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Cime di Nasta Est e Ovest dal Pian della Casa

Cime di Nasta Est e Ovest dal Pian della Casa

01-09-2010
Pian della Casa (1740) – Rifugio Remondino (2490) - Lago di Nasta (2815) – Colle Forchetta (2950) – Cima di Nasta Ovest (3106) – Cima di Nasta Est (3108) – Lago di Nasta (2815) – Colle Mercantour Est (2639) – Pian della Casa (1740).
14 Km circa.
1450 metri circa.
Em, Lusciandro, Maury76, Soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, fino al Lago di Nasta, il ghiaione per il Colle Forchetta può essere considerato invece EE, per escursionisti esperti, pur non presentando passaggi dove usare le mani è pur sempre un ripido ghiaione instabile che richiede un minimo di pratica. F, alpinistico facile, dal colle alla vetta: il passaggio più difficile è il primo, dove si lascia la cengia in piano per iniziare a salire verso la vetta. Niente di complicato comunque solo un passaggio un poco scomodo e con pochi appigli per le mani, ma decisamente poco inclinato, considerato da alcuni di I e da altri di II. Per il resto un sistema di cenge dove la difficoltà maggiore è l’esposizione, comunque non elevatissima, mentre mai ci sono passaggi difficili o obbligati. Il ritorno attraverso il colle del Mercantour è, a tratti su pietraia scomoda, ma rimane comunque E.
Da Genova fino a Savona sull’Autostrada dei Fiori, poi fino a Mondovì sulla Savona Torino. Da Mondovì si segue per Cuneo e, poi, per Borgo San Dalmazzo dove si prende per Entracque, Valdieri e la Valle Gesso. Al bivio con Entracque si prende a destra per Valdieri, da dove si prosegue per le Terme e, da qui, si continua per il Gias delle Mosche e, quindi, in parte su sterrata da fare con prudenza in alcuni tratti si giunge al Pian della Casa, dove si parcheggia.
Dal parcheggio si prende il sentiero segnalato sulla sinistra per il Rifugio Remondino. Raggiunto il Rifugio si continua sul sentiero segnato a tacche rosse in direzione Est che porta al Lago di Nasta. Dal Lago tacche e ometti portano in direzione nord verso l’evidente Colle della Forchetta e al ghiaione in discesa da quest’ultimo. Poco prima di imboccare il ghiaione segnalazioni su un masso indicano il bivio a sinistra per il più difficile canale, si prosegue quindi dritti verso il Colle. Dal Colle occorre stare attenti a non seguire le 2 tacche rosse che invitano (io però non mi sono sentito per niente invitato…) a risalire un verticale camino di una decina di metri. Tali segni segnano forse la via quotata PD sulla guida CAI-TCI, ma non ne sono per niente sicuro, certo è che non segnano la normale dal Colle Forchetta. Pochi metri dopo il camino in questione iniziano invece le tacche rosse e gli ometti da seguire fino in vetta. Superato il primo passaggio sopra descritto, si seguono una serie di cenge che portano a un colletto pochi metri sotto le 2 cime Est e Ovest, che si possono raggiungere facilmente in successione. Ritorno per la stessa strada fino al Lago di Nasta, dove si può deviare a sinistra (sud) seguendo il sentiero segnato per il Colle Mercantour Est. Il sentiero segnato, a tratti anche con vernice oro, prosegue pressochè in piano su scomoda pietraia fino al suddetto colle, dove si inizia la discesa sul sentiero N12 che riporta, non tanto in breve a dir la verità, sull’N11, che è il sentiero dell’andata che si ritrova a poco più di 2000 metri di quota.
Grandioso panorama di vetta sull’imponente parete sud dell’Argentera, così vicina che sembra di poterla toccare, bellissima la vista sulla cresta tra le cime che si sovrappone mirabilmente, dando profondità al panorama, allo sfondo costellato dal Gelas, il Clapier e la Maledia. A dar rilievo al panorama anche le vicine vette del Baus del Bastione e del Brocan con ai piedi il bel Lago di Nasta a completare il quadro. Per la prima volta ho visto distintamente il mare dalle Marittime e intravisto pure la Corsica… L’anello dal Colle Mercantour è interessante per i contrasti di colore: dalle rocce rosate a quelle verdastre, fino ai bei prati percorsi dalle acque ferruginose del Rio della Valletta.
01-09-2010
Pian della Casa (1740) – Rifugio Remondino (2490) - Lago di Nasta (2815) – Colle Forchetta (2950) – Cima di Nasta Ovest (3106) – Cima di Nasta Est (3108) – Lago di Nasta (2815) – Colle Mercantour Est (2639) – Pian della Casa (1740).
14 Km circa.
1450 metri circa.
Em, Lusciandro, Maury76, Soundofsilence.
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Cime di Nasta Est e Ovest dal Pian della Casa


Partenza alle 5 giusto per tentare di arrivare prima dell’apertura dell’autogrill di Altare, posto pericolosissimo con Lusciandro in macchina… Ci riusciremo per il rotto della cuffia, passandoci alle 5,58, ma, sollevati per lo scampato pericolo, abbasseremo un po’ troppo la guardia e ci troveremo incastrati al bar della piazza principale di Valdieri… Sorvolando quindi sulla vergognosa abbuffata, dovrò esercitarmi però in uno slalom tra le buche della strada del Pian della Casa per evitare probabili rigurgiti in macchina da parte dell’equipaggio di escursionisti ripieni… Scampato quindi anche questo pericoloso pericolo parcheggiamo poco prima delle 8 al Pian della Casa. Qui mi tocca imprestare gli scarponi di mia figlia al povero Lusciandro che si è venduto i suoi per un piatto di lenticchie e senza cotechino, per giunta… Alle 8,05 si parte cercando di impostare un ritmo che permetta di smaltire l’ingorgo di calorie ingurgitato in precedenza, cosa che riuscirà perfettamente, visto che al Rifugio Remondino, al povero Lusciandro si accenderà la spia della riserva e dovrà fermarsi per la terza colazione… Appena il tempo di un misero spuntino con 3 panini alla mortadella e, da veri aguzzini, costringiamo Lusciandro a ripartire, promettendogli che in vetta, finalmente, mangeremo sul serio… Queste nostre dolci parole risvegliano evidentemente il suo spirito alpinistico e, immediatamente, il buon Lusciandro si mette a tirare da ‘primo’… Superato quindi brillantemente il Colle della Forchetta, del quale abbiamo dovuto evitare di pronunciare il nome, per ovvi motivi, durante tutta la gita, il prode Lusciandro, che evidentemente non ci vede più dalla fame, si fa ‘ingolosire’ dalla vetta e invece di seguire la comoda cengia davanti a noi vira bruscamente in verticale su una placca liscia ed espostissima e, per di più, priva di appigli… Passato anche questo piacevole diversivo siamo finalmente in vetta e possiamo dar fondo alle dispense… Sorvolando opportunamente sui trucidi particolari manducatori che ci hanno impegnato per circa un’ora, ci ritroviamo quindi in discesa dove, visto che in Italia, dopo che siamo passati noi non c’è più niente da mangiare, decidiamo di cercare sostentamento in altri lidi più propizi e ci dirigiamo verso la Francia… Si sa però che, spesso, gli emigranti partono con grandi speranze, ma si trovano poi a rimpiangere la terra natia… Così sarà anche per noi e il povero Lusciandro non posso dire che non troverà un corno da rosicchiare, solo perché riuscirà esercitare la dentatura proprio su un corno, appunto, di un ancor più povero camoscio, scappato appena in tempo per salvare il resto… Vergognandoci quindi per questo vile episodio di abbrutimento, torneremo velocemente alla macchina sfuggendo ogni altra tentazione… Ci sarebbe a questo punto da raccontare anche la nuova puntata della saga dei benzinai, consumatasi tra pompe interrotte e signore inesperte, ma questa è una storia da bollino rosso non adatta alla pubblicazione su questo sito…