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Punta Mesco per Punta Picetto e Scoglio Nero e da Levanto

Punta Mesco per Punta Picetto e Scoglio Nero e da Levanto

Percorso Inedito
18-02-2017
Levanto (0) – Punta Picetto (0) – Scoglio Nero (0) – Sant’Antonio del Mesco (305) - Levanto (0).
18 Km circa il percorso fatto da noi con alcune esplorazioni, 15 Km. il percorso pulito che consiglio.
850 circa il dislivello fatto da noi, 700 circa quello del percorso pulito.
Stefs e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE, per escursionisti esperti, i pochi metri che dalla spiaggia di Via au Mo portano alla diga foranea e alla piccola e adiacente spiaggetta con arco naturale. F, alpinistico facile, la facoltativa salita alla passeggiata a mare privata di Villa Agnelli, che presenta un paio di metri tra il secondo e il terzo grado e quindi una rampetta di pochi metri dove non occorre scivolare. EE anche la discesa a Punta Picetto e, soprattutto, l’accesso alla grotta marina, un po’ esposto sul mare e scivoloso, da fare con molta attenzione. Il sentiero che scende a Punta Picetto non è in effetti mai troppo ripido, ma è comunque una traccia appena accennata nel bosco, mentre il sentiero che abbiamo preso al ritorno è magari più individuabile, ma più ripido ed esposto, in definitiva però non presenta grosse difficoltà essendo comunque dotato di abbondanti corde. EE gli ultimi metri per scendere allo Scoglio Nero, dotati di staffe metalliche, ma non in ottime condizioni, tanto più che l’ultima manca e costringe ad un passaggio più alpinistico che escursionistico, seppur di neanche due metri, volendo però ci si può aiutare facilmente assicurando una corda alle staffe. Tutto il resto E, per escursionisti medi.
da Genova in autostrada fino all’uscita di Carrodano, da dove scendiamo al mare fino a Levanto, ignorando la deviazione a sinistra per Monterosso e quella a destra per Genova. Proseguiamo invece ancora qualche metro in Corso Roma, che svolta quindi a sinistra in un ampio parcheggio adiacente alla sottostante passeggiata a mare; percorriamo quindi il parcheggio verso est, evitando di lasciarvi la macchina essendo a pagamento tutto l’anno per i non residenti (e anche parecchio caro) superando quindi un semaforo e scendere poi ad un incrocio. All’incrocio proseguiamo dritti a sinistra in Via Grillo, che, dopo una curva a destra, diventa via Cantarana. Percorriamo brevemente via Cantarana e, subito dopo una curva a destra e subito prima dell’ingresso a sinistra di un camping, troviamo un parcheggio (massimo due macchine) a fianco di un passo carrabile.
dal parcheggio proseguiamo pochi metri fino alla prima curva della strada e prendiamo quindi a destra Via Dietro le Mura, che percorriamo per 150 metri circa fino al suo termine in corrispondenza con l’incrocio del sentiero verdeazzurro, che imbocchiamo in discesa verso destra. In breve oltrepassiamo il castello e scendiamo al lungomare da salita San Giorgio. Percorriamo quindi il lungomare verso sinistra (est) per giungere in neanche 100 metri al molo che possiamo visitare attraversando un caratteristico sottopasso. Visitato il molo continuiamo verso est scendendo alla vicina spiaggia di Via au Mo, Percorriamo quindi tutta la spiaggia verso est e alla sua estremità ci destreggiamo tra il mare e gli scogli per giungere in breve sulla Diga Foranea e, da questa, risalendo un poco la roccia alle sue spalle, possiamo arrivare ad una bellissima quanto minuscola spiaggetta nascosta. Visitata la spiaggetta e il suo arco naturale; dalla spiaggetta, arrampicando un po’, sarebbe anche possibile raggiungere la soprastante passeggiata a mare di Villa Agnelli, ma occorrerebbe comunque scavalcarne la recinzione e ignorare i divieti di accesso (noi in realtà l’abbiamo anche fatto per andare a visitare la vicina spiaggia privata, ma, tutto sommato, non ne è valsa particolarmente la pena, molto più bella la spiaggetta precedente. Torniamo quindi indietro sui nostri passi fino alla partenza del sentiero per Punta Mesco (Salita San Giorgio) che imbocchiamo in salita. In breve giungiamo quindi nuovamente al Castello di Levanto e proseguiamo poi sul sentiero verdeazzurro salendo fino a quota 130 circa, dove troviamo cartelli indicatori e il bivio sulla sinistra per il Monte Focone. Qui lasciamo il sentiero verdeazzurro per prendere invece una sterrata in discesa sulla destra, superando un cancello aperto (se il cancello fosse chiuso si può tornare indietro pochi metri e prendere un sentierino parallelo alla sterrata e che dopo un centinaio di metri ci si congiunge). Scendendo ignoriamo subito una sterrata sulla destra e, quindi, un bivio in proprietà privata sulla sinistra (dal quale torneremo non sapendolo). Il sentiero scende a tornanti fino a giungere ad un tronco caduto che sbarra il passaggio. Meglio passarvi sotto e non tentare di scavalcarlo dati i vari spunzoni di rami (che in parte ho provato ad eliminare), occorre però quasi strisciare lasciando gli zaini, ma per fortuna sotto spunzoni non ce ne sono. Passato il tronco si arriva in breve alla scogliera, dove, prendendo a destra si arriva ad una bella grotta marina, nella quale si può entrare con prudenza, dato il passaggio stretto, scivoloso e a picco sul mare; ne vale comunque la pena per ammirare le pareti colorate della grotta più da vicino e alcune vaschette concrezionali alle quali occorre pure tenersi per maggior sicurezza. Ammirata la grotta percorriamo la scogliera nell’altro senso (est) raggiungendo in breve due punte (per raggiungere la seconda occorre passare a pelo d’acqua, cosa non consigliabile con mare grosso). L’esplorazione della scogliera termina poco oltre la seconda punta, ormai in vista di Punta Picetto, alla quale non si riesce ad arrivare causa un guado di pochi metri, non attraversabile senza mettere almeno i piedi in acqua (che non deve neanche essere tanto bassa…). Il ritorno avviene per la stessa via, o, volendo, o anche non volendo come è capitato a noi, risalendo dal mare per un sentiero alternativo attrezzato con funi blu, che sale a est di quello usato per scendere. Tornati quindi in un modo o nell’altro al Sentiero Verdeazzurro (la variante attrezzata con funi blu arriva comunque poi nello stesso punto) riprendiamo a destra in salita verso Punta Mesco. In una settantina di metri, ignorando una deviazione sulla destra, giungiamo quindi sulla strada asfaltata e iniziamo a seguirla (sempre segnata in biancorosso) in salita verso destra. Dopo poco meno di 250 metri di asfalto prendiamo a destra un’altra stradina asfaltata in discesa, lasciando il sentiero verdeazzurro (che prosegue comunque su asfalto per altri 90meti da questo punto, per girare a sua volta a destra su un lastricato a fianco di un Hotel). La nuova stradina si trasforma ben presto in sterrata che continuiamo a percorrere ignorando un bivio sulla destra. Dopo 750 metri circa di stradina in falsopiano giungiamo quindi di fronte ad un cancello. Sulla sinistra del cancello, nonostante i divieti, un varco permette di entrare comodamente. Noi l’abbiamo interpretato tale varco (che sarebbe facilmente chiudibile), come lasciato intenzionalmente per permettere l’accesso alla sottostante spiaggia e quindi siamo passati, credendo anche che, come stabilisce d’altronde la legge, che le spiagge siano patrimonio di tutti e sia quindi più che giusto rendere effettivo tale diritto. Percorriamo quindi 150 metri nella stradina privata e, quindi, scendiamo a destra in una scarpatina a fianco di coltivazioni per non passare proprio sotto la villa; giungiamo così in breve ad una sottostante stradina che imbocchiamo verso sinistra; in circa 75 metri ci ricongiungiamo quindi alla stradina principale che imbocchiamo in discesa verso destra. Affrontiamo quindi un primo tornante e superiamo una zona franata, attualmente oggetto di lavori con ruspe. Superata la frana ignoriamo la chiara sterrata che continua dritta, in quanto va da un’altra casa, e compiamo invece un tornante verso sinistra continuando sulla, seppur meno evidente, strada principale. Dopo, mi pare, 6 tornanti la strada si trasforma in sentierino che corre parallelo, e poco sopra, la linea di costa verso ovest, per scendervi quindi tramite alcune staffe metalliche. Giunti alla spiaggia si possono quindi percorrere circa 150 metri di scogliera verso est e quindi tornare sui propri passi fino al bivio per la scarpatina scesa all’andata, risaliti quindi alla strada privata principale, la imbocchiamo verso sinistra e, dopo 50 metri, imbocchiamo una deviazione sulla destra in salita. Percorriamo quindi 75 metri in direzione est, per poi compiere un simil tornante e dirigerci per una quarantina di metri verso ovest; qui nuovamente curviamo compiendo un tornante verso est e trovandoci quindi a raggiungere una recinzione in plastica. Passiamo quindi sotto il recinto, magari sollevandolo leggermente e ci ritroveremo quindi a pochissimi metri dal sentiero verdeazzurro che imbocchiamo verso destra in salita. Dopo una cinquantina di metri di dislivello il sentiero prosegue poi più pianeggiante e raggiungiamo un roccione esposto e panoramico.(Rocca Spaccata), percorriamo quindi altri 750 metri circa in falsopiano ed arriviamo ad un piccolo slargo, dove una freccia azzurra indica di proseguire verso il Mesco (qua dovrebbe essere l’inizio del sentiero che scende a Punta Gatta, meta di una prossima esplorazione; nell’occasione ne abbiamo percorso una parte, non trovando i punti molto esposti di cui ci avevano parlato, ma trovando invece notevoli difficoltà di reperimento della traccia). Proseguiamo quindi verso la sommità del promontorio salendo per un centinaio di metri di dislivello giungiamo quindi ai ruderi dell’antico semaforo, Da questi primi ruderi, seguiamo le indicazioni per Sant’Antonio che raggiungiamo in breve dirigendoci verso sud. Visitati i suggestivi ruderi della vecchia Chiesetta, possiamo continuare sul crinale fino ad alcune costruzioni in rovina e quindi iniziare la discesa della panoramicissima cresta. Nell’occasione ne ho percorso solo una sessantina di metri (a partire da un basamento colorato che ne segna l’inizio), ma è sicuramente possibile continuare oltre, mi dicono fino ad una terrazza naturale, oltre la quale la cresta diventa alpinistica e pericolosa. Da questo punto torniamo quindi indietro per la stessa via fino al parcheggio, evitando naturalmente le deviazioni a mare e percorrendo per intero il sentiero verdeazzurro di cui avevamo saltato un buon pezzo passando sotto la recinzione al ritorno dallo Scoglio Nero. In alternativa possiamo invece scendere a Monterosso (decisamente più breve che tornare a Levanto, neanche un’ora di cammino) e, magari, tornare col treno.
Gita piuttosto lunga, tanto che è il frutto di due esplorazioni successive, anche se nella seconda abbiamo comunque ripercorso tutte le parti significative della prima, compiendo praticamente il percorso qua descritto per intero, ma veramente interessante per la pittoresca e nascosta spiaggetta a pochi metri dall’abitato, per la possibilità alquanto rara di entrare (seppur non a fondo) in una suggestiva grotta marina, per il selvaggio litorale tra lo Scoglio Nero e Punta Spiaggia, nonché naturalmente per i bei panorami della classica gita a Punta Mesco, impreziositi dai bei ruderi della Chiesetta e magari anche dall’impressionante cresta in discesa da questi.
Percorso Inedito
18-02-2017
Levanto (0) – Punta Picetto (0) – Scoglio Nero (0) – Sant’Antonio del Mesco (305) - Levanto (0).
18 Km circa il percorso fatto da noi con alcune esplorazioni, 15 Km. il percorso pulito che consiglio.
850 circa il dislivello fatto da noi, 700 circa quello del percorso pulito.
Stefs e soundofsilence.
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