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Portovenere anello per Monte Castellana e Sentiero 1a da Campiglia

Portovenere anello per Monte Castellana e Sentiero 1a da Campiglia

Percorso Inedito
07-05-2016
Bocca dei Cavalin (343) – Monte Castellana (455) – AVG – Forte Muzzerone (320) – Portovenere (0) – Rifugio Muzzerone (195) – Bocca dei Cavalin (343).
16,5 Km circa il percorso con tutte le deviazioni effettuate da noi, avendo tempo comunque si poteva proseguire su alcune deviazioni e quindi fare un percorso un po’ più lungo.
900 circa, con tutte le deviazioni.
Piera e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE, per escursionisti esperti, la discesa della scarpata che permette di scendere alla strada militare del Monte Castellana provenendo dalla vetta; si tratta di un saltino di 2/3 metri per il quale può essere utile aiutarsi con una corda. EE tutti i sentierini che portano alle pareti di arrampicata, in alcuni tratti attrezzati con funi e, in altri, ripidi e scivolosi. Delle 4 deviazioni poi che si incontrano nella discesa verso Portovenere, sono sicuramente EE la prima, molto ripida e quasi interamente attrezzata, un poco esposta, ma senza difficoltà la seconda, quindi direi E, con tratti attrezzati non banalissimi la terza per la parete striata, quindi sicuramente EE, E invece la quarta per Mandrachia, almeno fino al punto dove siamo arrivati noi. Tutto il resto direi E, per escursionisti medi, anche il tratto di sentiero verso Campiglia, che è comunque segnalato da alcuni come EE (in loco un cartello lo indica come difficoltoso), per alcuni tratti rocciosi e, sporgendosi, anche esposti, ma che non presenta comunque reali difficoltà.
Da Genova a La Spezia coll’autostrada, quindi si attraversa la città seguendo i cartelli per Portovenere e Riomaggiore. Al bivio tra le 2 località si imbocca la strada per Portovenere e la si segue per 1,5 Km, dove si svolta a destra per Campiglia e si prosegue fino al tornante prima di arrivare in paese. Qui vi sono spazi per parcheggiare, paline ad indicare il sentiero e un grande cartello con la cartina della zona.
Dal tornante in cui abbiamo parcheggiato si dipartono nella stessa direzione un sentiero (il numero 1 per Portovenere) e, leggermente più sotto, una strada asfaltata (con segnavia AVG, alta via del golfo), imbocchiamo quindi quest’ultima e la seguiamo fino al primo tornante. Qui lasciamo la strada, che termina davanti al cancello della Caserma del Monte Castellana, e proseguiamo invece dritti sul sentiero segnato in biancorosso. Il sentiero sale quindi fino ad un’area pic-nic attrezzata, dove i segnavia proseguono sulla sinistra, mentre noi invece prendiamo una traccia sulla destra. La traccia dopo pochi metri si divide in due e occorre prendere quella di destra, la meno evidente, e che, anzi, sembra terminare subito in un infrascamento; si può invece aggirare l’infrascamento sulla destra e proseguire sulla traccia che diventa più chiara e giunge quindi alla recinzione della caserma del Monte Castellana. Giunti alla recinzione la si inizia a seguire verso sinistra. In tutto bisognerà seguire l’esile ma facile traccia accanto alla recinzione in un tortuoso giro di oltre 800 metri, ma già dopo circa seicento metri saremo ripagati dal magnifico panorama sul golfo della spezia e le sue isole. Giunti quindi nel punto più alto, poco sotto la vetta del Monte Castellana, purtroppo all’interno delle recinzioni, iniziamo una breve discesa che ci porta al cancello della Caserma; affrontando quindi gli ultimi pochissimi metri per scendere alla strada sottostante che sono costituiti da un scarpata da scendere con prudenza e, magari, con l’ausilio di una corda. Giunti sulla sterrata iniziamo a scenderla e dopo 370 metri incontriamo un primo cancello, che una traccia sulla destra consente agevolmente di superare, quindi, dopo ulteriori 180 metri troviamo un secondo cancello, superabile tramite un’apertura sulla sinistra. Poco meno di 200 metri dopo il secondo cancello ci troviamo in un tornante, dove, da sinistra, giunge a ricollegarsi il sentiero (AVG) proveniente da tavoli da pic-nic presso cui l’abbiamo lasciato. Continuiamo quindi lungo la sterrata seguendo ora anche i segnavia biancorossi e, al successivo tornante incontriamo sulla destra il sentiero di raccordo con l’1A, che scende più direttamente a Portovenere, e lo ignoriamo continuando sulla sterrata che, dopo un altro assai lungo tornante, porta a un punto panoramico con panchina e cartelli del parco; qui lasciamo la sterrata e continuiamo sulla sinistra in discesa sul sentiero 1A e dopo circa 170 metri ci ritroviamo nuovamente su asfalto che seguiamo fino al primo tornante, dove imbocchiamo una scorciatoia che ci fa riprendere la strada più in alto. Seguiamo quindi l’asfalto per circa 600 metri e, quindi, al primo tornante, lo lasciamo, e lasciamo anche il sentiero per portovenere.(AVG, via Rifugio Muzzerone) che prosegue dritto su sterrata, prendendo invece un sentiero segnato in biancorosso in salita sulla destra, che scorcia la strada asfaltata in salita al Forte Muzzerone riincrociandola in un tornante e quindi raggiungendola nuovamente a quota 305 circa. Qui i segnavia proseguono sulla sinistra verso Portovenere (1A), ma noi invece prendiamo a destra per andare a visitare le panoramicissime pareti di arrampicata. Dopo circa 165 metri troviamo un sentierino un po’ infrascato sulla sinistra e lo imbocchiamo; trascuriamo quindi due successive e ravvicinate deviazioni la prima a destra e la seconda, ripida, a sinistra, per dirigerci alla vetta di fronte a noi (Pilastro delle Meraviglie), di cui percorriamo gli ultimi metri con molta prudenza, data l’esposizione e anche una certa difficoltà di una liscia paretina di qualche metro. Torniamo quindi sui nostri passi al secondo bivio e lo imbocchiamo sulla sinistra (noi in realtà abbiamo preso prima il bivio di destra, ma è più chiaro e più facile fare il contrario). Scendiamo quindi costeggiando la parete centrale, al termine della quale ci troviamo ad un bivio, dove continuiamo in discesa a sinistra. Il sentiero arriva quindi a un primo settore di arrampicata e poi continua a scendere con un tratto attrezzato (breve muretto verticale). Si continua ancora per un po’ a scendere con vari tratti attrezzati, quindi si piega a sinistra costeggiando le pareti, a fianco delle quali si risale poi ripidamente (corda), per poi traversare verso destra, e quindi risalire su sentiero ripido e non molto evidente fino alla successiva parete (corda per salire un salto di roccia) alla sinistra della quale risaliamo per poi traversare a sinistra su uno stretto sentierino che si ricollega quindi con quello che che avevamo preso all’inizio per salire alla vetta di cui prima; seguiamo brevissimamente detto sentierino verso destra e quindi riprendiamo il bivio a sinistra preso in precedenza e ci riportiamo sotto la parete centrale e, all’estremità della stessa, risaliamo su traccia alla strada asfaltata soprastante. Qui imbocchiamo però la sterrata a sinistra che ci porta ad un nuovo punto panoramico di una cava. Giunti al punto panoramico si può risalire verso un sovrastante arco scavato nella rocca e, poco prima di raggiungerlo, deviare a sinistra in arrampicata per giungere ad un ulteriore punto panoramico; possibile poi, una volta discesi, anche esplorare alcune gallerie di cava che però non portano ad alcun punto particolarmente panoramico. Torniamo quindi sui nostri passi fino all’asfalto del parcheggio, dove è possibile anche arrampicare brevemente a destra per portarsi sulla sovrastante cima (l’Intaglio), e continuiamo raggiungendo la strada che imbocchiamo verso destra ripercorrendo quindi per circa 170 metri il tratto già percorso all’andata e, nel punto in cui ci siamo immessi da sotto, continuiamo invece sull’asfalto per poco più di 100 metri fino al primo tornante. Qui possiamo brevemente proseguire sull’asfalto per raggiungere il Forte Muzzerone e quindi tornare indietro e imboccare il sentiero 1A sulla destra. Centosettantacinque metri dopo aver lasciato l’asfalto, una deviazione sulla destra, ripida ed attrezzata, scende ad altre pareti di arrampicata, ma io l’ho percorso solo in parte, fino a quota 240 circa. Subito dopo, sulla destra, un breve deviazione conduce a un punto panoramico su una piazzola in cemento, a fianco della quale è presente anche una recinzione attorno ad alcune antenne; scendendo dall’altro lato della piazzola si può poi proseguire brevemente fino ad un bivio, dove prendendo brevemente a sinistra si giunge ad un un ulteriore punto panoramico che permette una bella vista dell’Isola Palmaria e di Portovenere, come non si ha da nessun altro punto; procedendo invece a destra dal bivio si può giungere sulla sommità di un’elevazione (EE – Pilastro del Bunker). Riprendiamo quindi a scendere verso Portovenere e, dopo 150 metri circa, prendiamo una nuova deviazione sulla destra che porta in breve, con un sentierino stretto e un poco esposto in piano, ad un punto panoramico in una cava. Riprendiamo quindi a scendere verso Portovenere e, dopo 50 metri, una ulteriore deviazione a destra porta a delle costruzioni di cavatori, dove una scaletta metallica permette di continuare su un sentiero che diventa subito attrezzato con cavi metallici e porta ad un bel punto panoramico sulla Chiesa di San Pietro a Portovenere; qui mi sono fermato e sono tornato indietro, ma il sentiero continua ancora per un discreto tratto. Ripresa la discesa verso Portovenere sul sentiero 1A dopo poco meno di 150 metri troviamo l’ultima deviazione a destra, che porta alle pareti del settore Mandrachia, come scritto sul bivio; si giunge quindi in breve ad un punto panoramico a picco sul mare, pochi metri prima del quale è possibile deviare a sinistra nel bosco seguendo una lunga serie di corde fisse, fino a giungere alle pareti attrezzate di Mandrachia Bassa. Dal Punto panoramico è possibile continuare con un passaggio attrezzato non facile e giungere ad un ulteriore punto panoramico (con bandierine) e quindi ad una galleria di cava con un muretto. Esaurita anche questa deviazione scendiamo fino a Portovenere con le scalette sulla sinistra delle mura e quindi ci dirigiamo verso la Chiesa di San Pietro, che, volendo, possiamo visitare, e quindi voltiamo a destra salendo a fianco delle mura, che si affacciano con belle finestre sulla Grotta di Byron; saliamo quindi verso il cimitero e giungiamo al punto panoramico sopra lo stesso dove sorgono anche due torri circolari. Qui prendiamo a destra e traversiamo sotto le mura del castello per poi scendere per scalette alla piazza principale (Piazza Bastrieri), dove prendiamo a sinistra il sentiero segnato AVG, poco oltre quello da cui siamo venuti. Il sentiero sale ripidamente, e, ad un bivio poco prima del Rifugio Muzzerone, prendiamo a sinistra e giungiamo quindi alla predetta costruzione, in buona posizione panoramica sulla Palmaria. Continuiamo quindi fino a quota 240, dove raggiungiamo l’asfalto percorso all’andata, qui lasciamo a sinistra la strada e la scorciatoia diretti al Muzzerone, e continuiamo dritti su asfalto per circa 600 metri e quindi imbocchiamo la scorciatoia sulla destra in discesa che taglia un lungo tornante, esattamente come abbiamo fatto all’andata in senso contrario; riprendiamo quindi l’asfalto per ulteriori 300 metri e quindi lasciamo a destra la strada asfaltata per continuare dritti sul sentiero 1A, giungendo quindi in ulteriori 150 metri ad una panchina in posizione panoramica, dove il sentiero si biforca: a destra l’AVG da cui siamo venuti, e a sinistra il sentiero 1A (qua indicato come difficoltoso), che imbocchiamo dritto davanti a noi. Seguiamo quindi il panoramico sentiero fino a raggiungere la macchina alla Bocca dei Cavalin dove l’abbiamo lasciata.
Stupendo giro che condensa in un’unica gita tutte le bellezze della zona, che sono veramente notevoli, il sentiero 1A è già di per sé uno dei due più belli sentieri costieri della Liguria (l’altro a mio parere è in zona Tramonti e Albana), impreziosito poi con il panorama su tutto il golfo che si ha dal monte Castellana e quelli mozzafiato dalle pareti di arrampicata e dalle cave diventa veramente una gita a cui non si può rinunciare. Consigliata soprattutto ad inizio primavera, visto che le corte giornate invernali rendono difficoltosa l’effettuazione di tutto il percorso nelle poche ore di luce, dati anche i vari tratti attrezzati, ma che indubbiamente può anche valere la pena di dividere in più parti volendo comunque venire nella stagione fredda, che è sicuramente la più adatta per il clima mite della costa e la luce tersa che la caratterizza.
Percorso Inedito
07-05-2016
Bocca dei Cavalin (343) – Monte Castellana (455) – AVG – Forte Muzzerone (320) – Portovenere (0) – Rifugio Muzzerone (195) – Bocca dei Cavalin (343).
16,5 Km circa il percorso con tutte le deviazioni effettuate da noi, avendo tempo comunque si poteva proseguire su alcune deviazioni e quindi fare un percorso un po’ più lungo.
900 circa, con tutte le deviazioni.
Piera e soundofsilence.
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