Il messaggio è stato inoltrato correttamente!


 - 

Giro Palmaria per Punta Isola dal Muzzerone

Giro Palmaria per Punta Isola dal Muzzerone

Percorso Inedito
03-12-2017
Muzzerone (310) – Portovenere (0) – Punta Secco (0) – Semaforo Palmaria (170) – Punta Scuola (10) – Schenello (0) – Punta Mariella (0) – Pozzale (0) – Punta Isola (30) - Semaforo Palmaria (163) – Punta Secco (0) – Portovenere (0) – Muzzerone (310).
18,5 Km. circa, di cui 2,5 per arrivare a Portovenere e 16 sulla Palmaria. Escluso il tratto in battello, che dura circa 5 minuti e costa a\r altrettanti euro, dal molo di Portovenere a Punta Secco. Calcolare tra mezz’ora e un’ora a seconda del proprio passo e della dimestichezza con le discese ripide e sassose per la discesa dal Muzzerone a Portovenere, in modo da essere sicuri di non perdere il battello. Il primo battello è alle 7,20, il secondo, quello che abbiamo preso noi, alle 10, poi non ce ne sono fino a mezzogiorno. Per il ritorno abbiamo preso quello delle 16,25, ma ve ne sono anche dopo (e prima).
950 metri circa.
Ilenia, Matteo, soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
al limite dell’EE, per escursionisti esperti, la ripida discesa verso Portovenere, ma senza difficoltà vere, EE la visita al Semaforo della Palmaria e la discesa al Molo di Schenello. EE anche il breve tratto esposto (corda non tanto affidabile in loco, ma non è necessaria) per raggiungere l’ultima spiaggia del Pozzale. EE, come da indicazioni in loco, in quanto ripida (ma semplice) la discesa verso lo stretto di fronte alla Chiesa di San Pietro, tutto il resto E, per escursionisti medi.
Da Genova a La Spezia coll’autostrada, quindi si attraversa la città seguendo i cartelli per Portovenere e Riomaggiore. Al bivio tra le 2 località si imbocca la strada per Portovenere e la si segue per 7,5 Km. circa e, a meno di 4 Km. di Portovenere, si imbocca a destra la strada con segnalazione Monte Castellana e Palestra rocciatori (un Km. prima troviamo un precedente bivio a destra, via Pezzino Alto, che può comunque andare bene lo stesso, in quanto le due strade si ricongiungono). Dopo 1,5 Km. della nuova stradina, stretta e tortuosa, troviamo sulla destra l’immissione di Via Pezzino Alto appunto, mentre noi prendiamo a sinistra in salita. Più avanti troviamo un ulteriore bivio non segnalato, a sinistra una strada asfaltata scende leggermente e a destra un’altra sale, sempre leggermente, noi prendiamo a sinistra. Passiamo quindi davanti ad una cava sulla destra e proseguiamo sulla stradina sempre più rovinata, passando alcuni tornanti, per fermarci quindi all’ultimo di questi subito prima del Forte Muzzerone, tornante riconoscibile facilmente per la presenza di tavoli da picnic.
dal parcheggio imbocchiamo lo stretto sentierino segnato (1a). Il sentiero, dopo un breve tratto pianeggiante, inizia a scendere ripidamente verso Portovenere. Dovendo prendere il battello alle 10, non abbiamo tempo per le molte deviazioni panoramiche, tutte a destra, lato mare, e proseguiamo dritti. A poco meno di metà discesa si immette da sinistra il sentiero proveniente dal Rifugio Muzzerone, mentre noi continuiamo dritti la ripida discesa giungendo in breve al Castello di Portovenere, che costeggiamo sulla sinistra. Una scalinata quindi ci porta alla piazza principale, da cui, attraversandola senza mutare direzione arriviamo in breve al molo da cui partono i battelli. I battelli, anche a seconda della stagione e degli orari, portano a Punta Secco o alla Spiaggia del Terrizzo, comunque abbastanza vicine tra loro e che non cambiano la sostanza del giro. Noi, scesi a Punta Secco, abbiamo preso a sinistra (ignorando i cartelli dei sentieri che puntano tutti a destra) la stradina che passa parallela e molto vicina alla costa. In 700 metri circa giungiamo alla spiaggia del Terrizzo, subito dopo la quale abbiamo trovato un bivio, dove abbiamo preso a destra per il Sentiero dei Condannati e la vetta. Dopo pochi metri di salita raggiungiamo una strada asfaltata (e comunque segnata in biancorosso) che imbocchiamo verso sinistra. Dopo 150 metri di asfalto prendiamo a destra il sentiero che taglia un ulteriore pezzo di strada. Dopo poco ci ritroviamo quindi sulla strada asfaltata a poco più di 50 metri di quota, punto a cui ritornermo sui nostri passi dopo la visita al Semaforo dell’Isola. Proseguiamo quindi sul sentiero a destra (recante segnalazioni vetta e Sentiero dei Condannati) salendo in direzione sud fino a quota 160 circa. Qui troviamo un bivio sulla sinistra di cui noi abbiamo esplorato le varie diramazioni, ma non hanno portato a niente di interessante (resti di una cava e di una postazione di un mortaio), quindi non consiglio di ripetere tale divagazione. Proseguendo quindi dritti costeggiamo l’imponente Forte Cavour e, dopo poco, raggiungiamo nuovamente l’asfalto, che imbocchiamo verso sinistra in salita, sempre costeggiando il forte. Proseguiamo quindi dritti verso il Semaforo, poco prima del quale notiamo dei tavoli picnic sulla sinistra. Giungiamo quindi al cancello del Semaforo e qui prendiamo un breve sentierino in discesa a sinistra che ci porta subito ad una sterrata che seguiamo solo per pochi metri, per poi risalire il versante infrascato a destra che porta subito ad una rampa franosa che permette di entrare al semaforo senza scavalcare alcuna recinzione, di cui qui restano solo le vestigia. Esploriamo quindi i vari punti panoramici presso il semaforo, per continuare poi a destra (nord), dove attraversiamo un fossato e ci troviamo quindi sul tetto di un edificio facente capo all’Orto Botanico. Costeggiamo quindi dei pannelli solari, alla fine dei quali raggiungiamo il sentiero di visita all’Orto Botanico (in ogni caso di libero accesso direi), che seguiamo in direzione nord-ovest, raggiungendo in breve un’arruginita postazione sopraelevata sulla destra, dalla quale abbiamo un bel panorama sulla penisola delle Grazie e sulle Apuane. Superata la postazione ci ricolleghiamo in breve al sentiero che fa il giro dell’isola, che imbocchiamo verso destra. Passiamo quindi di fronte al cancello (aperto) dell’Orto Botanico e torniamo quindi ai tavoli da Picnic, dai quali torniamo sui nostri passi fino all’incrocio con l’asfalto descritto in precedenza; qui seguiamo l’asfalto verso destra fino al primo tornante, dove tiriamo dritti, mi pare passando sopra ad un bunker, per raggiungere in breve il sottostante sentiero che fa il giro dellIsola e che imbocchiamo verso sinistra per fare una visita a Punta Scuola. In breve raggiungiamo il cancello del Forte Umberto I, alla sinistra del quale notiamo una grata rimovibile che dà accesso ad un sentierino. Ricordando male ho seguito tale sentiero per cercare di arrivare a Punta Scuola, ma, purtroppo tale sentiero termina a pochi metri dal mare, chiuso da un cancello in un sottopasso. Il bivio corretto si trovava invece una cinquantina di metri più avanti, torneremo prossimamente per verificare, consiglio comunque a chi leggesse qui di provare, che ne vale la pena per la bellissima vista sulla Torre Scuola. In ogni caso, visitata o no Punta Scuola, torniamo indietro sui nostri passi sul sentiero che fa il giro dell’Isola e continuiamo oltre il punto in cui vi ci siamo immessi provenendo dal Sentiero dei Condannati. Neanche 150 metri dopo tale punto la sterrata che stiamo seguendo si divide in due. Prendiamo quindi quella in basso a sinistra, lasciando il sentiero segnato che prosegue invece a destra. Dopo 260 metri sulla nuova sterrata, notiamo a sinistra una ripida, ma breve discesa a mare, subito prima dell’ingresso di una galleria, che porta al molo di Schenello. Tornati dal molo noi abbiamo proseguito in galleria e poco oltre, dovrebbe comunque essere possibile proseguire ancora, pur con sentiero un po’ infrascato e ricollegarsi al sentiero che scende a Punta Mariella, di cui parlerò in seguito. Non avendo però potuto verificare, mi limito alla descrizione di ciò che abbiamo fatto noi e cioè ritornare sui nostri passi al bivio tra le due sterrate e continuare verso sinistra il giro dell’isola. Dopo 150 metri dal predetto bivio, ne troviamo un altro simile e, ancora, prendiamo a sinistra, per giungere quindi dopo 400 metri nei pressi di una casa e di Punta Mariella; qui il sentiero segnato svolta a destra in salita, per ricollegarsi a quello soprastante che abbiamo abbandonato 400 metri prima. Noi invece notiamo un doppio cancelletto a sinistra della casa, che reca una scritta in inglese che dice che si può passare, avendo però cura di richiudere, onde impedire l’ingresso alle capre selvatiche. Scendiamo quindi a Punta Mariella, dove troviamo a destra un Bunker e, a sinistra, si può scendere ad una spiaggia. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla casa e quindi risaliamo al soprastante sentiero.che imbocchiamo verso sinistra. Il nuovo sentiero prosegue piuttosto pianeggiante offrendo belle vedute sull’Isola del Tino, per poi scendere ripidamente agli stabilimenti della spiaggia di Pozzale. Qui, prendendo la passeggiata a mare sulla sinistra e percorrendola tutta, si può poi continuare su un sentierino esposto ma facile e, quindi, su alcuni scogli per raggiungere una bella spiaggia, oltre la quale credo non si possa procedere molto, ma non abbiamo avuto il tempo di verificare. Si torna quindi sui proprio passi fino agli stabilimenti di Pozzale e si continua sul sentiero segnato, trovando presto la svolta a destra che consente di risalire verso il Semaforo. Qui invece io ho proseguito dritto avendo notizia di un percorso che permette di attraversare la cava di Punta Isola. Ho costeggiato quindi le pareti di cava da sotto, ma non ho trovato nessun evidente sentiero, ho preferito quindi rinunciare a tentativi che potevano risolversi in una perdita di tempo, avendo paura di perdere il battello. A posteriori posso aggiungere che, quasi sicuramente, il passaggio si fa attraverso una galleria di cava, raggiungibile risalendo una ripida, ma breve, pietraia. Sono quindi tornato sui miei passi per risalire verso il Semaforo sul sentiero segnato. Raggiunta, a quota 80 m. circa, l’altro lato della cava, l’ho esplorata brevemente anche in vista di un prossimo ritorno alla Palmaria che preveda una discesa alla Grotta dei Colombi, a cui si accede appunto dalla cava in questione (seppur con corde e attrezzatura alpinistica). Nell’esplorazione ho notato subito all’ingresso della cava un’interessante discesa a mare, che verificherò anch’essa la prossima volta, mentre non sono riuscito ad arrivare fino all’attacco della discesa della grotta, dato il poco tempo a disposizione e la scarsa conoscenza della zona. Anche qui a posteriori posso aggiungere che si doveva probabilmente proseguire attraverso una prima galleria per accedere alla falesia soprastante alla grotta (e poi attraverso un’altra per collegarsi, come detto prima, a Punta Isola). Tornato quindi sul sentiero principale ho ripreso la salita verso il Semaforo, ignorando poi due bivi a destra che riportano verso il Pozzale. Giungiamo quindi ai tavoli Picnic presso il Semaforo, e continuiamo quindi a sinistra, passando davanti al cancello dell’Orto Botanico, e incontrando quindi un bivio segnalato a destra per Terrizzo, che abbiamo anche cercato di seguire per far prima, ma siamo tornati indietro causa un infrascamento superabile, ma che ci ha fatto temere di perdere troppo tempo. Continuando quindi sul sentiero principale incontriamo subito sulla sinistra il bivio da cui ci siamo immessi in senso opposto all’andata proveniendo dall’Orto Botanico, e, quindi, iniziamo la ripida discesa (segnalata EE) che ci porta di fronte alla Chiesa di San Pietro, dopo la quale il sentiero svolta a destra costeggiando in piano fino a raggiungere il molo di Punta Secco, dove aspettiamo il battello e quindi risaliamo sui nostri passi fino al parcheggio presso il Muzzerone.
gita che risolve magnificamente, con la splendida discesa sul sentiero la, il problema del parcheggio a pagamento a Portovenere. Il parcheggio usato è quello che richiede il percorso più breve (1,2 Km.), ma non quello che comporta meno dislivello, ma anche quello sicuramente più bello e panoramico. In alternativa si può parcheggiare al primo tornante dopo la cava, si risparmiano così quasi 100 metri di dislivello seguendo poi il sentiero che va al Rifugio Muzzerone. Detto questo la discesa per il sentiero 1a è splendida e altrettanto il giro della Palmaria, specie la parte che dà su Portovenere. Il giro effettuato però, avendo saltato soprattutto Punta Scuola, e non essendo passati per zona della Grotta dei Colombi, perde due delle sue parti migliori e non raggiunge così il massimo dei voti…
Percorso Inedito
03-12-2017
Muzzerone (310) – Portovenere (0) – Punta Secco (0) – Semaforo Palmaria (170) – Punta Scuola (10) – Schenello (0) – Punta Mariella (0) – Pozzale (0) – Punta Isola (30) - Semaforo Palmaria (163) – Punta Secco (0) – Portovenere (0) – Muzzerone (310).
18,5 Km. circa, di cui 2,5 per arrivare a Portovenere e 16 sulla Palmaria. Escluso il tratto in battello, che dura circa 5 minuti e costa a\r altrettanti euro, dal molo di Portovenere a Punta Secco. Calcolare tra mezz’ora e un’ora a seconda del proprio passo e della dimestichezza con le discese ripide e sassose per la discesa dal Muzzerone a Portovenere, in modo da essere sicuri di non perdere il battello. Il primo battello è alle 7,20, il secondo, quello che abbiamo preso noi, alle 10, poi non ce ne sono fino a mezzogiorno. Per il ritorno abbiamo preso quello delle 16,25, ma ve ne sono anche dopo (e prima).
950 metri circa.
Ilenia, Matteo, soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Torna all'escursione

Giro Palmaria per Punta Isola dal Muzzerone