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Punta Valfredda e Punta Valnera anello per Rifugio Arp da Estoul

Punta Valfredda e Punta Valnera anello per Rifugio Arp da Estoul

06-06-2021
Estoul (1880) – Lago Estoul (2430) – Lago Chamen (2450) – Colletto Valnera (2680) – Punta Valnera (2754) – Punta Valfredda (2944) – Rifugio Arp (2290) – Chavannes (2110) – Estoul (1880).
15,5 Km.
1250 m. circa.
Maury76 e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
in condizioni estive solo qualche punto EE (escursionisti esperti) su cresta Punta Valfredda, probabilmente evitabile passando sul sentiero segnato che si mantiene sotto il crinale e anche la salita senza traccia al laghetto prima del Lago Estoul, su pendio erboso un po’ ripido. In condizioni invernali-primaverili come l’abbiamo trovato occorre portarsi i ramponi, che nell’occasione non abbiamo usato, e le difficoltà aumentano perché occorre seguire il percorso migliore a seconda delle condizioni della neve e certi passaggi possono diventare insidiosi, quindi tutto il tratto con neve va classificato EE (per escursionisti esperti) ed attrezzati, con ramponi e ghette quantomeno.
Da Genova con l’A10 fino a Voltri, dove si prende l’A26 (Alessandria-Torino) e la si segue fino a poco oltre Casale Monferrato, dove si prende per Santhià e Aosta e si prosegue fino ad Ivrea, dove si continua sulla Aosta-Torino (A5) fino all’uscita di Verres, da dove imbocchiamo la Val d’Ayas seguendo le indicazioni stradali. Percorriamo la Val d’Ayas fino a Brusson, dove voltiamo a destra seguendo le indicazioni per Estoul, dove lasciamo la macchina nellapposito grande parcheggio.
dal parcheggio imbocchiamo la sterrata sulla sinistra della strada con cartelli indicanti i sentieri per il Rifugio Arp e il Lago Literan, e, dopo 50 metri, lasciamo a destra il sentiero 5D per Moucheroulaz, continuano dritti sulla sterrata. Dopo 450 metri incontriamo una fonte e, subito dopo, un bivio, dove continuiamo dritti, lasciando a destra la carrareccia per il Rifugio Arp (come da cartello): Proseguiamo quindi per 100 metri sulla sterrata e, quindi, giriamo a destra su sentiero, lasciando a sinistra la strada e, dopo ulteriori 200 metri, ci troviamo ad un nuovo bivio: a sinistra i sentieri 5 e 6, a destra 6a e 6b, come segnalato su una pietra; prendiamo quindi a destra per i Laghi Estoul ed il Rifugio Arp, lasciando a sinistra i sentieri diretti a Chavannes ed al Lago Literan, che useremo per il ritorno. Saliamo quindi abbastanza gradualmente su carrareccia, dopo un Km. superiamo un facile guado e giungiamo quindi presso una zona paludosa, attualmente ghiacciata. Duecento metri oltre la palude, lasciamo il sentiero per rimontare la ripida rampa erbosa a sinistra, onde raggiungere il primo laghetto Estoul. Raggiunto il laghetto, cambiamo direzione, puntando a destra per ritornare al sentiero segnato più o meno in corrispondenza del Lago Estoul. Giunti al Lago si trova un bivio, a destra si va alla Bocchetta di Eclou, mentre noi continuiamo a sinistra costeggiando il lago e poi piegando ancora a sinistra sulla traccia segnata per giungere al Lago Chamen. Costeggiamo quindi anche il Lago Chamen sulla destra e ne contorniamo la sponda, prima est e poi nord, per piegare quindi a destra in ripida salita, seguendo segnavia ed ometti. Il sentiero sale quindi direttamente al soprastante Colletto Valnera, che si ragigunge in breve attraverso ripidi pendii di erba e roccette. Dal Colletto prendiamo a destra e giungiamo in breve su traccia evidente alla Punta Valnera. Torniamo quindi sui nostri passi fino al Colletto Valnera (noi in realtà abbiamo girato prima a destra) ed imbocchiamo il sentiero segnato in discesa sulla destra. Dopo circa 200 metri occorre lasciare il sentiero che continua a sinistra per il Rifugio Arp e prendere a destra il sentiero, sempre segnato, per la Punta Valfredda, ma, con neve come abbiamo trovato noi, è un altro discorso ed occorre orientarsi a vista, scegliendo il pendio migliore per salire all’evidente Punta. Noi abbiamo deciso di puntare alla parte iniziale del lungo crinale della Punta Valfredda, in quanto più sgombro di neve, piegando quindi verso destra e verso il Colle di Valnera, che si apre tra il crinale della Punta Valnera e quello della Valfredda. Noi però non abbiamo raggiunto tale Colle, pur essendoci passati vicino, puntando più direttamente al crinale della Punta Valfredda. Giunti quindi nei pressi del crinale della Punta Valfredda, occorre evitarne un paio di risalti rocciosi passando poco sotto, prima attraverso una pietraia e poi più facilmente fino a ricongiungerci col sentiero segnato e continuare sempre poco sotto il crinale fino a giungere alla cupola sommitale, sempre seguendo ometti e segni gialli fino in vetta. Dalla vetta siamo tornati indietro una settantina di metri e poi siamo scesi sulla destra per ripidi prati (abbiamo preferito passare di qua per evitare, almeno nel tratto più ripido, la neve, ma il pendio permette di scendere più o meno dove si vuole), puntando ad un laghetto, anche senza saperlo in realtà, in quanto attualmente non visibile se non in minima parte. Dal primo laghetto, piegando a sinistra, se ne raggiunge uno più grande, anche questo nell’occasione sepolto dalla neve e non visibile, presso il quale cambiamo nuovamente direzione, costeggiandolo sulla destra e quindi continuando nella stessa direzione per intercettare quindi in breve il percorso dell’andata, che seguiamo brevemente fino al bivio per il Rifugio Arp, che imbocchiamo verso destra in direzione nord-ovest. Seguendo quindi i segnavia o, nel nostro caso, le tracce nella neve, passiamo a fianco ai 3 laghetti di Valnera, purtroppo anche questi non visibili, continuiamo poi piegando a sinistra e passando a fianco di un riparo sottoroccia, ormai in vista del grande Rifugio Arp, che in breve raggiungiamo nella piana sottostante. Di fronte a rifugio imbocchiamo quindi la sterrata sulla sinistra e la seguiamo, scorciandone un tornante, fino a congiungerci con la sterrata proveniente dall’Alpe Palasina (cartelli), che imbocchiamo verso sinistra. Dopo 800 metri sulla nuova sterrata passiamo sotto il Lago Literan, raggiungibile con una breve deviazione a sinistra (segnalata comunque). Continuiamo quindi dritti sulla sterrata per altri 500 metri ed intercettiamo quindi un ulteriore sterrata che imbocchiamo verso sinistra, attraversando quasi subito le poche case di Chavannes, oltre le quali proseguiamo ancora per 300 metri su sterrata, quindi imbocchiamo a destra il sentiero che ne taglia 3 tornanti. Ci riimmettiamo quindi sulla sterrata e ne intercettiamo un’altra, che imbocchiamo quindi verso sinistra, giungendo dopo neanche 200 metri ad un bivio, dove prendiamo a destra seguendo anche le segnalazioni per il parcheggio di Estoul e, in poco più di 200 metri, ci ritroviamo al bivio dell’andata, da dove torniamo sui nostri passi, in breve, alla macchina.
difficile dare un giudizio obiettivo su questa gita, purtroppo non abbiamo trovato i tanti laghi e laghetti in condizioni ottimali, né sciolti, né in scioglimento, e questo indubbiamente ha un po’ ridotto la bellezza della gita, come anche le consuete nuvole sulle cime più alte hanno ridotto il panorama. D’altro canto la ancora tanta neve presente ha costituito il maggior punto di interesse, soprattutto sulla cresta della Punta Valfredda, dove abbiamo trovato spettacolari cornici a ricciolo o a fungo che dir si voglia. In definitiva credo che questa gita non si possa paragonare a quella adiacente ai laghi Palasina ed al Corno Bussola, veramente stupenda, ma nelle condizioni giuste i tanti laghi potrebbero anche riservare piacevoli sorprese.
06-06-2021
Estoul (1880) – Lago Estoul (2430) – Lago Chamen (2450) – Colletto Valnera (2680) – Punta Valnera (2754) – Punta Valfredda (2944) – Rifugio Arp (2290) – Chavannes (2110) – Estoul (1880).
15,5 Km.
1250 m. circa.
Maury76 e soundofsilence.
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