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Scogliera Punta Mesco e Chiesa Sant’Antonio da Begasti

Scogliera Punta Mesco e Chiesa Sant’Antonio da Begasti

Percorso Inedito
25-02-2017
Begasti (130) – Monterosso (0) – Scogliere Punta Mesco (0) – Monterosso (0) – Sant’Antonio del Mesco (305) – Monterosso (0) - Begasti (130).
12,2 Km. Quelli percorsi da noi con varie esplorazioni, 11,2 il percorso pulito.
500 circa il dislivello pulito, 600 quello fatto da noi con varie esplorazioni.
Piera e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE, per escursionisti esperti, la scogliera in genere, in particolare il passaggio sotto il ponte crollato in cui occorre usare le mani, e una stretta cengia esposta a metà scogliera, seguita da una paretina inclinata con ghiaietto, dove ci si può aiutare con un cordino posto in loco. EE anche la discesa dal semaforo del Mesco lungo il crinale, specie l’ultima parte, tutto il resto E, per escursionisti medi.
da Genova in autostrada A12 fino all’uscita di Carrodano. Dall’uscita ci si dirige verso Levanto, fino ad incontrare, sulla sinistra, il bivio per Monterosso e le Cinque Terre. Qui si imbocca la sp43 e la si segue fino a quando si incrocia la sp38, dove si prende a destra per Monterosso. Si può quindi scendere fino all’ultimo parcheggio libero, che si trova a quota 120 circa sulla destra (disponbili 3 posti, quindi è bene arrivare presto), a fianco ad un muretto (poco dopo vi è un parcheggio riservato a un ristorante, sempre sulla destra, e, subito dopo, inizia l’area blu riservata ai residenti o a pagamento (in realtà ultimamente le strisce blu da qui in poi sono state ridipinte di bianco per circa 450 metri fino a quota 90 circa.).
dal parcheggio si prosegue lungo la strada asfaltata in discesa per circa 500 metri, prendendo quindi un sentierino sulla sinistra che, passato a sinistra di una villa, diventa assai stretto e raggiunge in breve Monterosso e la piazza principale del paese. Dalla piazza si prende a destra seguendo il sentiero segnato in bianco e rosso, che lasciamo subito a sinistra per imboccare un tunnel. All’uscita del tunnel ci ricolleghiamo al sentiero verdeazzurro e riprendiamo a seguirlo verso est. Percorriamo quindi il lungomare e scendiamo alla sottostante spiaggia per vedere da vicino lo scoglio spaccato in due, quasi un simbolo di Monterosso. Giunti allo scoglio (Scoglio du ma passu), possiamo anche salirlo, per poi ritornare sul lungomare e continuare verso est. Giunti alla fine del lungomare prendiamo brevemente a sinistra per vedere da vicino la statua del “Gigante”. Con facile e breve arrampicata (EE), possiamo anche arrivarvi davanti per godere di un diverso punto di vista. Torniamo quindi sul sentiero verdeazzurro e riprendiamo a seguirlo verso est, e, in 130 metri circa, ci troviamo di fronte ad un bivio: sulla destra il sentiero verdezzurro continua su una scalinata, mentre noi prendiamo a sinistra dirigendoci verso la scogliera. In poco più di 300 metri arriviamo ad un ponte crollato, che si può comunque attraversare sfruttando alcune assi di legno un po’ in bilico, meglio sicuramente passarvi sotto, seppur con attenzione. Passato il ponte il sentiero continuerebbe sulla destra, seppur assai rovinato, noi proseguiamo invece direttamente su scogliera. La scogliera può essere percorsa verso est per circa un Km, presentando solo un punto difficile: una stretta cengia esposta seguita da una paretina attrezzata con corda. Al termine della scogliera giungiamo nei pressi dell’estremità di Punta Mesco, ma non riusciamo a raggiungerla a causa di un guado non percorribile senza mettere i piedi in acqua (forse col mare molto calmo sarebbe possibile); non resta quindi che tornare indietro sui propri passi fino al ponte crollato (ulteriore alternativa sarebbe un percorso alpinistico che sale verso la cresta del semaforo di Punta Mesco). Giunti al ponte noi abbiamo poi esplorato i resti del vecchio sentiero che risale verso quello segnato per Sant’Antonio del Mesco, ma, passato un tratto attrezzato con corde ci siamo trovati su terreno ripido e assai infrascato senza poter capire in che direzione proseguire e, quindi, siamo tornati al ponte crollato e da questo al Sentiero Verdeazzurro che abbiamo imboccato verso sinistra, in salita verso Punta Mesco. Seguiamo quindi il sentiero segnato fino in vetta al Promontorio del Mesco e, quindi, fino ai ruderi della Chiesa di Sant’Antonio. Dai ruderi continuiamo fino al Semaforo e quindi imbocchiamo il crinale sud, che seguiamo per oltre 100 metri, scendendo fino a quota 240 circa, fermandoci nei pressi di un albero, quando la prosecuzione diventa pericolosa senza attrezzatura alpinistica. Torniamo quindi sui nostri passi fino a Sant’Antonio e quindi ridiscendiamo a Monterosso e ripercorriamo il tragitto dell’andata fino al parcheggio di Begasti.
gita sicuramente meno interessante di quelle effettuate sul versante ovest di Punta Mesco, la scogliera percorsa è in effetti sì selvaggia, ma non presenta punti di particolare interesse paragonabili a quelli ammirati sull’altro versante. La si potrebbe sicuramente rendere più interessante riuscendo a collegare la scogliera con la cresta in discesa dal semaforo di Punta Mesco, ma il percorso sembrerebbe alpinistico, anche se mi riservo di esplorare meglio in futuro per cercare un possibile collegamento alla portata dell’escursionista, seppur esperto ed attrezzato. Restano comunque interessanti i classici bei panorami da Sant’Antonio, il Gigante e lo scoglio du ma passu, nonché il vertiginoso tratto di cresta in discesa dal semaforo.
Percorso Inedito
25-02-2017
Begasti (130) – Monterosso (0) – Scogliere Punta Mesco (0) – Monterosso (0) – Sant’Antonio del Mesco (305) – Monterosso (0) - Begasti (130).
12,2 Km. Quelli percorsi da noi con varie esplorazioni, 11,2 il percorso pulito.
500 circa il dislivello pulito, 600 quello fatto da noi con varie esplorazioni.
Piera e soundofsilence.
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