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Monte Grammondo anello per Cresta sud-est da Villatella

Monte Grammondo anello per Cresta sud-est da Villatella

Percorso Inedito
25-04-2022
Villatella (405) – Punta Pellegrio (922) – Punta Renuit (1300) – Monte Grammondo (1379) – Passo Elsi (1106) – Passo della Colla (463) – Villatella (405).
12,2 i Km fatti da me con qualche sbaglio di percorso, 11,2 il percorso pulito.
1000 m. circa.
soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
la salita da Villatella fino all’inizio della cresta sud-est è EE (per escursionisti esperti), date le difficoltà di orientamento su traccia scarsamente segnata e a volte non riconoscibile. La cresta sud-est può essere valutata F+ (alpinistico facile superiore) sia per la lunghezza della cresta stessa ed i vari passaggi scomodi o da saper scegliere, ma soprattutto per una paretina di 4-5 metri con passaggi di II+ (esposti), per il resto numerosi passaggi di I grado anche su paretine.Dalla Punta Renuit in poi, dove finisce la cresta, direi tutto E (per escursionisti medi) anche se alcuni brevi tratti sono senza traccia l’orientamento non è comunque difficile.
da Genova fino all’uscita di Ventimiglia con la A10, subito dopo l’uscita si prende a destra per Ventimiglia, lasciando a sinistra per Cuneo e Limone, passiamo quindi il viadotto sul Roja e prendiamo subito a destra per Ventimiglia e Villa Hanbury. Continuiamo quindi in direzione mare per oltre 1,5 Km, fino alle segnalazioni verso destra per la Francia, che seguiamo attraversando nuovamente il Roja, oltre al quale prendiamo ancora a destra sempre seguendo le indicazioni per la francia. Superiamo quindi un lungo tunnel e giungiamo quindi in località Latte, dove prendiamo a destra per Carletti e Villatella. Superata la località Carletti giungiamo in località Sant’Antonio, dove ci immettiamo in Via Tenente Anfosso, che imbocchiamo verso sinistra, giungendo così a Villatella, dove continuiamo fino alla piazza principale, dove si può parcheggiare.
dal parcheggio si continua sulla stretta stradina asfaltata attraverso le case, che subito si trasforma in carrareccia e, quindi, in sentiero. Passiamo accanto ad alcune cisterne quindi, dopo circa 400 metri, ne raggiungiamo una sormontanta da una torretta con una porta e, neanche 50 metri dopo, troviamo un bivio, dove prendiamo a destra in leggera discesa (nylon sugli alberi e piccole tacche rosse a segnare il percorso. Il sentiero prosegue quindi in salita piuttosto chiaramente, anche se i predetti segnavia non si sprecano (anzi forse in questo tratto non ce n’è nessuno) fino a giungere ad una zona pianeggiante, dove ricompaiono tacche rosse, nylon ed ometti di pietra, ma non bastano a rendere facile l’individuazione del percorso. Qui sostanzialmente occorre procedere dritti ed in piano, passando prima a sinistra e sotto un rudere e, quindi, subito a destra di un altro, per poi dirigerci verso un’evidente casa, decisamente meglio conservata, sul versante antistante. Raggiunta la casa pieghiamo a destra, su traccia ora più evidente e nuovamente segnata con piccole tacche rosse, per poi salire fino ad un nuovo rudere di cui passiamo a destra. Traversiamo quindi in piano, passando anche una piccola pietraia, fino a raggiungere una bella radura, sottostante un’altrettanto bella casa, dove la traccia sembra perdersi. Qui occorre continuare in piano, tenendosi al di sotto del muretto di sostegno di una fascia pianeggiante, fino a giungere ad un nuovo rudere, del quale si passa a destra. Superato il rudere il sentiero continua ancora a traversare in piano per oltre 300 metri, giungendo infine all’inizio della cresta sud-est, segnalata da una grossa tacca rossa sull’unico evidente albero. Prendiamo quindi la traccia a sinistra, dove finalmente abbondano le tacche rosse e gli ometti di pietra, in alcuni punti essenziali per trovare il giusto passaggio tra la vegetazione. Saliamo quindi ripidamente per 350 metri su sentiero erboso abbastanza ripido, fino ad arrivare all’inizio della cresta rocciosa, dove subito dobbiamo usare le mani su passaggi di I grado. La prima parte di cresta rocciosa continua ad essere segnata bene, ma poi le grandi tacche rosse scompaiono e ne rimane qualcuna piccola e qualcuna vecchia e scolorita, ma, per fortuna, il percorso diventa più intuitivo e basta rimanere in cresta, cercando a vista il passaggio più agevole, per ritrovare prima o poi ometti o tacche a segnare il percorso. Giungiamo quindi, a quota 910 circa, sull’anticima della Punta Pellegrio, da cui la discesa non risulta evidente a prima vista. Io ho piegato verso sinistra, onde evitare gli apparenti strapiombi sul filo di cresta, ma può darsi esista un’altra via, però in questo punto non ho visto segnavia e quindi non saprei dire. In ogni caso, piegando a sinistra, si può scendere senza troppe difficoltà e poi riguadagnare il filo di cresta e salire alla Punta Pellegrio. Scendiamo quindi anche dalla Punta Pellegrio alla forcella successiva, anche qui, mi pare, senza grandi indicazioni per scegliere il percorso migliore, per poi arrivare al punto chiave della salita, una paretina calcarea di 5 metri, piuttosto esposta e verticale e non con grandissimi appigli. Superata quindi con attenzione la paretina il percorso di cresta si rivela ancora lungo e non sempre agevole, con tratti dove la vegetazione rende difficile seguire il filo di cresta e capire dove sia meglio passare, sempre non molto aiutati dai segnavia. Superata in questo modo una serie di dentini risaliamo un assai ripido prato, ormai in vista di Punta Renuit, dove le difficoltà terminano e, dalla quale, una traccia sulla sinistra, ci porta in breve ad intercettare il sentiero segnato, che imbocchiamo verso destra. Dopo 50 metri quindi, troviamo un bivio, dove prendiamo a sinistra per la vetta del Grammondo. Raggiungiamo quindi prima una croce sopra una finestra nella roccia e quindi raggiungiamo una prima vetta del Grammondo. Dalla vetta seguiamo il filo di cresta verso sinistra, segnato anche da alcuni caratteristici spunzoni adibiti ad ometto di pietra fino a giungere ad un grande cippo sormontato da croce, che dovrebbe costituire la vetta più alta. Da questa seconda vetta prendiamo a sinistra senza traccia (direzione sud) fino ad incrociare, dopo circa 350 metri, il sentiero segnato (tacche gialle e quindi anche strisce biancorosse) che imbocchiamo verso destra in discesa. Giungiamo, quindi, scendendo non molto ripidamente fino al Passo Elsi (non segnalato, né evidente) e, successivamente, al bivio per il Passo del Cornà, segnalato da cartelli, dove prendiamo a sinistra per Villatella. Poco dopo troviamo un nuovo bivio, dove prendiamo nuovamente a sinistra per Villatella. Continuiamo quindi sul sentiero principale che, più avanti, inizia a scendere a tornanti, fino a giungere al Passo della Colla, dove imbocchiamo a sinistra la strada asfaltata. Scendiamo quindi ripidamente fino ad immetterci nella strada asfaltata con cui siamo arrivati in macchina e la imbocchiamo verso sinistra, giungendo in breve al parcheggio.
salita sicuramente più interessante della via normale, sempre panoramica e su belle pareti di calcare, ma certamente su un percorso non facile da seguire, assolutamente consigliato avere GPS al seguito con la relativa traccia.
Percorso Inedito
25-04-2022
Villatella (405) – Punta Pellegrio (922) – Punta Renuit (1300) – Monte Grammondo (1379) – Passo Elsi (1106) – Passo della Colla (463) – Villatella (405).
12,2 i Km fatti da me con qualche sbaglio di percorso, 11,2 il percorso pulito.
1000 m. circa.
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