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Cresta del Ferà anello per il Passo del Lagarè da Upega

Cresta del Ferà anello per il Passo del Lagarè da Upega

Percorso Inedito
13-07-2017
Upega (1325) – Dente di Carnino (1945) – Rocca del Ferà (2215) – Il Ferà (2245) – Passo Framargal (2180) - Colle dei Signori (2115) – Selle di Carnino (1905) – Prato della Chiusetta (1830) – Passo Lagarè (1750) - Upega (1325).
17,8 Km. circa; da considerare che la Cresta del Ferà e, soprattutto, il sentiero non segnato che dai prati della Chiusetta porta verso Upega richiedono molto più tempo di quanto la lunghezza possa far supporre, data la difficoltà a camminare e a seguire il percorso giusto. Io, comprese soste, ho compiuto comunque l’anello in circa 7 ore.
1200 m. circa.
soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, fino all’inizio del sentiero per la cresta del Ferà. La prima parte del sentiero della cresta è semplice, ma non chiara e le difficoltà principali sono nel seguire l’esile traccia, ma direi che restiamo nell’E. La Cima del Caplet è F, alpinistico facile, presentando qualche passo di arrampicata, comunque semplice, ma su terreno su cui fare attenzione. Il successivo tratto di cresta del Ferà rimane E se si seguono i bolli rossi, ma se ci si mantiene in cresta anche dove il sentiero se ne discosta si trovano tratti molto esposti e con passi di I grado che possono essere classificati EE, per escursionisti esperti, o F a seconda dei tratti. Diciamo comunque che, volendo, si può rimanere nell’E fino al Torrione Mader; qui il sentiero aggira il Torrione sulla destra, su una cengia erbosa esposta ma facile ed attrezzata con cavo metallico, comunque EE. EE quindi la salita alla Rocca del Ferà se fatta da sotto (sud) e non tornando indietro dalla facile cresta erbosa. Dopo la Rocca del Ferà troviamo un nuovo tratto di cengia veramente molto esposto e delicato, EE sicuramente, ma da non sottovalutare perché pur non presentando difficoltà tecniche si passa su un sentierino molto stretto e assai esposto, da evitare assolutamente con neve e o terreno bagnato. E poi il percorso fino al Colle dei Signori e quindi la discesa fino al prato della Chiusetta. EE non semplice poi il sentiero che ci riporta verso Upega date le condizioni di detto sentiero, infrascato nella prima parte, sempre appena visibile (a volte con un po’ di fantasia), sempre assai stretto e spesso scomodo e\o pericoloso per la traccia dilavata e scivolosa. E poi la discesa finale verso Upega già affrontata all’andata. Sarebbe in ogni caso altamente consigliabile essere muniti di GPS e relativa traccia per riuscire a seguire più agevolmente il sentiero sopra descritto senza perdersi nel bosco.
da Genova fino Savona con l’A10 e quindi fino a Ceva con la Savona-Torino. Da Ceva si prende per Garessio, Ormea e Colle di Nava. Raggiunta Ormea si continua verso il Colle di Nava. Giunti a Ponte di Nava, invece di svoltare sulla ss28 per il colle, si prosegue dritti per Viozene sulla sp154. In 10 Km si arriva a Viozene e si continua, lasciando a destra la deviazione per Carnino. Si giunge quindi a Upega dove, subito prima di un ponte, si prende a destra e dopo neanche 100 metri troviamo un ampio spiazzo dove parcheggiare.
dal parcheggio si continua sulla stradina asfaltata (volendo la si può anche percorrere in macchina che 250 metri più avanti c’è un piccolo slargo alla fine della stradina in cui parcheggiare) che compie un tornante verso destra e finisce dopo ulteriori 130 metri; qui troviamo i cartelli indicatori dei sentieri e li seguiamo prendendo a sinistra su una scalinata. In breve la scalinata si trasforma in sentiero e passiamo subito vicino ad un’edicola votiva, per poi lasciare a destra il bivio per la Palestra di Roccia. Continuiamo quindi a salire sul sentiero segnato fino a giungere nei pressi di un poggio erboso a quota 1730 circa. Qui notiamo un paletto di legno e se guardiamo bene a terra troviamo il cartello che indica la Cresta del Ferà, dobbiamo quindi prendere la ripa erbosa a sinistra seguendo alla bene e meglio vaghe tracce nell’erba. Giunti in cima alla ripa erbosa notiamo una cima rocciosa sulla destra, che raggiungiamo con breve arrampicata, si tratta del Dente di Carnino, nonostante la croce in cima riporti scritto Cima Caplet. Torniamo quindi indietro e riprendiamo a salire verso destra una nuova ripa erbosa. Dopo poco incontriamo un grosso cippo di pietra con un bollino rosso (Si tratta della Cima Caplet) e da qui in poi potremo seguire i segnavia, oltrechè il filo di cresta. Il filo di cresta appunto si fa subito roccioso ed esposto e lo possiamo affrontare o passare sotto seguendo i bolli rossi. Riprendiamo poi i bolli rossi che scendono un poco nel bosco per evitare un tratto di cresta parecchio infrascato. Giungiamo quindi ad una zona prativa sormontata ancora da una cresta rocciosa, qui i bolli rossi passano nel prato, ma è più consigliabile seguire la panoramica cresta quasi integralmente dato che non presenta grosse difficoltà, eccetto alcuni punti dove la vegetazione rende difficile il passaggio, ma che possono essere evitati. Continuando in cresta rincontriamo poi i bolli rossi e iniziamo a salire verso la Rocca del Ferà. Vi giungiamo a quota 2215, sulla vetta solo un piccolo ometto, da cui abbiamo di fronte il Dente e il Torrione Mader e quindi il Ferà. Una breve discesa ci porta al Dente, che costeggiamo sulla destra insieme all’omonimo torrione. Passiamo qui un breve tratto attrezzato su cenge erbose e quindi arriviamo sotto Il Ferà, che abbiamo sulla destra. Qui una scritta rossa su un masso indica di salire per Il Ferà appunto, ma punta ad un “minaccioso” canalino erboso e quindi io ho preferito traversare ancora qualche metro e quindi salire per ripidi prati fino al crinale e quindi brevemente a destra sulla cima. Dalla cima si continua facilmente in cresta per poi scendere verso un’insidiosa cengetta erbosa che ci porta a salire brevemente ad una nuova cimetta erbosa, oltre la quale giungiamo al Passo Framargal e quindi alla soprastante sterrata che imbocchiamo verso destra, in leggera salita. Seguiamo quindi lungamente la sterrata, passando sotto la Cima Pertegà (che volendo si può anche salire), fino a giungere al Colle dei Signori. Dal Colle dei Signori prendiamo la sterrata sulla destra che scende verso le Selle di Carnino; tagliamo magari per facili prati qualcuno degli ampi tornanti per giungere quindi ai prati pianeggianti delle Selle di Carnino, dove la sterrata finisce e dobbiamo traversare a sinistra per prati per raggiungere il sentiero in discesa dal Rifugio Don Barbera e diretto verso Carnino. Seguiamo quindi il nuovo sentiero segnato giungendo alla Gola della Chiusetta e ai successivi sottostanti prati, al termine dei quali, dobbiamo lasciare il sentiero segnato per prendere a destra seguendo una traccia appena accennata (scritta S1 o qualcosa di simile su un masso) . La traccia è nella prima parte è quasi invisibile e infrascata e bisogna fare molta attenzione ad “indovinare” dove passare. Diventa poi più chiara (ma mai segnata) e si affrontano un paio di salite di una quarantina di metri di dislivello. Si attraversano poi lungamente dei boschi in cui bisogna fare molta attenzione a non perdere l’esile traccia, per giungere quindi ad un cartello, al passo Lagarè, che indica sulla sinistra per Carnino, mentre noi dobbiamo affrontare un’ultima e ripida salita, ma finalmente su sentiero chiaro e largo, e quindi traversare un rio evitando una frana, per poi giungere finalmente al sentiero percorso all’andata che ripercorriamo in discesa fino alla macchina.
giro interessante su una cresta selvaggia e solitaria che oltretutto offre sempre bei panorami sulla cresta stessa e sulle vicine cime dello spartiacque principale (Marguareis, Pian Ballaur, Saline e Mongioie), peccato per il fastidioso sentiero del ritorno assai ostico da percorrere e seguire, potrebbe quindi essere meglio effettuare l’anello partendo da Carnino, il che dovrebbe evitare il problema, offrendo gli stessi panorami.
Percorso Inedito
13-07-2017
Upega (1325) – Dente di Carnino (1945) – Rocca del Ferà (2215) – Il Ferà (2245) – Passo Framargal (2180) - Colle dei Signori (2115) – Selle di Carnino (1905) – Prato della Chiusetta (1830) – Passo Lagarè (1750) - Upega (1325).
17,8 Km. circa; da considerare che la Cresta del Ferà e, soprattutto, il sentiero non segnato che dai prati della Chiusetta porta verso Upega richiedono molto più tempo di quanto la lunghezza possa far supporre, data la difficoltà a camminare e a seguire il percorso giusto. Io, comprese soste, ho compiuto comunque l’anello in circa 7 ore.
1200 m. circa.
soundofsilence.
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