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Mont Fallere anello da Vetan Dessus

Mont Fallere anello da Vetan Dessus

Percorso Inedito
16-10-2021
Vetan Dessus (1770) – Grand Arpilles (2125) – Rifugio Fallere (2385) – Lago Morto (2640) – Mont Fallere (3061) – Ruderi Capanna Margherita (2995) – Lago Fallere (2425) – Lago delle Rane (2370) – Vetan Dessus (1770).
18,4 Km. circa.
1450 m. circa.
Maury76 e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E (per escursionisti medi) fino al Lago Morto, quindi EE (per escursionisti esperti) fino in vetta, per sentiero a tratti ripido, un breve facile tratto attrezzato con catena e staffe (un poco esposto però) e per alcuni passaggi di I grado non esposti poco prima di arrivare in vetta, comunque evitabili per traccia di sentiero a destra direi. EE la cresta attrezzata, facile ma un po’ esposta, specie in uno stretto passaggio a picco, a parte quello vi è anche un saltino di 2-3 metri di secondo da affrontare in discesa con attenzione, per il resto la cresta non presenta difficoltà, ma è comunque tutta attrezzata con catene. E (per escursionisti medi) la successiva discesa fino al Lago Fallere. EE la successiva discesa fuori sentiero ai laghetti e la risalita al sentiero segnato, in particolare il canalino erboso disceso per arrivare al primo laghetto è parecchio ripido ed insidioso dato il ghiaietto scivoloso, il resto del percorso è decisamente più facile, ma presenta qualche tratto ripido nella risalita e sempre senza sentiero. E (per escursionisti medi) tutto il resto.
Da Genova a Voltri sull’autostrada dei Fiori, quindi si prende l’A26 Alessandria-Torino e la si segue fino a poco dopo Casale Monferrato, dove si prende l’A4 per Santhià. A Santhià si prende l’A5 per la Valdaosta che si segue fino all’uscita di Aosta Ovest, dove imbocchiamo la SS26 (strada statale della Valdaosta) in direzione ovest (Courmayeur), e la seguiamo quindi per poco meno di 3 Km, fino al bivio per Saint Nicolas, che imbocchiamo verso destra. Giunti a Saint-Nicolas proseguiamo quindi per la frazione Vetan Dessous e quindi per Vetan Dessus, dove la srada finisce e parcheggiamo sulla destra.
dal parcheggio imbocchiamo il ripido sentiero sulla sinistra (cartelli con indicazioni per il Rifugio Fallere – sentiero 13), giungendo subito ad un primo bivio, dove continuiamo dritti sul sentiero 3 per La Salle, lasciando a destra il sentiero per il Rifugio che percorreremo al ritorno. Dopo 460 metri circa lasciamo il sentiero per risalire i pendii erbosi a sinistra per raggiungere, intercettando due volte una sterrata, un primo lago, che purtroppo abbiamo trovato asciutto. Dal lago ci dirigiamo quindi paralleli alla sottostante sterrata per poi scendervi cercando di perdere meno quota possibile, quindi, in corrispondenza della prima curva a sinistra, lasciamo la sterrata per guadare un rio sulla destra e seguiamo un sentierino che ci porta su un’altra vicina sterrata. Raggiunta la nuova sterrata, invece di seguirla (cosa comunque possibile, ma decisamente più lunga), ci dirigiamo a destra verso il ciglio del pendio erboso e saliamo mantenendoci paralleli a quest’ultimo. Più in alto deviamo leggermente a sinistra per visitare un piccolo laghetto, quindi riprendiamo a salire paralleli al ciglio fino a raggiungere un alpeggio in località Grand Arpilles. Dall’Alpeggio saliamo ancora nella stessa direzione e raggiungiamo in breve nuovamente la sterrata, che imbocchiamo verso destra e che seguiamo fino a giungere in vista del Rifugio, che raggiungiamo tagliando a destra per prati. Dal Rifugio continuiamo nella stessa direzione attraversando, se possibile, la bella palude antistante, quindi tagliamo a sinistra per riprendere il sentiero segnato, qui, poco prima di raggiungere il grosso alpeggio di Les Crottes, troviamo dei cartelli e seguiamo a destra le indicazioni per il Mont Fallere – sentiero EE (noi in realtà abbiamo proseguito dritto e poi ci siamo ricollegati a questo sentiero traversando a destra per prati). Più avanti, prima che il sentiero inizi a salire ripidamente a tornanti, troviamo a sinistra un bivio segnalato per il Col Fenetre, ma noi proseguiamo dritti verso il Mont Fallere. Iniziamo quindi a salire i tornanti giunti quindi a scollinare su una zona pianeggiante, tagliamo a destra fuori sentiero per raggiungere in breve il Lago Morto, che costeggiamo sulla sinistra. Saliamo quindi qualche metro sopra la sponda nord per avere miglior visuale del lago, quindi pieghiamo a sinistra, in traverso su ripido ma non difficile pendio erboso e pietroso, fino a raggiungere nuovamente il sentiero segnato, che imbocchiamo verso destra in salita. Saliamo quindi i segnavia giungendo ad un breve tratto attrezzato, che superiamo senza difficoltà, per poi incontrare, poco prima della cima, una zona di grossi massi, dove una traccia più semplice passa a destra, mentre noi proseguiamo dritti tra i massi affrontando qualche facile passo di arrampicata, per giungere poi in vetta senza ulteriori difficoltà. Dalla vetta si continua sulla cresta est, piuttosto pianeggiante, ma rocciosa ed esposta, ma un cavo di acciaio permette di passare in sicurezza. Il tratto attrezzato dura circa 150 metri e presenta solo due punti un poco più difficili, come descritto nelle difficoltà. Esaurito quindi il tratto attrezzato si inizia a scendere giungendo quasi subito ad un rudere (Ex Capanna Margherita), per poi continuare a tornanti fino ad un trivio, dove imbocchiamo il sentiero di sinistra per il Lago Fallere (ma se abbiamo fretta prendere a destra fa invece risparmiare un po’ di strada). Giunti a 200 metri circa dal lago Fallere incrociamo quindi il sentiero che vi scende, sentiero che dovremmo imboccare verso destra per chiudere l’anello, ma prima scendiamo a sinistra al Lago. Visitato il lago si inverte marcia e si può rimboccare il sentiero da cui proveniamo e seguirlo fino al rifugio, oppure procedere senza traccia, come abbiamo fatto noi, in direzione di due laghetti scorti dall’alto, deviazione che però fa perdere circa un ora di tempo in quanto allontana parecchio dal sentiero da seguire e fa anche perdere un 150 metri di quota da risalire. Per visitare i laghetti occorre quindi traversare i dossi erbosi di fronte a noi per poi trovarsi sul ciglio di un salto che noi abbiamo sceso tramite un ripido canalino erboso e ghiaioso che in effetti non consiglio, meglio invece piegare più a destra fino a dove il pendio scende più dolcemente. Sceso comunque il pendio siamo ormai in vista del primo laghetto, dal quale, continuando nella stessa direzione, raggiungiamo in circa 300 metri anche il secondo più piccolo. Da qui pieghiamo a destra ed in diagonale risalendo i ripidi pendii erbosi soprastanti, cercando i punti migliori di passaggio fino ad intercettare, dopo lunga risalita (noi abbiamo percorso 800 metri) il sentiero segnato che avevamo abbandonato per visitare il lago Fallere. Imbocchiamo quindi il sentiero segnato verso sinistra e proseguiamo in falsopiano per poi scendere al bel Lago delle Rane, dal quale giungiamo in breve al Rifugio per traccia o a piacimento. Dal Rifugio imbocchiamo quindi la sterrata dell’andata e la ripercorriamo sui nostri passi per circa 1,9 Km. fino ad un punto dove il pendio sottostante sembra più facilmente scendibile in quanto meno ripido e più erboso rispetto ai cespugli che caratterizzano il tratto precedente. Tale punto si trova anche 400 metri dopo un primo bivio segnalato da cartelli che, in alternativa, si può anche seguire per fare un percorso più comodo, ma più lungo e con una risalita. Volendo invece fare il percorso più breve si scende il ripido pendio erboso, tenendo presente che dobbiamo puntare a delle vasche in lontananza e quindi ad un successivo laghetto artificiale posti sulla destra del punto in cui abbiamo iniziato a scendere e che costituiscono il punto di più facile attraversamente del solco vallivo che dobbiamo superare. Scesa la prima ripida parte, piegando a destra scendiamo ad una sterrata che seguiamo per pochi metri, finche non gira verso sinistra, mentre noi dobbiamo continuare a scendere traveresando verso destra. Così facendo intercettiamo una traccia di sentiero, che imboccata verso destra ci porta sul fondo del solco vallivo, dove raggiungiamo il sentiero 13, che seguiamo in discesa. Dopo poco raggiungiamo quindi le vasche viste dall’alto, per poi giungere in vista della pozza artificiale che possiamo raggiungere con una breve digressione a destra. Superata la pozza e le sottostanti case, continuiamo dritti su sterrata (sentiero 13) fino ad intercettare il primo bivio dell’andata, dal quale torniamo in pochi passi al parcheggio.
vetta con panorama a 360° su tutte le principali cime della Valdaosta, nonché alcuni bei laghi durante il percorso e alcune pittoresche guglie di roccia sul pendio sommitale. Percorso a tratti fuori sentiero, in parte per colpa nostra, che abbiamo divagato alla ricerca di laghetti che forse non valevano la pena dell’allungamento del percorso notevole che ne è risultato. Infine non si possono non citare la miriade di statue di legno che infestano la sterrata per il Rifugio ed i dintorni dello stesso, non tutte appropriate all’ambiente montano, ad alcuni probabilmente piaceranno, ad altri sembreranno deturpare il panorama, specie quelle poste nei laghetti palustri presso il Rifugio. In definitiva direi una gita decisamente consigliabile, magari evitando la deviazione per i laghetti al ritorno.
Percorso Inedito
16-10-2021
Vetan Dessus (1770) – Grand Arpilles (2125) – Rifugio Fallere (2385) – Lago Morto (2640) – Mont Fallere (3061) – Ruderi Capanna Margherita (2995) – Lago Fallere (2425) – Lago delle Rane (2370) – Vetan Dessus (1770).
18,4 Km. circa.
1450 m. circa.
Maury76 e soundofsilence.
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