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Pizzo dei 3 Signori anello per il Lago Rotondo e la Via del Caminetto da Pescegallo

Pizzo dei 3 Signori anello per il Lago Rotondo e la Via del Caminetto ...

30-10-2022
Pescegallo (1455) – Lago Rotondo (2250) – Bocchetta Paradiso (2445) – Bocchetta d’Inferno (2306) – Pizzo dei 3 Signori (2553) – Bocchetta Alta (2240) – Bocchetta di Piazzocco (2252) – Bocchetta di Varrone (2126) – Diga Lago Inferno (2055) – Diga Lago di Trona (1825) – Pescegallo (1455).
18,1 Km circa.
1500 m. circa.
Em, Ornella, Stefano, Maury76 e soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, fino alla salita alla Bocchetta Paradiso. Difficile poi giudicare con esattezza la salita alla Bocchetta in quanto, causa ghiaccio, non abbiamo seguito fedelmente il percorso, quuindi nelle condizioni affrontate sicuramente F (alpinistico facile), ma in condizioni normali potrebbe essere EE, per escursionisti esperti. E, per escursionisti medi dalla Bocchetta Paradiso a quella d’Inferno. La salita al pizzo 3 Signori quindi potrebbe essere classificata EE, per escursionisti esperti, ma anche qui, nel primo tratto, forse non seguendo la traccia migliore, abbiamo trovato difficoltà paragonabili ad un F, con qualche saltino tra il I ed il II grado in cui usare le mani. In cima poi vi è un breve tratto attrezzato su lastroni inclinati, che in condizioni di asciutto non dovrebbe creare problemi. La discesa per la Via del Caminetto poi è sicuramente EE (per escursionisti esperti), per la presenza di vari tratti attrezzati con catene, alcuni piuttosto scomodi in discesa (sicuramente meglio affrontarlo in salita). EE, per escursionisti esperti poi anche la traversata dalla Bocchetta Alta al sentiero per la Bocchetta di Piazzocco, effettuata a vista e fuori traccia. Tutto il resto E.
Da Genova a Milano sull’autostrada A7, quindi si prende la tangenziale est, seguendo le indicazioni per Como e Lecco, si imbocca quindi la A4 Milano-Venezia e la si percorre fino a Cinisello Balsamo dove usciamo, seguendo sempre le indicazioni per Lecco. Proseguiamo quindi verso nord sulla superstrada SS36, con la quale giungiamo a Lecco, e continuiamo quindi sulla stessa strada, attraverso numerose gallerie, fino al termine del Lago di Como, dove imbocchiamo la SS38 verso Morbegno e la Valtellina. Giunti a Morbegno imbocchiamo la SP7, strada provinciale della Val Gerola, e la seguiamo fino al suo termine a Pescegallo, dove parcheggiamo nell’ultimo grande parcheggio a destra.
dal parcheggio si continua fino all’estremità dello stesso passando sotto ed a destra di un bar e della stazione di partenza della funivia, situati in un unico fabbricato, quindi continuiamo su sterrata in piano per pochi metri, per proseguire quindi su sentiero a sinistra che inizia a salire. Dopo 850 metri circa troviamo il bivio a sinistra per la Val Tronella, mentre noi continuiamo dritti a destra per il Lago di Trona. Passato quindi un guado troviamo uin nuovo bivio a sinistra per la Diga Val Tronella, che nuovamente ignoriamo per continuare dritti a destra. Continuiamo quindi pressochè in piano fino ad una pozza presso un’abitazione, dove, a destra, vi è un sentiero che riscende a fondovalle, mentre il nostro sentiero gira a sinistra, compiendo quasi un tornante, e continua in falsopiano fino a giungere ad un bivio: a destra la via più breve per giungere al Pizzo, passando per la Diga del Lago di Trona, mentre a sinistra si va verso il Lago Rotondo, come da cartelli indicatori; noi abbiamo preso a sinistra ma potrebbbe essere meglio prendere a destra e compiere il giro al contrario, il che permetterebbe di arrivare prima in vetta e di affrontare le maggiori difficoltà in salita. Preso quindi a sinistra, in circa 500 metri, arriviamo al bivio sulla destra per il lago Zancone, che ignoriamo proseguendo dritti (potrebbe essere comunque interessante passare per il predetto lago, ma se ne perderebbe la magnifica vista dall’alto). Circa 350 metri dopo, quando iniziamo a vedere il lago dall’alto, deviamo a sinistra fuori traccia per averne una vista completa e migliore, per poi riprendere a salire sul sentiero segnato. Superato il lago troviamo due bivi: il primo a sinistra che proviene dal lago in questione, il secondo a destra per la Valpianella, ma noi proseguiamo comunque dritti verso il Lago Rotondo, che in breve raggiungiamo, Dal lago comincia quindi la ripida salita alla Bocchetta Paradiso, tra grossi massi in cui può essere necessario usare le mani. Giunti alla Bocchetta iniziamo la breve discesa verso la successiva Bocchetta dell’inferno. Giunti alla Bocchetta dell’Inferno troviamo un crocevia di sentieri, a sinistra si scende verso Ornica (la via più breve per raggiungere la vetta), a destra si taglia verso la Bocchetta di Varrone, mentre noi proseguiamo dritti al centro per la vetta. La prima parte della salita tra grossi massi risulta un poco impegnativa anche per individuare il percorso giusto, poi si sale più facilmente fin quasi in vetta, dove alcuni cavi aiutano a superare una ventina di metri di lastroni inclinati, dopo i quali ci troviamo sulla cima. Dalla cima imbocchiamo quindi a destra la cresta ovest, che presenta vari salti attrezzati con catene, tra cui caratteristico il passaggio in una specie di canyon (trattasi di una lunga spaccatura nella roccia che dà quasi l’impressione di passare dentro la montagna) assai suggestivo, chiamato il Caminetto. Passato il Caminetto affrontiamo ancora un paio di non banali punti attrezzati e quindi giungiamo ad una selletta denominata Bocchetta Alta, a quota 2240. Da qui scendiamo su un sentierino a destra, avendo come meta il sentiero sull’altro versante già da qui chiaramente visibile. Il sentierino dopo poco si perde, o prosegue in direzione sbagliata, quindi tagliamo su pendio ripido e cespuglioso verso il predetto sentiero. Raggiunto il sentiero segnato (chiamato in questo tratto “Sentiero del Cardinale”), che imbocchiamo verso destra in salita. In breve si passa a fianco della Grotta del Cardinale, indicata da una targa, ma noi, piuttosto preoccupati dall’ora tarda e dal lungo percorso ancora da fare, non l’abbiamo notata (sigh!). Passata la grotta si arriva quindi a delle case in pietra, per poi salire fino alla Bocchetta di Piazzocco. Dalla Bocchetta di Piazzocco scendiamo quindi alla vicina Bocchetta di Varrone, sovrastante il Lago dell’Inferno. Qui lasciamo a sinistra il bivio per il Rifugio Falc, mentre noi scendiamo dritti fino alla diga del Lago che imbocchiamo sulla destra. Percorsa la diga saliamo brevemente e quindi inziamo a scendere verso la successiva diga del Lago di Trona. Subito incontriamo un tratto attrezzato con cavo in corrispondenza di una grotta artificiale, quindi riprendiamo a scendere più facilmente fino a giungere alla nuova diga, che percorriamo girando a destra. Percorsa la diga ignoriamo il sentiero che scende a sinistra ed iniziamo la risalita verso il percorso dell’andata, che raggiungiamo in quasi 600 metri, per poi tornare sui nostri passi fino alla macchina.
Bei laghi, soprattutto lo Zancone, ambiente alpestre con severe e suggestive pareti tutto intorno e la particolarissima Via del Caminetto, indubbiamente molto interessante, ma sicuramente meglio percorrerla in salita, anche per abbreviare i tempi. Giro comunque più adatto alle più lunghe giornate primaverili od estive, difficile completarlo prima dell’oscurità nelle corte giornate autunnali, quindi, in alternativa si può abbreviare scendendo per la normale invece che per la Via del Caminetto, cosa che comporta ridiscendere il breve tratto attrezzato e quindi prendere a sinistra.
30-10-2022
Pescegallo (1455) – Lago Rotondo (2250) – Bocchetta Paradiso (2445) – Bocchetta d’Inferno (2306) – Pizzo dei 3 Signori (2553) – Bocchetta Alta (2240) – Bocchetta di Piazzocco (2252) – Bocchetta di Varrone (2126) – Diga Lago Inferno (2055) – Diga Lago di Trona (1825) – Pescegallo (1455).
18,1 Km circa.
1500 m. circa.
Em, Ornella, Stefano, Maury76 e soundofsilence.
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