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Monte Cornizzolo anello per Sentiero Vasche e San Pietro al Monte da Valmadrera

Monte Cornizzolo anello per Sentiero Vasche e San Pietro al Monte da V...

Percorso Inedito
27-04-2019
Valmadrera (265) – Sentiero delle Vasche (320-600) Fontanino del Tufo (765) – Campi solcati (1160) – Sasso Malascarpa (1195) – Monte Prasanto (1235) - Bocchetta San Miro (1175) – Monte Rai (1250) – Chiesetta Alpini (1080) – Monte Cornizzolo (1225) – San Pietro al Monte (650) - Valmadrera (265).
14 Km. circa. In realtà però il giro qui proposto è la fusione del meglio di due gite successive, la prima di 17 Km il 27-4 e la seconda di 6,5 Km il 28-4. Da tenere presente che il Sentiero delle Vasche richiede decisamente più tempo di quello che la sua lunghezza farebbe supporre, tra guadi vari, tratti attrezzati e deviazioni, bisogna in effetti calcolare almeno due ore.
1250 circa. Il primo giorno (vedi sopra) 1250, il secondo 400 circa.
Em, Ornella, Laura, Daniela e soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, fino al Sentiero delle Vasche. Il Sentiero delle Vasche merita poi un discorso a parte, in effetti le difficoltà possono variare a seconda della quantità d’acqua, specie se si vogliono fare tutte le deviazioni per vedere da vicino le cascate più belle. Per rendere il tutto più semplice, e non bagnarsi i piedi, consiglierei quindi di effettuare questa parte del percorso con degli stivali. Per il resto la prima parte del sentiero si può qualificare EE, per escursionisti esperti, ma comunque con passaggi che richiedono attenzione e dimestichezza su questo tipo di terreno che, a volte, richiede di effettuare guadi saltando. In questa prima parte del percorso sono quasi del tutto assenti le attrezzature e quindi è superflua l’attrezzatura da ferrata (sembra in realtà che in alcuni punti siano state rimosse, essendoci ancora i fittoni). La seconda parte del percorso presenta invece 3 brevi passaggi impegnativi in cui può essere consigliabile usare imbrago e set da ferrata. Il primo è un saltino strapiombante attrezzato con catene di un paio di metri su appoggi bagnati e quindi scivolosi, il secondo un nuovo salto di un paio di metri su liscio granito, attrezzato con staffe, ma comunque difficile per la mancanza di appigli in uscita, il terzo, più semplice ma più esposto, una stretta cengia attrezzata con cavi. Le difficoltà di questo breve tratto di sentiero sono assimilabili, secondo me, ad un F+ in ambito alpinistico. Passati questi tre punti le difficoltà diminuiscono molto e siamo più vicini all’E che all’EE. E quindi il successivo tratto di sentiero fino al Fontanino del Tufo. EE la salita verso il Sasso Malascarpa con un breve tratto ripido, scivoloso (non consigliabile con terreno non asciutto) e senza quasi alberi a cui tenersi. F (alpinistico facile) direi la visita ai Campi Solcati, non difficile, ma su terreno in cui occorre prudenza per l’affilato e crepacciato calcare su cui ci si muove. EE poi la salita alla Cima del Sasso Malascarpa, da affrontare comunque con prudenza perché la cima è un po’ esposta. E tutto il resto del percorso fino a Valmadrera.
Da Genova in autostrada A7 fino a Milano, poi si prende la tangenziale ovest fino ad incrociare la A4 (Milano – Venezia), che si imbocca e si segue fino a Cinisello Balsamo, dove si prende la Superstrada (SS36) che si segue fino allo svincolo di Civate Sud, che imbocchiamo seguendo subito a sinistra per Oggiono e Valmadrera. Continuiamo quindi dritti seguendo le indicazioni per Valmadrera e, quindi, sempre seguendo le indicazioni per Valmadrera, compiamo un tornate ed arriviamo ad un bivio, dove prendiamo a destra giungendo subito ad una rotonda, nella quale imbocchiamo la seconda uscita in Via Casnedi. Seguiamo quindi Via Casnedi, che, superato l’incrocio con via 4 Novembre, diventa via Monsignor Pozzi; 130 metri dopo l’incrocio proseguiamo a sinistra, sempre in Via Pozzi, quindi 300 metri dopo prendiamo a destra via Salvo d’Acquisto e giungiamo subito a dei grandi parcheggi, dove lasciamo la macchina.
dal parcheggio si continua dritti sulla strada acciottolata in direzione nord, giungendo in breve ad incrociare un’altra strada che imbocchiamo verso sinistra, giungendo subito ad una cappelletta, dove imbocchiamo a destra il sentiero sopra la stessa (indicazioni per Sentiero delle Vasche). In 40 metri dalla cappelletta raggiungiamo un altro sentiero che imbocchiamo verso sinistra. Qui subito possiamo fare una deviazione a destra per andare a vedere le cascate sottostanti (prestare attenzione nell’affacciarsi e tenersi agli alberi perché molto esposto). Riprendiamo quindi il sentiero che, dopo 40 metri, scende nel torrente Inferno dando inizio così al Sentiero delle Vasche. Seguiamo così i segnavia biancorossi un po’ nel torrente ed un po’ sulle sponde, ma sempre vicinissimi, se non dentro, all’acqua. Giungiamo subito ad un passaggio attrezzato con una cordicella che porta ad una Madonnina e proseguiamo aiutandoci anche, quando invece non ostacolano, con tubi ed altre strutture di ferro. Abbiamo poi da affrontare un guado che può richiedere di saltare prima su un masso al centro del torrente e poi su alcuni appoggi in metallo. All’ingresso di una profonda gola, il sentiero lascia quindi il torrente per risalire sulla destra, qui è assolutamente consigliabile addentrarsi nella gola (meglio avere gli stivali) per giungere al cospetto della bellissima cascata del Vascun. Ritorniamo quindi sul sentiero che sale sulla roccia e presenta poi una paretina di I di un paio di metri non attrezzata, ma un albero aiuta. Giungiamo quindi alla sommità della cascata e possiamo andare a visitare l’impressionante salto scendendo a sinistra nel torrente (alcuni passi di I grado, prestare attenzione). Visitata la cascata del Vascun anche dall’alto, notiamo a destra una prima via di fuga, che, attraverso un buco in una recinzione, consente di raggiungere un sentiero che ritorna alla partenza. Noi proseguiamo invece lungo il torrente per circa 250 metri, facendo anche varie deviazioni per vedere da vicino tutte le vasche e cascate, per arrivare quindi ad un punto in cui grossi massi sbarrano il passaggio. Qui, a sinistra, una catena aiuta a superare un salto di due metri circa; poco dopo troviamo un secondo passaggio attrezzato con staffe su un grosso masso di granito, dove occorre prestare attenzione ed, infine, una stretta cengia attrezzata ancora con catene. Dopo questo tratto il sentiero diventa più facile ed arriviamo in breve ad un grosso masso con una freccia rossa, indicante a destra uscita. Non è in realtà la fine del Sentiero delle Vasche, né l’ultimo punto in cui veniamo in contatto del torrente, ma indica piuttosto che proseguire nel torrente è una variante non prevista; non prevista, ma meritevole ed alcuni bolli verdi guidano nella prosecuzione fino ad un grosso masso una cinquantina di metri più avanti; su questo masso troviamo l’ultimo bollo verde e possiamo ammirare anche alcune interessanti incisioni. Oltre vi sono due cascate parallele: io mi sono avvicinato a quella di sinistra, ma non è possibile continuare. Si torna quindi indietro fino alla scritta uscita e si segue il sentiero sulla sponda destra (sinistra idrografica). Da questo punto seguiamo il torrente per poco meno di 500 metri, ma più facilmente, fino ad un ponticello che ci permette un ultimo guado, dopo il quale il sentiero inizia a salire ed a distaccarsi dall’acqua. Poco dopo il ponticello troviamo comunque un bivio per due Crotti (credo ripari murati costruiti sfruttando massi erratici), noi prendiamo per quello di destra (ma il Crotto non sono riuscito a vederlo) ed in circa 250 metri intercettiamo il sentiero n. 5, che imbocchiamo verso destra. Superiamo subito un guado sul sentiero n 5, quindi in successione passiamo a destra di grandi massi di cava (Taja Sass), quindi a sinistra di un forno per la calce (Calchera) ed infine giungiamo al bivio per il sentiero geologico alto (n. 1, indicazioni per il Sasso Malascarpa), che imbocchiamo a sinistra, mentre a destra si giungerebbe in breve ai bei prati della località San Tommaso, dove è presente anche un affollato ristoro. Riprendiamo quindi a salire sul sentiero 1, ed in poco meno di 500 metri, giungiamo al Fontanino del Tufo, presso il quale possiamo anche rifornirci di acqua. Al fontanino troviamo un bivio a destra, che ignoriamo, per ignorarne pochi metri dopo anche uno successivo. 250 Metri circa dopo il fontanino troviamo un terzo bivio, dove stavolta prendiamo a destra il sentiero indicato come difficile per il Sasso Malascarpa (a destra si va più facilmente alla Bocchetta di San Miro). Il primo tratto di sentiero non è particolarmente difficile e porta alla base di alcuni torrioni\lame calcaree, purtroppo non visibili benissimo per i tanti alberi che ostacolano la visuale. Per vederli meglio compieremo infatti un paio di deviazioni (la prima a destra a 930 m. circa di quota e la seconda a sinistra a 1005 metri circa) che però non sono state del tutto soddisfacenti, anche se hanno permesso una vista leggermente migliore. Dopo la seconda deviazione inizia il tratto più ripido e difficile del sentiero, in particolare una tratto di poche decine di metri, ostico per la mancanza di alberi a cui attaccarsi. Passato questo tratto il sentiero diventa più semplice ed arriva nei pressi di una staccionata. Qui è consigliabile fare una deviazione, passando a sinistra la staccionata e dirigersi una quarantina di metri a sud est, fino ad arrivare all’inizio di spettacolari campi solcati; i campi solcati possono poi essere anche percorsi finche non precipitano verticali, ma occorre attenzione per il terreno infido (tagliente e crepacciato), nonché la pendenza, seppur non eccessiva. Visitati i campi solcati il sentiero ci porta in breve al cospetto del Sasso Malascarpa, che si può salire aggirandolo, o direttamente (però con un paio di passaggi esposti di III). Scesi dal Malascarpa ci dirigiamo a destra (est), seguendo il sentiero che porta al punto panoramico sui campi solcati prima percorsi. Torniamo quindi sui nostri passi fino al Sasso Malascarpa e quindi prendiamo a sinistra il sentiero che risale il crinale del Monte Prasanto. Arriviamo quindi in vetta al Monte, costituita da un piccolo cocuzzolo sul crinale, e continuiamo quindi scendendo alla Bocchetta di San Miro. Alla Bocchetta prendiamo il sentiero dritto davanti a noi che si dirige al Monte Rai, lasciando a sinistra quello in discesa verso il Fontanino del Tufo, ed a destra quello che va più direttamente verso il Rifugio Consigliere ed il Cornizzolo. Dal Rai scendiamo quindi per crinale fino alla strada asfaltata, tenendoci poi su traccia alla sinistra della stessa e, quindi, passata la Chiesetta degli Alpini, prendere a destra e salire fino al Monte Cornizzolo. Dalla vetta scendiamo a sinistra, sud-est, abbastanza ripidamente fino a tornare all’asfalto, che attraversiamo per imboccare subito il sentiero sottostante. Il bel sentiero panoramico, dopo poco meno di 200 metri, presenta un bivio, dove continuiamo dritti a sinistra, lasciando a destra la deviazione per Suello. A quota 880 circa troviamo un nuovo bivio, dove prendiamo a sinistra, per trovarne poi un altro a quota 635 circa, dove prendiamo a sinistra la larga sterrata che porta verso l’Abbazia di San Pietro al Monte, che raggiungiamo dopo un tratto in falsopiano. Visitata la magnifica Abbazia, prendiamo l’acciotolato in discesa verso est. La strada acciotolata passa quindi nei pressi di una fonte sulla destra e prosegue la discesa, nella quale ci accompagnano vari pannelli con foto ed informazioni sull’Abbazia. Superato quindi il bivio a sinistra per l’Anello dei 3 Casott, troviamo un nuovo bivio a sinistra (mentre in corrispondenza, sulla destra, troviamo una fonte); il bivio in questione sembra dirigersi in una villa privata, ma, davanti alla stessa gira invece a destra. Seguendo il sentierino giungiamo quindi al guado del Torrente Toscio, dopo il quale imbocchiamo a destra una stradina che subito diventa asfaltata (via dell’Oro), giungendo quindi ad ampi parcheggi sulla sinistra. Dopo i parcheggi prendiamo a destra Via Fiume e quindi ci immettiamo in via 4 novembre che seguiamo verso sinistra, proseguiamo quindi questa via fino all’incrocio con via Monsignor Pozzi, che imbocchiamo verso sinistra, e che seguiamo, compiendo una specie di tornante, fino al bivio con via D’Acquisto, che imbocchiamo a destra, giungendo così al parcheggio.
giro molto vario che somma direi tutte le più belle cose in zona: la stupenda Abbazia di San Pietro al Monte, il Sasso Malascarpa ed i suoi Campi Solcati, il Sentiero delle Vasche e la bella rilassante e panoramica cresta dal Prasanto al Cornizzolo, nonché l’altrettanto bella discesa sempre vista laghi. Altamente consigliato.
Percorso Inedito
27-04-2019
Valmadrera (265) – Sentiero delle Vasche (320-600) Fontanino del Tufo (765) – Campi solcati (1160) – Sasso Malascarpa (1195) – Monte Prasanto (1235) - Bocchetta San Miro (1175) – Monte Rai (1250) – Chiesetta Alpini (1080) – Monte Cornizzolo (1225) – San Pietro al Monte (650) - Valmadrera (265).
14 Km. circa. In realtà però il giro qui proposto è la fusione del meglio di due gite successive, la prima di 17 Km il 27-4 e la seconda di 6,5 Km il 28-4. Da tenere presente che il Sentiero delle Vasche richiede decisamente più tempo di quello che la sua lunghezza farebbe supporre, tra guadi vari, tratti attrezzati e deviazioni, bisogna in effetti calcolare almeno due ore.
1250 circa. Il primo giorno (vedi sopra) 1250, il secondo 400 circa.
Em, Ornella, Laura, Daniela e soundofsilence.
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