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Resegone anello per il canale Pesciola sud e sentiero delle creste dai Piani d’Erna

Resegone anello per il canale Pesciola sud e sentiero delle creste dai...

Percorso Inedito
16-06-2021
Piani d’Erna (1305) – Canale Pesciola Sud (1425-1746) – Pizzo Morterone (1757) – Cima Pozzi (1810) – Selletta Bobbio (1767) – Selletta Comera (1775) – Resegone (1875) – Torre Valnegra (1852) – Pizzo Daina (1864) – Pizzo Brumano (1851) – Porta Serrada (1630) – Rifugio Alpinisti Monzesi (1185) – Passo Fò (1285) - Piani d’Erna (1305).
11 km circa.
1100 m. circa.
Ivonne e Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Il canale Pesciola meridionale viene valutato in invernale PD+ (alpinistico poco difficile superiore), non vedo direi motivo di considerarlo più facile senza neve, anzi. Il canale in effetti presenta, più o meno all’imbocco, cioè quando il canale inizia a restringersi (non quando abbandoniamo il sentiero segnato) due impegnativi salti di roccia, entrambi più o meno di III, di cui il secondo attualmente potrebbe essere evitato infilandosi a destra in una finestra nella roccia che prima non c’era. Il passaggio a destra sembra più facile, ma non ci giurerei, ma occorre comunque tenere presente dell’instabilità del terreno, come confermato anche dai massi che ostruivano la finestra e che ora non ci sono più. A parte quindi le predette difficoltà alpinistiche, il canale presenta, dopo, un tratto centrale molto ripido ed instabile, per poi diventare leggermente meno ripido e più erboso nella parte superiore. A parte quindi le difficoltà nel risalire il canale nella parte ripida ed instabile, che obbliga ad aiutarsi nella progressione con la parete a fianco direi che occorre tenerne presente anche la pericolosità, perché anche grossi massi possono muoversi e rotolare al nostro passaggio, quindi in definitiva ne sconsiglio decisamente la percorrenza, se non in versione invernale dove la neve ed il ghiaccio tengono tutto più fermo. Il resto del percorso direi che è tutto praticamente EE (per escursionisti esperti), presentando sulla cresta vari passaggi in cui usare le mani, tutti più o meno di I grado. Nella discesa invece il sentiero dei Solitari e il successivo sentiero di ritorno dal Passo dei Fò, presentano qualche tratto esposto ed il secondo anche un nuovo tratto attrezzato, non difficile, a causa di una frana.
Da Genova in autostrada fino a Milano, poi si prende la tangenziale ovest fino ad incrociare la A4 (Milano – Venezia), che si imbocca e si segue fino a Cinisello Balsamo, dove si prende la Superstrada (SS36) che si segue fino a Lecco, dove si seguono le indicazioni nel tunnel per i Piani d’Erna e la relativa funivia. Possibilmente si parcheggia pochi metri (50 circa) prima del piazzale della funivia per evitare il parcheggio a pagamento; volendo ci sono altre aree parcheggiabili anche un po’ prima.
dal parcheggio prendiamo la funivia e saliamo fino ai Piani d’Erna.All’ucita della funvia prendiamo a destra la strada asfalta con la quale scendiamo ad un tornante. Superato il tornante continuiamo sulla strada fino a giungere ad un incrocio con cartelli in località Bocca d’Erna, dove imbocchiamo il sentiero nr. 7 e anche nr.10 per il Canalone Bobbio, il terzo a partire da destra. Subito lasciamo a destra il nr.7 e continuiamo sul 10, quindi ne scorciamo un tornante con una traccia nei prati, sempre in direzione del Canalone Bobbio. Dopo 750 metri circa giungiamo quindi ad affrontare un tratto attrezzato, dove sopra di noi possiamo individuare il Canale Pesciola Sud, magari aiutandoci con le foto o con la traccia GPS. Qui abbandoniamo il sentiero e saliamo nella prima parte larga e troviamo quindi uno sperone di roccia che divide in due il canale, noi abbiamo seguito la parte più prativa a sinistra, ma questo obbliga poi in uscita, per ricongiungersi a destra, a superare una paretina di 5 o 6 metri di II grado, evitabile seguendo invece la parte destra del canale, che però è un po’ più instabile. Proseguendo a salire il canale si restringe e giungiamo all’imbocco vero e proprio, dove troviamo due salti successivi non facili, il secondo forse evitabile passando in una finestra nella roccia sulla destra. Passati i due salti il canale continua molto ripido ed instabile e bisogna aiutarsi come si può a salire, magari con la parete a fianco, per giungere poi ad una parte successiva un poco meno ripida e più prativa con la qualche sbuchiamo quindi sul sentiero segnato, che imbocchiamo verso sinistra per fare una visita al vicino Pizzo Morterone che offre splendidi panorami. Passati quindi sotto ed a destra del Pizzo dei Galli (torrione quadrato che presenta passaggi alpinistici non difficili per raggiungere la vetta) raggiungiamo in breve la vetta del Pizzo Morterone. Dalla vetta sarebbe possibile andare alla ricerca di altri stupendi punti panoramici, ma data la nebbia che abbiamo trovato abbiamo rinunciato ad andarci, come abbiamo rinunciato a salire alcune vette adiacenti nel successivo percorso. Visitato quindi il Pizzo, torniamo sui nostri passi fino allo sbocco del canale e continuiamo quindi sul sentiero delle Creste, passando subito sotto la vetta del Pan di Zucchero (caratterizzata da un ripetitore) e, quindi, raggiungendo col sentiero principale la vetta della successiva Cima Pozzi, da cui scendiamo, con qualche difficoltà, alla Selletta Bobbio. Dalla selletta continuiamo sul sentiero principale, passando sotto alle successive 3 vette (raggiungibili comunque senza grandi difficoltà), nell’ordine: Il Dente, Punta Manzoni e Punta Stoppani. Passati sotto a Punta Stoppani raggiungiamo quindi Selletta Comera, da cui una breve risalita ci fa raggiungere il Rifugio Azzoni, da cui piegando a destra su scale di cemento, si raggiunge in breve la vetta. Dalla vetta torniamo al Rifugio Azzoni e continuiamo in orizzontale e più o meno in piano sul sentiero principale. Dopo poco meno di 200 metri passiamo sotto la Torre Valnegra, che raggiungiamo con una breve deviazione su traccetta sulla destra. Attraversiamo quindi la Torre Valnegra scendendo sull’altro versante e ritornando sul sentiero segnato. Percorriamo quindi poco meno di 100 metri sul sentiero segnato, quindi deviamo a destra in salita senza traccia per raggiungere la sommità del Pizzo Daina, dal quale scendiamo sui nostri passi. Riprendiamo quindi il sentiero segnato e ne percorriamo circa 250 metri, trovandoci quindi sotto la vetta del Pizzo Brumano, che raggiungiamo con una decisamente più facile deviazione a destra che non comporta quasi di salire, a differenza delle precedenti due. Dal Pizzo continuiamo quindi tornando sul sentiero senza bisogno di ripercorrere i nostri passi, e tocchiamo in breve una vicina anticima, dalla quale il sentiero inizia a scendere verso sinistra, passando dopo poco più di 100 metri nei pressi di una bella finestra nella roccia, dopo la quale continuiamo la discesa fino al Passo di Porta Serrada, dove troviamo anche cartelli segnaletici. Qui imbocchiamo sulla destra il sentiero dei Solitari (indicazioni per funivia Piani d’Erna). Scendiamo quindi lungamente con bella vista dei torrioni del Resegone, fino a giungere ad un cartello divelto che indica a destra per il Canale Valnegra, qui noi abbiamo preso in discesa a sinistra, ma sarebbe stato meglio proseguire ancora in orizzontale e scendere dopo, in quanto il sentiero che abbiamo imboccato porta a scendere fino al Rifugio Alpinisti Monzesi, dal quale occorre poi risalire fino al Passo Fò, a cui saremmo invece arrivati direttamente con l’altro sentiero. Dal Passo Fò continuiamo quindi seguendo le indicazioni per la Funivia e continuiamo quindi più o meno in piano fino a giungere all’alveo secco di un torrente, nel quale scendiamo guidati da segni blu e con l’ausilio di una catena, per poi risalire al sentiero, evitandone un pezzo franato. Oltre 300 metri dopo troviamo un nuovo bivio segnalato, dove i cartelli dicono funivia a sinistra, ma è meglio prendere dritti a destra, essendo il percorso più breve e con meno salita, salita che comunque c’è, essendo che ci troviamo circa 100 metri più bassi della funivia. Saliamo quindi gradatamente fino ad arrivare all’incrocio iniziale dell’andata, dal quale torniamo sui nostri passi fino alla partenza della funivia.
sconsiglio vivamente di salire il Canale Pesciola Meridionale in versione estiva, in quanto, a parte la difficoltà, può risultare oggettivamente pericoloso, perché anche massi di grosse dimensioni possono muoversi senza preavviso e, in ogni caso, non offre le viste che avevo sperato sui torrioni soprastanti. Detto questo, e che le vie per sostituire il predetto canale sono molteplici, il Resegone è pur sempre una montagna splendida, un mondo incantato di creste, pareti e torrioni che si possono percorrere quasi in ogni angolo e sempre con stupenda vista lago, il rovescio della medaglia è che spesso queste zone sono caratterizzate dalla nebbia e per godere appieno dei bellissimi panorami occorre venire in una giornata assai stabile, di solito da settembre fino alle prime nevicate. Appunto per la nebbia abbiamo quindi limitato il giro a solo alcune delle tante vette e punti panoramici raggiungibili, punti e vette che ho raggiunto e descritto invece su altra pagina di questo sito.
Percorso Inedito
16-06-2021
Piani d’Erna (1305) – Canale Pesciola Sud (1425-1746) – Pizzo Morterone (1757) – Cima Pozzi (1810) – Selletta Bobbio (1767) – Selletta Comera (1775) – Resegone (1875) – Torre Valnegra (1852) – Pizzo Daina (1864) – Pizzo Brumano (1851) – Porta Serrada (1630) – Rifugio Alpinisti Monzesi (1185) – Passo Fò (1285) - Piani d’Erna (1305).
11 km circa.
1100 m. circa.
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