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Monte Abelliotto anello per Laghetti Barbaira e Ponte Cin da Rocchetta Nervin

Monte Abelliotto anello per Laghetti Barbaira e Ponte Cin da Rocchetta...

Percorso Inedito
05-02-2021
Rocchetta Nervina (225) – Riva dx Barbaira (225-315) – Rocchetta Nervina (225) – Riva sx Barbaira (225-470) – Ponte Cin (450) – Campu Murinà (640) – Sella dei due Abelli (765) – Monte Abeliotto (899) – Sella dei due Abelli (765) – Rocchetta Nervina (225).
17 Km. circa quelli fatti da noi con qualche ricerca di sentiero in più alla fine del sentiero sulla riva destra idrografica del Barbaira, sentiero che comunque può essere evitato in quanto non funzionale al giro, cosa che permette di risparmiare 3 Km.
1100 circa il dislivello fatto da noi, 100 metri in meno se non si esplora anche la riva destra idrografica.
Ivonne e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE, per escursionisti esperti, in genere la riva destra, su sentiero a tratti scivoloso e non sempre chiaro, soprattutto quando si tenta di scendere al torrente occorre molta prudenza per tratti ripidi, scivolosi ed esposti. E, per escursionisti medi, in teoria tutto il resto del percorso, ma il tratto da Ponte Cin fino all’altavia è piuttosto laborioso in quanto a reperire la traccia e consiglio assolutamente di avere traccia GPS al seguito.
da Genova in autostrada fino a Ventimiglia, quindi si scende all’Aurelia e la si imbocca verso est; Dopo 2,2 Km di Aurelia si imbocca la Sp64 per Dolceacqua. Passata Dolceacqua si continua per 1,5 Km sulla Sp64 per poi prendere a sinistra la Sp68 per Rocchetta Nervina. Raggiunta Rocchetta Nervina si lascia la macchina in uno degli ampi parcheggi sulla sinistra di Viale Rimembranza.
dal parcheggio si prosegue dritti attraversando la piazza del paese, quindi, volendo esplorare la riva destra idrografica, giunti al cospetto del ponte, si prende a sinistra prima di attraversarlo in via XX Settembre. La via si trasforma quasi subito in sentiero e prosegue sulla sinistra del torrente, che si può raggiungere con varie deviazioni non sempre facili, anzi spesso ripide e scivolose, nonché esposte sul torrente. Il percorso continua chiaro per circa un Km, poi probabilmente sarebbe possibile proseguire magari risalendo un poco e imboccando una traccia orizzontale che abbiamo intravisto dall’altra sponda e sembra arrivare fino a Ponte Cin, noi però abbiamo tentato invece, invano, di risalire verso il Monte Abellio, come da sentiero segnato su cartine IGN, ma la cosa non è stata fattibile. Visitata o non visitata, quindi, a piacimento la riva destra, torniamo sui nostri passi fino al ponte a Rocchetta Nervina, che attraversiamo, per dirigerci poi verso sinistra sul sentiero segnato per Ponte Paù. Il sentiero si innalza subito rispetto al torrente e prosegue parallelo e alto sopra lo stesso, toccando in successione prima la Chiesetta di San Bernardo, poi un paio di edicole votive. Poco prima della seconda edicola iniziamo poi a notare i varie pietre scure cosparse di fossili, in prevalenza nummuliti. Quasi 700 metri dopo la seconda edicola incontriamo quindi un rudere sulla sinistra e, poco più di 100 metri dopo, un bivio, dove a destra si prosegue con il sentiero segnato per Ponte Paù, mentre noi prendiamo a sinistra, in leggera discesa, e ci dirigiamo al Ponte Cin, che si raggiunge in circa 300 metri di sentiero ed una ventina di discesa. Dal Ponte il sentiero, un po’ infrascato ma riconoscibile, si dirige per un tratto parallelo al torrente verso destra, poi inverte direzione e raggiunge i ruderi di Case Cin. Qui il sentiero sembrerebbe procedere nella stessa direzione raggiungendo in breve un bel ponticello sulle acque sulfuree di un affluente del Barbaira, che vale comunque la pena di visitare, ma, in realtà, bisogna poi tornare indietro a Case Cin e individuare il sentiero che svolta a sinistra in salita. Il sentiero procede quindi piuttosto infrascato e non sempre chiarissimo, ma con qualche segnavia e ometto che aiutano, consigliabile comunque avere traccia GPS, perché, soprattutto più in alto, è veramente difficile seguire il sentiero. Dopo una settantina di metri da Case Cin giungiamo nuovamente a guadare il torrente sulfureo, che possiamo anche provare a risalire, non facilmente, per qualche metro per arrivare ad una bella cascata, purtroppo un po’ nascosta dalla vegetazione. Visitata la cascata guadiamo e continuiamo a salire sul sentiero che ora procede a tornanti, per poi invece affrontare un tratto rettilineo in direzione sud che porta ad un nuovo guado, oltre quale troviamo i ruderi di Campu Murinà (come da cartelli). Superati i ruderi continuiamo quindi a salire facendo attenzione ai segnavia, qui più presenti che in precedenza, per arrivare poi ad un punto dove sembrano sparire del tutto e, inoltre, continuare verso ovest (che è più o meno la direzione che dobbiamo mantenere) risulta difficile per via di un tratto di bosco decisamente più infrascato che scorgiamo poco sopra di noi. Qui abbiamo proceduto quindi aiutandoci con la traccia GPS per seguire all’incirca la direzione giusta, cercando nel contempo di individuare un possibile passaggio tra la vegetazione e le spine, ritrovando quindi, per fortuna, dopo qualche decina di metri, una traccia più chiara, traccia che si dirige adesso in direzione sud, fino ad intercettare l’AVML, che raggiungiamo scavalcando un guard-rail. Imbocchiamo quindi la sterrata su cui corre l’altavia verso sinistra e passiamo accanto ad alcuni ruderi di caserme, 300 metri dopo i quali dobbiamo notare un bivio a destra, non evidentissimo, che si inoltra in salita nel bosco. Imboccato il bivio usciamo quindi in breve dal bosco e pieghiamo verso sinistra, su un sentiero ora più evidente e segnato di biancorosso, su cui ancora possiamo scorgere numerosi fossili. Il sentiero, in leggera discesa, porta, dopo oltre 1 Km, a raggiungere la Sella dei due Abelli, indicata sul posto però con un altro nome (Bassa non ricordo cosa), ma comunque chiaramente riconoscibile. Qui a destra abbiamo il sentiero per Airole, a sinistra quello per Rocchetta Nervina che useremo per tornare, mentre noi proseguiamo al centro in salita, dirigendoci verso il Monte Abeliotto. La traccia, contrariamente alle aspettative, è chiara e pulita e, dopo 500 metri, arriva ad un bivio, dove prendiamo a sinistra, mentre a destra il sentiero che scende un po’, dovrebbe permettere di girare intorno alla vetta. Dal bivio, in 150 metri circa, giungiamo nei pressi della vetta, che raggiungiamo con una breve deviazione a destra, vetta in ogni caso non proprio facilmente individuabile e neanche molto panoramica data la vegetazione ingombrante. Visitata quindi la vetta torniamo sui nostri passi fino alla Sella e quindi imbocchiamo il sentiero sulla destra. Il nuovo sentiero ci porta, in poco più di 200 metri, ad intercettare l’AVML, che imbocchiamo verso destra (ma anche prenderla verso sinistra è una valida opzione per il ritorno, che se comporta una risalista di un centinaio di metri permette però di risparmiare un Km. di strada) e seguiamo per poco meno di 800 metri, per imboccare quindi a sinistra un sentiero che scende a tornanti. Il nuovo sentiero, pur essendo segnato in biancorosso, non sempre è facilissimo da seguire ed occorre attenzione per capirne la direzione in alcuni punti. In ogni caso, dopo una prima fase di discesa a tornanti in direzione est, compiamo poi un lungo traverso verso sud e, quindi, con un tornante invertiamo la marcia lungamente verso nord. In corrispondenza poi di un torrente che attraversiamo, pieghiamo quindi verso est, su una più evidente carrareccia. Giungiamo quindi ad immetterci su una sterrata, che seguiamo per poco meno di 300 metri trovando così dei cartelli segnaletici da dove inizia l’asfalto, che, seguito per circa 1,5 Km, ci riporta al parcheggio. Noi in realtà abbiamo seguito invece, sbagliando, un altro percorso che però non conviene, in quanto più lungo di 8 metri, con una risalita di una trentina di metri e pure piuttosto complicato da seguire con un tratto piuttosto infrascato; l’errore è iniziato lasciando la strada asfaltata dopo 500 metri per prendere invece una sterrata a sinistra che risale poi fino ad intercettare un sentiero segnato con il quale si scende poi ad una piazzola per elicotteri, sulla sinistra della quale un’infrascata traccetta consente in pochi metri di raggiungere il sottostante asfalto che imboccato verso sinistra riporta in circa 500 metri al parcheggio.
il progetto prevedeva di percorrere il sentiero sulla riva destra idrografica sperando di trovare un collegamento verso il Monte Abellio, ma non siamo riusciti a trovarlo, non dispero invece che si possa trovare un collegamento con Ponte Cin, ma nell’occasione non abbiamo avuto tempo di esplorare questa parte.Fatta questa premessa l’avanti e indietro lungo la riva destra rimane un po’ fine a se stesso, ma comunque meritevole di una visita, ma indubbiamente l’anello può essere effettuato con più logica escludendo questa parte. Per quanto riguarda l’anello i punti principali di interesse sono i tantissimi fossili, soprattutto di nummuliti, disseminati sul percorso, e poi i bei laghetti color smeraldo del Barbaira, che però si possono sicuramente gustare meglio facendo un anello più ampio che arrivi a Ponte Paù. Interessante invece il rio sulfureo che si attraversa un paio di volte salendo dal Ponte Cin, tanto che meriterebbe una, non facile, esplorazione migliore, così come pure meriterebbe maggior esplorazione il torrente Barbaira nei dintorni di Ponte Cin. A parte questo la vetta è stata una delusione in quanto non offre nessun panorama, solo un bello strapiombo poco prima di arrivarci.
Percorso Inedito
05-02-2021
Rocchetta Nervina (225) – Riva dx Barbaira (225-315) – Rocchetta Nervina (225) – Riva sx Barbaira (225-470) – Ponte Cin (450) – Campu Murinà (640) – Sella dei due Abelli (765) – Monte Abeliotto (899) – Sella dei due Abelli (765) – Rocchetta Nervina (225).
17 Km. circa quelli fatti da noi con qualche ricerca di sentiero in più alla fine del sentiero sulla riva destra idrografica del Barbaira, sentiero che comunque può essere evitato in quanto non funzionale al giro, cosa che permette di risparmiare 3 Km.
1100 circa il dislivello fatto da noi, 100 metri in meno se non si esplora anche la riva destra idrografica.
Ivonne e soundofsilence.
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