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Punta Schiantalà Nord e Punta Zanotti anello per Testa Costabella del Piz dal Pian della Regina

Punta Schiantalà Nord e Punta Zanotti anello per Testa Costabella del...

Percorso Inedito
05-08-2017
Pian della Regina (1470) – Rifugio Zanotti (2130) – Punta Zanotti (2750) – Punta Schiantalà Nord (2930) – Laghetto Laris (2480) – Colle Rostagno (2545) – Testa della Costabella del Piz (2750) – Pian della Regina (1470).
21,7 Km. il percorso fatto da me, 100 metri in meno se non si sale al colletto tra la Punta Nord e la Centrale Schiantalà, qualche altro centinaio di metri in meno se si sale e scende dalla normale per la Punta Schiantalà Nord.
1900 m. circa il dislivello fatto da me, 30 metri in meno se non si sale al Colletto Schiantalà e altri 30 in meno se si sale dalla normale per la Punta Schiantalà nord.
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E, per escursionisti medi, fino alla Punta Zanotti, EE, per escursionisti esperti, fino a sotto il Colletto Schiantalà, ripido e su sfasciumi scivolosi, evitabili spesso su zone rocciose adiacenti con facili passi di I grado. EE la salita e la discesa per la Punta Schiantalà per la via normale, su sfasciumi assai ripidi e a tratti delicati, da tenere presente però che non è facile individuare il punto in cui lasciare la salita verso il colletto e che anche dopo non vi sono ometti fin quasi in cima, quindi è possibile che non si segua esattamente il percorso più facile e, quindi, anche una valutazione F, alpinistico facile, a mio avviso è corretta. F+ (alpinistico facile superiore) la salita alla Punta Schiantalà per la cresta est come effettuata da me, su ghiaie e sfasciumi ripidi e instabili, e, verso la cima, su placche esposte con passaggi di I e II grado, senza contare che il percorso non è assolutamente segnalato e si può finire in difficoltà ben maggiori, visto che, comunque, la cresta est, su varie relazioni, compresa la guida CAI dei monti d’Italia, tale cresta viene data AD (alpinistico abbastanza difficile). EE la discesa senza sentiero al Laghetto di Laris su prati facili in generale, ma con alcuni passaggi ripidi da scegliere accuratamente e in cui può capitare di usare le mani. E la salita dal laghetto al Passo di Rostagno. EE la salita dal Colle Rostagno alla Testa della Costabella del Piz, molto ripida, stretta e a tratti esposta, ma comunque attrezzata con abbondanti catene, utili, ma non indispensabili, dati comunque i molti appigli e appoggi su passaggi che non superano mai il II grado. E il successivo tratto di cresta e la discesa verso il Pian della Regina, da non sottovalutare comunque fino al raggiungimento della pista forestale a quota 2180 circa, perché pur segnalata con abbondanti ometti, è praticamente sempre priva di sentiero ed occorre attenzione per non perderla.
Da Genova fino a Savona sull’Autostrada dei Fiori, poi fino a Mondovì sulla Savona Torino. Da Mondovì si segue per Cuneo e, poi, per Borgo San Dalmazzo e il Colle della Maddalena. Si segue la strada per il Colle della Maddalena fino a Pietraporzio, dove prendiamo a sinistra seguendo un cartello che indica per Pian della Regina. In 2 Km. circa di stradina stretta e ripida, ma asfaltata fino a qualche centinaio di metri dalla fine, arriviamo al parcheggio, dove lasciamo la macchina.
dal parcheggio proseguiamo sulla sterrata (subito a sinistra vi è la pista forestale da cui torneremo) e dopo 2 Km. giungiamo in vista di due cascate, in corrispondenza delle quali possiamo prendere una scorciatoia che permette di saltare un tornante. Riprendiamo quindi la sterrata e la seguiamo per circa 2,5 Km., dove troviamo un bivio sulla sinistra segnalato per il Rifugio Zanotti, che imbocchiamo. Il sentiero scende leggermente perdendo una ventina di metri, per poi salire ripidamente per un centinaio di metri di dislivello fino al Rifugio. Al rifugio troviamo anche una fonte, per poi proseguire sull’unico sentiero verso Punta Zanotti. Dopo pochi metri trascuriamo un bivio a destra per il Lago Mongioie per continuare quindi sul sentiero che sale parallelo al Rio del Piz. A quota 2260 circa troviamo il bivio sulla sinistra per il Passo di Rostagno, che trascuriamo, proseguendo sempre verso Punta Zanotti. Superato il bivio il sentiero sale a tornanti, finiti i quali, a quota 2480 circa, troviamo sulla sinistra un primo bivio per il Laghetto di Laris, seguito subito da un secondo che useremo al ritorno, mentre noi prendiamo a destra continuando a seguire i segni blu (almeno mi pare questo il colore) per Punta Zanotti. A quota 2550 giungiamo nei pressi di un laghetto e quindi proseguiamo in salita. A quota 2700 circa troviamo un grosso masso con scritte rosse e frecce indicanti la direzione per Punta Zanotti, Rocca Rossa, Punta Schiantalà e Montagnetta e qui prendiamo a destra seguendo la direzione per Punta Zanotti. Bolli rossi ci guidano lungo il cammino, in assenza di una vera traccia, e giungiamo in breve a costeggiare un laghetto sulla destra, per dirigerci quindi verso l’evidente croce di Punta Zanotti. Dalla vetta torniamo tenendoci più alti a destra, giungendo così sul punto più alto (qualche metro in più della croce) e, quindi, poco lontano, ad un punto panoramico sul Lago della Rocca Rossa. Costeggiamo quindi sulla sponda opposta il lago accanto cui siamo passati poco prima, e iniziamo quindi a salire, senza traccia né ometti, le pietraie in discesa dalla Punta Schiantalà Nord. Saliamo quindi cercando i punti più agevoli e traversiamo verso destra puntando al colletto tra la Punta Nord (la più alta e vicina) e quella centrale. Giunto al colletto mi sono accorto che da lì non si saliva (perlomeno escursionisticamente) né alla Punta Nord né a quella Centrale; sono quindi ridisceso dal colle fino a quota 2840 circa e ho quindi incominciato a traversare verso destra, onde vedere se vi era qualche altro punto di possibile salita alla cima. La traversata è risultata piuttosto lunga: non avendo trovato passaggi sulla parete nord, ho girato a destra traversando anche sotto la parete nord-est, da dove ho individuato una possibile via di salita alla cima. Ho incominciato quindi a risalire ghiaioni molto ripidi, cercando di sfruttare le zone rocciose, per arrivare quindi alle placche del castello di vetta. Qui occorre studiare bene il percorso e, dopo aver provato a destra, ho deciso che era meglio a sinistra, sfruttando una spaccatura su una placca si riesce quindi ad arrivare ad un anticima, dalla quale con un passaggio un po’ esposto, si giunge ad un colletto subito sotto la cima, alla quale si arriva con un passaggio di II non esposto. Da colletto subito sotto la cima ho notato però degli ometti sulla destra (guardando la cima) che ho quindi seguito per la discesa. Superato un canalino roccioso seguendo gli ometti, si giunge ad un ultimo, posto al sommo di una biforcazione, tra un ripido pendio in parte prativo a sinistra e un canalino roccioso a destra. In assenza di indicazioni ho sceso il pendio prativo a sinistra, per poi traversare ancora a sinistra fino a raggiungere il canale in discesa dal colletto tra le due cime nord e centrale, circa 30 metri di dislivello e 40 di distanza dal predetto colletto; da qui sono tornato sui miei passi fino al laghetto prima della Punta Zanotti e qui ho preso a destra, seguendo a ritroso il sentiero dell’andata fino al masso segnaletico precedentemente descritto. Pochi metri oltre detto masso ho lasciato il sentiero segnato per dirigermi per prati sulla destra verso il visibile Laghetto di Laris. Indubbiamente non è necessario seguire questo percorso, reso comunque un po’ complicato dalla necessità di evitare alcuni passaggi troppo ripidi, e si può in alternativa scendere sul sentiero percorso all’andata fino ai bivi più sopra descritti per il Laghetto di Laris. Scendendo invece fuori sentiero in direzione del laghetto si giunge ad intercettare un sentierino che imbocchiamo verso sinistra e che, in breve, passati sulla destra di un laghetto asciutto, ci porta ad un bivio per il laghetto di Laris, segnalato da bolli gialli, che imbocchiamo sulla destra. Scesi in breve al laghetto, riprendiamo a salire sulla sinistra dello stesso, continuando a seguire i bolli gialli, che ci portano, abbastanza in fretta, a raggiungere il sentiero per il Passo di Rostagno, che imbocchiamo in salita verso destra, giungendo così in breve al Passo. Dal Passo prendiamo uno stretto e ripido sentierino verso sinistra, segnalato per la Costabella del Piz. Il sentierino giunge in breve sulla sommità di una prima elevazione, ne percorre la stretta cresta e quindi ridiscende ad un colletto. Dal colletto iniziamo a risalire la successiva e molto più alta elevazione, aiutati da numerose catene che ci aiutano fino alla cima. Dalla cima proseguiamo più facilmente in cresta e quindi iniziamo a risalire la cupola sommitale della Testa della Costabella del Piz. Saliamo facilmente fin quasi in vetta, per poi seguire un percorso un po’ più tortuoso per evitare gli ultimi scoscesi risalti della cresta (seguire i segnavia biancorossi onde non sbagliare). Dopo la vetta il percorso torna più semplice, ma occorre prestare attenzione ai segni biancorossi per non perdere la direzione. Giungiamo così, senza aver perso quasi quota, sulla vetta di una nuova elevazione, segnata con ometto di pietra, dalla quale iniziamo a scendere più decisamente. Scesi a quota 2655, ci troviamo ad una selletta ed ad un bivio, dove dobbiamo prendere a sinistra, iniziando a scendere il crinale, lasciando a destra il sentiero che continua in cresta verso il Monte Ciaval. La discesa non è ripida né difficile, ma occorre prestare attenzione agli ometti per non perdere la direzione, visto che non esiste sentiero. A quota 2500 circa gli ometti piegano decisamente a destra e continuiamo a seguirli scrupolosamente per non perderci. Giungiamo quindi ad una zona umida solcata da vari rii fangosi, dove occorre porre particolare attenzione a non perdere gli ometti e quindi, finalmente, raggiungiamo, a quota 2180 circa, una pista forestale che seguiremo per circa 4 Km. fino al parcheggio.
giro lungo e faticoso, ma che vale la pena per i bei panorami e le zone selvagge che attraversa, oltre al pizzico di avventura ed esplorazione provata nel salire alla Punta Schiantalà, essendo privo di relazioni e di segnalazioni sul posto. Molto belli i numerosi laghetti e le cime aguzze che li circondano. In definitiva la gita mi è molto piaciuta, grazie anche alla bellissima giornata trovata, anche se è indubbio che le vicine vette, quali Ischiator, Corborant, Rocca Rossa e Tenibres offrono un panorama migliore.
Percorso Inedito
05-08-2017
Pian della Regina (1470) – Rifugio Zanotti (2130) – Punta Zanotti (2750) – Punta Schiantalà Nord (2930) – Laghetto Laris (2480) – Colle Rostagno (2545) – Testa della Costabella del Piz (2750) – Pian della Regina (1470).
21,7 Km. il percorso fatto da me, 100 metri in meno se non si sale al colletto tra la Punta Nord e la Centrale Schiantalà, qualche altro centinaio di metri in meno se si sale e scende dalla normale per la Punta Schiantalà Nord.
1900 m. circa il dislivello fatto da me, 30 metri in meno se non si sale al Colletto Schiantalà e altri 30 in meno se si sale dalla normale per la Punta Schiantalà nord.
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