Il messaggio è stato inoltrato correttamente!


 - 

Punta Marguareis anello per il Passo delle Mastrelle da Carnino Superiore

Punta Marguareis anello per il Passo delle Mastrelle da Carnino Superi...

06-09-2009
Carnino Superiore (1400) – Gola Chiusetta (1845) – Rifugio Don Barbera (2085) - Col Gaina (2358) – Marguareis (2651) – Colle Palù (2485) - Passo Mastrelle (2023) – Carnino Superiore (1400).
17 Km. circa.
circa 1300 metri.
15 (gita sociale CAI Bolzaneto) e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Leggi il racconto
il percorso presenta ben poche difficoltà, tanto da rientrare, secondo me, soltanto per un soffio nell’EE, per escursionisti esperti, e, anzi, non credo sarebbe uno scandalo considerarlo semplicemente E, per escursionisti medi, perlomeno nelle perfette condizioni atmosferiche in cui l’abbiamo percorso: con nebbia, pioggia o neve, il discorso cambierebbe e non di poco…
Da Genova fino a Savona e quindi all’uscita di Ceva sulla Savona-Torino. Da ceva si prende per Garessio, Ormea e Colle di Nava. Raggiunta Ormea si continua verso il Colle di Nava. Giunti a Ponte di Nava, invece di svoltare sulla ss28 per il colle, si prosegue dritti per Viozene sulla sp154. In 10 Km si arriva a Viozene e dopo altri 5 Km si arriva al bivio per Carnino che si imbocca sulla destra. Percorriamo quindi quasi un Km e mezzo e giungiamo quindi a un bivio, dove prendiamo sulla sinistra per Carnino Superiore, mentre a destra andremmo a Carnino Inferiore, di pochi metri più basso; proseguiamo quindi per soli 300 metri e parcheggiamo quindi a Carnino Superiore.
dal parcheggio prendiamo a destra il sentiero segnato per il Rifugio Don Barbera, che passa subito in mezzo alle case, quindi lasciamo a sinistra il bivio per Upega e continuiamo verso dritti verso il Rifugio, incontrano subito un ponticello sotto una bella cascata. Dopo un km incontriamo quindi una fonte sul sentiero, e quindi, in località Pian Ciucchea, troviamo il bivio a destra per il Passo Mastrelle, da cui torneremo, per proseguire ancora dritti, giungendo così ai prati della Chiusetta. Attraversata la zona pascoliva pianeggiante, giungiamo alla Gola della Chiusetta, dove il sentiero riprende a salire sulla sinistra del torrente, caratterizzato in questo punto da bei campi solcati. Volendo si possono visitare i campi solcati passando poco sotto il sentiero e quindi risalendoli sulla sinistra per ripido pendio prativo e ricongiungersi al sentiero. Giungiamo quindi ad una nuova zona pianeggiante prativa, sulla destra della quale, una ventina di metri sopra il sentiero, si notano due grotte, che in altra gita sono andato a visitare, ma che non presentano particolari motivi di interesse, finendo dopo pochissimi metri. In questo punto troviamo comunque un bivio, dove si può indifferentemente salire sul sentiero a destra o a sinistra del torrente, noi abbiamo scelto quello di destra, giungendo in breve al Rifugio Don Barbera. Dal Rifugio si prende a destra per il Col Gaina ed il Marguareis, seguendo quindi il ripido sentiero fino in vetta. Dalla vetta scendiamo verso sud-est per la via normale, giungendo quindi ad un bivio dove prendiamo a sinistra per il Colle Palù. Raggiunto il colle, nei pressi del quale troviamo anche qualche staffa metallica ad agevolare il percorso, continuiamo sull’unico sentiero fino ad incrociare quello in discesa dal Colle del Pas, che imbocchiamo verso destra, scendendo così fino al Colle Mastrelle, affiancato sulla destra dal caratteristico masso chiamato “Cappello di Napoleone”. Scendiamo quindi dal Passo fino a raggiungere il sentiero dell’andata, che percorriamo a ritroso fino al parcheggio.
grandioso panorama sulle alpi marittime e sulle zone carsiche sottostanti, ma, a mio parere, non la via più interessante per giungere in vetta, ho preferito in effetti sicuramente la salita dal Passo Scarason, descritta in altra pagina di questo sito.
06-09-2009
Carnino Superiore (1400) – Gola Chiusetta (1845) – Rifugio Don Barbera (2085) - Col Gaina (2358) – Marguareis (2651) – Colle Palù (2485) - Passo Mastrelle (2023) – Carnino Superiore (1400).
17 Km. circa.
circa 1300 metri.
15 (gita sociale CAI Bolzaneto) e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Leggi il racconto
Torna all'escursione

Punta Marguareis anello per il Passo delle Mastrelle da Carnino Superiore


Finalmente una gita in compagnia! E’ bello soprattutto avere qualcuno con cui parlare e condividere le emozioni, ma anche qualcuno (più prosaicamente) che ti aiuti a rimanere sveglio in macchina (se guidi…) o a non farti assalire da paranoie di ogni genere quando ti trovi solo con la montagna e non incontri nessuno per tutto il giorno… E’ stata una scelta dura quella di andare da solo e ogni volta la rimetto in discussione e ogni volta mi riprometto che sarà l’ultima, ma so, dentro di me, che non sarà così… 15 Anni fa facevo solo le gite CAI, poi solo le gite con la famiglia, sono troppi anni che rimando quello che voglio fare veramente, adesso che ho iniziato a rimediare è troppo difficile rinunciare a quel senso di ebbrezza e di libertà sconfinata che mi dà il poter andare dove voglio, quando e quanto voglio… Certo quando le 2 cose coincidono (compagnia e meta desiderata) è il massimo e, così, non posso farmi sfuggire la gita sociale al Marguareis, destinazione da troppo tempo rimandata… E’difficile però, se non quasi impossibile, trovare qualcuno che abbia il mio stesso modo di ‘sentire’ e ‘vivere’ la montagna, è però forse questa una ricchezza in più che offre la compagnia: posso ascoltare nuovi punti di vista e nuove sensazioni, accorgermi di cose che ‘guardavo’ e non ‘vedevo’ e, col tempo, posso assimilarle e farle mie… Bellissimo certamente: cresco e imparo, ma continuo a fare le gite da solo… almeno per il momento, perché, comunque, non rinuncio; non rinuncio, tra l’altro, ad esprimere, anche qui in rete, il mio pensiero e le mie emozioni… Ancora una volta mi sono perso, non mi succede solo sui sentieri quindi… Veniamo dunque ai fatti concreti: Partenza alle 5,30 da Bolzaneto e inizio gita da Carnino intorno alle 8. Nella prima parte si attraversa il paese e sono presenti varie fonti. Si giunge poi a una zona di pascoli e prati sotto pareti imponenti e si incominciano a intravedere le prime manifestazioni del carsismo: bellissimi campi solcati e 3 grotte sulla destra che, se non fossi in gita sociale, sarei andato subito ad esplorare, di fronte a noi un bel pilastro inclinato, di cui mi piacerebbe sapere il nome, per fissarlo meglio nella memoria… Arriviamo quindi al Rifugio Don Barbera e, dopo, una sosta ripartiamo verso la vetta, che dista quasi 600 metri di dislivello. Nel frattempo il vento da nord, come tutti speravamo, ha vinto la sua battaglia sulle nuvole che incorniciavano la cima e siamo ormai sicuri che niente ci impedirà di gioire dello splendido panorama di vetta che ci può offrire una limpida giornata di settembre… Subito dopo il Rifugio il terreno si fa magnifico: roccia pura, senza erba ne altra vegetazione a contaminarla, roccia bucata e fessurata in ogni dove, proprio come piace a me… La salita è facile e guardandosi indietro lo spettacolo è grandioso: 2 grandi balze bianche calcaree, un po’ di nebbia residua a fondovalle e sullo sfondo a chiudere tutto lo scenario, nitidissime, le Alpi Marittime… La nebbia ci sta proprio bene, insieme alle balze in primo piano crea un senso prospettico di tridimensionalità a cui le mie parole non sanno rendere giustizia, ma magnifico a vedersi… Si sale ora un po’ più ripidamente, forse si sconfina nel EE, come da programma, ma non c’è nessuno problema, tranne quello di salire guardando indietro… Al Col Gaina ci si schiude anche lo sguardo verso Est, bello anche quello, ma noi non riusciamo a smettere di guardare verso ovest… Dal colle arriviamo in breve in vetta: sono le 12,15, i tempi sono stati rispettati e, per una gita sociale, non si poteva pretendere molto di più… Dalla vetta il panorama è sempre grandioso verso ovest, ma la nebbia ormai quasi del tutto diradata e la maggiore altezza, lo rendono più distante e meno vivo di quanto ammirato durante la salita. Migliora notevolmente invece il panorama nelle altre direzioni, schiudendoci alla vista le altre vette delle marittime e i precipiti dirupi della cresta del Marguareis; A nord si scorge il Monterosa, nitido, ma troppo piccolo per essere protagonista della vista di vetta… Dopo un’ora partiamo per la discesa verso la Capanna Saracco Volante e il Passo delle Mastrelle. L’ambiente carsico è sempre affascinante e vi sono innumerevoli doline e inghiottitoi e, più in basso, superata la capanna, una bellissima parete, stupendo esemplare di campi solcati, ciò non toglie che, forse, anche per il panorama, io abbia preferito il percorso dell’andata. Superato il Passo delle Mastrelle, caratterizzato da un grande masso che pare abbia nome ’cappello di Napoleone’, si scende rapidamente e ripidamente verso il sentiero dell’andata, avendo ormai esaurito la parte più interessante dell’itinerario.