Il messaggio è stato inoltrato correttamente!


 - 

Resegone anello per il Canalone Bobbio e La Passata dai Piani d’Erna

Resegone anello per il Canalone Bobbio e La Passata dai Piani d’Erna...

05-06-2010
Piani d’Erna (1305) – Selletta Bobbio (1767) – Resegone (1875) – Porta Serrada (1630) – Pizzo Quarenghi (1637) – Passo La Passata (1260) – Rifugio Alpinisti Monzesi (1180) – Passo dei Fò (1284) - Piani d’Erna (1305).
12,4 Km.
1000 metri circa, contando i vari saliscendi.
Fede78, EM, Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Leggi il racconto
EE, per escursionisti esperti. La parte più difficile è il Canalone Bobbio, dove 2-3 passaggi, pur attrezzati con catena, richiedono un minimo di forza e tecnica, ma non sono particolarmente esposti. Passato il canalone facile il tratto in cresta fino in vetta (E, per escursionisti medi). Leggermente più difficile il Sentiero delle Creste, con rari passaggi dove si usano le mani: EE, ma tra i più facili. L’ultimo pezzo del Sentiero delle Creste può comunque risultare fastidioso (soprattutto in discesa): il tratto tra il Pizzo Quarenghi e la Passata è in effetti ripido, stretto e su terriccio instabile. Dalla Passata al Passo del Fò: E, senza alcun problema. Dal Passo del Fò fino alla Bocca d’Erna rari e semplici passaggi attrezzati, EE comunque.
Da Genova in autostrada fino a Milano, poi si prende la tangenziale ovest fino ad incrociare la A4 (Milano – Venezia), che si imbocca e si segue fino a Cinisello Balsamo, dove si prende la Superstrada (SS36) che si segue fino a Lecco, dove si seguono le indicazioni nel tunnel per i Piani d’Erna e la relativa funivia. Possibilmente si parcheggia pochi metri (50 circa) prima del piazzale della funivia per evitare l’1,50 Euro di pedaggio.
Si prende la funivia (9 euro a/r), ma si può anche evitare avendo tempo a disposizione e salire per sentiero (in questo caso prima l’1 e poi il 22 per il Pizzo d’Erna). Dal Piazzale d’arrivo si prende la sterrata in leggera discesa fino ad incontrare le segnalazioni per il Canalone Bobbio (sentiero n° 10) che si seguono fino all’omonima selletta. Dalla Selletta Bobbio si continua in cresta verso destra, lungo il sentiero segnato e si arriva quindi al Rifugio Azzoni, da dove, in breve si giunge in vetta. Tornati al Rifugio Azzoni ci si dirige verso est, giungendo a una costruzione, dove si trovano le indicazioni per il sentiero delle creste (571) che vanno seguite fino alla Passata. Dalla Passata si seguono le indicazioni per il Rifugio Alpinisti Monzesi e il successivo passo dei Fò. Giungi al passo si prende il sentiero 5 per la Bocca d’Erna che riporta alla Funivia.
Molto bello il Canalone Bobbio con una serie di guglie e creste che ricordano almeno un poco l’ambiente dei Cantoni di Pelsa sul Civetta, bellissima la cresta con le tante vette, tanto che meriterebbe una migliore esplorazione, tramite, per esempio, il sentiero di cresta (per esperti, l’unica indicazione che lo qualifichi) in partenza dalla Selletta Bobbio verso nord. Unico errore nel percorso, forse, l’essere scesi alla Passata, più panoramico sarebbe stato probabilmente scendere per la Val Nigra e i Solitari con l’11A. Anche la funivia avremmo potuto evitarla, ma avendo in programma gite anche il giorno dopo abbiamo preferito risparmiare tempo e forze. Peccato poi per la poco nitida e, a tratti nebbiosa, giornata, il Resegone e il suo panorama sul Lago di Como meriterebbero di meglio, ma questo è stato solo un primo approccio di conoscenza, presto ci vorrei tornare…
05-06-2010
Piani d’Erna (1305) – Selletta Bobbio (1767) – Resegone (1875) – Porta Serrada (1630) – Pizzo Quarenghi (1637) – Passo La Passata (1260) – Rifugio Alpinisti Monzesi (1180) – Passo dei Fò (1284) - Piani d’Erna (1305).
12,4 Km.
1000 metri circa, contando i vari saliscendi.
Fede78, EM, Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Leggi il racconto
Torna all'escursione

Resegone anello per il Canalone Bobbio e La Passata dai Piani d’Erna


"Addio monti sorgenti dall'acque ed elevati al cielo cime inuguali note a chi è cresciuto tra voi e impresse nella sua mente non meno che l’aspetto de' suoi familiari…" Sarà per queste righe studiate a scuola, ma il Resegone ha rappresentato per me sempre qualcosa di particolare, qualcosa di più appartenente alla fantasia che alla realtà e perciò irraggiungibile come un sogno… Irraggiungibile, in effetti, stava diventando anche questa volta per il rinvio della gita sociale del 6 giugno, che aspettavo dalla pubblicazione del calendario: sarà per questo che subito decido di andarci lo stesso… Studiato quindi percorso e itinerario con il solito zelo per ben dieci minuti filati, pubblico quindi le mie intenzioni su Quotazero per accalappiare qualche "Bravo" (spero il Manzoni mi perdoni, e fa pure rima...) escursionista… Riuscito quindi ad assoldarne due, reduci della rinviata gita sociale, partiamo alla volta di quel ramo del lago di Como. Per salire ai Piani d’Erna, indecisi tra la mula di Don Abbondio e la Funivia, optiamo, a malincuore, per quest’ultima… Salendo poi a piedi scopriamo come anche per altri il Resegone rappresenti una montagna ‘particolare’ da affrontare con reverenza e rispetto: interrogando infatti una pia donzella sul percorso, vengo a sapere che sta salendo accompagnata da una guida alpina, o, almeno, così crede, visto che la predetta guida ha già raggiunto da un pezzo il rifugio Azzoni (di cui pare essere il gestore), mentre noi siamo ancora alla Selletta Bobbio… Giunti alfine in vetta osserviamo in basso il Lago di Como di cui, più che un ramo, data la scarsa visibilità, scorgiamo a malapena una foglia… Scendiamo poi per il Sentiero delle Creste, lungo il quale rimpiangiamo effettivamente di non aver optato per la mula, fino ad arrivare alla Passata, finalmente in terra di San Marco come testimoniato da un cippo ivi presente…. Da qui, in breve, giungiamo al Rifugio Monzesi, dove apprendiamo che il povero alpinista Valentino s’è rotto un gamba volando dalla ferrata del Centenario, ma, forse, abbiamo capito male…