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Monte Caprazoppa anello per Torre Caprazoppa e Falesia del Sol da Finalborgo

Monte Caprazoppa anello per Torre Caprazoppa e Falesia del Sol da Fina...

Percorso Inedito
01-01-2024
Finalborgo (15) – Chiesa Regina Pacis (50) – Cancello cavaGhigliazza (165) – Torre Caprazoppa (70) – Grotta del Luassu (170) – Falesia del Sol (250) – Grotta del Letto di Pietre (200) – Canne d’Organo (185) – Antro dei Pirati (225) – Monte Caprazoppa (291) – Ripetitori Rocca dell’Orera (275) – Grotta dell’Orera (265) - Finalborgo (15).
10 km. circa.
650 m. circa.
Milo, Laura, Leonardo, Silvia e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi la prima parte fino alla salita, facoltativa, alla Grotta del Luassu, che è F+ (alpinistico facile superiore), per un primo saltino di II e per la successiva salita con passi di I su percorso abbastanza esposto. Per la Grotta necessari casco e lampada, specie se si vuole andare un po’ dentro. La successiva salita alla alla Falesia del Sol e il percorso lungo, o sotto, le falesie successive è in generale F, alpinistico facile, per vari saltini o passaggi scomodi o ripidi e comunque su terreno su cui prestare sempre attenzione, anche per quanto riguarda il non semplice reperimento della traccia giusta. Passate le falesie il percorso torna semplice, quindi E, per escursionisti medi, a parte la facoltativa deviazione per la Grotta dell’Orera che è EE, per escursionisti esperti.
Da Genova su A10 fino all’uscita di Finale. Una volta usciti ci immettiamo sulla provinciale del Colle del Melogno, che imbocchiamo verso sinistra in discesa. Giungiamo quindi ad una rotonda dove a sinistra si va a Finalborgo, ma noi continuiamo dritti per ancora circa 650 metri, fino a trovare uno slargo sulla sinistra ove parcheggiare (ve ne dovrebbe essere anche uno leggermente prima).
dal parcheggio invertiamo marcia risalendo la strada asfaltata verso l’autostrada per circa 350 metri, trovando quindi sulla sinistra l’inizio del sentiero (Strada Napoleonica). Imbocchiamo quindi il sentiero ed ignoriamo subito un bivio a destra che sale verso la Chiesa di Verezzi, continuando invece sulla strada napoleonica. In breve passiamo davanti alla Chiesetta blu di Regina Pacis, quindi, poco prima del primo tornante, possiamo approfittare di una scorciatoia che passa dietro ad un muro. Tornati sulla strada affrontiamo subito un tornante, non particolarmente accentuato, verso sinistra e, quindi, giungiamo ad uno verso destra, presso il quale vi è un cancello della cava. Il cancello sembra difficilmente superabile, ma pochi metri prima sulla sinistra, un sentierino permetto di superarlo senza difficoltà. Entrati quindi nella strada della cava scendiamo dritti fino ad una costruzione, qui continuiamo dritti scendendo a tornanti fino a trovare, subito dopo l’ultimo tornante, il bivio a sinistra per la Torre Caprazoppa, che raggiungiamo senza difficoltà. Giunti alla Torre si può entrarvi sfruttando una scala metallica in loco e anche proseguire qualche metro oltre la torre per godere della vista delle falesie strapiombanti della Caprazoppa. Visitata la Torre torniamo sui nostri passi per la strada di cava fino alla costruzione precedentemente citata. Qui prendiamo a sinistra seguendo un ripiano di cava, semplice, ma con traccia ormai invasa dalla vegetazione. Dopo oltre 250 metri compiamo un tornante a destra e quindi uno a sinistra per salire al ripiano superiore, che percorriamo verso sinistra. Dopo poco meno di 250 metri ci troviamo sotto la Grotta del Luassu, in parete, ma raggiungibile senza difficoltà estreme, grotta caratterizzata da notevoli affioramenti di quarzo. Visitata la grotta, subito dopo, una breve deviazione a destra ci consente di vedere delle belle concrezioni a cielo aperto. Ancora 150 metri e, subito dopo un buchetto in parete, troviamo un bivio, dove prendiamo a destra in salita (a sinistra si va verso le Arene Candide e Borgio). Dopo due tornanti arriviamo quindi ad un ulteriore bivio: a destra si può ritornare verso il punto di partenza più brevemente, ma può anche valere una breve deviazione, per visitare a sinistra, sopra la strada di cava, un paio di anfratti e, proseguendo ancora un po’, oltre un cancello superabile, per godere bei panorami sui ripiani di cava, mentre a sinistra si sale ripidamente verso la Falesia del Sol. Saliamo quindi a sinistra, giungendo in breve ai spettacolari tetti gialli della Falesie, dai quali si gode anche di una bella vista mare. Visitata la falesia torniamo brevemente sui nostri passi per imboccare il sentiero, o meglio traccia in quanto non molto evidente, che continua lungo le falesie verso ovest. Descrivere poi il percorso lungo le falesie è praticamente impossibile, dato il dedalo di tracce, in cui a volte conviene restare sul sentiero che traversa in basso, a volte conviene salire fino alle falesie, dove però non sempre si riesce a continuare…. A grandi linee posso dire che dopo la Falesia del Sol occorre scendere piuttosto in basso, in quanto le falesie si interrompono e precipitano sul fondovalle, per poi risalire alla Grotta del Letto di Pietre; passata la grotticella si trova un bivio dove occorre mantenersi in alti a destra lungo le falesie, raggiungendo così una grotta bassa sulla destra, una settantina di metri dopo la quale, si può scendere ed effettuare la deviazione facoltativa per vedere le Canne d’Organo; il sentiero che vi scende è chiaro sulla sinistra, ma, giunti sullo spigolo di una falesia più bassa, occorre deviare a sinistra e percorrere appunto la nuova falesia per circa 70 metri, fino a raggiungere la particolare formazione. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla falesia superiore e riprendiamo a percorrerla verso ovest. Giungiamo così ad una grotticella con un muretto nominata Antro dei Pirati come da targhetta metallica su un albero nelle vicinanze. Una trentina di metri dopo l’Antro dei Pirati, si può lasciare l’ora chiaro sentiero per salire sulla destra fino alla Grotta degli archi, caratterizzata appunto da un doppio arco oltre l’ingresso. Visitata anche questa grotta torniamo al sentiero principale e lo percorriamo facilmente fino ad un bivio, dove prendiamo a destra (a sinistra si va verso le Chiese di Verezzi), per giungere quindi ad un quadrivio, dove imbocchiamo il sentiero più a destra. Giungiamo così in vetta al Monte Caprazoppa, dove troviamo un rudere a pianta quadrata. Dalla panoramica vetta continuiamo per poco meno di 400 metri fino a giungere ad un bivio, dove teniamo la destra, giungendo così, dopo poco più di duecento metri, a costeggiare sulla sinistra il recinto della cava. Giunti in corrispondenza del cancello troviamo un incrocio, dove imbocchiamo il sentiero sulla sinistra. Dopo poco troviamo un bivio con il sentiero rombo rosso a destra, ma noi ci teniamo a sinistra, su sentiero segnato comunque sempre con rombo rosso e tacche gialle. Più avanti le tacche gialle vanno a destra, mentre noi abbiamo continuata a sinistra, ma avremmo fatto meglio a prendere a destra, in quanto il percorso è più diretto. Andando comunque a sinistra dobbiamo ignorare 3 bivi a sinistra ed al terzo compiamo invece un tornante verso destra, che ci riporta a ricongiungerci con le tacche gialle. Poco dopo raggiungiamo un recinto in cui sono contenuti dei ripetitori in un punto panoramico, che, volendo, possiamo raggiungere tramite un’apertura nel recinto. Visitati i ripetitori, riprendiamo brevemente il sentiero principale, con il quale arriviamo ad incrociare il sentiero 3 palle rosse, che in questo tratto scorre tra 2 muretti. Imbocchiamo quindi tale sentiero verso destra, passando a fianco di un’edicola votiva. Subito dopo l’edicola un bivio a sinistra consente di andare a visitare le interessanti Rocce dell’Orera e l’omonima Grotta. La deviazione è facoltativa, ma può valere la pena, si prende a sinistra e si segue il sentiero (volendo si possono fare alcune deviazioni a sinistra per esplorare le particolari forme rocciose e qualche anfratto) La deviazione per la Grotta dell’Orera si trova dopo circa 200 metri di sentiero e non è facilmente riconoscibile, si trova comunque poche decine di metri prima di un interessante tunnel naturale, appena sopra al sentiero, che volendo si può attraversare con attenzione (F, alpinistico facile). Se si individua la giusta traccia si arriva all’altezza delle falesie con sulla destra un ripiano sottostante ad un anfratto, che da sotto potrebbe anche sembrare una grotta. Qui occorre individuare un traccia a sinistra che consente di superare con meno difficoltà di quel che potrebbe sembrare (EE, per escursionisti esperti), le falesie e giungere ad un primo ripiano erboso, dove ci troviamo al cospetto di un piccola grotta di crollo, comunque visitabile; sulla destra di questa grotta una ripida gola ingombra di massi di crollo consente di giungere alla già evidente grande apertura della Grotta. Giunti alla Grotta la visitiamo salendo sui grandi massi, quindi torniamo sui nostri passi al sentiero ed al bivio con le 3 palle rosse, che imbocchiamo verso sinistra. Seguiamo quindi il nuovo sentiero con il quale scendiamo fino all’inizio della strada napoleonica, da cui, in pochissimi metri, scendiamo sull’asfalto e torniamo al parcheggio.
giro interessante e vario per le spettacolari Falesie del Sol, la Torre Caprazoppa e la Grotta del Luassu, nonché il resto delle falesie, sempre spettacolari e panoramiche e, non ultima, la particolare grotta, da me chiamata degli archi.
Percorso Inedito
01-01-2024
Finalborgo (15) – Chiesa Regina Pacis (50) – Cancello cavaGhigliazza (165) – Torre Caprazoppa (70) – Grotta del Luassu (170) – Falesia del Sol (250) – Grotta del Letto di Pietre (200) – Canne d’Organo (185) – Antro dei Pirati (225) – Monte Caprazoppa (291) – Ripetitori Rocca dell’Orera (275) – Grotta dell’Orera (265) - Finalborgo (15).
10 km. circa.
650 m. circa.
Milo, Laura, Leonardo, Silvia e soundofsilence.
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