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Cima degli Arpetti, Cima Pian Ballaur e Cima Piaggiabella anello da Carnino Inferiore

Cima degli Arpetti, Cima Pian Ballaur e Cima Piaggiabella anello da Ca...

Percorso Inedito
13-05-2021
Carnino Inferiore (1360) – Rifugio Bossi (1535) – Croce Pastorelli (1885) – Colle degli Arpetti (2380) – Cima degli Arpetti (2420) – Cima Pian Ballaur (2604) – Colle del Pas (2342) – Capanna Saracco Volante (2220) – Cima Piaggiabella (2189) – Cappello di Napoleone (2020) – Fonte Giraudi (1600) – Carnino Superiore (1400) – Carnino Inferiore (1360).
14 Km circa.
1350 m. circa.
soundofsilence.
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in condizioni estive tutto E, per escursionisti medi, in condizioni semi-invernali come l’ho trovato necessita avere i ramponi e la valutazione può essere F, alpinistico facile, perlomeno per la ripida salita verso il Colle degli Arpetti.
Da Genova fino a Savona e quindi all’uscita di Ceva sulla Savona-Torino. Da Ceva si prende per Garessio, Ormea e Colle di Nava. Raggiunta Ormea si continua verso il Colle di Nava. Giunti a Ponte di Nava, invece di svoltare sulla ss28 per il colle, si prosegue dritti per Viozene sulla sp154. In 10 Km si arriva a Viozene e dopo altri 5 Km si arriva al bivio per Carnino che si imbocca sulla destra. Percorriamo quindi quasi un Km e mezzo e giungiamo quindi a un bivio, dove prendiamo sulla destra per Carnino Inferiore, mentre a sinistra andremmo a Carnino Superiore, di pochi metri più alto; proseguiamo quindi per soli 130 metri e parcheggiamo quindi a Carnino Inferiore.
dal parcheggio di Carnino Inferiore si prende a destra passando davanti alla Chiesa, quindi proseguiamo su sterrata, che il sentiero taglia in un paio di punti, fino ad arrivare in località Tetti Donzelle, dove troviamo cartelli indicatori: a destra si va verso la Colla di Carnino e la Grotta delle Vene, mentre noi continuiamo dritti a sinistra verso il Passo delle Saline. In breve passiamo quindi sopra al Rifugio Ciarlo Bossi e saliamo quindi verso la Gola di Carnino (1780, come da cartello) dove è possibile trovare neve, alla mattina assai dura, quindi occorre prestare attenzione. Superata la gola il sentiero guada a sinistra il torrente (anche qui possibile neve) e quindi risale sull’altra sponda raggiungendo in breve una croce (Croce Pastorelli). Dalla croce, in circa 250 metri, giungiamo in vista del Gias delle Saline, dove occorre prendere il sentiero a sinistra, lasciando a destra quello per il Passo delle Saline. Il sentiero per il Colle degli Arpetti che abbiamo testè imboccato è segnato con tacche biancorosse, ma la traccia non è sempre evidente, occorre quindi far attenzioni ai segni e non confonderli quelli che si dirigono verso destra in direzione Gola delle Streghe. Seguendo quindi i segni biancorossi che prima risalgono un ripido prato, e poi traversano verso sinistra, si giunge alla base di un ripido pendio che, innevato come lo abbiamo trovato, richiede l’uso dei ramponi. Superato il ripido pendio se ne trova un altro, sempre innevato, che sbuca quindi sulla sinistra al Colle degli Arpetti. Dal Colle un’evidente deviazione a sinistra lungo il crinale, consente di raggiungere la vicina Cima degli Arpetti. Scendiamo quindi sulla stessa via e dal Colle proseguiamo dritti verso nord, cercando di individuare la via migliore di salita verso la Cima Pian Ballaur sulla sinistra. Qui è anche possibile seguire il percorso segnato, che piega più verso destra, ma io ho preferito continuare a vista. Proseguendo comunque dritti verso nord si incrocia comunque più avanti il sentiero segnato, che va imboccato verso sinistra, per iniziare quindi a salire il ripido versante est della Cima Pian Ballaur. Giunti quindi in cresta, piegando a destra siamo in breve sul punto più alto, segnato da numerosi ometti. Dal punto più alto, proseguendo per crinale verso destra, giungiamo a quella che credo sia considerata la vetta, forse un paio di metri più bassa, ma contrassegnata da un ometto più grosso. Qui il sentiero segnato piega a sinistra seguendo il crinale verso il Colle del Pas, ma io ho preferito fare una breve deviazione continuando a seguire il crinale verso nord, giungendo prima ad una selletta, quindi ad un’ulteriore cima sul crinale, dalla quale ho continuato ancora un centinaio di metri fino al punto in cui la cresta inizia a scendere più ripidamente. Da questo punto è chiaramente visibile come sia possibile scendere senza difficoltà fino alla sottostante cresta della Rocca Maraquià, cosa che avrei in progetto di fare prima o poi, nell’occasione invece piego verso sinistra, traversando fino a raggiungere il sentiero per il Colle del Pas. Scendiamo quindi fino al Colle seguendo il crinale, ma lo trovo ingombro di neve e scendere direttamente risulterebbe piuttosto difficile anche con i ramponi, quindi preferisco aggirarlo sulla destra e quindi riprendere il sentiero segnato in discesa. In breve si giunge quindi ad un bivio, dove prendo a sinistra per la Capanna Saracco Volante, giunti alla quale proseguiamo dritti fino a riimmetterci sul sentiero che abbiamo lasciato poco sotto il Colle del Pas, qui prendiamo a destra, presso spettacolari campi solcati, per risalire ad una poco distante selletta erbosa sotto la Cima di Piaggiabella, che si raggiunge con circa 250 metri di facile crinale erboso. Dalla Cima torniamo sui nostri passi fino alla selletta e quindi prendiamo a destra, in discesa, il sentiero segnato che va verso il Passo delle Mastrelle tenendosi un poco alto sul versante ovest. Giunti quindi nei pressi del caratteristico masso chiamato Cappello di Napoleone, che sovrasta il predetto passo, ci riuniamo al sentiero che percorre invece il fondovalle e raggiungiamo il masso, per poi tagliare a sinistra e riprendere il sentiero in discesa dalle Mastrelle, che imbocchiamo verso destra. Il sentiero scende ripidamente a tornanti, ma sempre ben tracciato, fino ad immettersi, a quota 1700 circa, in quello proveniente dal Rifugio Don Barbera, che imbocchiamo verso sinistra. Scendiamo quindi su carrareccia, incontrando prima la Fonte Giraudi, poi un guado, e, quindi, ormai prossimi alle case, un ponte con bella vista su una cascata. Attraversiamo quindi le Case di Carino Superiore e giungiamo all’asfalto, che subito lasciamo per prendere a sinistra un sentiero che taglia in orizzontale dirigendosi al cimitero, per poi scendere ad un ponte e raggiungere in breve il parcheggio di Carnino Inferiore.
indubbiamente la salita verso la cresta Saline – Pian Ballaur è più bella da nord, partendo dall’incantevole Pian Marchisio, anche se non intendo certo che da sud sia brutta, la differenza comunque si nota. Il discorso cambia d’inverno e in primavera, quando accedere dal lato nord diventa difficile, sia con la macchina perché la strada non è sgombra normalmente fino a giugno, sia a piedi perché la salita è molto più faticosa e anche pericolosa per la possibilità di slavine. Non considerei comunque la cosa un ripiego, perché accedere a questi monti in condizioni invernali/primaverili, è comunque uno spettacolo sia per la vista decisamente più tersa, sia perché le cime coperte di neve hanno un’indiscutibile fascino. Qui propongo una variante al giro classico che prevede la salita a Saline e Ballaur, sostituendo la prima con la sconosciuta Cima degli Arpetti, non dico che ne risulti un giro più bello, ma direi neanche più brutto, più che altro l’occasione per mettere qualcosa di nuovo in un giro classico. In definitiva comunque un percorso altamente consigliato in primavera, quando si sale facilmente dal lato sud e con i ramponi non si hanno problemi sulle creste, meglio comunque guardare bene le previsioni del tempo cercando una giornata particolarmente stabile, per evitare le quasi immancabili nebbie pomeridiane che caratterizzano queste zone (a parte nei messi autunnali).
Percorso Inedito
13-05-2021
Carnino Inferiore (1360) – Rifugio Bossi (1535) – Croce Pastorelli (1885) – Colle degli Arpetti (2380) – Cima degli Arpetti (2420) – Cima Pian Ballaur (2604) – Colle del Pas (2342) – Capanna Saracco Volante (2220) – Cima Piaggiabella (2189) – Cappello di Napoleone (2020) – Fonte Giraudi (1600) – Carnino Superiore (1400) – Carnino Inferiore (1360).
14 Km circa.
1350 m. circa.
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