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Corna Grande, Cornetta e Cima di Piazzo anello dal Rifugio Trifoglio

Corna Grande, Cornetta e Cima di Piazzo anello dal Rifugio Trifoglio

Percorso Inedito
08-10-2020
Rifugio Trifoglio (1330) – Bocchetta dei Mughi (1975) - Corna Grande (2055) – Cornetta (2020) – Cima di Piazzo (2030) – Lago Bocchetta Campelli (1890) – Lago Alpe Campelli (1745) – Colletto di Faggio (1840) – Bocchetta Pesciola (1780) – Rifugio Trifoglio (1330).
17,4 Km. quelli fatti da noi, dovuti anche ad un ripensamento sul percorso, senza il quale si riduce la lunghezza di almeno mezzo chilometro.
1300 m. circa.
Em, Maury76 e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, fino alla salita alla Cornetta, eccettuato il collegamento effettuato tra un versante e l’altro della Valle dei mughi, in quanto senza traccia e con qualche passo un po’ ripido, collegamento in ogni caso non necessario non avendo ripensamenti sul versante da seguire, come nel caso nostro. La salita alla Cornetta è invece EE, per escursionisti esperti, in quanto avviene su prati molto ripidi e richiede di saper individuare il percorso migliore, siamo al limite dell’F, alpinistico facile, assolutamente sconsigliata in caso di erba bagnata. Più facile invece la salita alla Cima di Piazzo, meno ripida e su sentiero a tratti più evidente, ma direi pur sempre EE. EE poi pure la discesa al Lago della Bocchetta Campelli, fuori sentiero, ma comunque su pendio ghiaioso\erboso ripido ma non difficile. Dal Lago all’Alpe Campelli il terreno è semplice, ma la necessità di un orientamento non facilissimo mi fa propendere ancora per EE. Tutto il resto E, prestando attenzione ad un breve tratto esposto attrezzato ad inizio Sentiero Stradini.
da Genova in autostrada A7 fino a Milano, poi tangenziale ovest e quindi l’A4 Milano-Venezia fino all’uscita di Dalmine. A Dalmine si seguono le indicazioni per la Val Brembana e la si percorre superando Piazza Brembana e, al paese dopo, Olmo al Brembo, si prende a sinistra seguendo le indicazioni per la Valtorta. Giunti a Valtorta si continua per il Rifugio Trifoglio, presso il quale si parcheggia.
dal parcheggio si continua sulla strada asfaltata in direzione sud-ovest, quindi, al primo tornante, la si scorcia salendo su traccia per prati, per raggiungere nuovamente l’asfalto poco prima di un Laghetto artificiale sulla sinistra. Superiamo quindi il laghetto e continuiamo sulla strada fino al successivo tornante, dove la lasciamo, per seguire una traccia in direzione sud, che sale fino ad un colletto a quota 1720 circa, dove si incrociano vari sentieri e troviamo anche cartelli indicatori, nonché una costruzione a sinistra e l’arrivo di una seggiovia a destra. Qui è possibile imboccare il sentiero sulla sinistra, che sale lungo le pendici dello Zucco Barbesino o, come abbiamo fatto noi, il sentiero 101, sempre sulla sinistra. La scelta del 101 non si è però rivelata la migliore dal punto di vista panoramico, anche per un forte controluce sui torrioni in fondo alla vallata, e abbiamo deciso quindi, dopo oltre 500 metri sul predetto sentiero, di tagliare verso destra e ricongiungerci al sentiero sotto lo Zucco Barbesino. Così facendo si gode forse di un miglior panorama, ma ci si perde la Cresta ovest del Corna Grande, non che sia una cosa imperdibile, ma rappresenta pur sempre un percorso più logico e più breve. Noi comunque, come detto abbiamo raggiunto il sentieroche traversa sotto le pareti dello Zucco Barbesino, per poi piegare a sinistra verso la Bocchetta dei Mughi. Raggiunta quindi la Bocchetta a quota 1975 circa, dove ritroviamo anche il sentiero 101, prendiamo il crinale a sinistra fino a giungere in vetta alla Corna Grande, e torniamo quindi sui nostri passi fino alla Bocchetta, dove stavolta prendiamo a sinistra in discesa. Il sentiero 101 perde quindi inizialmente un poco di quota e poi procede pressochè in piano fino a raggiungere un laghetto recintato. Dopo il laghetto continuiamo a seguire il sentiero 101 per oltre 800 metri, dopodichè iniziamo a procedere a vista, puntando al ripiano prativo sottostante il grande torrione che caratterizza sulla destra la Cornetta. Scesi al predetto ripiano prativo, iniziamo a salire verso la sella tra il torrione e la Cima di Piazzo sulla destra, fino ad intercettare una traccia che taglia sotto il predetto torrione in orizzontale e che imbocchiamo verso sinistra. Seguiamo quindi alla meglio detta traccia, non sempre evidentissima, puntando verso il termine della bastionata rocciosa soprastante che ci sbarra la via verso la vetta. Subito prima del termine delle rocce soprastanti, un’apertura prativa ci consente, raggiunto lo spigolo della bastionata, di invertire marcia rasentando la bastionata superiore fino ad incrociare il crinale prativo in discesa dalla vetta, che seguiamo compiendo un nuovo tornante verso sinistra, giungendo così in breve alla sommità. Torniamo quindi sui nostri passi fino al punto in cui avevamo intercettato il sentiero che traversa sotto il torrione e quindi continuiamo a seguirlo verso la Cima di Piazzo. Traversiamo quindi stavolta sotto le bastionate rocciose della Cima di Piazzo fino a scorgere un’apertura nelle stesse e piegare a sinistra verso il crinale erboso, che, una volta raggiunto, ci conduce facilmente alla vetta sulla destra. Dalla vetta continuiamo poi nella stessa direzione (sud) su evidente traccia, ma dopo un centinaio di metri, abbandoniamo il crinale per scendere sulla destra, a vista, verso un evidente laghetto, su pendio ripido, ma non difficile. Nei pressi del laghetto ritroviamo poi il sentiero 101, che seguiamo per un breve tratto nella direzione, sud, del rifugio Cazzaniga; dopo un centinaio di metri, infatti, pieghiamo a destra (direzione sud-ovest), per evitare di scendere fino al Rifugio, fino ad imboccare un evidente e facile canalino, percorso da una traccia, che ci porta a scendere fino ad una sottostante sterrata, che imbocchiamo verso destra. Giungiamo quindi subito all’Alpe Campelli, dove troviamo, sulla sinistra, un lago ed una malga e procediamo quindi sulla traccia principale seguendo le indicazioni per il Rifugio Lecco e i Piani di Bobbio, ignorando invece quelle per i Piani di Artavaggio. Dal Lago saliamo quindi dolcemente fino al Colletto di Faggio, per poi iniziare a seguire il Sentiero degli Stradini, che con vari saliscendi e con alcuni facili passaggi attrezzati, ci porta fino alla bocchetta Pesciola, dalla quale scendiamo con la traccia a sinistra fino al sottostante laghetto artificiale. Costeggiamo quindi il lago verso destra e proseguiamo sulla traccia incrociando quindi un paio di sentieri in discesa verso i Piani di Bobbio, che attraversiamo per proseguire invece dritti su una traccetta in direzione nord, che in circa 400 metri, ci riporta all’arrivo della seggiovia dove all’andata abbiamo imboccato per la prima volta il sentiero 101 e, da qui, torniamo sui nostri passi fino alla macchina.
gita forse un poco meno interessante di quella attigua allo Zuccone Campelli per la ferrata Minonzio, ma la Cornetta e i torrioni presso la Bocchetta dei Mughi valevano assolutamente un'altra visita più ravvicinata, completano poi il quadro i torrioni sul sentiero degli Stradini e 3 laghetti lungo il percorso. In definitiva una gita piacevole e non troppo difficile ottima per le mezze stagioni quando non si voglia andare su neve.
Percorso Inedito
08-10-2020
Rifugio Trifoglio (1330) – Bocchetta dei Mughi (1975) - Corna Grande (2055) – Cornetta (2020) – Cima di Piazzo (2030) – Lago Bocchetta Campelli (1890) – Lago Alpe Campelli (1745) – Colletto di Faggio (1840) – Bocchetta Pesciola (1780) – Rifugio Trifoglio (1330).
17,4 Km. quelli fatti da noi, dovuti anche ad un ripensamento sul percorso, senza il quale si riduce la lunghezza di almeno mezzo chilometro.
1300 m. circa.
Em, Maury76 e soundofsilence.
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