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Punta Bartivolera da Pian delle Gorre

Punta Bartivolera da Pian delle Gorre

Percorso Inedito
16-04-2022
Pian delle Gorre (980) – Pian del Creus (1300) – Gias della Madonna (1610) – Punta Bartivolera (1957) – Colletto Pellerina (1978) – Gias della Madonna (1610) – Pian del Creus (1300) – Pian delle Gorre (980).
14,6 Km circa quelli fatti da me, ma si possono togliere più di 2 Km partendo da Rifugio a Pian delle Gorre, ma nell’occasione mi sono dovuto fermare prima perché la strada era chiusa.
1200 m. circa, 70 in meno parcheggiando dal Rifugio.
soundofsilence.
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Fino al Gias della Madonna E (per escursionisti medi), EE (per escursionisti esperti) la salita verso il Colletto Pellerina, a patto di tenersi più a destra, se si sale più direttamente a sinistra (come ho fatto io all’andata), le difficoltà aumentano (F, alpinistico facile) e ci troviamo a tratti su un pendio erboso ripido ed esposto, con passaggi di I grado (se l’erba è scivolosa potrebbero essere utili, anche se non indispensabili, i ramponi); questo tratto può essere comunque evitato seguendo invece il facile sentiero che passa per il Gias Soprano di Serpentera, ma in questo caso si allunga di molto il percorso. La cresta per la Punta Bartivolera è F+ (alpinistico facile superiore), per alcuni passaggi esposti e delicati, questo in condizioni estive, in condizioni miste come l’ho trovata io le difficoltà aumentano e sconsiglierei di passarvi, quantomeno nella prima metà, che la seconda metà di cresta è molto più facile. Evitando la prima parte della cresta e passando a nord le difficoltà diminuiscono drasticamente (EE), ma nelle condizioni in cui ho trovato la neve, è stato comunque assai scomodo e difficile, visto che si affondava oltre un metro ad ogni passo, forse con le ciaspole si sarebbe potuti andare meglio, ma direi soltanto forse.
Da Genova fino a Savona con l’A10 e quindi con la Savona-Torino fino a Mondovì. Da mondovì si segue per Cuneo fino a Pianfei, dove si prende a destra per Chiusa Pesio. Passata Chiusa Pesio si continua verso la Certosa e Pian delle Gorre, fino al parcheggio al termine della strada asfaltata, che dal primo giugno in poi, è a pagamento. Nell’occasione la strada era chiusa e mi sono dovuto fermare oltre un Km. prima di Pian delle Gorre, ma direi che in condizioni normali è assolutamente consigliato proseguire.
dal parcheggio presso il Rifugio imbocchiamo la sterrata sulla sinistra e la seguiamo per circa 400 metri, fino al bivio segnalato sulla sinistra per il Gias della Madonna, che imbocchiamo. Si sale quindi non troppo ripidamente, ma costantemente, nel bosco fino a sbucare nei bei prati di Pian del Creus. Attraversiamo quindi il prato continuando nella stessa direzione, quindi guadiamo sulla sinistra il Torrente Serpentinera su un ponticello, dopo il quale il sentiero riprende a salire fino a giungere in vista del Gias della Madonna. Qui lasciamo il sentiero segnato per imboccare il vallone di sinistra e puntare alle pendici erbose delle cime soprastanti. Il fondovalle è agevole e percorso anche da labili tracce, ma, in ogni caso, si passa dove si vuole, non ci sono problemi di infrascamento o di pendenza, ma occorre poi svoltare ancora a sinistra per salire i pendii erbosi, cercando di individuare dove questi arrivano fino in cresta senza presentare pendenza eccessiva o tratti rocciosi. Io sono salito in diagonale verso destra, puntando al limitare delle rocce e, giunto sotto alle quali, ho scelto di continuare dritto, per pendii di erba e roccette, a tratti un po’ esposti, mentre puntando un poco più a destra si poteva salire molto più agevolmente, anche se meno direttamente, cosa che però ho riservato per la discesa. Dopo la ripida salita si giunge ad intercettare un chiaro sentiero segnato che imbocchiamo verso sinistra ed in salita. Il sentiero salirebbe dritto al soprastante Colletto Pellerina, ma conviene invece seguire una chiara traccia a sinistra, che punta verso un torrione, per abbreviare il percorso. La traccia si perde poi alle pendici del torrione, ma possiamo risalire facilmente a destra al crinale. Giunti al crinale continuiamo in discesa verso sinistra, puntando all’evidente cresta della Punta Bartivolera che è l’ultima elevazione che vediamo a conclusione della predetta cresta. Finita la discesa erbosa ci troviamo di fronte alla prima arcigna elevazione della cresta, che superiamo, mi pare, sulla sinistra, poco sotto la vetta, mentre superiamo la seconda, meno marcata, con alcuni passi esposti sulla destra, aggrappandoci alle rocce soprastanti. Continuiamo quindi più facilmente fino ad una selletta, sotto una più marcata elevazione, che si sale a sinistra su ripido prato esposto (io ho usato i ramponi su erba, in quanto la stessa era un po’ scivolosa). Giunti in vetta la discesa sull’altro versante sembra abbastanza semplice all’inizio, ma nella parte finale si complica con alcuni saltini esposti e ripidi, che ho trovato assai ostici anche per la presenza di ghiaccio che mi ha obbligato ad un passaggio assai precario. Giunti comunque in un modo o nell’altro alla successiva selletta si prosegue per il più facile crinale fino alla vetta della Punta Bartivolera, che si raggiunge senza grandi difficoltà. Dalla vetta si può proseguire in discesa e quindi risalire su traccia alla successiva croce, che permette una vista a picco su Pian del Creus. Torniamo quindi sui nostri passi per tutta la parte facile della cresta e, quasi al termine della quale, possiamo decidere di scendere verso nord per facilitare il percorso del ritorno. Io sono sceso per oltre 200 metri e circa 50 di dislivello, ma questo per raggiungere un punto da cui la risalita al crinale risultasse senza neve, in condizioni estive può essere meglio traversare più vicini al crinale, anche se qui i pendii sono più ripidi, non sembrano comunque impossibili. Raggiunta comunque nuovamente la cresta possiamo seguirla fino a Colletto Pellerina, dal quale imbocchiamo il sentiero in discesa verso destra, per arrivare quindi al punto in cui all’andata lo abbiamo intercettato; qui proseguiamo sul sentiero segnato, ignorando la via dell’andata, fino a giungere ad una selletta dove troviamo un bivio: il sentiero principale e segnato piega a destra, mentre noi pieghiamo ancora più a destra, compiendo uno stretto tornante, su una comunque chiara traccia. Proseguiamo quindi per un tratto paralleli ed in direzione contraria a quella con cui siamo arrivati, fino a che la traccia si perde, per poi piegare a sinistra, seguendo le facili balze erbose che già a vista vediamo condurci fino al vallone percorso all’andata senza grandi difficoltà. Scendiamo quindi a vista fino a ricongiungerci al percorso dell’andata, sul quale torniamo sui nostri passi fino al parcheggio a Pian delle Gorre.
Meglio essere sicuri che non ci sia neve per intraprendere la salita alla Punta Bartivolera, altrimenti la già non facile cresta diventa assai delicata e anche evitarla passando a nord può essere insidioso. A parte questo la cresta è sicuramente interessante, aerea e con bei torrioni, anche se niente di eccezionale, per quanto riguarda il resto della gita si passa per i rilassanti prati di Pian del Creus e Gias della Madonna e si hanno bei panorami sul Marguareis e Cima della Fascia.
Percorso Inedito
16-04-2022
Pian delle Gorre (980) – Pian del Creus (1300) – Gias della Madonna (1610) – Punta Bartivolera (1957) – Colletto Pellerina (1978) – Gias della Madonna (1610) – Pian del Creus (1300) – Pian delle Gorre (980).
14,6 Km circa quelli fatti da me, ma si possono togliere più di 2 Km partendo da Rifugio a Pian delle Gorre, ma nell’occasione mi sono dovuto fermare prima perché la strada era chiusa.
1200 m. circa, 70 in meno parcheggiando dal Rifugio.
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