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Monte Galero anello per il Passo delle Caranche da Vignolo

Monte Galero anello per il Passo delle Caranche da Vignolo

07-11-2009
Vignolo (445) – Colla del Prione (1307) – Monte Galero (1708) – Passo Caranche (1411) – Vignoletto (350) – Vignolo (445).
19 Km.
1350 m: 1250 metri all’andata, 100 metri al ritorno.
soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, un po’ ripido il cupolone finale da ovest, ma nessuna difficoltà, né esposizione.
Da Genova in autostrada fino ad Albenga e poi si prende la SP582 per Garessio e la si abbandona in località Martinetto, svoltando a sinistra sulla Sp14 (che poi diventa Sp107) per la Val Pennavaire e si continua fino a Nasino, dove si giunge ad una brusca curva a sinistra, dove si ignora la strada asfaltata che si diparte sulla destra (indicazioni per il Cimitero e la località Chiesa), passando invece su un ponte, dal quale proseguiamo ancora per 1,5 Km, per giungere ad un chiaro bivio sulla destra, con indicazioni per Vignolo e Colle del Prione; qui prendiamo quindi a destra e percorriamo la strada asfaltata fino al grande parcheggio all’imbocco del paese.
da Vignolo si imbocca il sentiero tra le case, segnato rombo rosso e con indicazioni per il Colle del Prione. Passato il paese si continua su sentiero fino ad incrociare la sterrata (che sale comunque al Colle del Prione), poco prima dei ruderi di San Pietro. Seguiamo quindi la sterrata fino al primo tornante, per tagliare quindi dritti su sentiero. Riprendiamo quindi la sterrata che seguiamo ancora fino al primo tornante, dove nuovamente tiriamo dritti su sentiero, giungendo così ad intercettare nuovamente la sterrata, che imbocchiamo brevemente verso sinistra, per poi prendere a destra il sentiero con il quale giungiamo al Colle del Prione. Al Colle prendiamo il sentiero che segue il crinale verso il Galero, segnato in biancorosso AVML (alta via dei monti liguri). Giunti in vetta scendiamo sull’altro versante (est), sempre seguendo il crinale sull’unico sentiero, fino a giungere al Passo delle Caranche, dove prendiamo a destra in discesa, Proseguiamo quindi sul nuovo sentiero seguendo i segnavia (trinagolo rosso) e le indicazioni fino a Vignoletto, per poi risalire fino a Vignolo, dove abbiamo la macchina (io in realtà, come si legge nel racconto, ho sbagliato sentiero nell’ultima parte).
anello molto lungo per arrivare al Galero, ma non impossibile, belli soprattutto i “Giganti di Pietra”, ma anche tanti torrioni che si intravvedono scendendo dalle Caranche. Bella cavalcata di cresta e bei paesini di partenza e di arrivo.
07-11-2009
Vignolo (445) – Colla del Prione (1307) – Monte Galero (1708) – Passo Caranche (1411) – Vignoletto (350) – Vignolo (445).
19 Km.
1350 m: 1250 metri all’andata, 100 metri al ritorno.
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Monte Galero anello per il Passo delle Caranche da Vignolo


Dopo oltre 2 mesi torno a fare una gita da solo, stavolta, forse, è anche un po’ colpa mia: magari qualche persona da contattare ce l’avrei pure avuta, ma la mia timidezza/orgoglio mi impedisce di fare il primo passo… Sono io che sono un po’ stupido, ma mi sento a disagio a dover spingere io perché gli altri vengano, vorrei che qualche volta fossero gli altri a farsi avanti, tanto per essere sicuro che non dicono di sì soltanto per non essere scortesi… Con queste premesse la gita non può che partire male: in effetti, la mattina, non avendo appuntamenti, me la prendo troppo comoda ed esco di casa alle 7,40. Un po’ troppo tardi per fare l’anello al Galero che era pur sempre la seconda ipotesi di gita, nel caso il tempo fosse stato migliore del previsto. Parto quindi convinto di dirigermi verso il Salto del Lupo per completare l’esplorazione del Rio della Valle incominciata l’anno scorso, per questa gita, in effetti, non dovrebbero esserci problemi di tempo, né atmosferico, né di far troppo tardi… Arrivato però a Pietra Ligure il tempo è troppo bello, non c’è una nuvola, per non farmi tentare dal Galero… Proseguo quindi fino ad Albenga, con il rimpianto di essere partito con 1,30 di ritardo, che, forse, mi impedirà anticipare il maltempo in vetta… Imbocco quindi a Martinetto la Val Pennavaira, osservando, quando posso il Castellermo imponente sopra di me, con la speranza di intravedere una qualche traccia che permetta di salirvi da questo versante, da sempre un mio sogno proibito, e giungo infine a Vignolo intorno alle 9. Alle 9,11 parto, il cielo è ancora sereno, ma sono sicuro che mi pentirò di essere partito tardi. Alla partenza subito un cartello che indica 3 ore alla Colla del Prione mi fa prendere un notevole spavento, per fortuna che non ho visto quello al bivio per Vignolo che indicava 5 ore al Galero… Già perché il Galero? dopotutto ci sono già stato almeno 3 volte, sempre però partendo da poco sotto la Colla del Prione, dove la sterrata diventa pianeggiante a circa 1050 m di quota, stavolta voglio godermi il sentiero e le belle viste che dovrebbe offrire sui pinnacoli di roccia tra la Rocca Battaglina e il vallone del Rio Croso, sempre visti troppo frettolosamente dalla macchina, poi resta tutto il versante est da scoprire e potrebbe essere interessante e poi ancora, ma mi vergogno un po’ a dirlo, mi mancano foto decenti del Galero e dei suoi ‘giganti di pietra’, chissà se oggi riuscirò a farne… Ritornando alla tempistica, non posso certo permettermi di impiegare 5 ore e arrivare in vetta dopo le 14, devo salire il più velocemente che posso, in effetti, colpa mia che non ho controllato, credevo che i tempi previsti fossero un po’ inferiori… Per fortuna, nonostante qualche breve sosta e il previsto sbaglio di percorso in corrispondenza dell’ultimo attraversamento della sterrata per la Colla del Prione, dove la seguo per qualche centinaio di metri in salita, prima di ritornare sui miei passi, essendomi accorto che bisognava invece percorrere poche decine di metri in discesa per ritrovare il sentiero, riesco ad arrivare alla Colla in 1 ora e mezza giusta giusta. Qui mi devo infilare precipitosamente giacca, cappello e guanti, dato il vento impetuoso e gelido, per poi proseguire a ritmo leggermente ridotto per non sudare troppo. In poco più di un’ora sono in vetta, nonostante qualche fotografia di troppo ai ‘Giganti di pietra’ lungo il pendio finale. Sono le 11.50, decido di non fermarmi, vorrei scendere più al caldo e trovare il bivio per il Passo delle Caranche, non vorrei rischiare di finire al Colle San Berrnardo… Ho un po’ fame ma riesco a resistere fino al Passo delle Caranche, situato in una bella zona rocciosa; da qui dovrebbe proseguire in cresta (una bella cresta rocciosa), se non sbaglio, il sentiero per Castelbianco: sembra interessante, anche se sembrerebbe una traccia non segnalata, bisogna che chieda ad Enrico, lui l’ha già fatto… Dopo mangiato riprendo la discesa: bei spunzoni rocciosi mi costringono spesso a fermarmi e a girarmi in dietro, tutta la zona facente capo al passo è molto bella, ma, purtroppo, la vegetazione limita molto la visuale… Entrato poi nel fitto del bosco inizio a scendere di corsa per recuperare il tempo perso nelle predette fermate; non è bello fare i sentieri di corsa, si rischia di non vedere tante cose, se è per fare un semplice esercizio sportivo tanto vale fare una corsetta sotto casa… Giusta punizione per la mia corsa sarà perdere, ormai poche centinaia di metri sopra Nasino, il sentiero segnato per trovarmi su un altro, in buone condizioni, ma senza più il triangolo rosso vuoto, né il cerchio rosso pieno che dal Passo delle Caranche mi avevano fatto compagnia… A parte le solite paure di perdermi che mi assalgono in questi casi, lo sbaglio mi costerà forse una decina di minuti in più. Il sentiero da me imboccato sbuca su una strada sterrata, quasi al termine della quale occorre svoltare su un bel ponticello in pietra che porta in breve a Vignoletto, dove si ritrova il segnavia del triangolo rosso e, in breve con un poco di salita, si ritorna a Vignolo. In conclusione: l’andata fino alla Colla del Prione non è stata interessante come speravo, le viste sul Dubasso sulla Rocca Battaglina e il Vallone del Rio Croso sono poche, si è quasi sempre nel bosco… Interessante invece, anche se rovinata sempre un po’ dal bosco troppo fitto (spero la Scinty non mi legga…) la discesa dal Passo delle Caranche; sempre bellissimi poi i ‘Giganti di Pietra’ poco sotto la vetta, nonostante l’ormai datato crollo della ‘lumaca’…