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Chiavari in traversata per Sentiero Verdeazzurro da Zoagli

Chiavari in traversata per Sentiero Verdeazzurro da Zoagli

09-03-2008
Stazione Zoagli (20) – Lungomare Levante (0) – Chiesa San Pietro Rovereto (170) – Chiesa Sant’Andrea Rovereto (200) – Madonna delle Grazie (170) – Stazione Chiavari (15) – Stazione Zoagli (20) – Lungomare Ponente (0) – Stazione Zoagli (20) – Via Barduzzi (0) – Stazione Zoagli (20).
circa 8,6 Km il primo percorso, circa 2,4 Km il secondo.
circa 250 metri il primo percorso, circa 100 il secondo.
Laura e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Direi T per turisti quasi tutto il percorso, solo le 2 deviazioni fuori sentiero su scogliera sono E, per escursionisti medi.
Da Genova fino a Rapallo in autostrada A12, quindi si segue l’Aurelia fino a Zoagli, circa 6 Km, e si prosegue sull’Aurelia fino a vedere bivio a destra per stazione, che imbocchiamo in discesa, per lasciare quindi la macchina nei parcheggi liberi ivi presenti. Per il ritorno si può usare il treno dalla Stazione di Chiavari a quella di Zoagli.
Scendiamo quindi dalla stazione verso la passeggiata a mare di levante, ma prima di percorrerla faccio una deviazione esplorativa sulla scogliera immediatamente accessibile dalla fine della passeggiata: in lontananza si vedono scalinate di accesso al mare e mi piacerebbe raggiungerle percorrendo la scogliera. In realtà arrivo fino a una piccola grotticella con fondo sabbioso e poi ritorno indietro anche perché la roccia è umida e scivolosa e a ben guardare non sembra si possa andare avanti per molto. Arriviamo quindi alla spiaggia principale di Zoagli e iniziamo a seguire il percorso del manuale imboccando via Garibaldi. Ci ritroviamo così alla stazione accorgendoci di essere tornati indietro inutilmente… Proseguiamo quindi sul sentiero che ci porta prima alla Chiesa di San Pietro e poi a quella di Sant’Andrea e quindi scende sull’Aurelia, dove si ha una bella vista su una sottostante spiaggetta dalle acque multicolori (da controlli successivi dovrebbe essere la spiaggia di Punta Chiappe). Mi fermo qui un attimo a scrutare se ci sia possibilità di raggiungerla, ma è evidente che non vi è traccia di alcun sentiero che dall’alto vi discenda; rimane la possibilità che ci si possa accedere dalla costa. Arriviamo poi al Santuario delle Grazie, da dove si prende un sentiero che scende nel bosco verso Chiavari. E’ il primo tratto di sentiero vero e proprio, una rarità in queste tappe del Verdeazzurro, almeno quelle fino a Sestri Levante suppongo… Il sentiero arriva fino alla periferia di Chiavari dove, invece di proseguire verso levante e arrivare alla stazione, dove ci siamo ripromessi di prendere il treno per evitare che il tempo che ci ha graziato fino a questo momento non si possa vendicare, mi dirigo invece, spinto dalla mia voglia di esplorare, verso ovest seguendo una strada senza uscita, come da cartello, che costeggia il mare. Al termine della strada inizia un sentiero che procede sempre sulla costa, ma minacciosi cartelli diffidano dal proseguire; l’incauto escursionista viene addirittura minacciato di denuncia penale se si azzarda a proseguire sul predetto sentiero. Di fronte a ciò sono preso da irresistibile impulso a proseguire, d’altronde i sentieri vietati sono di solito tra i più belli, ma riesco a resistere e mi soffermo un attimo a cercare di capire quale possa essere l’oscuro pericolo a cui fa riferimento il predetto cartello. Passato l’attimo in questione e non avendo capito di quale pericolo si possa trattare non posso più esimermi dal procedere spronato dal dovere di cronaca e, quindi, percorso un viale erboso (quasi), che fiancheggia una villa trovo altri cartelli simili al primo; per la precisione si tratta di 2 cartelli: uno identico al precedente, escluso il fatto che la parte minacciosa è stata strappata, e un altro che incomincia a fare un poco di luce sull’arcano. In quest’ultimo cartello si accenna infatti a un muro pericolante, che, se ho ben interpretato è quello che sovrasta una sottostante spiaggetta, considerato però che il sentiero vi corre a lato e al di sopra mi sento, per il momento al sicuro… Rincuorato quindi dal timore per l’oscuro periglio, continuo sul sentiero nella segreta speranza di arrivare fino alla spiaggetta vista dall’alto; arrivo invece prima a un restringimento del sentiero che è in parte franato sotto, ma che si supera senza problemi. Passato questo punto si arriva a una galleria dell’ex ferrovia che non è possibile percorrere interamente senza luce, che purtroppo non ho… Entro comunque nella galleria e dopo pochi metri esco da una galleria laterale che dà su una spiaggetta sottostante. Da qui il sentiero sembra proseguire all’esterno, anche se in maniera più incerta e più a rischio di tratti franati e, soprattutto, guardando verso la punta rocciosa che chiude l’orizzonte (dovrebbe essere Punta Chiappe) a ovest sembra difficile, anche se non impossibile, poter arrivarci senza difficoltà. Naturalmente vorrei proseguire per verificare, ma proprio in questo momento inizia a piovere anche abbastanza forte e perdipiù ho lasciata mia figlia ad aspettare poco più indietro: non è proprio il caso di percorrere un sentiero a rischio di frana con la pioggia (anche se la responsabile maggiore delle frane non è tanto la pioggia quanto l’erosione marina da sotto…) e facendo preoccupare mia figlia… Torno quindi indietro, a malincuore, ripromettendomi di tornare ad esplorare. Arriviamo quindi alla stazione, ma visto che per il treno manca più di un’ora, optiamo per la corriera, linea 9, che parte di fronte alla stazione più di mezz’ora prima del treno (14.35). Nell’attesa mangiamo i nostri soliti panini fatti con la focaccia e ripieni di mortadella e formaggio. Ritornati a Zoagli, visto che è presto, torniamo a dare un’occhiata anche alla passeggiata di ponente, dove approfittiamo dell’assenza completa di gente per fare qualche foto alla spiaggia dell’Arenella. Non ancora soddisfatto risalgo via Benelli (che va dalla stazione all’Aurelia) fino all’incrocio con Via Barduzzi, che imbocco alla ricerca di altre possibilità di scendere al mare. In effetti ne trovo subito una passando due cancelli aperti si entra in un sentiero che scende fin sugli scogli e permette anche di proseguire sia levante che a ponente. Purtroppo però le 2 prosecuzioni in questione sono brevi, nonostante a levante si vedano ancora scalinate che scendono al mare fino a dove una punta rocciosa chiude l’orizzonte, perché ogni villa ha la sua scalinata separata dalle contigue da una recinzione… Sconfortato da questa natura imprigionata rinuncio quindi, almeno per oggi, e torno alla macchina.
La cosa più bella per me è sicuramente il lungomare di Zoagli, sia quello ovest che quello est, il resto si giustifica per via della brutta giornata, in cui viene comodo fare un comodo percorso su stradine, ma certo non mi ha detto granchè. Resta da completare il sentiero verso Punta Chiappe, che potrebbe essere interessante, ma che ho comunque raggiunto con altro percorso, descritto comunque in questo sito.
09-03-2008
Stazione Zoagli (20) – Lungomare Levante (0) – Chiesa San Pietro Rovereto (170) – Chiesa Sant’Andrea Rovereto (200) – Madonna delle Grazie (170) – Stazione Chiavari (15) – Stazione Zoagli (20) – Lungomare Ponente (0) – Stazione Zoagli (20) – Via Barduzzi (0) – Stazione Zoagli (20).
circa 8,6 Km il primo percorso, circa 2,4 Km il secondo.
circa 250 metri il primo percorso, circa 100 il secondo.
Laura e soundofsilence.
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