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Castellermo e Monte Nero anello per Rocca Livernà da Conscente

Castellermo e Monte Nero anello per Rocca Livernà da Conscente

Percorso Inedito
04-10-2015
Conscente (100) – Rocca Livernà (545) – Sella di Arnasco (490) – Croce di Arnasco (630) – Monenero (850) - Monte Pendino (921) – Monte Nero (977) - Colla di Curenna (885) – Cappella San Calogero (1010) - Castellermo (1092) - Cappella San Calogero (1010) – Colla di Curenna (885) – Sella di Arnasco (490) – Chiesa Conscente (100).
20 Km circa fatti, tra varie indecisioni specie nei pressi della Rocca Livernà, per un percorso pulito che invece comporterebbe circa 18 Km.
1300 m. circa contando tutti i saliscendi.
Gheroppa, Stefania, Kay, Piera e Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Tutto E, per escursionisti medi, tranne la salita e l’attraversamento della Rocca Livernà, che è da classificare EE, per escursionisti esperti, per le difficoltà di orientamento e progressione causate da una vegetazione assai invadente e anche per un poco di esposizione in alcuni tratti dove i rovi riducono il sentiero ad un’esile e stretta traccia.
Da Genova ad Albenga in autostrada, quindi si segue la direzione Garessio fino a Cisano sul Neva, dove si prende la deviazione sulla sinistra per Conscente (Via Niccolari, quindi Via Colombo a destra, infine Via Conscente a sinistra) e la si segue fino alla piccola chiesetta sulla sinistra, dove si parcheggia nello spiazzo antistante.
Dalla Chiesa si continua sulla strada asfaltata per circa 150 metri, sulla destra troviamo qui il cancello del Castello, mentre dritto davanti a noi inizia il sentiero segnato che imbocchiamo. La traccia contrassegnata da due X rosse sale ripida e stretta con numerosi tornanti fino ad incontrare un quadrivio: a sinistra una strada sterrata che seguiremo al ritorno, a destra un corridoio tra le mura della Batteria Livernà che, volendo, si può anche esplorare brevemente, mentre al centro un esile sentierino in salita è quello che dobbiamo prendere. Il sentierino, stretto e invaso dalla vegetazione, necessita di una certa attenzione in alcuni punti un poco esposti o, comunque, con spine sottostanti che celano l’effettiva scarpata e che rendono difficoltoso il procedere. Al quarto tornante si può notare (sapendolo, se no non si nota per niente…) una esilissima traccia tra gli arbusti che in seguito dovremo percorrere, ma, per il momento, proseguiamo al successivo e ultimo tornante dove ci si immette in un breve corridoio tra rocce a sinistra e mura con due garitte a destra, superato il quale una scala sulla destra da accesso alla vetta della Roca Livernà (attenzione alla notevolissima esposizione!). Ridiscesi dalla vetta si può continuare qualche metro dentro le fortificazioni per esplorarle un poco (con cautela, dato lo stato di abbandono). Non è possibile comunque continuare lungo il crinale da qua, perlomeno escursionisticamente, in quanto vi è comunque, da qualunque parte si provi, da affrontare il salto delle mura, che sono piuttosto alte e senza appigli; occorre invece, come accennato, tornare brevemente al penultimo tornante e imboccare l’esile traccia di cui sopra. Dopo pochi metri purtroppo l’esile traccia sparisce del tutto e occorre dirigersi verso le mura e un palo\antenna ivi posto; si continua quindi alla meglio, facendosi largo a forza tra vegetazione e spine, seguendo sempre le mura, fino ad uscirne attraverso una breccia. Si risale quindi verso il crinale che si percorre ora più agevolmente, prima in salita, e poi in discesa fino ad incrociare la sterrata abbandonata al quadrivio. Attraversiamo quindi detta strada e riprendiamo la traccia sul crinale salendo una nuova piccola elevazione per poi ridiscendere in breve alla strada in corrispondenza della Sella di Arnasco. Qui lasciamo nuovamente la strada e continuiamo a seguire il sentiero sul crinale che in 800 metri di ripida salita ci porta sulla vetta della Croce di Arnasco (630 m. circa), dopo aver incrociato un’altra volta la sterrata. Si riprende quindi a salire verso un primo Montenero (ve ne sono in effetti due in questa gita…), che si raggiunge a quota 850 circa, contrassegnato da un palo\centralina meteo (o qualcosa di simile) sulla sinistra, che, da lontano, può apparire come la croce di vetta. Dalla cima in poi la pendenza diminuisce e si percorrono gli ampi prati con in lontananza già visibili le sagome del Monte Nero col suo giardino di pietra e, più lontano, del Castellermo sulla sinistra del primo. Nel percorrere questi prati ci si può anche tenere sulla destra, vicino al crinale, per osservare meglio i dirupi e i torrioni che precipitano verso la Val Pennavaira, per poi riportarsi sulla traccia a sinistra che dopo qualche saliscendi porta alla vetta, contrassegnata da una scritta su un basso mucchietto di pietre, altrimenti non riconoscibile (si tratta comunque di un prato…) del Monte Nero (il secondo). Dalla vetta è possibile, tornando sui propri passi per meno di 100 metri, fare una digressione sulla sinistra ,attraversando il bosco, per ammirare i torrioni del ‘Giardino’, deviazione che qui non descrivo oltre perché nell’occasione non l’abbiamo percorsa, ma che potete trovare descritta nella prima gita al Circo du Barei sempre su questo sito; nell’occasione continuiamo invece sul sentiero verso sinistra per la Colla di Curenna che raggiungiamo in circa 400 metri di discesa; da qui in poi il sentiero riprende a salire verso il Castellermo, raggiungendo prima i bei prati antistanti la Cappella di San Calogero (1010), oltre la quale il sentiero riprende a salire verso la vetta.. Poco prima della stessa, sulla sinistra vi è la deviazione per il Circo du Barei (per la descrizione della quale rimando ancora alle relative gite) e, quindi, poco dopo, sulla destra, quella per la croce di vetta, posta su una cima contigua, ma leggermente meno elevata. Tiriamo quindi dritti seguendo i segnavia e raggiungiamo in breve la vetta, dalla quale si gode, sporgendosi un po’, della incomparabile vista sui torrioni del Circo du Barei. Il ritorno avviene sulla stessa strada fino alla Colla di Curenna, dove invece prendiamo un sentiero sulla destra che prosegue pressoché in piano lungo le pendici sud del Monte Nero, evitando così i vari saliscendi affrontati all’andata. Si continua quindi lungamente in piano e leggera discesa, con la traccia non sempre evidente che si confonde tra tante parallele, ma è sufficiente seguirne una qualsiasi per mantenere la direzione giusta (est); infine, a quota 750 circa, avendo perso dalla colla di Curenna poco più di 100 metri di quota, ci si riimmette sulla sterrata incrociata più volte all’andata. Per continuare ad evitare i saliscendi del crinale, nonché il difficoltoso attraversamento della Rocca Livernà, seguiamo quindi la sterrata, tagliando al massimo i tornanti più lunghi. Giunti alla Sella di Arnasco la strada cambia versante e prosegue brevemente sul lato della Val Pennavaira per poi ritornare sul versante Val Arroscia. Giungiamo quindi al quadrivio dell’andata, da dove torniamo per il sentiero percorso in mattinata fino alla Chiesa di Conscente.
I torrioni del Castellermo sono sempre uno spettacolo eccezionale, ma questo lungo percorso per raggiungerli è comunque giustificato da un sentiero sempre piacevole e panoramico (tutto in cresta e con visuale aperta all’andata, e poco sotto il ritorno), in ambiente che alterna bellissimi prati a torrioni, gole e dirupi dolomitici, nonché dall’interessante Rocca Livernà, sia per le fortificazioni, che per la spettacolare cresta strapiombante sulla Val Pennavaira. Una piacevole occasione quindi per tornare a vedere posti di bellezza incomparabile, riservando l’esplorazione della zona dei torrioni del Castellermo e del Montenero a gite in partenza da località più vicine.
Percorso Inedito
04-10-2015
Conscente (100) – Rocca Livernà (545) – Sella di Arnasco (490) – Croce di Arnasco (630) – Monenero (850) - Monte Pendino (921) – Monte Nero (977) - Colla di Curenna (885) – Cappella San Calogero (1010) - Castellermo (1092) - Cappella San Calogero (1010) – Colla di Curenna (885) – Sella di Arnasco (490) – Chiesa Conscente (100).
20 Km circa fatti, tra varie indecisioni specie nei pressi della Rocca Livernà, per un percorso pulito che invece comporterebbe circa 18 Km.
1300 m. circa contando tutti i saliscendi.
Gheroppa, Stefania, Kay, Piera e Soundofsilence.
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