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Rocca del Pis da Porta Pian Marchisio

Rocca del Pis da Porta Pian Marchisio

Percorso Inedito
20-10-2021
Pian Marchisio (1640) – Grotta dei Tumpi (1860) – Rocca del Pis (2343) – Gola delle Masche (2345) – Pian Marchisio (1640).
12,5 Km. circa.
850 m. circa.
Ivonne e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E (per escursionisti medi) fino alla Grotta dei Tumpi, EE (per escursionisti esperti) la salita senza traccia alla Rocca del Pis se si sceglie il percorso più facile, appunto perché implica la capacità di saperlo scegliere, altrimenti F se si sale più direttamente come abbiamo fatto noi all’andata, per la necessità di superare alcuni saltini tra il I e il II grado di erba e roccette. EE poi la facoltativa cresta verso nord dalla Rocca del Pis, con alcuni tratti facili ma decisamente esposti e non molto larghi. EE anche la salita alla Gola delle Masche e la discesa verso il sentiero segnato, sempre senza traccia, ma anche senza particolari difficoltò e con orientamento semplice. Discorso a parte meriterebbe la tentata salita alla Cima delle Masche, alla quale abbiamo rinunciato per vari motivi: la non corrispondenza delle relazioni con la situazione trovata, la mancanza di una corda che ci avrebbe fatto pensare più tranquillamente alla discesa e l’oggettiva pericolosità del canalino percorso, in quanto presentava passaggi di II esposti in cui fare affidamento quasi unicamente su erba e zolle di terra piuttosto mobili come appigli ed appoggi. Troverei quindi che la valutazione F+ (alpinistico facile superiore) che viene data alla salita, sia parecchio riduttiva e la cambierei in un PD+ (alpinistico poco difficile superiore).*
Da Genova fino a Savona con l’A10 e quindi con la Savona-Torino fino a Mondovì. Da Mondovì si prende verso sud per Villanova Mondovì e, superatala, ci si dirige verso Roccaforte Mondovì; a Roccaforte si prende per la Val Ellero e Rastello. Si prosegue quindi per la strada a tratti sterrata, ma decisamente migliorata rispetto agli anni scorsi, fino al suo termine presso il parcheggio di Porta Pian Marchisio.
dal parcheggio si continua sulla sterrata verso il Rifugio Havis de Giorgio per circa 1,5 Km, quindi, arrivati sotto il rifugio, si continua sulla sterrata a sinistra, ignorando la deviazione che risale la collinetta erbosa verso il Rifugio, seguendo quindi le indicazioni per il Passo Saline ed il Gias Gruppetti. Si continua quindi sulla sterrata in leggera salita o falsopiano per altri 1,6 Km, fino a giungere al bivio per il Passo delle saline, dove noi abbiamo preso a sinistra continuando verso il Gias Gruppetti, ma in effetti è meglio prendere a destra per le Saline, cosa che fa evitare un tratto fuori sentiero. Seguendo quindi per le Saline il sentiero sale subito qualche decina di metri per arrivare in breve all’evidente Grotta dei Tumpi, indicata anche da un cartello. Qui lasciamo il sentiero per risalire le rampe erbose sulla destra, salendo a vista verso la Rocca del Pis che è esattamente sopra di noi in direzione ovest ed è la prima montagna che si vede sulla destra. Noi abbiamo proseguito per circa 450 metri in perfetta direzione ovest, dritti verso la cima, seguendo a tratti anche una traccetta, poi, arrivati di fronte ad un pendio di roccette, comunque salibili direttamente senza grossi problemi (sembra possibile, e forse anche preferibile, proseguire dritti e quindi salire per la cresta sulla destra fino alla cima), abbiamo invece preferito deviare a sinistra per seguire il fondovalle erboso fino a superare tutti i pendii di roccette carsiche soprastanti, il che comporta di proseguire per altri 450 metri verso sud-ovest, fino a giungere sotto la Gola delle Masche (il colletto tra la piatta Cima delle Masche e l’aguzza Punta Rovereto sulla sinistra della stessa, ed immediatamente a destra della Cima delle Saline, che è la vetta più a sinistra che vediamo). Giunti quindi sotto la Gola delle Masche, deviamo a destra salendo per pendii erbosi in direzione ovest per quasi 400 metri, fino a giungere ad un punto in cui si può traversare a destra per facili pendii erbosi che si aprono tra le rocce soprastanti e sottostanti. Per altri quasi 300 metri in realtà non abbiamo traversato granchè verso destra, solo un poco, cercando sempre di seguire la conformazione del terreno e giungendo così alla base delle ripide rocce sottostanti il crinale che non è facile superare direttamente: abbiamo quindi qui piegato decisamente a destra traversando per oltre 100 metri fino a trovare un canalino erboso che fa breccia tra le predette rocce. Il canalino erboso inizia però con un non facile salto di roccia, che abbiamo evitato arrampicando (difficoltà tra il I ed il II grado) sulle roccette a sinistra per qualche metro, per poi entrare nel canalino erboso che porta a sbucare vicino alla cresta sommitale, che si raggiunge senza ulteriori difficoltà. Sulla cresta, andando a destra raggiungiamo in breve un’anticima, sotto la quale ne vediamo un’altra, facilmente ragigungibile, ma che non abbiamo raggiunto (pare comunque un’ottima via di discesa e di salita seguire la cresta, decisamente meno impegnativa del canalino salito). Visitata comunque l’anticima invertiamo la marcia e seguiamo la cresta verso nord, giungendo in breve e senza difficoltà alla vetta della Rocca del Pis, segnata da un grosso ometto. Dalla vetta è possibile continuare sulla cresta verso nord fino ad una ulteriore elevazione soprastante al colletto, al quale pure è possibile scendere, che la divide dalla Cima delle Masche. Questo tratto presenta però tratti stretti ed esposti in cui fare attenzione, mentre dal colletto forse è possibile scendere verso sinistra, ma il primo tratto è molto ripido e potrebbe consigliare l’uso di una corda. Visitata quindi la cresta ritorniamo sui nostri passi fino al punto in cui siamo saliti e, sempre sui nostri passi, iniziamo la discesa, giungendo in breve ad uno sperono roccioso alla cui destra inizia il canalino percorso all’andata, qui decidiamo allora di passare più facilmente a sinistra dello sperone con l’intento di traversare poi verso a destra la base del canalino per riprendere il percorso dell’andata.. La discesa risulta facile ma traversare verso destra non sembra possibile, continuiamo quindi a scendere per alcuni metri ma anche questo sembra difficile, quindi traversiamo a sinistra abbastanza facilmente, fino a raggiungere meno ripidi pendii che ci consentono di scendere ancora alcuni metri, prima di traversare verso destra nell’intento di ricongiungerci col percorso dell’andata (si noti bene che questo non è necessario se non si vuole provare a salire anche la Cima delle Masche come abbiamo fatto noi, se si vuole invece scendere a valle direi che conviene proseguire la discesa senza traversare, magari seguendo il crinale già dalla vetta, come accennato prima). Giunti quindi ad incrociare il percorso dell’andata dopo circa 250 metri di traverso più o meno in piano, continuiamo a traversare verso un’evidente rampa erbosa che permette di dirigersi verso la Gola delle Masche evitando i tratti rocciosi. Risaliamo quindi la ripida rampa erbosa e ci troviamo di fronte all’evidente canalino erboso che dovrebbe permettere di salire alla soprastante Cima delle Masche, ma per il momento sconsiglierei di provarlo come spiegato nelle difficoltà. Evitato quindi il canalino si continua quindi a traversare per risalire quindi a destra alla Gola delle Masche, dalla quale possiamo ammirare un bel torrione verso la Cima sulla destra. Dalla Gola possiamo quindi tornare sui nostri passi e scendere sul percorso dell’andata, oppure scendere a vista più o meno a piacimento, con l’opzione di andare sui ghiaioni a destra se si vuole dirigerci più verso il Gias Gruppetti, oppure appunto di seguire il percorso dell’andata se si vuole abbreviare il percorso di ritorno. Noi invece abbiamo seguito un’altra via, siamo scesi prima dritti, ma tenendoci alla sinistra dei ghiaioni, per poi traversare a sinistra verso il percorso dell’andata, al quale però ci siamo tenuti paralleli ma un poco sulla sinistra, attraversando così un’interessante zona di roccette carsiche, che però ci ha costretto a qualche passaggio scomodo per scendere fino a fondovalle, da dove siamo tornati sui nostri passi fino alla macchina.
gita breve ma impegnativa e che offre comunque belle visuali sull’imponente parete nord delle saline e attraversa un bell’ambiente carsico, peccato non essere riusciti a salire anche la Cima delle Masche come da programma, ma non eravamo preparati ad affrontare le difficoltà incontrate, riproveremo più attrezzati.
Percorso Inedito
20-10-2021
Pian Marchisio (1640) – Grotta dei Tumpi (1860) – Rocca del Pis (2343) – Gola delle Masche (2345) – Pian Marchisio (1640).
12,5 Km. circa.
850 m. circa.
Ivonne e soundofsilence.
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