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Pointe Bonne Morte e Mont Cornet anello per laghi Thoules e Baseya da Glacier

Pointe Bonne Morte e Mont Cornet anello per laghi Thoules e Baseya da ...

Percorso Inedito
13-07-2023
Glacier (1560) – Places Damon (2130) – Laghi Thoules (2315) – Pointe Bonne Morte (2688) – Thoules (2380) - Lago Baseya (2540) – Bivacco Regondi-Gavazzi (2590) – Col Cornet (2354) – Punta Cornet (2389) – Lago Cornet (2360) - Places Damon (2130) - Glacier (1560).
20,5 Km. circa.
1600 m. circa.
Silvia e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, fino ai Laghi di Thoules, poi EE, per escursionisti esperti, la salita alla Pointe de la Bonne Morte e la relativa discesa, in quanto senza sentiero ed a tratti un po’ ripida. E nuovamente fino alla fine della strada sterrata a Thoules. Da Thoules fino al Lago Baseya EE in quanto prevalentemente senza traccia e con l’attraversamento di alcune pietraie che, seppur facili, richiedono di interpretare il terreno per scegliere dove passare. Tutto il resto E, a parte, in effetti, la discesa dalla Punta Cornet, fatto su una scorciatoia fuori sentiero, che presenta anche qui tratti in cui interpretare dove passare, tratto comunque non obbligatorio, in quanto vi è sentiero solo di poco più lungo che permette di tornare senza problemi.
da Genova fino a Voltri in a10, quindi si prende la A26 per Alessandria, che seguiamo fino a Santhia, dove imbocchiamo la A5 per Aosta, che seguiamo fino allo svincolo di Aosta Est. Da Aosta est seguiamo le indicazioni per il Gran San Bernardo, passando prima due lunghi tunnel che ci fanno evitare la città. Usciti dal secondo tunnel si prende a destra per la Valpelline, quindi si prosegue fino alla località omonima, dove si prende a sinistra per Ollomont. Giunti ad Ollomont si continua fino al termine della strada presso un campeggio a Glacier.
dal parcheggio si continua pochi metri fino ad ponte sulla destra che imbocchiamo. Subito dopo il ponte si prende a destra il sentiero 6, come da cartelli, imboccando una strada campestre con accesso chiuso da transenne che dobbiamo aprire e richiudere. In breve giungiamo ad alcune case in località Crottes, dove prendiamo a sinistra una scorciatoia che ci permette di saltare un tornante della strada. Dopo la scorciatoia continuiamo su ripido sentiero nel bosco, che ci porta a salire 400 metri in circa 2 Km. A quota 1900 circa una brevissima deviazione a destra consente di visitare una cappella nella roccia, visibile comunque dal sentiero. Superata la cappelletta usciamo dal bosco e raggiungiamo un colletto erboso, dove troviamo nuovamente dei cartelli, a quota 2085 circa, dove proseguiamo dritti sul sentiero 6, seguendo le indicazioni per il bivacco Regondi. Proseguiamo quindi dritti su strada campestre per circa 500 metri, quindi, sempre seguendo la strada ed il sentiero 6, compiamo un tornante a destra, salendo fino ai ruderi di Place Damon, dove passiamo in mezzo alle case, tagliando un tornante della strada campestre. Giungiamo quindi in vista di un ponticello in legno sul torrente Acque Bianche, qui il sentiero 6 gira a destra, mentre noi continuiamo a sinistra passando sul ponticello. Dopo il ponte il sentiero gira indietro verso la Balme du Bal, ma noi dobbiamo ignorarlo per proseguire invece su una traccia abbastanza evanescente che comunque procede parallela al torrente in direzione contraria allo scorrere delle acque, seppur abbastanza distante. Proseguiamo quindi paralleli al torrente su traccia ora abbastanza evidente, fino a raggiungere dei ruderi, presso i quali si piega a sinistra, senza traccia, rimontando il pendio erboso e cespuglioso fino a giungere al primo lago di Thoules e, subito dopo, il secondo. Dai laghi io mi sono diretto verso la collinetta sulla sinistra per cercare un punto panoramico sugli stessi, quindi sono ridisceso sopra al lago superiore. Da qui proseguendo pochi metri in direzione nord, giungiamo a raggiungere un’ampia sterrata. Dalla sterrata mi sono diretto quindi, senza traccia, verso la Punta della Bonne Morte, il più evidente panettone erboso sulla sinistra sopra i laghi, seppur distante, meta che occorre tener presente, perché non vi è una traccia che vi ci porti. Dalla sterrata quindi scendo brevemente al torrente sottostante (Lombardin), che si guada alla meglio, per poi iniziare a salire i ripidi pendii erbosi, facendoci guidare dalla meta e dalla conformazione del terreno nella scelta del percorso. Così facendo ho traversato verso sinistra, intercettando una traccetta poi, che seguita, mi ha portato a ritrovare a quota 2470 circa, la sterrata (non è una buona idea seguirla in quanto è lunghissima). Rimontiamo quindi la ripa opposta sopra la sterrata e ci dirigiamo verso il crinale a sinistra della Pointe della Bonne Morte, ormai abbastanza vicina. Raggiunto il crinale si supera una zona con emergenze rocciose ed in breve si è in vetta, dove vi è anche un piloncino di pietra. La discesa avviene per la stessa via o a piacimento, basta incrociare la sterrata sottostante in qualche punto, io l’ho incrociata più in basso dell’andata (più in basso relativamente perché in questo tratto la sterrata è praticamente in piano) puntando ad un alpeggio con un paio di laghetti contigui. Raggiunta la sterrata l’ho quindi seguita verso sinistra per circa 200 metri, per poi provare a seguire il percorso dell’andata. Finito però il tratto con chiara traccia, ho lasciato la ripida salita seguita all’andata, per traversare più facilmente verso sinistra fino a raggiungere un canale, dove ho piegato a destra seguendo il canale su terreno erboso che mi ha riportato in breve alla sterrata. Si imbocca quindi la sterrata verso sinistra, in salita, e la si segue fino all’alpeggio presso cui termina (località Thoules). A Thoules guadiamo quindi il torrente Fenetre, o sfruttiamo un ponte leggermente più a valle. Superato il torrente lo seguiamo per pochi metri verso destra, quindi, in corrispondenza del ponte, pieghiamo a sinistra (est), seguendo una traccetta, a tratti abbastanza chiara. La traccetta quindi piega verso destra (sud), non sempre molto chiara, anche se ogni tanto si trova qualche ometto. In questo tratto occorre avere come riferimento, sulla sinistra, l’unico punto di passaggio tra le rocce che consente di raggiungere l’altopiano superiore, dove, con un po’ di attenzione, si può scorgere un sentiero che lo percorre, passaggio che si trova a destra delle evidenti cascate provenienti dalle nevi del Mont Gelè. Proseguendo quindi in direzione più o meno sud, stando attenti ai rari ometti ed ad ogni labile traccia di passaggio, ma soprattutto interpretando il terreno per capire dove passare per giungere alla nostra meta, superiamo un paio di guadi ed altrettante piccole pietraie, per poi trovare una chiara traccia, dopo l’ultimo guado, che sale a sinistra, parallela al torrente, quello in discesa dalle evidenti cascate sopra di noi. Saliamo quindi sul ripido, ma chiaro, sentierino, fino a raggiungere il ripiano superiore, dove il sentiero diventa ancora più evidente e compaiono i segnavia. Finita la salita scendiamo quindi a guadare il Torrente Acque Bianche e risaliamo sull’altro versante fino al bellissimo Lago Baseya. Dal lago, che possiamo scendere a visitare, si sale ancora fino all’evidente Bivacco Regondi, dal quale proseguiamo passando a destra di un secondo lago, per poi giungere in vista di un terzo, dove troviamo un bivio a destra che permette, volendo, di abbreviare il percorso, portando al ponticello sul torrente Acque Bianche dove siamo passati all’andata, mentre noi proseguiamo invece a sinistra, su una traccia che costeggia il lago. Passato il lago, oltre il sentiero seguiamo anche un tubo che porta a valle l’acqua del lago, giungendo così al Col Cornet, dove prendiamo il sentiero al centro (a destra si va al lago, a sinistra si va all’Alpe Beria), che ci porta poco sotto la vetta della Punta Cornet, sormontata da una croce, che raggiungiamo con breve deviazione a sinistra. Dalla punta scendiamo quindi al sottostante, omonimo lago, che costeggiamo sulla sponda sinistra. Giunti al termine dal lago una traccetta continua quindi fino al ponticello sul torrente acque bianche e permette poi di tornare sul percorso dell’andata, noi invece abbiamo cercato di scorciare il percorso, piegando a sinistra su una traccetta che taglia il pendio erboso in orizzontale, però tale traccetta termina in corrispondenza di un salto del terreno, qui siamo scesi verso destra su terreno meno ripido, per poi seguire verso sinistra un canale erboso con qualche roccia che porta ad un bel prato. Dal prato si scende verso nord, ma bisogna trovare i giusti passaggi, fino ad intercettare una traccetta a destra che porta in breve al sentiero segnato, da cui siamo tornati sui nostri passi fino al parcheggio, ma, tutto sommato, non consiglio di fare questa scorciatoia, difficile da seguire e che non fa risparmiare poi tanto.
Stupendi laghi circondati da bellissime cime, al prezzo di vari tratti senza sentiero, mai difficili, ma un po’ scomodi.
Percorso Inedito
13-07-2023
Glacier (1560) – Places Damon (2130) – Laghi Thoules (2315) – Pointe Bonne Morte (2688) – Thoules (2380) - Lago Baseya (2540) – Bivacco Regondi-Gavazzi (2590) – Col Cornet (2354) – Punta Cornet (2389) – Lago Cornet (2360) - Places Damon (2130) - Glacier (1560).
20,5 Km. circa.
1600 m. circa.
Silvia e soundofsilence.
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