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Monte Moregallo anello da Valmadrera

Monte Moregallo anello da Valmadrera

06-11-2021
Valmadrera (280) – Strada Medioevale (320-430) – San Tommaso (560) – Bocchetta Moregge (1108) – Monte Moregallo (1276) – Bocchetta Sambrosera (1160) – Selletta degli Orfani (1175) – Forcellina Sambrosera (710) – La Forcellina (717) – Valmadrera (280).
9 Km. circa. Tenere presente che nonostante la brevità il percorso richiede abbastanza tempo, sia per il dislivello concentrato in pochi Km, sia perché la cresta sommitale non si può fare certamente di corsa.
1100 m. circa.
soundofsilence.
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E (per escursionisti medi) fino alla Bocchetta di Moregge. La cresta del Moregallo è invece EE (per escursionisti esperti), presentando alcuni tratti un poco esposti, alcuni tratti un poco stretti ed alcuni tratti un poco ripidi, ma mai più di un poco. Discorso a parte merita il breve tratto attrezzato con catene e staffe subito prima della vetta, questo tratto in effetti presenta due punti impegnativi ed esposti dove le attrezzature sono necessarie. La discesa sull’altro versante è decisamente più semplice e direi E fino alla Selletta degli Orfani, poi la discesa tramite il Sentiero Paolo ed Eliana è un po’ più ripida e scomoda e può meritare un EE, mentre tutto il resto della discesa è E.
Da Genova in autostrada A7 fino a Milano, poi si prende la tangenziale ovest fino ad incrociare la A4 (Milano – Venezia), che si imbocca e si segue fino a Cinisello Balsamo, dove si prende la Superstrada (SS36) che si segue fino allo svincolo di Civate Sud, che imbocchiamo seguendo subito a sinistra per Oggiono e Valmadrera. Continuiamo quindi dritti seguendo le indicazioni per Valmadrera e, quindi, sempre seguendo le indicazioni per Valmadrera, compiamo un tornate ed arriviamo ad un bivio, dove prendiamo a destra giungendo subito ad una rotonda, dove proseguiamo dritti in via XXV aprile, per poi imboccare a sinistra Via Roma, che percorriamo immettendoci quindi, senza variare direzione, in Via Stoppani. Percorriamo via Stoppani e quindi giriamo a sinistra in Via Campogrande fino ad incrociare via San Carlo Borromeo, che imbocchiamo verso destra, per girare quindi ancora a destra in Via Caduti per la Libertà, che percorriamo fino al suo termine, dove troviamo dei piccoli parcheggi dove lasciamo la macchina.
dall’ultimo parcheggio prendiamo la scalinata a sinistra, sbucando subito in Via Belvedere che imbocchiamo in salita verso destra. Saliamo quindi dritti tra le case e quindi percorriamo una strada cementata che subito curva verso destra, ma pochi metri dopo la curva la abbandoniamo per prendere a sinistra un sentiero indicato da un cartello come Strada Medioevale e segnato con bolli verdi. Dopo duecento metri di salita abbastanza ripida sbuchiamo nuovamente sull’acciottolato cementato e lo imbocchiamo verso sinistra, per trovare, dopo una quarantina di metri, un nuovo bivio per la strada medioevale, che imbocchiamo sulla destra. Poco più di 150 metri e sbuchiamo nuovamente sulla strada cementata, che imbocchiamo verso destra in salita. Proseguiamo quindi sull’aciottolato ignorando prima un bivio non segnalato a destra e quindi, poco dopo, un bivio per la strada medioevale a destra e giungiamo così ad un guado con passerella in legno sulla sinistra, in corrispondenza di una bella cascata. Superata la cascata proseguiamo in piano sulla strada fino a giungere in vista degli ameni prati di San Tommaso. Visitata San Tommaso compiamo un tornante a destra e proseguiamo paralleli ed in direzione contraria al sentiero da cui siamo venuti (presenti cartelli in cui credo bisogna seguire le indicazioni per la Sorgente e la Bocchetta Sambrosera). Dopo poco il sentiero attraversa una radura in cui sembra perdersi, ma continuando nella stessa direzione ed in piano ritroviamo la chiara traccia (sentiero nr. 5 comunque). Il sentiero sale quindi nel bosco e superiamo prima un guado, poi una casella in pietra (Casello del Latte) e quindi il bivio a sinistra, attualmente chiuso per manutenzione, alla ferrata per il Corno Rat. Proseguiamo quindi dritti sul sentiero nr. 5 fino ad arrivare ad un bivio segnato da cartelli, dove prendiamo a sinistra il sentiero 7, indicato per la località Pianezzo. Dopo poco meno di 200 metri troviamo un nuovo bivio, dove nuovamente seguiamo a sinistra il sentiero 7, sempre indicato per la località Pianezzo. Saliamo quindi a tornanti nel bosco e dopo 500 metri sbuchiamo nei pressi di una specie di grotta con un basso muretto davanti. Qui proseguiamo a destra della grotta e continuiamo a salire nel bosco, fino ad arrivare alla Bocchetta di Moregge, da dove imbocchiamo il sentierino che sale ripidamente a destra verso la cresta (nr. 6). Percorriamo quindi la cresta con attenzione, o lungo il filo o più a destra, per poi tornare sul filo. Aggiriamo quindi con una discesa a destra un po’ più lunga il risalto roccioso che sostiene la vetta e quindi risaliamo fino ad un tratto attrezzato, che con due passaggi impegnativi conduce in vetta. Sul ripiano sommitale ho esplorato un poco la cengia ovest invece di puntare direttamente alla vetta, ma la cosa è piuttosto indifferente. Dalla croce di vetta scendiamo quindi sull’unico sentiero e dopo poco meno di 300 metri possiamo fare (con attenzione data la ripidità del terreno) alcune brevissime deviazioni a destra per ammirare 3 torrioni calcarei, più o meno in corrispondenza di un bivio sulla sinistra segnalato da cartelli. Visitati i torrioni riprendiamo la discesa ignorando il bivio a sinistra e giungiamo in breve alla Bocchetta Sambrosera, qui prendendo a destra in discesa possiamo optare per un ritorno più corto e facile, mentre io ho preferito continuare dritto e in piano verso la Selletta degli Orfani. Dopo pochi metri è possibile seguire una traccetta sulla destra che segue il filo di cresta e che presenta probabilmente qualche facile passo alpinistico, oppure continuare, come ho fatto io, sul sentiero principale che continua a sinistra della cresta salendo qualche metro fino a raggiungere la predetta Selletta. Dalla Selletta scendiamo per circa 200 metri fino ad un bivio segnalato da cartelli, dove continuiamo a scendere dritti, ignorando la deviazione a sinistra per per Preguda. Proseguiamo quindi la discesa piuttosto ripida e sconnessa su quello che dovrebbe essere il sentiero Paolo e Eliana, e dopo neanche 150 metri arriviamo ad un punto in cui il sentiero sembra continuare dritto in cresta ma alcuni legni per terra a chiudere la deviazione ci fanno capire che non è quella giusta ed occorre invece scendere con l’evidente, una volta imboccato, sentiero a sinistra della cresta. Scendiamo quindi per altri 350 metri fino ad incrociare il sentiero 5 (Cartelli), che imbocchiamo verso destra in direzione Forcellina Sambrosera. Raggiungiamo quindi in breve la verdeggiante forcella e continuiamo dritti su un chiaro sentiero, lasciando a destra il sentiero 5. Volendo possibile breve deviazione a sinistra per raggiungere la soprastante elevazione chiamata La Forcellina. Visitata la Forcellina riprendiamo il predetto sentiero e scendiamo dritti fino ad incrociare il sentiero 7, poco dopo essere passati a fianco della Casota 23, che imbocchiamo verso sinistra. Seguiamo quindi il sentiero 7 che scende dritto fino ad incrociare la stradina acciottolata percorsa all’inizio, che imboccata verso sinistra in discesa, ci riporta in breve sul percorso dell’andata con il quale raggiungiamo velocemente il parcheggio.
Gita che offre belle viste sui laghi e sulle Grigne e la pittoresca località di San Tommaso, ma che non è certo la più interessante che si può fare in zona.
06-11-2021
Valmadrera (280) – Strada Medioevale (320-430) – San Tommaso (560) – Bocchetta Moregge (1108) – Monte Moregallo (1276) – Bocchetta Sambrosera (1160) – Selletta degli Orfani (1175) – Forcellina Sambrosera (710) – La Forcellina (717) – Valmadrera (280).
9 Km. circa. Tenere presente che nonostante la brevità il percorso richiede abbastanza tempo, sia per il dislivello concentrato in pochi Km, sia perché la cresta sommitale non si può fare certamente di corsa.
1100 m. circa.
soundofsilence.
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