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Monte Tenibres dal Pian della Regina

Monte Tenibres dal Pian della Regina

14-08-2009
Pian della Regina (1500) - Lago Mongioie (2465) - Monte Tenibres (3031) e ritorno.
Lunghezza complessiva della gita circa 21 Km. A/R.
circa 1500 metri, percorsa, l’andata, in poco meno di 4 ore (sigh…), ma potevano essere facilmente 3 e, il ritorno, in 2h e 45 con andatura abbastanza lenta, per la stanchezza non del tutto recuperata e il male ai piedi per gli scarponi che, oltre che pesare 2 Kg, mi provocano stimmate in ogni dove…
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E, per escursionisti medi, fino alla casermetta sotto il Passo Tenibres, poi EE, per escursionisti esperti fino in vetta, con il passo più difficile che è forse proprio il primo dopo la casermetta.
Da Genova fino a Savona sull’Autostrada dei Fiori, poi fino a Mondovì sulla Savona Torino. Da Mondovì si segue per Cuneo e, poi, per Borgo San Dalmazzo e il Colle della Maddalena. Si segue la strada per il Colle della Maddalena fino a Pietraporzio, dove prendiamo a sinistra seguendo un cartello che indica per Pian della Regina. In 2 Km. circa di stradina stretta e ripida, ma asfaltata fino a qualche centinaio di metri dalla fine, arriviamo al parcheggio, dove lasciamo la macchina.
dal parcheggio si continua sulla lunga e dritta sterrata fino praticamente al bivio per il Passo Scolettas sulla destra, dove invece noi proseguiamo dritti, iniziando a salire ripidamente su numerosi tornanti, fino ad arrivare al Lago Mongioie, oltre il quale troviamo il bivio sulla destra per il Passo del Vallone, mentre noi continuiamo a sinistra. Giungiamo quindi ad una casermetta e quindi saliamo ripidamente al Passo Tenibres e, da qui, a sinistra fino alla vicina vetta. Il ritorno avviene per la stessa via.
bellissimo panorama di vetta, bel Lago Mongioie, ma sterrata iniziale lunga e noiosa.
14-08-2009
Pian della Regina (1500) - Lago Mongioie (2465) - Monte Tenibres (3031) e ritorno.
Lunghezza complessiva della gita circa 21 Km. A/R.
circa 1500 metri, percorsa, l’andata, in poco meno di 4 ore (sigh…), ma potevano essere facilmente 3 e, il ritorno, in 2h e 45 con andatura abbastanza lenta, per la stanchezza non del tutto recuperata e il male ai piedi per gli scarponi che, oltre che pesare 2 Kg, mi provocano stimmate in ogni dove…
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Monte Tenibres dal Pian della Regina


Partenza alle 5,45 da Genova e arrivo al Pian della Regina poco prima delle 8,30. Si continua sulla strada sterrata che sale con pendenza, purtroppo, ridotta verso il Rifugio Zanotti. Dopo un’ora sono al Gias del Piz e al bivio per il Rifugio, proseguo invece sul sentiero principale, che, come segnalato va verso il Tenibres. Dopo un centinaio di metri lo si lascia proseguire per il Passo Scolettas e si devia a sinistra sul sentierino che sale al Lago Mongioie. La salita sembra interminabile, tanto la strada sale lentamente (purtroppo è praticamente una caratteristica di tutto il percorso fino alla casermetta sotto il Passo Tenibres, da dove il sentiero diventa invece sin troppo ripido…) e mi ci vogliono quasi 50 minuti dal Gias del Piz per arrivarci. Qui sosta per le foto al bel lago trasparente e sormontato da una bella corona di cime, tra le quali, però, non si riesce a individuare il Tenibres, segno anche che la strada è ancora lunga… Riprendo quindi e salgo altri 200 metri di buon ritmo, poi la crisi: non me lo aspettavo, dopo il buon allenamento sulle dolomiti, ma, sarà per non aver mangiato dalle 4,30 di mattina, sarà per gli scarponi pesantissimi che tutte le volte che me li metto mi stanco più del dovuto (in effetti l’unica ‘crisi’ sulle dolomiti l’ho avuta proprio quando ho messo quegli scarponi sulla ferrata del Lamon, pur essendo una gita anche molto più corta delle altre…), non riesco più ad andare avanti, tanto che, per fare gli ultimi 300-440 metri di dislivello per arrivare al Tenibres impiegherò praticamente lo stesso tempo (1h e 50) che per i primi 1100-1200 metri… Sarà anche perché non sto più in piedi ma il percorso, seppur di solo una ventina di metri di dislivello, dalla casermetta sotto al passo al passo Tenibres appunto, mi pare particolarmente difficile, sicuramente più dell’EE segnalato, tanto che, proprio il primo passo dalla casermetta, troppo precario per i miei gusti, lo eviterò sia all’andata che al ritorno, passando una volta sotto e una volta sopra (direi comunque che passare sotto, dove sembra esserci una vecchia traccia, è la scelta migliore). Dal Passo alla vetta la via è breve e non ci sono più difficoltà, tanto che il percorso non è neppure obbligato e in discesa, in effetti, seguirò un’altra via rispetto a quella segnalata. Dopo la lunga e noiosa salita finalmente in vetta con un panorama fantastico: non solo per l’ampiezza, che non è certo la cosa che apprezzo di più in una vista di vetta, ma perché si tratta di una panorama per niente piatto e distante, ma caratterizzato invece da una grande varietà di laghi e di monti tutti diversi e riconoscibili e soprattutto molti vicini allo sguardo, tanto da dare quella impressione di tridimensionalità di visione che mi piace tanto…. Unica pecca: il lago di Rabuons non si vede tutto, bisogna che prima o poi mi decida a tornare al Becco Alto d’Ischiator… Lunga sosta quindi in vetta, oltre che per ammirare il panorama che non mi stanca mai, anche per recuperare le forze: non sono, tra l’altro, solo, non me l’aspettavo: ci sono altre 2 persone, una manifesta l’intenzione di fare un giro dalla vetta, invece di tornare sullo stesso sentiero e ci riuscirà pure, salendo sulla Rocca Rossa per poi scendere per ghiaione verso la conca del Lago Mongioie; un po’ lo invidio, ma oggi non ho le forze per fare altro, fosse stato l’anno scorso… Io invece torno per la stessa strada, bel panorama, comunque anche al ritorno, merito di una bionda in topless; io, naturalmente, distolgo lo sguardo per rispetto di mia moglie e anche della ragazza che non voleva mostrarsi apposta, ma, ad immaginarlo, era proprio un bel panorama…