre, guardando indietro il roccione sopra il promontorio che chiude la cala allo sbocco della Valle della Luna assume la forma di un ‘marziano’. Continuando ancora a costeggiare si giunge a una nuova spiaggia che mi offre un panorama ancora migliore: 2 giovani e belle donne nude che, tra l’altro, mi salutano quasi come se mi conoscessero. Superata la spiaggia e la forte tentazione di darmi alla cultura hyppie anch’io, si imbocca subito un sentiero in salita (segnato con macchie blu che occorre seguire scrupolosamente) e che porta sull’altro versante del promontorio che chiude la spiaggia testè visitata. Scesi dall’altra parte del promontorio si riprende a costeggiare verso sinistra (est) per quasi 400 metri, seguendo molto attentamente le macchie blu che qui tendono a perdersi quasi quanto me… Passati i 400 metri le macchie svoltano a sinistra in salita e porta in breve a passare sulla destra di un muro. Finita la salita si giunge in breve a vedere l’istmo che congiunge Capo Testa alla terra ferma e, poco dopo, si svolta decisamente a sinistra, lasciando la strada sterrata che va a raggiungere, appunto, tale istmo, e si passa in mezzo ad alcune villette, tanto che occorre uscire da un cancello…. Si prosegue quindi dritti ignorando varie deviazioni a destra fino ad arrivare all’imbocco della Valle della Luna, che occorre percorrere fino a quando una deviazione sulla destra in salita consente di fare un giro diverso dall’andata. Si sale quindi e si raggiunge un’abitazione e ignorando deviazioni sia a destra che a sinistra si arriva brevemente alla strada asfaltata in corrispondenza del portale di legno superato all’inizio. Qui si potrebbe anche concludere la gita, ma a me è piaciuta talmente che ho deciso di fare un secondo giro: si risegue quindi, oltre il portale, il sentiero principale, magari stavolta senza troppe deviazioni, e dopo 400 metri circa, nei pressi dell’ampia radura da cui, all’andata, si è scesi alla scogliera, si prende a sinistra per l’osservatorio che in breve con scalinata leggermente esposta si raggiunge; si può quindi tornare per la stessa via o abbreviare, scese le prime rampe, prendendo la traccia a destra che riporta in breve a 150 metri prima del portale e quindi alla macchina.
Posto veramente unico e meraviglioso, da non perdere, ce n’è per tutti i gusti: oltre le fantastiche forme della roccia, i paesaggi lunari, ci sono anche spiagge, cale e calette di tutti i tipi, solitarie e affollate, ma sempre bellissime, nonché l’affascinante radura pianeggiante della Valle della Luna sicuramente adatta alle famiglie molto più che l’esplorazione delle tormentate scogliere, non sempre semplice, ma di grandissima soddisfazione (non ci crederete ma prova ne sia che forse per la prima volta nella mia carriera esploratorescursionistica non ero l’unico a zompare allegramente di roccia in roccia, completamente fuori da qualsiasi itinerario convenzionale ma ho incontrato un certo numero di altre persone a farlo….); in conclusione uno dei posti più belli della Sardegna e non è poco…. Volendo si può inoltre estendere il giro alla adiacente Cala Spinosa, come descritto in altra pagina di questo sito.
Percorso Inedito
06-07-2011
Parcheggio Cala Spinosa (30) – Capo Testa (0) – Valle della Luna (0) – Parcheggio Cala Spinosa (30).
11,3 Km. quelli fatti da me in modalità esplorazione, indubbiamente si possono ridurre parecchio se ci si limita a seguire il percorso principale senza deviazioni ‘esplorative’, errori o ripensamenti di percorso. Un percorso pulito che consenta di raggiungere tutti i posti da me visitati non per sbaglio comporterebbe invece circa 10 Km.
500 circa fatti da me, ma stesso discorso che per la lunghezza, si può fare sicuramente di meno.
Soundofsilence.
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