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Monte Faudo per i laghetti del Rio dei Boschi da Lecchiore

Monte Faudo per i laghetti del Rio dei Boschi da Lecchiore

Percorso Inedito
29-11-2020
Lecchiore (275) – Passo Bastia (760) – Casone del Partigiano (830) – Monte Faudo (1150) – Casone del Partigiano (830) – Passo Bastia (760) – Lecchiore (275).
13,8 Km. circa.
900 m. circa.
Alessio, Chiara e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Tutto E, per escursionisti medi, a parte la salita lungo la pista di discesa per mtb e la visita ai laghetti, dentro o lungo il torrente. La salita lungo la pista per mtb, che presenta un tratto assai ripido e scivoloso, quindi EE, per escursionisti esperti, è comunque evitabile col sentiero a fianco. La visita ai laghetti presenta numerosi punti EE, se non F (alpinistico facile), per sentieri stretti ed esposti e a tratti ripidi e scivolosi, così come pure il percorso nel torrente, dove possibile, spesso scivoloso, meglio dotarsi di scarpe alte o buoni stivali per questo tratto. In ogni caso la parte dei laghetti è tutta evitabile, anche se è un peccato, col sentiero in alto a sinistra che corre parallelo al torrente e non presenta difficoltà ed è raggiungibile in vari punti, anche se le risalite dal torrente sono spesso ripide e scivolose, quindi EE.
da Genova in autostrada A10 fino all’uscita di Imperia Ovest, passato il casello, alla rotonda, prendiamo a destra per Dolcedo e Val Prino. Giunti a Dolcedo prendiamo a sinistra per Bellissimi, Trincheri e Lecchiore e, giunti a Bellissimi, proseguiamo dritti a destra attraversando il piccolo paese e lasciando a sinistra la strada per Civezza e Trincheri, per giungere quindi ad un bivio, dove prendiamo a sinistra per il santuario acquasanta e dopo 300 metri circa parcheggiamo in un piccolo slargo erboso a destra che può contenere al massimo 3 macchine, subito prima del bivio con una rampa cementata a sinistra, che sarà il percorso del ritorno.
dal parcheggio continuiamo quindi sulla strada asfaltata, attraversando le case in leggera discesa, e seguendo i cartelli per i laghetti. Dopo circa 850 metri l’asfalto finisce e continuiamo quindi su sterrata, e, dopo una settantina di metri di sterrata, troviamo un primo bivio: a sinistra si prosegue senza problemi evitando il torrente, mentre a destra un’altra sterrata si avvicina al Rio dei Boschi, permettendo di scendervi in alcuni punti. Prendendo quindi a destra, dopo circa 180 metri, notiamo un bel laghetto nel torrente, e vi scendiamo con ripida e scivolosa discesa (attenzione anche alle spine, non male portarsi un paio di cesoie). Visitato il laghetto, continuiamo pochi metri lungo la sterrata, che si esaurisce su un ponte chiuso da un cancello; qui prendiamo a sinistra, risalendo il versante e cercando i punti migliori dove passare, per giungere in breve al sentiero soprastante, che seguiamo verso destra per 60 metri circa, trovando quindi un nuovo bivio. Al nuovo bivio, proseguendo a sinistra, e quindi ancora a sinistra al successivo, distante pochissimi metri, si sale per un poco e quindi si riprende a procedere paralleli al torrente, evitando nuovamente i laghetti; prendendo invece a destra, arriviamo in vista di un bel laghetto in una settantina di metri, al quale si scende brevemente. Dopo la visita al laghetto, riprendiamo il sentiero che subito attraversa il torrente verso destra su un ponticello, oltre il quale proseguiamo sul sentiero adiacente al rio fino al suo termine, scendendo eventualmente a qualche laghetto. Al termine della traccia sulla destra del torrente, troviamo un bel laghetto profondo, sulla destra del quale sembra proseguire in salita un ampia traccia, che però si perde nelle spine al fine della salita, occorre quindi proseguire a sinistra del torrente giungendo quindi, dopo una cinquantina di metri, ad un laghetto inforrato, che si può raggiungere non senza difficoltà, data la scivolosità delle rocce. Visitato il laghetto, saliamo a sinistra fino a trovare una traccia di sentiero che corre parallela al torrente, stretta ed in un punto franata ed esposta, ma che comunque in una sessantina di metri ci porta ad un nuovo ampio laghetto, che possiamo raggiungere da sotto e da sopra, per poi seguire il torrente per circa 200 metri e quindi risalire su al sentiero principale su traccia non molto evidente a sinistra. Ripreso il sentiero principale proseguiamo paralleli al torrente per circa 1,2 Km fino ad un guado di un affluente (Rio Borletto), dove pieghiamo a sinistra seguendo il corso dell’affluente per quasi 250 metri, per guadarlo quindi piegando a sinistra. 25 Metri dopo il guado prendiamo traccia a destra (volendo si può anche proseguire dritti), raggiungendo in breve una sterrata che semplicemente attraversiamo imboccando una traccia di discesa per mountain bike che continua nella stessa direzione. Dopo pochissimi metri la traccia si biforca (per poi riunirsi dopo meno di 200 metri): prendendo a destra si sale più facilmente, mentre a sinistra si incontrano tratti più ripidi e disagevoli. Una volta riunite le due tracce si prosegue più facilmente fino al Passo Bastia, dove incontriamo una strada asfaltata. Seguiamo quindi la strada asfaltata verso destra (cartello sentiero Monte Faudo a 300 metri), per imboccare quindi il sentiero (cartello), quando questo si diparte dalla destra della strada. Dopo 250 metri un cancello permette a sinistra di andare al Casone del Partigiano, mentre noi dobbiamo proseguire a destra sul sentierino a fianco della recinzione (noi in realtà siamo saliti al casone per poi riscendere qualche metro e scavalcare la recinzione sulla sinistra in un punto più facile). Proseguiamo quindi sul sentiero fino ad incontrare la strada asfaltata, ormai in vista della vetta, che raggiungiamo proseguendo dritti su tracce fino ai ripetitori sulla cima. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla sterrata incrociata all’andata poco dopo il guado del Rio Borlasco, e la imbocchiamo quindi verso destra. Seguiamo quindi la sterrata, piuttosto pianeggiante, per circa 1,6 Km, dove imbocchiamo a sinistra un sentiero in discesa seguendo un cartello in legno che indica la località Mattematto, o almeno credo sia una località. Dopo 380 metri incrociamo un sentiero che imbocchiamo verso destra in corrispondenza di un altro cartello per Mattematto che indica ancora la direzione che dobbiamo seguire. Continuiamo quindi nella stessa direzione per poco meno di un Km, per poi prendere a sinistra, scendendo ad una strada cementata che seguiamo a tornanti tra gli ulivi, per poi riprendere la direzione precedente (sud-est) per i quasi 300 metri che ci portano sull’asfalto dove, pochi metri più avanti, abbiamo parcheggiato la macchina.
Gita che unisce la salita al Faudo con la visita ai Laghetti di Lecchiore, che costituiscono sicuramente la cosa più interessante della gita, ma anche la più difficile e che prende maggior tempo data appunto la difficoltà, occorre quindi tenerne conto. I laghetti sono in ogni caso carini e meritano una visita, anche se non sono certo i migliori che ho visto, la cima del Faudo è invece assai rovinata dalle numerose antenne ed il panorama che offre è ampio, ma è tutto distante, e quindi a me non ha detto granchè, così come il percorso quasi sempre nel bosco.
Percorso Inedito
29-11-2020
Lecchiore (275) – Passo Bastia (760) – Casone del Partigiano (830) – Monte Faudo (1150) – Casone del Partigiano (830) – Passo Bastia (760) – Lecchiore (275).
13,8 Km. circa.
900 m. circa.
Alessio, Chiara e soundofsilence.
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