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Gola delle Fascette da Upega

Gola delle Fascette da Upega

Percorso Inedito
16-06-2008
Upega (1300) – Ponte Negrone (1290) – Garb del Butau (1280) – Ponte Negrone (1290) – Upega (1300).
6,5 Km. circa.
100 m. scarsi.
Erika e soundofsilence.
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Tutto più o meno EE, per escursionisti esperti, tranne la strada: in particolare la discesa al Ponte Negrone, su traccia ripida, poi probabilmente anche i tratti nel torrente e le deviazioni fuori sentiero, nonché forse anche la prima parte del sentiero verso Il Passetto, forse un poco esposto, ma i ricordi a distanza di tanto tempo sono un po’ confusi e, inoltre, la situazione potrebbe essere cambiata.
da Genova fino Savona con l’A10 e quindi fino a Ceva con la Savona-Torino. Da Ceva si prende per Garessio, Ormea e Colle di Nava. Raggiunta Ormea si continua verso il Colle di Nava. Giunti a Ponte di Nava, invece di svoltare sulla ss28 per il colle, si prosegue dritti per Viozene sulla sp154. In 10 Km si arriva a Viozene e si continua, lasciando a destra la deviazione per Carnino. Si giunge quindi a Upega dove parcheggiamo in uno spiazzo della sinistra subito prima di un ponte.
allego racconto dell’epoca da cui si può desumere il percorso fatto, ma, come detto, meglio integrare il percorso con le varianti suggerite nelle Conclusioni.
a distanza di tanti anni non è stato facile ricostruire il percorso e credo comunque non si tratti del miglior percorso effettuabile in zona, vi è comunque, per esempio, una traccia che permette di evitare l’asfalto poco più di 100 metri dopo il parcheggio e che arriva fino al Ponte sul Negrone. Inoltre è consigliabile estendere il giro, o scendendo dal Passetto, o salendo una delle Cime Cantalupo, Piancavallo o Bric Scravaglion. Spero di tornare presto per completare l’esplorazione e fare un percorso più logico.
Percorso Inedito
16-06-2008
Upega (1300) – Ponte Negrone (1290) – Garb del Butau (1280) – Ponte Negrone (1290) – Upega (1300).
6,5 Km. circa.
100 m. scarsi.
Erika e soundofsilence.
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Gola delle Fascette da Upega


Fidandoci di una sedicente webcam del rifugio Mongioie che ci mostra la mattina alle 8 uno splendido sole, decidiamo di partire alla volta delle Alpi Liguri nonostante le previsioni inclementi. Dello splendido sole purtroppo non troveremo traccia, ma, dopotutto, nemmeno ci bagneremo, penso non si potesse pretendere di più di questi tempi… Arriviamo quindi verso le 11 ad Upega e parcheggiamo nel grande spiazzo subito prima del paese, da qui poco più di un centinaio di metri sulla strada ci portano a una deviazione sterrata sulla destra che scende verso il Negrone. Seguiamo quindi per qualche centinaio di metri il torrente in cerca di un ponte che dovrebbe portarci sull’altra sponda. Invece del ponte troviamo però un cartello che indica l’inizio del sentiero EE per la Gola delle Fascette. Constatiamo quindi che il cartello è in perfette condizioni, ma non altrettanto purtroppo si può dire del ponte… In effetti del ponte ne manca più di metà e l’attraversamento dell’impetuoso torrente ci sembra al di sopra delle nostre possibilità. Decidiamo quindi di ritornare sulla strada e scendere più a valle per trovare il ponte che dovrebbe esserci alla fine del sentiero in questione, per vedere se si può fare l’itinerario al contrario. Nel risalire sulla strada ci sembra di vedere un punto dove si può attraversare e ridiscendiamo al torrente, in realtà ci siamo sbagliati: la limitata visuale dall’alto ci ha fatto sembrare un semplice restringimento del torrente un punto di facile passaggio, comunque, probabilmente, quando il negrone è meno in piena, da questo punto (poco più a valle del ponte distrutto) si dovrebbe riuscire ad attraversare. Risaliamo di nuovo quindi sulla strada e scendiamo cercando di vedere se vi siano altre possibilità di attraversamento. Lungo la strada incrociamo la Grotta della Scala, qualche metro sopra l’asfalto, si potrebbe, con un piccolo sforzo e grazie alle corde in loco, riuscire ad entrare, ma il tempo incomincia già a scarseggiare, considerando anche che il crollo del ponte a monte (bella rima..) potrebbe raddoppiare la nostra camminata, in ogni caso non ho nessuna notizia sullo sviluppo e le difficoltà della grotta in questione e, quindi, se qualcuno ne sa qualcosa gliene sarei grato… Proseguendo arriviamo di fronte al grande antro della Chiocciola (o Arma Ciosa) e qui, mentre studiamo, come poter scendere al torrente, visto che ci sembra il punto migliore, ci accorgiamo che qualcun altro deve averla pensata come noi, visto che poco più a valle scorgiamo il cartello gemello di quello sul ponte crollato che indica una traccia che scende appunto al torrente sempre come sentiero EE della Gola delle Fascette. Lo prendiamo quindi e constatiamo che qui il ponte è in perfette condizioni, forse perché qui di acqua non ce ne passa granchè. Incoraggiati comunque dalla solidità del ponte ci intratteniamo sul medesimo a fotografare le bellissime marmitte presenti sopra e sotto il predetto manufatto architettonico. Proseguiamo quindi in salita fino ad un bivio, segnalato o forse dire sbarrato rende meglio l’idea, da alcuni tronchi e rami, che non si capisce, appunto, se vogliano chiudere il bivio in discesa o rinforzare il sentiero principale. Il bivio in questione, come si intuisce facilmente a vista, porta al sottostante spettacolare Garb del Butau, dove il Negrone scompare sottoterra. Arriviamo quindi al predetto inghiottitoio e percorriamo a valle il letto secco del torrente fino ad alcune corde fisse soprastanti un laghetto, queste portano all’Arma del Lupo Inferiore, ma purtroppo mentre tento di verificare se è proprio così, mia moglie vede muoversi un piantone del filo metallico a cui mi sono attaccato e mi convince a tornare indietro… In ogni caso, guardando successivamente dall’alto del sentiero l’Arma del Lupo Inferiore risulta ampiamente allagata, non è invece allagata l’Arma del Lupo Superiore (anche se perché così fosse ci sarebbe seriamente da preoccuparsi) che vediamo occhieggiarci sempre dall’alto del sentiero, grotta che per me rappresenta un sogno proibito visto che non avrò mai la capacità di arrampicatorie per arrivarci… Sarebbe comunque interessante tornare (accidenti non c’è mai una gita in cui non mi rimane niente in sospeso), perché con l’asciutto, da questo punto credo si possa avere accesso oltre che all’Arma del Lupo, forse un po’ troppo speleo per i miei gusti, anche alla Chiocciola di fronte. Dopo mangiato torniamo quindi sul sentiero principale e arriviamo fino al punto più alto, da dove poi il sentiero dovrebbe iniziare a scendere, dico dovrebbe perché non si riesce ad individuare bene dove passi il sentiero, sembra comunque si possa scendere per la massima pendenza anche se non sono sicuro che il sentiero segua questa via. In effetti leggendo poi a casa una guida sembrerebbe che dopo il punto più alto (nominato come il Passetto a 1300 circa di quota) il sentiero dovrebbe proseguire per un po’ in piano, anche se ricordando, sempre da casa, non capisco bene che itinerario possa effettivamente seguire e la discesa diretta continua a sembrarmi la via migliore, dopo quella, come abbiamo fatto noi, di tornare indietro, visto che tanto il ponte crollato non avrebbe consentito di completare l’anello, e che, per di più, quest’ultima parte, abbandonata ormai la Gola delle Fascette, non sembra molto interessante e si abbraccia quasi tutta a vista dall’alto del Passetto in questione. In ogni caso la mancanza di tracce in discesa mi fa venire il dubbio che questa parte non sia più percorsa e che il ponte non sia crollato adesso come supponevo, ma già da tempo. Torniamo quindi al Ponte (quello intero) e qui facciamo una breve digressione a valle che ci offre belle vedute sulle marmitte. Ritornati sulla strada proseguiamo ancora sulla strada fino al Garb dla Fus, peccato che il sentiero non arrivi fino a qui, dopotutto è proprio qui che si ha il panorama più bello… Torniamo quindi indietro sulla strada asfaltata accorgendoci di quanta poca strada abbiamo percorso col sentiero….. Ma va bene così, perchè appena saliti in macchina inizia a piovere....