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Cima della Brignola Monte Rotondo e Cima Revelli anello da Viozene

Cima della Brignola Monte Rotondo e Cima Revelli anello da Viozene

Percorso Inedito
02-07-2015
Viozene (1240) – Pian Rosso (1520) - Pian dell’Olio (2090) – Il Profondo (2400) - Monte Rotondo (2500) – Cima Revelli (2485) – Bocchin dell’Aseo (2290) – Lago Raschera (2120) – Bocchino della Brignola (2260) – Cima della Brignola (2470) – Bocchino delle Scaglie (2300) – Pian Rosso (1520) – Viozene (1240).
18,5 Km circa.
1750 m. circa.
Laura e Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
La salita al Profondo e al Monte Rotondo avviene su traccia non evidente o assente (salvo qualche ometto), ma non presenta difficoltà se la si segue correttamente, ma se si sbaglia anche di pochi metri il terreno non sempre è facilissimo e si può sconfinare nell’EE, per escursionisti esperti. La cresta della Cima Revelli è semplice, ma può mettere una qualche apprensione a chi non sia abituato a un minimo di esposizione, ma direi che rimaniamo nell’E, per escursionisti medi. La salita alla Cima della Brignola x il crinale dall’omonimo Bocchino è invece EE, essendo la traccia in alcuni punti assai ripida e stretta e con qualche problema di orientamento in terreno abbastanza impervio nella parte finale, niente di più dell’EE però. Ancora EE buona parte del tratto tra la Cima della Brignola e il Bocchino delle Scaglie: vi sono infatti ampi tratti a mezza costa su terreno molto ripido e con traccia quasi assente. Infine la discesa dal Bocchino delle Scaglie è a tratti assai ripida, ma direi che si resta nell’E. Questi i tratti più difficili, tutto il resto E, con la raccomandazione di non intraprendere tale giro in caso di nebbia e/o brtutto tempo, in quanto l’orientamento non è semplice.
Da Genova fino a Savona e quindi all’uscita di Ceva sulla Savona-Torino. Da ceva si prende per Garessio, Ormea e Colle di Nava. Raggiunta Ormea si continua verso il Colle di Nava. Giunti a Ponte di Nava, invece di svoltare sulla ss28 per il colle, si prosegue dritti per Viozene sulla sp154. In 10 Km si arriva a Viozene e si parcheggia di fronte a una chiesa/cappella sulla strada principale, dove sono presenti numerosi posti e anche cartelli indicatori dei sentieri.
Dal parcheggio si prende il sentiero sulla destra della cappella e si sale lungo una rampa di cemento, per girare quindi a destra tra le case del paese (fonte). Si lascia quindi il paese e si inizia a salire verso nord fino a giungere, a quota 1500 circa, a un ampio pianoro (Pian Rosso), dove sorge, a breve distanza, il Rifugio Mongioie. Si lascia quindi il Rifugio sulla sinistra senza raggiungerlo e si continua dritti verso nord in direzione del Bocchin dell’Aseo. La lunga salita ci porta prima ai prati di Pian dell’Olio (2090) e, poco dopo, a incontrare un primo bivio sulla sinistra per la vetta del Mongioie a quota 2185 circa; altri 350 metri di sentiero circa (altri 300 metri prima di giungere al Bocchin dell’Aseo) e a quota 2250 incontriamo la non evidentissima deviazione sulla destra per salire verso il Profondo e il Monte Rotondo; imbocchiamo quindi la predetta deviazione, segnata comunque da ometti e tacche rosse, fino a giungere alla gigantesca dolina del profondo, alle pendici sud del Monte Rotondo. Dal bordo nord-est della dolina risaliamo direttamente e a piacimento il ripido pendio erboso che porta in vetta al Monte Rotondo. Dalla vetta scendiamo, senza traccia né segnalazione alcuna, all’evidente insellatura verso nord, che separa il Monte Rotondo dalla Cima Revelli. Giunti all’insellatura percorriamo in breve la cresta rocciosa e arriviamo in vetta. Ritorniamo quindi indietro per la cresta e, invece di piegare a sinistra per tornare alla predetta insellatura, proseguiamo dritti, sempre senza traccia, verso ovest e il Bocchin dell’Aseo che si raggiunge in pochi minuti. Dal Bocchino prendiamo a destra il sentiero segnato per il Lago Raschera e dopo 200 metri lasciamo a destra il bivio per il Colletto Revelli e continuiamo verso il predetto Lago. Giunti al lago lo si costeggia sulla riva destra (est) e si inizia a risalire verso il Bocchino della Brignola. Dal Bocchino si prende il sentierino a sinistra che risale un ripido crinale erboso. La traccia è segnata con qualche ometto, ma dopo alcuni tratti a mezzacosta tende a perdersi. Qui occorre scegliere la strada migliore per risalire brevemente a destra gli assai ripidi pendi erbosi e in breve siamo in vista della vetta, che appare come una cupola ancora in lontananza e non sul pendio immediatamente soprastante come si è portati a pensare salendo. Si percorre quindi la facile e non molto inclinata cresta che porta alla vetta. Dalla vetta ometti e segni rossi ci guidano a scendere lungo il ripido versante sud, per poi, dopo una selletta, incominciare ad attraversare a mezza costa ripidi pendii di sfasciumi, sempre cercando di seguire ometti e tacche rosse. Giunti alla base delle pareti del Mongioie si scende quindi verso i sottostanti pianori carsici e anche se qui i segnavia cominciano a scarseggiare la direzione è facilmente intuibile assecondando il terreno e cercando di risalire il meno possibile. Si continua quindi verso sud tra balze calcaree, prima affrontando una breve risalita (grosso ometto in cima) e quindi scendendo verso il fondovalle, dove si incrocia il sentiero segnato collegante il Gias Gruppetti al Bocchino delle Scaglie, sentiero che imbocchiamo verso sinistra, per poi giungere in circa 700 metri al predetto Bocchino. Dalle Scaglie si scende su ripidi ghiaioni verso sud, seguendo la traccia segnata, che però tende a perdersi una volta raggiunti i prati soprastanti il Pian Rosso; qui occorre quindi tagliare per prati verso sud, per poi tagliare a sinistra o verso il Rifugio Mongioie o direttamente (ancora più a sinistra, est) al punto in cui ci siamo immessi sul Pian Rosso all’andata; da qui si torna quindi a Viozene seguendo il percorso effettuato all’andata.
La Cima della Brignola è secondo me la vetta col miglior panorama di tutte le Alpi Liguri della Val Tanaro soprattutto per la sua vista sull’imponente e incombente mole del Mongioie, incomparabile poi l’attraversamento della zona carsica fino alle Scaglie, con la vista di pareti incurvate come le onde del mare e fenomeni di carsismo in ogni dove. Incantevoli poi ancora il Lago Raschera e quelli della Brignola. Interessante la gigantesca dolina del Profondo e la cresta della Cima Revelli. In conclusione forse il più bel giro che si può fare in Val Tanaro, vario e panoramicissimo. Volendo lo si può completare con la salita al Mongioie, parecchio vicino in vari punti del percorso, consiglierei comunque, eventualmente, di salirlo prima di scendere dalle Scaglie.
Percorso Inedito
02-07-2015
Viozene (1240) – Pian Rosso (1520) - Pian dell’Olio (2090) – Il Profondo (2400) - Monte Rotondo (2500) – Cima Revelli (2485) – Bocchin dell’Aseo (2290) – Lago Raschera (2120) – Bocchino della Brignola (2260) – Cima della Brignola (2470) – Bocchino delle Scaglie (2300) – Pian Rosso (1520) – Viozene (1240).
18,5 Km circa.
1750 m. circa.
Laura e Soundofsilence.
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