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Cresta del Ferà e Cima Pertegà anello per Colle Selle Vecchie da Upega

Cresta del Ferà e Cima Pertegà anello per Colle Selle Vecchie da Upe...

Percorso Inedito
21-11-2022
Upega (1295) – Cima Caplet (2035) – Rocca del Ferà (2230) – Il Ferà (2260) – Passo Framargal (2179) – Cima Pertegà (2404) – Croce Pertegà (2400) – Colle Selle Vecchie (2099) – Case Nivorina (1600) - Upega (1295).
14,8 Km. circa.
1300 m. circa.
Ornella, Em, Maury76 e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi fino ai piedi del Dente di Carnino (la cui salita facoltativa è F, alpinistico facile), EE, per escursionisti esperti la successiva cresta del Ferà, quasi sempre facile e camminabile, ma con alcuni punti ripidi in cui usare le mani e prestare attenzione; in particolare troviamo poi un tratto attrezzatto con cavo (non indispensabile con terreno non scivoloso) nei pressi del torrione Mader, su un tratto di sentiero stretto e ripido, ma non difficile, mentre più difficile è la successiva stretta cengia scendendo dal Ferà, punto che richiede molta attenzione, lo spazio in cui passare è veramente poco. E, per escursionisti medi il successivo tratto fino in cima alla Pertegà, mentre la discesa senza traccia e su terreno abbastanza ripido fino al Colle Selle Vecchie è sicuramente EE, per escursionisti esperti. Tutto il resto E.
da Genova fino Savona con l’A10 e quindi fino a Ceva con la Savona-Torino. Da Ceva si prende per Garessio, Ormea e Colle di Nava. Raggiunta Ormea si continua verso il Colle di Nava. Giunti a Ponte di Nava, invece di svoltare sulla ss28 per il colle, si prosegue dritti per Viozene sulla sp154. In 10 Km si arriva a Viozene e si continua, lasciando a destra la deviazione per Carnino. Si giunge quindi a Upega dove, subito prima di un ponte, parcheggiamo nello spazio sulla destra.
dal parcheggio prendiamo la strada asfaltata sulla destra di quella da cui siamo venuti. Dopo poco più di 150 metri troviamo un bivio a sinistra in corrispondenza di un parcheggio, ma noi continuiamo dritti a destra e, poco più avanti, prima di una curva pronunciata verso destra, troviamo una carrareccia che si diparte a sinistra, ma noi proseguiamo ancora a destra su asfalto, arrivando quindi ad un nuovo parcheggio piastrellato, mentre noi prendiamo una scalinata a sinistra, dove cominciano i segni biancorossi che dobbiamo seguire. La scalinata si trasforma subito in sentiero, che seguiamo in salita costante fino ad arrivare ad un bivio con cartelli (in località Pian della Ciappa), dove a destra è indicato per Carnino, mentre noi prendiamo il più esile sentiero a sinistra (indicazioni per Rocca Ferà e Passo Framargal) che sale ripidamente un pendio erboso. Continuiamo quindi la ripida salita fino a giungere alla base della Cima rocciosa del Dente di Carnino, che volendo possiamo salire con una breve, ma non facile (F, alpinistico facile), deviazione sulla destra. Riprendiamo quindi a salire sulla traccia, segnata di quando in quando con bolli rossi, giungendo in cima al pendio dove troviamo un cippo a piramide. Proseguiamo quindi su cresta che subito si fa rocciosa ed esposta, ma si può aggirare col sentiero che passa sotto a destra. Continuiamo quindi con alcuni saliscendi in cresta e, giunti a quota 2000 circa, il sentiero continuerebbe dritto a destra, mentre noi abbiamo salito un ripido prato a sinistra per salire la Cima del Caplet che in breve raggiungiamo. Dalla cima seguiamo il crinale e quindi pieghiamo a destra per ricongiungerci al sentiero con bolli rossi. Nel tratto successivo possiamo scegliere se, come abbiamo fatto noi, seguire più o meno fedelmente la cresta, o passare sugli ampi prati sottostanti dove corre la traccia principale, le due tracce in ogni caso si riuniscono poco prima di raggiungere la vetta della Rocca del Ferà, dopo la quale il sentiero aggira il Torrione Mader sulla destra, in un tratto di sentiero stretto ed esposto, dove un cavo può servire in caso di terreno scivoloso. Seguiamo quindi i segnavia ed il cavo fino a tornare in cresta, giungendo così al Colletto del Ferà, oltre il quale iniziamo a traversare sotto l’omonima vetta, traversiamo quindi fino a raggiungere il crinale, dal quale possiamo girare indietro per raggiungere facilmente la vetta. Visitata la vetta del Ferà, riprendiamo il crinale in senso opposto e scendiamo fino a raggiungere una cengia, in corrispondenza di bei campi solcati, dove occorre prestare molta attenzione, data l’esiguità della stessa. Superata la cengia riprendiamo a salire, giungendo in breve ad una vetta con croce (potremmo chiamarla Cima Framargal, data la vicinanza all’omonimo passo). Poco oltre la vetta la cresta si fa rocciosa, ed il sentiero la evita passando a destra ed arriva quindi in breve alla strada sterrata dove è sito il Passo Framargal. Dal Passo seguiamo la sterrata verso destra per circa settanta metri, quindi risaliamo, nel punto più agevole, la ripa a sinistra ed iniziamo a seguire il crinale verso l’evidente Cima Pertegà. Percorriamo quindi il crinale fino in vetta, segnata da un ometto di pietra, e quindi seguiamo la cresta pianeggiante fino a giungere ad una piccola croce. Dalla croce individuiamo il punto migliore per scendere verso sinistra e quindi, scendiamo il ripido pendio erboso alla meglio, preferibilmente in diagonale verso sinistra, fino a raggiungere una cresta meno pendente, dalla quale scendiamo, prima su ghiaietto misto ad erba, e poi su erba, seguendo la massima pendenza in direzione della sottostante sterrata, pochi metri sopra la quale incontriamo il Colle delle Selle Vecchie, dove troviamo cartelli indicatori. Scendiamo quindi alla sottostante sterrata e la seguiamo verso destra per quasi 500 metri, fino a trovare nuovi cartelli, dove abbandoniamo la sterrata per prendere a sinistra per Upega. Scendiamo quindi nel bosco su morbido e comodo sentiero per poi giungere ad un guado. Oltre il guado il sentiero si perde un poco nel prato successivo, ma basta seguire il torrente per ritrovarlo facilmente. Giungiamo quindi a nuovi cartelli indicatori (località Case Nivorina), dove proseguiamo per Upega, guadando subito nuovamente il torrente Nivorina e quindi giungendo ai ruderi delle predette case. Da qui in poi il sentiero continua a seguire il torrente Nivorina, alternando tratti in discesa a tratti pianeggianti, fino a giungere ad un grande ponte metallico, che attraversiamo sulla destra. Passato il ponte seguiamo la successiva carrareccia che in breve raggiunge l’asfalto, che imbocchiamo verso sinistra in discesa. Seguendo quindi l’asfalto per oltre 500 metri giungiamo dunque al parcheggio.
variante più corta alla gita proposta su questo sito con ritorno dal Colle dei Signori e dal Passo Lagarè, resta comunque la parte in cresta quella più interessante, cresta che ha il suo Clou nella zona del torrione Mader e del Ferà, parte sicuramente più bella ed interessante.
Percorso Inedito
21-11-2022
Upega (1295) – Cima Caplet (2035) – Rocca del Ferà (2230) – Il Ferà (2260) – Passo Framargal (2179) – Cima Pertegà (2404) – Croce Pertegà (2400) – Colle Selle Vecchie (2099) – Case Nivorina (1600) - Upega (1295).
14,8 Km. circa.
1300 m. circa.
Ornella, Em, Maury76 e soundofsilence.
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