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Cima Corborant da San Bernolfo

Cima Corborant da San Bernolfo

29-08-2010
San Bernolfo (1690) – Forcella Corborant (2900) – Corborant (3010) – Passo Corborant (2934) – San Bernolfo (1690).
17 Km circa.
1300 metri circa.
Em, Fabio5, Maury76 e Soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, fino all’inizio del ghiaione. La salita alla Forcella Corborant, adesso che il "Buco della Marmotta" è attrezzato non sarà più PD (alpinistico poco difficile), ma forse è un qualcosina più di EE, per escursionisti esperti: il ghiaione prima del buco è comunque ripido e su terreno instabile e il buco è comunque esposto e non completamente attrezzato e, in discesa, potrebbe dare qualche problema. La salita per la cresta est non presenta grandi difficoltà ed è stata attrezzata anch’essa con catene nei punti più esposti. Io penso che nelle condizioni attuali possa essere valutata EE, tenendo conto che l’ambiente è di alta montagna e l’esposizione presente, anche se non evidentissima. Il punto più critico è costituito dall’attraversamento di un ampio lastrone liscio e inclinato decisamente esposto, ma averlo attrezzato con catena toglie anche le difficoltà psicologiche. La discesa dalla cresta ovest non è invece né attrezzata, né segnalata (solo qualche scarso ometto di pietra) e presenta alcuni passaggi di arrampicata (I grado, forse II facile in alcuni punti) abbastanza esposti e la valutazione F, alpinistico facile, ci sta tutta. Quasi giunti al passo vi è poi il punto che a me è sembrato più ostico, tanto che sono passato per una via alternativa: una cengetta di un metro di lunghezza e poche decine di cm di larghezza, molto esposta e inclinata verso un salto di almeno 10 metri, sulla quale si può sì camminare ma il passaggio è reso malagevole dalla parete sporgente e abbastanza priva di appigli alla quale bisogna appoggiarsi… Così almeno è come ho visto io il passaggio, altri sono passati senza grossi problemi, quindi può anche darsi che mi sia lasciato condizionare dalle ingombranti macchine fotografiche che mi porto appese al collo e che mi impicciano non poco nei passaggi stretti o sporgenti… In ogni caso io consiglierei, e c’è anche chi ha seguito il mio consiglio, di tornare invece indietro qualche passo e risalire qualche metro per poi ridiscendere attraverso 2 caminetti abbattuti e arrivare così al Passo Corborant. Il ghiaione poi che scende dal Passo a me non è sembrato particolarmente difficile, ma c’è chi lo trova invece particolarmente insidioso o, quantomeno, fastidioso: la prima parte comunque non è né molto ripida, né molto instabile; vi è comunque un’ultima parte un po’ più ripida e molto più instabile, in cui, scendendo, oltre a spostare le pietre sotto, si spostano anche quelle sopra, il che ci fa trovare in mezzo a una specie di frana, fatto che può non essere del tutto piacevole… Vi è comunque da dire che il ghiaione è largo e vi sono zone con diverse caratteristiche e si può scegliere se scendere a sinistra (come abbiamo fatto noi), dove non ci sono quasi pietre ma solo ghiaietto e una traccia che porta in breve a una zona erbosa dove si raggiunge il sentiero segnato, oppure spostarsi più a destra dove c’è una zona di pietre più grandi e stabili, ma anche più scomode da attraversare....
Da Genova fino a Savona sull’Autostrada dei Fiori, poi fino a Mondovì sulla Savona Torino. Da Mondovì si segue per Cuneo e, poi, per Borgo San Dalmazzo e il Colle della Maddalena. Si segue la strada per il Colle della Maddalena fino a 5 Km dopo Vinadio dove (localita Pianchè) dove si gira a sinistra per San Bernolfo. Raggiunto il paesino si può continuare sulla strada prima asfaltata e poi sterrata. Noi ci siamo fermati poco più che cento metri dopo l’abitato, in uno slargo poco prima che la strada diventi sterrata. La sterrata è però in buone condizioni e non vietata (come invece credevamo noi) e se ne può percorrere un buon tratto (almeno un Km) con qualsiasi macchina, quando poi iniziano i tornanti la strada peggiora e ognuno, a seconda della macchina che ha, può decidere se proseguire o meno ancora un po’.
Si segue la strada militare dal punto in cui si è lasciata la macchina, cercando di approfittare delle scorciatoie che permettono di saltare i lunghissimi tornanti. Le scorciatoie (in realtà sono queste il vero sentiero segnato, almeno da un certo punto in poi) poi piegano decisamente a destra, sotto la Beccas del Corborant, abbandonando la sterrata, e salendo verso i laghi del Lausfer. Superati 2 grandi laghi, intervallati da uno piccolo, si continua a seguire il sentiero a tacche rosse che si avvicina e poi inizia a percorrere i ghiaioni che scendono dal Corborant. Si continuano quindi a seguire le tacche rosse, mentre una traccia si stacca sulla sinistra (in corrispondenza di un ultima zona erbosa) e si arriva in breve al buco della Marmotta, superato il quale si giunge alla Forcella del Corborant. Da qui, seguendo le tacche rosse e le catene, con 100 metri di dislivello si arriva in vetta. Per la discesa si torna indietro pochi passi e si scende verso nord in direzione opposta a quella da cui si è saliti alla cengia sottostante, segnalata con ometti di pietra e che si dirige verso ovest al Passo del Corborant. Dal Passo si scende il ghiaione seguendo le tracce o dove meglio ci si trova fino a ricongiungersi, in corrispondenza di una rada zona prativa, al sentiero dell’andata.
Una delle più belle cime della Valle Stura e, sicuramente, anche di tutte le Alpi Marittime. Tra le cime dei dintorni forse il panorama offerto è leggermente inferiore a quello del Tenibres e, soprattutto a quello del Becco Alto d’Ischiator, proprio perché da queste ultime 2 vette si vede anche il Corborant e per il Becco anche perché si vede tutto il magnifico Lago di Rabuons… La vista però sulla Rocca Rossa e le cime circostanti (Montagnetta, Tenibres, Ubac, ecc…) che sovrastano i laghi Chauffour è impagabile, così come molto belli sono, salendo, i laghi del Lausfer col Corborant sullo sfondo. Sarebbe valsa probabilmente la pena di fare una traversata per godere della bellissima vista sui laghi dell’Ischiator scendendo verso il Migliorero, avendo lasciato un altro mezzo a Besmorello, ma non l’abbiamo fatto e non ce la siamo sentita, causa problemi a ginocchia e caviglie, di scendere lo stesso verso il predetto Rifugio ritornando poi attraverso il Colle di Laroussa.
29-08-2010
San Bernolfo (1690) – Forcella Corborant (2900) – Corborant (3010) – Passo Corborant (2934) – San Bernolfo (1690).
17 Km circa.
1300 metri circa.
Em, Fabio5, Maury76 e Soundofsilence.
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Cima Corborant da San Bernolfo


Che dire, io sono stato sempre un tipo un po’ strano (e dovrebbe capirsi bene anche da quello che sto scrivendo: esattamente quello che mi passa per la testa, senza dare alcuna importanza al fatto che non sia la sede appropriata e che a nessuno gliene possa importare qualcosa…) non solo per le mie idee e le mie abitudini praticamente mai in linea con quello che pensa la maggioranza delle persone, ma anche perché non sempre sono la stessa persona: chi mi conosce in certi ambienti stenterebbe a credere di come sono in altri… In effetti se non mi trovo a mio agio, e non è facile che lo sia, io sono molto timido e parlo molto poco e, anche se ci riesco, lo faccio facilmente a sproposito… Vorrei quindi, con queste mie righe, oltre che far sentire meno solo, chi, eventualmente, avesse un problema simile al mio anche far capire a chi si possa trovare a contatto con gente come me che, a volte, dietro a un silenzio impacciato, ci può essere di più che dietro a tante belle parole… Soprattutto però vorrei ringraziare i partecipanti di queste ultime gite con i quali mi sono trovato molto bene e non ho avuto di questi problemi…