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Punta dei Marmi e Porto Pidocchio da Framura

Punta dei Marmi e Porto Pidocchio da Framura

Percorso Inedito
11-12-2016
Framura (0) – Porto Pidocchio (0) – Spiaggetta Galleria (0) – Framura (0) – Punta dei Marmi (0) – Framura (0).
il percorso pulito è di 4,5 Km, io ne ho fatti più di 5 avendo dovuto fare alcuni pezzi due volte per recuperare le corde.
220 metri circa il percorso pulito, 300 circa quelli fatti da me avendo dovuto fare alcuni pezzi due volte per recuperare le corde.
soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, da Framura a Porto Pidocchio, decisamente alpinistica la discesa dalla finestra della galleria alla spiaggetta sottostante, direi PD (alpinistico poco difficile), dato i passaggi di almeno II grado e decisamente esposti in una paretina di 10-15 metri, che consiglio vivamente di affrontare assicurando una corda al balconcino in metallo e, magari, con le scarpette di arrampicata (avendole…), come ho fatto io; EEA (escursionisti esperti attrezzati) la discesa del giro di Punta dei Marmi, sia per l’infrascamento della prima parte (ho ripulito il più possibile con le cesoie, ma la situazione non č ancora di certo idilliaca…), sia per la necessità anche qui di usare una corda (20-30 metri se la si torna a recuperare (se no il doppio usandola doppia appunto), non tanto per passaggi di arrampicata che non ci sono, quanto per non scivolare (e riuscire a risalire) su terreno instabile e scivoloso; EE (per escursionisti esperti) la successiva traversata della scogliera (niente di complicato ma sempre una scogliera), EE la risalita del giro di Punta dei Marmi perché presenta due punti con la corda (molto facili comunque, tanto che non le ho usate per niente), ma in definitiva molto piů facile e sicuro della discesa, tanto che potrei consigliare di usare questo sentiero anche per la discesa, essendo che č anche molto piů panoramico e quindi, non si perde praticamente niente non facendo il giro; infine E, se non T il ritorno per la strada asfaltata. La facoltativa salita poi alla vetta sopra la penisola č sicuramente alpinistica e va affrontata, se proprio si vuole farla, con prudenza, e direi che si tratta di un F+ (alpinistico facile superiore), perché seppur non presenti passaggi superiori al I grado, è parecchio esposta, ancor più gli ultimi 2-3 metri di cresta .ai quali ho rinunciato, data appunto l’estrema esposizione.
Da Genova a Deiva con l’autostrada, quindi si prende a destra per Deiva Marina e Framura, e, dopo 3 Km, si lascia a destra la Sp40 per Deiva Marina, e si procede a sinistra per Framura, quindi, 400 metri dopo, si prende invece a destra, verso il mare, la Sp41 e la si segue fino al suo termine presso la stazione di Framura, dove parcheggiamo in uno dei vari spazi previsti, attualmente (e fino a maggio) gratuiti.
dal parcheggio prendiamo la scalinata a zig-zag verso est (cartelli indicatori per Anzo e Vanderecca) e giungiamo alla soprastante strada asfaltata che imbocchiamo verso destra in salita. Dopo circa 80 metri arriviamo ad un bivio in un tornante, dove lasciamo la strada che stiamo percorrendo per prendere un’altra strada asfaltata sulla destra (via Duina) che seguiamo per poco più di 200 metri, per prendere quindi un sentiero lastricato con ringhiera sulla destra; Il panoramico sentiero digrada dolcemente fino ad un bivio, dove a destra si può scendere con attenzione (su scale con ringhiere divelte e pericolanti, tanto che l’accesso č vietato) fino al mare, noi invece prendiamo a sinistra, dove il sentiero risale leggermente e quindi scende alla spiaggetta di Porto Pidocchio. Visitata la spiaggetta prendiamo la breve scalinata alla sinistra rispetto a da dove siamo arrivati e giungiamo quindi alla pista ciclabile tra Framura e Bonassola. Imbocchiamo quindi la ciclabile verso sinistra ed entriamo subito in una galleria che percorriamo fino ad una finestra munita di terrazza metallica. Da qua, volendo, attrezzati quantomeno di una corda, possiamo scendere alla sottostante spiaggetta, scavalcando sulla destra la balaustra e quindi scendendo per qualche metro dritti per poi traversare a sinistra e quindi scendere gli ultimi metri fino alla spiaggetta. Visitata o no la spiaggetta, riprendiamo a percorrere la galleria verso Framura, giungendo così all’uscita della stessa presso il porticciolo di Framura, al quale scendiamo prendendo subito a sinistra all’uscita della Galleria. Percorriamo quindi il porticciolo verso ovest e prendiamo quindi a destra sotto le arcate per giungere alla strada asfaltata poco prima di una galleria sulla sinistra; noi invece seguiamo la strada asfaltata verso destra e nel successivo e vicino tornante, la lasciamo per prendere una scalinata a destra; ci ritroviamo così nuovamente su via Duina che imbocchiamo verso destra, ripassando quindi, dopo 180 metri, presso il bivio per Porto Pidocchio che abbiamo imboccato in precedenza; qui stavolta continuiamo dritti sull’asfalto di Via Duina, che percorriamo per 500 metri fino al suo termine. Al termine di Via Duina continuiamo sul sentiero verso Bonassola, ma dopo una ventina di metri troviamo un bivio: qui lasciamo il sentiero segnato a sinistra e prendiamo a destra in leggera discesa. Superiamo quindi un primo tornante e giungiamo quindi ad un secondo, decisamente piů largo e qui, a 140 metri dal bivio in cui abbiamo lasciato il sentiero segnato, troviamo due deviazioni sulla destra, a neanche 10 metri di distanza l’una dall’altra. La prima, meno evidente, scende ripidamente e assai infrascata verso ovest, mentre la seconda, più chiara, sale verso sud. Volendo fare un anello si può quindi scendere dalla prima e tornare dalla seconda, ma può essere consigliabile scendere e salire dalla seconda, molto più panoramica e facile, mentre la prima comporta seri problemi di infrascamento e terreno scivoloso ed instabile che rende quasi necessario l’uso di una corda. Qui di seguito descrivo comunque l’anello. Scendiamo quindi dal primo bivio facendoci largo tra le spine e dopo poco piů di 30 metri arriviamo ad un saltino fangoso e franoso di una cinquantina di cm.; qui č meglio piazzare una corda all’albero soprastante, anche se, in discesa il saltino č fattibile, mentre risulta assai piů difficile affrontarlo in salita. La corda, oltretutto, se abbastanza lunga, servirebbe anche per i successivi metri di terreno senpre assai precario e sdrucciolevole fino a quando si entra in un canalino roccioso che dŕ assai piů affidamento; servirebbero quindi per scendere in tranquillità una cinquantina di metri di corda per metterla in doppia e quindi recuperarla, oppure 25 se ripassa poi dall’alto a riprenderla (il che comporterebbe dopotutto soltanto un allungamento di una settantina di metri A/R). Arrivati quindi nel canalino, lo scendiamo senza difficoltà e ci troviamo sulla scogliera con di fronte la penisola protagonista di tutti i panorami che abbiamo goduto finora sia andando a Porto Pidocchio che alla spiaggetta in galleria. Qui prendiamo a destra raggiungendo una specie di colletto alto pochi metri nella scogliera, tra un grande e altissimo roccione a sinistra e le erte pareti sovrastanti la scogliera appunto. Dal colletto scendiamo verso sinistra approfittando di una cengia che ci permette di aggirare il grande roccione, oltre il quale possiamo accedere alla piatta e grande penisola (o forse isola visto che l’acqua si insinua in mezzo, separandola dal roccione seppur di pochi centimetri…) che poi tanto piatta si rivela non essere man mano che iniziamo a percorrerla. L’attraversamento della penisola comunque, passando nei punti giusti, non č particolarmente difficoltoso seppur sempre EE. Visitata la penisola torniamo sui nostri passi fino al colletto e da qui iniziamo a percorrere la scogliera verso est (volendo possiamo anche fare un’ulteriore deviazione per salire dal versante est, sud-est per la precisione, al grande roccione che sovrasta la penisola, ma la salita non è facilissima e, soprattutto, è esposta, soprattutto nei metri finali che non consiglio per niente…) giungendo quindi ad un guado di una specie di piccolo fiordo che si insinua nella scogliera; si tratta di poche decine di centimetri facilmente superabili con un salto, ma è possibile anche passare a sinistra salendo su una cengia uno o due metri sopra, però non semplicissima poi nella discesa. Superato comunque il guado possiamo continuare ancora sulla scogliera verso est per un’ottantina di metri, dopodiché non si può andare oltre e siamo costretti a tornare indietro al guado, dove sulla destra imbocchiamo un canalino roccioso, munito di una lunga corda (che comunque non serve) per giungere ad una bella piazzola panoramica. Dalla piazzola e possibile continuare riscendendo alla scogliera verso est, ma, non avendo provato, non so per quanto, non credo per molto comunque (nota a posteriori, la scogliera è scendibile con percorso alpinistico facile, F e permette di collegarsi alla parte est di Punta dei Marmi senza risalire al sentiero, per completezza comunque nella traccia GPS ho aggiunto la traccia “percorso1” relativa a tale variante di percorso, non effettuata nell’occasione); noi invece superiamo il saltino roccioso di un paio di metri retrostante alla piazzola, anche qui attrezzato con una corda di cui non c’è granchè bisogno. Superato il saltino il sentiero prosegue chiaro fino ad un rudere su cui č cresciuto un albero, da cui scendiamo in pochi metri al sentiero da cui siamo venuti, pochissimi metri a valle del bivio che abbiamo imboccato per scendere. Da qui ripercorriamo quindi a ritroso il percorso effettuato all’andata fino a raggiungere il parcheggio.
giro breve ma molto panoramico e interessante, sicuramente effettuabile in mezza giornata, ma che prende assai più tempo di quanto la lunghezza suggerisca a causa delle difficoltà del percorso, che può comunque essere reso assai più abbordabile scendendo e salendo dalla stessa parte nel giro di Punta dei Marmi, ed evitando la discesa alla spiaggetta dalla galleria e la salita della vetta sopra la penisola a Punta dei Marmi, cose che comunque non pregiudicano la bellezza di un giro altamente consigliato per la bellezza dei posti.
Percorso Inedito
11-12-2016
Framura (0) – Porto Pidocchio (0) – Spiaggetta Galleria (0) – Framura (0) – Punta dei Marmi (0) – Framura (0).
il percorso pulito è di 4,5 Km, io ne ho fatti più di 5 avendo dovuto fare alcuni pezzi due volte per recuperare le corde.
220 metri circa il percorso pulito, 300 circa quelli fatti da me avendo dovuto fare alcuni pezzi due volte per recuperare le corde.
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