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Garbo del Manco anello da Viozene

Garbo del Manco anello da Viozene

Percorso Inedito
16-06-2009
Viozene (1230) – Rifugio Mongioie (1550) – Garbo del Manco (1830) – Sorgenti delle Vene (1530) – Viozene (1230) per il 6B.
11,6 Km. circa.
650 m. circa.
Andrea e soundofsilence.
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E, per escursionisti medi.
Da Genova fino a Savona e quindi all’uscita di Ceva sulla Savona-Torino. Da ceva si prende per Garessio, Ormea e Colle di Nava. Raggiunta Ormea si continua verso il Colle di Nava. Giunti a Ponte di Nava, invece di svoltare sulla ss28 per il colle, si prosegue dritti per Viozene sulla sp154. In 10 Km si arriva a Viozene e si parcheggia di fronte a una chiesa/cappella sulla strada principale, dove sono presenti numerosi posti e anche cartelli indicatori dei sentieri.
Da Viozene si sale per la ripida stradina cementata a fianco della chiesetta e, quindi, dopo 100 metri, all’incrocio con una stradina asfaltata che attraversa il paese, si prende a destra in salita. In breve la strada si trasforma in sentiero. Si segue il sentiero segnato fino a sboccare su un vasto pianoro, dove, svoltando a sinistra, si raggiunge, in breve, il già visibile Rifugio Mongioie. Dal Rifugio si continua dritti in direzione Colla di Carnino, Sorgenti delle Vene, su un’ampia sterrata e, dopo neanche 300 metri, si arriva ad un bivio, dove prendiamo la sterrata sulla destra, mentre lasciamo quella che scende a sinistra. Seguiamo quindi la nuova sterrata fino al suo termine, presso un grande alpeggio. Dall’alpeggio continuiamo su traccia nella stessa direzione, quindi pieghiamo a destra sulla massima pendenza, dirigendoci verso l’evidente buco del Garbo del Manco, al quale continuiamo ad avvinarci fino a che ne abbiamo voglia. Torniamo quindi sui nostri passi fino al bivio fra le due sterrate, ed imbocchiamo quella in discesa. Seguiamo quindi la sterrata per poco più di 250 metri, quindi prendiamo a destra il sentiero per la Colla di Carnino. Dopo oltre un km. incontriamo quindi a sinistra il sentiero 6b, che useremo per tornare, ma ora procediamo ancora per quasi 700 metri, fino ad un bivio a destra, che porta alla Grotta delle Vene. Nell’occasione non l’avevo percorso tutto, non avendone le forze, ma volendo, la grotta non è distante. Si torna quindi indietro sui propri passi fino al sentiero 6b, che percorso senza deviazioni, riporta a Viozene e quindi al parcheggio con un breve tratto di asfalto verso sinistra.
gita indubbiamente un po’ troppo corta e non completa, causa stato fisico precario per malattia, che porta però comunque a visitare posti interessanti.
Percorso Inedito
16-06-2009
Viozene (1230) – Rifugio Mongioie (1550) – Garbo del Manco (1830) – Sorgenti delle Vene (1530) – Viozene (1230) per il 6B.
11,6 Km. circa.
650 m. circa.
Andrea e soundofsilence.
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Garbo del Manco anello da Viozene


Altra gita a formato ridotto, probabilmente l’ultima, per fortuna, ma basta e avanza comunque a stancarmi nelle mie condizioni attuali. Sulla gita c’è poco da dire: oltrepassato il Rifugio Mongioie la deviazione per il Garbo del Manco è indicata chiaramente da un cartello, non si sa bene dove termini però… Probabilmente la traccia, pur facendosi incerta, porta fino in cima alle Rocce del Manco e comunque, ove anche termini, non pare difficile raggiungere la cima, almeno a chi abbia le forze che io oggi non ho… Mi fermo quindi al secondo ripiano erboso sotto il Garbo (200-300 metri sopra di dislivello sopra il Rifugio), si potrebbe avvicinarsi ancora, ma sarà per un’altra volta… Tornati indietro, ci fermiamo a mangiare sul primo e panoramico ripiano erboso e quindi ridiscendiamo al bivio per il Garbo. Qui lascio mio figlio che vuole tornare indietro perché ha male alle ginocchia; cerco invano di spiegargli che se proseguiamo per la Grotta delle Vene poi il ritorno per il 6B dovrebbe essere anche più veloce, ma non riesco a convincerlo… Ci dividiamo quindi per ritrovarci poi a Viozene. A posteriori mi dispiace di averlo lasciato solo, non era giusto e non valeva la pena rinunciare a 2 ore di compagnia per soddisfare la mia mania di esplorazione, tutto sommato ci saranno ancora occasioni e sicuramente valeva di più spendere quel tempo con mio figlio… Sul momento però questo pensieri non mi sfiorano nemmeno, mi sembra così a portata di mano la Grotta che sarebbe un delitto non andarci… Così ci vado, ma la giusta punizione è che non trovo la grotta e che vado in crisi, ipoglicemica probabilmente, e il ritorno, pur in discesa, sarà particolarmente duro… L’unica soddisfazione sarà quella di essere riuscito finalmente a fare delle foto decenti del Papilio Machaon, bellissima farfalla bianca-nera-rossa-blu (praticamente come la Sampdoria), una delle poche che mi era sempre sfuggita… Bella impresa resterà comunque quella di non aver trovato la grotta (per la quale mi ero portato anche l’attrezzatura per l’esplorazione) nonostante il cartello che la indica… In effetti pochi metri dopo il cartello il sentiero si divide in 2 tracce, entrambe segnate: quella di sinistra porta a oltrepassare le Sorgenti delle Vene e quindi si ricollega al vecchio sentiero per Carnino sostituendo il tratto del ponte crollato, quella di destra risale una gola tra 2 roccioni, ma a metà della stessa (pur essendo poco più di dieci metri di dislivello…) mi siedo senza forze e incomincio a pensare che ho sbagliato a lasciare Andrea da solo e che è giusto che a questo punto ritorni… Non è una decisione facile comunque: c’è una parte di me che vorrebbe andare avanti sempre e comunque, fino alla morte se necessario, ma questa volta, stranamente, non ha la meglio… Torno così indietro e prendo il sentiero 6B per tornare a Viozene, sarà veramente difficile, non ho proprio più forze, ma, tutto sommato, in questi giorni ci sono state cose anche più difficili…