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Grotta dei Colombi e Caletta anello per Punta Scuola dal Muzzerone

Grotta dei Colombi e Caletta anello per Punta Scuola dal Muzzerone

Percorso Inedito
09-12-2017
Muzzerone (310) – Portovenere (0) – Terrizzo (0) – Punta Scuola (0) – Spiaggia Schenello (0) – Punta Isola (0) – Grotta dei Colombi (20) – Caletta (0) – Terrizzo (0) – Portovenere (0) – Muzzerone (310).
1,9 Km circa a\r da Muzzerone a Portovenere, 9,7 Km circa il giro sulla Palmaria, per un totale di 11,6 Km., escluso il tratto in battello, che dura circa 10 minuti e costa a\r 5 euro, dal molo di Portovenere al molo della Spiaggia di Terrizzo.. Calcolare tra mezz’ora e un’ora a seconda del proprio passo e della dimestichezza con le discese ripide e sassose per la discesa dal Muzzerone a Portovenere, in modo da essere sicuri di non perdere il battello. Il primo battello è alle 7,20, il secondo, quello che abbiamo preso noi, alle 10, poi non ce ne sono fino a mezzogiorno. Per il ritorno abbiamo preso quello delle 16,25, ma ve ne sono anche dopo (e prima).
310 m. da Portovenere al Muzzerone e 400 m. circa sulla Palmaria.
Stefy, Gheroppa, Kay, Matteo e soundofsilence.
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al limite dell’EE, per escursionisti esperti, la ripida discesa verso Portovenere, ma senza difficoltà vere, EE gli ultimi metri per Punta Scuola, ripidi, franosi e infrascati, EE la discesa alle spiagge di Punta Scuola, se non altro per l’infrascamento, EE, ma direi anche qualcosa in più, dato il terreno molto precario e le difficoltà nell’individuare il percorso, la discesa alla spiaggia di Schenello, EE pure la risalita da Punta Isola fino alla Grotta dei Colombi, prima su ripido, ma facile ghiaione, poi, dopo la galleria, su pietraia ripida e un po’ esposta. F (alpinistico facile) invece la discesa alla Grotta dei Colombi, attraverso un pendio di circa 20 metri con brevi passaggi di I grado interrotti da piccoli terrazzini, un poco esposto (può essere utile, ma non certo indispensabile, usare una corda come corrimano assicurandola ad un grosso masso in loco (necessari circa 30 m.). Per la visita alla grotta, lunga circa 75 m, occorrono lampada e casco ed un pezzo va fatto a carponi. La discesa alla caletta è facile nella prima parte, su terreno precario nell’ultima, comunque EE più facile della discesa allo Schenello. Tutto il resto E, per escursionisti medi.
Da Genova a La Spezia coll’autostrada, quindi si attraversa la città seguendo i cartelli per Portovenere e Riomaggiore. Al bivio tra le 2 località si imbocca la strada per Portovenere e la si segue per 7,5 Km. circa e, a meno di 4 Km. di Portovenere, si imbocca a destra la strada con segnalazione Monte Castellana e Palestra rocciatori (un Km. prima troviamo un precedente bivio a destra, via Pezzino Alto, che può comunque andare bene lo stesso, in quanto le due strade si ricongiungono). Dopo 1,5 Km. della nuova stradina, stretta e tortuosa, troviamo sulla destra l’immissione di Via Pezzino Alto appunto, mentre noi prendiamo a sinistra in salita. Più avanti troviamo un ulteriore bivio non segnalato, a sinistra una strada asfaltata scende leggermente e a destra un’altra sale, sempre leggermente, noi prendiamo a sinistra. Passiamo quindi davanti ad una cava sulla destra e proseguiamo sulla stradina sempre più rovinata, passando alcuni tornanti, per fermarci quindi all’ultimo di questi subito prima del Forte Muzzerone, tornante riconoscibile facilmente per la presenza di tavoli da picnic.
dal parcheggio imbocchiamo lo stretto sentierino segnato (1a). Il sentiero, dopo un breve tratto pianeggiante, inizia a scendere ripidamente verso Portovenere. Dovendo prendere il battello alle 10, non abbiamo tempo per le molte deviazioni panoramiche, tutte a destra, lato mare, e proseguiamo dritti (in realtà a quota 250 circa, siamo andati a visitare una cava assai panoramica, 100 metri circa di deviazione fino sopra ad un terrazzino esposto dopo una breve galleria). A poco meno di metà discesa si immette da sinistra il sentiero proveniente dal Rifugio Muzzerone, mentre noi continuiamo dritti la ripida discesa giungendo in breve al Castello di Portovenere, che costeggiamo sulla sinistra. Una scalinata quindi ci porta alla piazza principale, da cui, attraversandola senza mutare direzione arriviamo in breve al molo da cui partono i battelli. I battelli, anche a seconda della stagione e degli orari, portano a Punta Secco o alla Spiaggia del Terrizzo, comunque abbastanza vicine tra loro e che non cambiano la sostanza. Scesi stavolta alla spiaggia del Terrizzo, abbiamo proseguito verso sinistra lungo la costa, giungendo dopo circa 660 metri, in vista del recinto del forte Umberto I. Quaranta metri prima della recinzione imbocchiamo un sentierino sulla sinistra, che, quasi subito passa sulla sinistra di una vecchia costruzione, quindi giungiamo nei pressi di un’altra costruzione, subito dopo la quale troviamo un non evidentissimo trivio: a sinistra in discesa, alcuni scalini emergenti dall’infrascamento generale, indicano che qui è presente una discesa a mare, dritti davanti a noi, passando prima su un tetto e quindi su una brevissima ma insidiosa rampa, si giunge all’estremità di Punta Scuola, mentre a destra, in salita, saliamo ad una bella terrazza panoramica, sempre con vista sulla Torre Scuola. Visitiamo quindi tutte e 3 le direzioni, lasciando per ultima la discesa alla spiaggia. Scesi i primi gradini il sentiero sembra finire, sommerso dalla vegetazioni, occorre invece scavalcare un grosso legno posto in orizzontale per proseguire fino alla spiaggia. Dopo circa 100 metri di spiaggia verso sinistra (ovest) notiamo un nuovo sentierino di risalita (noi abbiamo proseguito sulle spiagge per altri 80 metri, fino ad un muretto che sembrava, da distante, un molo, pensando da lì si potesse risalire, cosa invece impossibile, mentre sarebbe stato possibile proseguire ancora sulla spiaggia) che in breve ci riporta sul sentierino dell’andata, da cui torniamo su quello principale, che imbocchiamo verso sinistra. Saliamo quindi subito un ripida rampa scalinata a fianco della recinzione del forte e, che costeggiamo quindi sul lato ovest. Subito alla fine della recinzione, o meglio, nel punto in cui piega verso sud-est, lasciamo il sentiero principale per seguire una traccetta che costeggia la predetta recinzione, per poi piegare a destra per una trentina di metri più o meno in piano, giungendo quindi sulla sommità di una ripa franosa che va traversata tramite una traccettina sul suo bordo inferiore. Giungiamo quindi così in una breve zona boschiva che attraversiamo cercando di non perdere le labili tracce di sentiero. Oltre gli alberi troviamo nuovamente una zona franosa, più ripida e instabile della precedente, che scendiamo alla meglio fino alla spiaggia e le rocce gradonate che la contornano. Esplorata la spiaggia e le rocce in entrambe le direzioni, torniamo sui nostri passi fino al sentiero principale, che imbocchiamo verso sinistra. Dopo 170 metri incontriamo un primo bivio, dove continuiamo dritti a sinistra, lasciando a destra il sentiero che sale verso la vetta. Dopo ulteriori 140 metri, troviamo un nuovo bivio, dove continuiamo a destra sul sentiero segnato, lasciano a sinistra la sterrata che scende verso il molo dell Schenello. Dopo 145 metri troviamo quindi il terzo bivio, dove continuiamo ancora a destra sul sentiero segnato, lasciano a sinistra la sterrata verso Punta Mariella. Il prossimo bivio lo troviamo dopo altri 320 m. dove continuiamo invece a sinistra, mentre a destra si sale ancora verso la vetta, un’ottantina di metri dopo il quale il nostro sentiero piega decisamente a destra, mentre a sinistra si scende a Punta Mariella. Proseguiamo quindi per un buon tratto (520 metri circa) senza bivi e pressochè in piano con belle viste sull’Isola del Tino; qui a destra saliamo ancora verso la vetta, mentre noi continuiamo a sinistra per scendere alla spiaggia del Pozzale. Giunti alla spiaggia, continuiamo in costa verso destra e, dopo circa 300 metri, notiamo il bivio a destra, in salita, del sentiero segnato che inizia a risalire verso il Semaforo, mentre noi, invece, continuiamo dritti sulla costa. Giungiamo quindi fino all’estrema Punta meridionale dell’Isola (che si chiama appunto Punta Isola), dove esploriamo un po’, arrampicandoci anche sulla cresta rocciosa poco sopra (I grado molto esposto la parte finale, F) ed entriamo nel bunker sottostante (che presenta due ingressi, uno più in alto lungo la cresta rocciosa – prestare attenzione che dopo un paio di metri precipita a pozzo, e uno in basso, più facilmente visitabile). Visitata la Punta torniamo indietro per poco meno di 150 metri e prendiamo a sinistra un ripido ghiaione che ci porta a raggiungere un grande finestrone di cava, che attraversiamo. Usciti dal finestrone occorre prestare attenzione alla voragine che precipita in mare sulla sinistra, e prendere invece a destra, cercando di non salire troppo la ripida pietraia, ma mantenendosi invece, per quanto possibile e prudente, sul ciglio della falesia. Circa 100 metri dopo il finestrone ci troviamo sopra la Grotta dei Colombi, il punto è riconoscibile per la presenza di due binari di cava che sporgono nel vuoto e, lì vicino, di due tasselli di spit (mancano le piastrine, che, volendo, si possono portare, anche se, volendo proprio fare sicurezza, un masso lì vicino può venire anche meglio) . Occorre quindi scendere il pendio a salti sulla destra, per poi attraversare su facile e larga cengia, verso sinistra fino al vicino ingresso della Grotta, che consta di un’unica galleria discendente, che si restringe a cunicolo nella parte centrale. Visitata la grotta riprendiamo nello stesso senso di marcia, incontrando una galleria di cava, con due finestre laterali. Conviene prima arrivare fin sul ciglio della falesia sulla sinistra della Galleria per godere del panorama e quindi entrare in quest’ultima o per l’ingresso o per una delle due finestre laterali e quindi percorrerla fino all’uscita. Giunti all’uscita ci portiamo sul ciglio della falesia a sinistra, che qui presenta il punto più alto e panoramico, dove le rocce della Palmaria si fondono alla vista in quelle del Tino in un’unica immane muraglia. Seguiamo quindi quello che resta di una strada di cava che scende verso la sottostante caletta, per arrivare quindi al mare traversando verso destra una scarpata franosa. Visitata la Caletta, risaliamo quindi alla cava e prendiamo a sinistra (occorre cercare il passaggio se non si vuole arrampicare un poco) giungendo in circa 100 metri a riprendere il sentiero segnato che imbocchiamo verso sinistra. Iniziamo quindi a salire verso il Semaforo, ma dopo 360 metri circa, prendiamo a destra per il Terrizzo, cercando di abbreviare un po’ il giro per non rischiare di perdere il battello delle 16,20. Dopo circa 250 metri ci immettiamo quindi sul sentiero dell’andata, che imbocchiamo verso sinistra e seguiamo fino al primo bivio per Punta Mariella (dove il sentiero svolta sul lato est dell’Isola) e quindi ancora per pochi metri (80 circa), fino al primo bivio dove prendiamo a sinistra leggermente in salita (cartelli in loco indicano Terrizzo da entrambe le parti, ma 10 minuti in meno a sinistra). Dopo 330 metri prendiamo ancora a destra, sempre seguendo le indicazioni per Terrizzo. Scendiamo quindi fino ad incrociare la strada asfaltata, che attraversiamo per riprendere subito a scendere su sentiero che, in breve, ci riporta alla Spiaggia del Terrizzo, dove ci imbarchiamo per Portovenere e torniamo al Muzzerone sul sentiero dell’andata. Nota a posteriori del 6/4/2019: all'uscita della galleria di cava sopra Punta Isola, è possibile scendere pochi metri a sinistra (con attenzione) per osservare più da vicino la voragine sopraccitata, dalla quale possiamo scorgere il mare, vista decisamente suggestiva. Al ritorno da Portovenere verso il Muzzerone, invece di imboccare il sentiero 1, si può seguire la costa fino alla Chiesa di San Pietro, dove invertiamo marcia e riprendiamo a seguire la costa nell'altro senso sull'altro lato della penisola. Superate alcune finestre panoramiche e la statua dedicata a Madre Natura, continuiamo diritti fino ad arrivare di fronte alla Chiesa di San Lorenzo, dove invertiamo ancora marcia compiendo un tornante verso sinistra e, al successivo bivio, prendiamo a sinistra, il lastricato che scende verso il mare. Dopo poche decine di metri imbocchiamo quindi una scaletta a destra, che rappresenta l'inizio del sentiero L'Infinito, attualmente chiuso, ma perfettamente agibile, anche se un poco infrascato. In cima alla scaletta troviamo infatti uno sbarramento parzialmente rimosso che ostacola un poco la prosecuzione, ma che superiamo agevolmente. Superato lo sbarramento il sentiero prosegue a sinistra (possibile breve visita a destra ad una bellissima bifora) e quindi passa in mezzo a delle canne per raggiungere quindi il cimitero ed attraversarlo, troviamo qui però un secondo sbarramento da superare issandosi facilmente sul muretto del cimitero. Superato il cimitero il sentiero riprende a salire affiancato da ringhiera e passando nei pressi di una cava ed, in breve, si ricollega al sentiero 1a percorso all'andata, che imbocchiamo verso sinistra.
gita che risolve magnificamente, con la splendida discesa sul sentiero la, il problema del parcheggio a pagamento a Portovenere. Il parcheggio usato è quello che richiede il percorso più breve (1,2 Km.), ma non quello che comporta meno dislivello, ma anche quello sicuramente più bello e panoramico. In alternativa si può parcheggiare al primo tornante dopo la cava, si risparmiano così quasi 100 metri di dislivello seguendo poi il sentiero che va al Rifugio Muzzerone. Detto questo la discesa per il sentiero 1a è splendida e altrettanto il giro che abbiamo fatto sulla Palmaria. Rispetto al giro fatto la settimana precedente ci siamo persi la bellissima discesa verso la Chiesa di San Pietro e la bella spiaggia a nord del Pozzale, ma abbiamo aggiunto la stupenda Punta Scuola, la scenografica Grotta dei Colombi e la suggestiva spiaggia di Schenello; volendo si possono poi coniugare le cose migliori dei due giri, anche se i tempi ristretti per il battello non consentirebbero di godere appieno della visita, a meno che non si venga verso primavera, quando le giornate più lunghe possono consentire di prendere un battello successivo per il ritorno.
Percorso Inedito
09-12-2017
Muzzerone (310) – Portovenere (0) – Terrizzo (0) – Punta Scuola (0) – Spiaggia Schenello (0) – Punta Isola (0) – Grotta dei Colombi (20) – Caletta (0) – Terrizzo (0) – Portovenere (0) – Muzzerone (310).
1,9 Km circa a\r da Muzzerone a Portovenere, 9,7 Km circa il giro sulla Palmaria, per un totale di 11,6 Km., escluso il tratto in battello, che dura circa 10 minuti e costa a\r 5 euro, dal molo di Portovenere al molo della Spiaggia di Terrizzo.. Calcolare tra mezz’ora e un’ora a seconda del proprio passo e della dimestichezza con le discese ripide e sassose per la discesa dal Muzzerone a Portovenere, in modo da essere sicuri di non perdere il battello. Il primo battello è alle 7,20, il secondo, quello che abbiamo preso noi, alle 10, poi non ce ne sono fino a mezzogiorno. Per il ritorno abbiamo preso quello delle 16,25, ma ve ne sono anche dopo (e prima).
310 m. da Portovenere al Muzzerone e 400 m. circa sulla Palmaria.
Stefy, Gheroppa, Kay, Matteo e soundofsilence.
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