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Torrioni del Rio della Valle dal Salto del Lupo

Torrioni del Rio della Valle dal Salto del Lupo

Percorso Inedito
31-01-2009
Salto del Lupo (195) – Torrioni Rio della Valle (380) – Salto del Lupo (195).
4,2 Km., questa è la lunghezza pulita per giungere ai torrioni (in realtà anche qualcosa in meno perché ho considerato anche la parte in cui sono andato fino al bivio per la Grotta della Giara, che non è necessaria, né aggiunge niente), ma io in realtà ho fatto molto di più esplorando nel tentativo di raggiungere i torrioni, ma non sono in grado, né forse a senso, ricostruire anche quella parte di percorso, l’unica cosa che forse merita è la discesa alla Casa del Gringo, come descritto nel racconto, in quanto piazzata in un prato panoramico sui torrioni.
250 m. circa, ma vale lo stesso discorso fatto sopra per la lunghezza.
soundofsilence.
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EE, per escursionisti esperti, dal guado del Rio della Valle fino ai Torrioni, sia per assenza di traccia e necessità di esperienza nel scegliere il percorso migliore, sia per qualche passaggio non semplicissimo, come il guado appunto, effettuato con un salto. Tutto il resto E, per escursionisti medi.
Autostrada da Genova fino a Borghetto Santo Spirito, quindi proseguire fino a Toirano e poi, per altri 3 Km, sempre lungo la SP60, fino al ponte del Salto del Lupo, dove, in uno slargo sulla sinistra (spazio per 2/3 macchine), si parcheggia.
Dal Salto del Lupo seguire evidente sentiero segnato (quasi una strada) con rombo rosso fino a costruzione acquedotto con scritta appunto Giara (Giara chiusa in realtà, ma non è vero), quindi si torna indietro 200 metri fino ad incrociare un bivio sulla destra; si imbocca l’evidente mulattiera e poi si segue una labile traccia che scende verso il torrente; raggiuntolo lo si costeggia verso sinistra (se si è seguita la traccia giusta ciò non è necessario perché si dovrebbe arrivare automaticamente al guado) seguendone il corso. Si giunge quindi a un restringimento dello stesso dove è possibile, con un po’ di prudenza, attraversare, saltandolo o scavalcandolo (circa 50 cm.). Attraversato il torrente si prosegue a seguirne il corso verso sinistra, anche se, nella parte iniziale, può essere meglio risalire alcuni metri per non litigare troppo con la vegetazione. Si ridiscende quindi al livello del torrente e si incomincia a distinguere anche una certa qual traccia (appena distinguibile comunque con uno sforzo di volontà e fiducia) che permette più agevolmente di seguirne il corso. In meno di 300 metri dal guado si arriva a doppiare lo spigolo roccioso (si distinguono poco prima alcuni muretti sotto il versante roccioso) e occorre quindi voltare a destra e iniziare a salire verso ovest. Una traccia abbastanza evidente facilita il percorso. Si incontrano ancora resti di muretti e piccoli spiazzi (in particolare una) usate in passato per raccogliere la legna. Si continua a salire stando attenti a che la traccia salita non si allontani troppo dal crinale a destra, che, quando si arriva a intravvedere i torrioni, si può raggiungere per goderne il panorama. Si giunge quindi a toccare il primo torrione, qui troviamo tracce del passaggio umano: alcuni sassi messi a scaletta aiutano a superare un passaggio che porta sopra al torrione in questione. Qui mi sono fermato e sono tornato sui miei passi fino alla macchina.
I torrioni sono splendidi e sono rimasto contentissimo di essere riuscito a raggiungerli ed aver trovato più di un punto di vista degno della loro bellezza. Il percorso qui proposto è però molto corto e può convenire integrarlo con la salita alla Punta Alzabecchi o alla Grotta della Giara, come proposto in due altre escursioni in questo sito.
Percorso Inedito
31-01-2009
Salto del Lupo (195) – Torrioni Rio della Valle (380) – Salto del Lupo (195).
4,2 Km., questa è la lunghezza pulita per giungere ai torrioni (in realtà anche qualcosa in meno perché ho considerato anche la parte in cui sono andato fino al bivio per la Grotta della Giara, che non è necessaria, né aggiunge niente), ma io in realtà ho fatto molto di più esplorando nel tentativo di raggiungere i torrioni, ma non sono in grado, né forse a senso, ricostruire anche quella parte di percorso, l’unica cosa che forse merita è la discesa alla Casa del Gringo, come descritto nel racconto, in quanto piazzata in un prato panoramico sui torrioni.
250 m. circa, ma vale lo stesso discorso fatto sopra per la lunghezza.
soundofsilence.
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Torrioni del Rio della Valle dal Salto del Lupo


Un’ardita vetta a cui dare un nome: Viste venerdì le previsioni decido di andare verso ovest, ma mi riservo la decisione finale alla mattina durante il viaggio, osservando "live" le condizioni del tempo. Le possibili mete sono: in primis la Rocca Barbena dal versante sud, poi i torrioni della Valle del Rio della Valle e infine la Rocca dei Corvi nell’entroterra di Vado se il tempo risultasse particolarmente inclemente… Parto quindi non molto ottimista data la pioggia a Genova, ma rincuorato dalle osservazioni della pagina 704 di televideo, che danno tempo sereno a Capo Mele (a dir la verità dette osservazioni danno sempre sereno a Capo Mele e sempre osservazione non disponibile a Sarzana e quindi qualche dubbio sulla loro attendibilità a volte mi viene…) conservo un minimo di speranza… Giunto quindi a Savona decido di proseguire perché il tempo, pur migliore di genova non sembra promettere niente di buono e, più avanti sembra di intravedere un rischiaro. Infatti da Finale in poi ci sarà il sole, esco quindi a Pietra Ligure e, arrivato al Salto del Lupo, decido di non proseguire oltre perché, verso la Rocca Barbena mi sembra di intravedere una nuvola, mentre qui è praticamente tutto sereno. Mi incammino quindi sul sentiero segnato rombo rosso per il Giogo di Toirano e proseguo fino al bivio per la Grotta della Giara, in modo da controllare tutte le possibili deviazioni sulla sinistra presenti lungo il percorso. Durante il cammino noto però qualcosa di strano, i torrioni sbrecciati, che si vedono sulla cresta della famosa cima senza nome sul lato destro orografico della valle, non mi sembrano più gli stessi, qualcosa è cambiato… Purtroppo verificherò poi a casa, foto, alla mano, che uno dei torrioni è parzialmente crollato, d’altronde la loro bellezza principale stava, per me almeno, proprio nella loro instabilità, nel loro sfidare le leggi della natura nel resistere in piedi, ma, evidentemente quest’anno la natura ha raccolto la sfida… Dal bivio per la Giara torno quindi indietro una cinquantina di metri e trovo il primo bivio: una evidente strada sulla destra (tornando indietro) e la imbocco prontamente. La strada in questione porta ad attraversare il Rio della Valle in un punto di discreta larghezza, ma, per fortuna, di scarsa profondità. Attraversato il torrente si arriva in breve a una casa recante una targa con scritto: "il Gringo". Per fortuna il Gringo non c’è e quindi riesco a proseguire senza correre rischi. Di fronte alla casa un bel prato da cui si gode una bella vista sulla cresta, i torrioni e la vetta senza nome; sulla sinistra una traccia passa attraverso le spine, o meglio, le spine passano attraverso la traccia, ma io proseguo impavido… Passate le spine la traccia incomincia a salire nel bosco, diventando sempre più vaga e confondendosi con molte altre. Io cerco la via più semplice per avvicinarmi da sotto ai torrioni, in modo da trovare un punto di vista privilegiato. Arrivo così, dopo qualche combattimento con la vegetazione, fino alle rocce, sotto un’enorme guglia che costituisce una specie di avamposto della cresta in questione. Da qui, per proseguire, bisogna posare le mani sulla roccia e, stante il divieto di arrampicata vigente in zona (ottima scusa…), decido di rinunciare. D’altronde non mi pare che avvicinarsi ancora possa permettere panorami migliori e quindi torno indietro, ma, pochi metri sopra il torrente, sbaglio strada. Dopo alcuni tentativi di ritrovare la strada giusta finiti nelle spine, rinuncio e seguo una traccia in direzione opposta che, per fortuna, in breve, mi porta al torrente; resta il problema del guado. Decido di cercarlo risalendo il torrente; risalito quindi un centinaio di metri trovo un punto particolarmente stretto dove guadare è abbastanza semplice. Subito oltre il torrente una traccia di sentiero seguita verso valle mi porta di nuovo nelle spine, la seguo allora verso monte e mi trovo di nuovo sul torrente in corrispondenza di un presunto nuovo guado, comunque più difficile di quello appena effettuato… Per fortuna, da qui, una traccia perpendicolare mi porta su un sentiero che in pochi metri riporta sulla strada segnata col rombo rosso. Questa seconda deviazione si trova circa 150 metri a valle di quella presa all’andata ed ha all’inizio la larghezza di una strada, ma si restringe subito a quella di un sentiero. In conclusione questa prima esplorazione non è valsa granchè la pena: i panorami migliori sulla cresta e i torrioni si godono proprio nei pressi del torrente… A questo punto sono quasi deciso a considerare conclusa l’esplorazione e a proseguire per il giogo di Toirano per riempire il tempo rimastomi, ma proprio mentre sto per farlo, mi viene in mente la possibilità di salire ai torrioni da dietro, invece che da sotto. Decido allora che non è il caso di rimandare ad un’altra volta quest’altra esplorazione e trasformare un’altra gita in un buco nell’acqua: meglio farli tutti oggi i buchi nell’acqua… Scendo un po’ più giù quindi lungo il sentiero per vedere se c’è un guado in corrispondenza del crinale in discesa dai torrioni, ma non trovo niente… Decido allora che l’unica possibilità e di riattraversare il torrente nello stesso punto e quindi cercare di costeggiare il torrente fino ad aggirare lo sperone di roccia in discesa dal crinale. La cosa si rivela molto più semplice del previsto: circa 150 metri a valle del guado lo sperone è aggirato e si inizia a salire seguendo una chiara e facile traccia, recante vestigia di passaggio umano. Sono presenti infatti i resti di alcuni muretti e alcune radure, probabilmente usate per la raccolta della legna. La salita continua facile e intuitiva fino al primo magnifico punto di vista sui torrioni che da qui distano poche decine di metri. Mi fermo ad ammirare, è valsa la pena di giungere fin qui… Qui inizia anche la pietraia e il terreno comincia ad essere instabile, per di più la vegetazione si infittisce parecchio e non è facile decidere dove proseguire. Decido di tagliare verso il bordo del crinale, qui dovrebbero essere i punti di vista migliori sui torrioni ed è un riferimento preciso per non perdersi. I punti di vista migliori in effetti ci sono e anche una traccia di sentiero sembra continuare seppur invasa dalle spine… Con qualche variazione sul percorso riesco però a passare e giungo a toccare il primo torrione, qui un’altra traccia del passaggio umano: alcuni sassi messi a scaletta aiutano a superare un passaggio che porta sopra al torrione in questione. Qui mi fermo a mangiare e rifletto, nel frattempo, sul da farsi, o almeno vorrei farlo, perché, nel frattempo mi telefona mio figlio che vorrebbe che tornassi…Dopo la telefonata il campo delle decisioni possibili si restringe parecchio e decido quindi di tornare sui miei passi… In ogni caso proseguire dal punto in cui sono arrivato, per tentare di ricongiungersi coll’itinerario di cresta in discesa dalla Punta Alzabecchi e chiudere quindi un anello tornando a valle per la strada asfaltata, sembra impossibile, non si intravede il minimo spiraglio nella vegetazione… Resterebbe la possibilità di ridiscendere fino all’inizio della pietraia e provare a tagliare sulla destra (scendendo) e quindi riprendere a salire; guardando dal basso e le foto a casa sembra una possibilità concreta, perlomeno per arrivare sulla vetta ardita e senza nome… poi, proseguire fino alla cresta sembra presentare di nuovo qualche difficoltà, non scorgendosi spiraglio tra la vegetazione (ma forse questo punto è troppo lontano per vederlo bene…). Sarebbe sicuramente una bella esplorazione, resta il dubbio se ne vale la pena: i migliori punti di vista sui torrioni credo di averli trovati e non sono tanto invogliato, quindi, a rischiare di perdermi, per inventare un sentiero che non esiste, perlomeno da solo… Se invece ci fosse qualche altro pazzo come me, sarei ben contento di realizzare questo strano progetto… Rientro quindi velocemente alla macchina rinunciando anche a fare il previsto salto alla Grotta dei Bausi Rusci (proprio di fronte alle Cave Marchisio) pur di far contento mio figlio e tornare presto… D’altronde sono proprio contento anche così, sento di aver scoperto qualcosa di speciale (almeno per me…) e la gioia di averlo fatto mi accompagnerà almeno fino alla prossima gita, è inutile cercare di aggiungere qualcos’altro… Ah quasi dimenticavo, la vetta senza nome: io sulle cartine che ho il nome non l’ho trovato e, anche quando avevo chiesto ad una sezione CAI del posto non me lo avevano saputo dire, qualcuno di voi sa se ha un nome? Secondo me lo merita….