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Rocca di Corno anello per Rocca Uccelli e Valle Frassini dalle Manie

Rocca di Corno anello per Rocca Uccelli e Valle Frassini dalle Manie

Percorso Inedito
07-11-2015
Manie (280) – Andrassa da Campagna (280) – Arma delle Fate (240) – Ponte delle Fate (145) – Grotta del Corno (215) – Grotta Superiore del Ponte Romano (220) – Rocca di Corno (306) – Grotta del Corno (215) – Grotta Superiore del Ponte Romano (220) – Ciappo del Sale (305) – Rocca degli Uccelli (371) – Ciappo del Sale (305) – Valle dei Frassini – Grotta Superiore dei Frasci (230) – Grotta Inferiore dei Frasci (180) – Ponte delle Fate (145) – Parcheggio Rocca di Corno (130) – Arma delle Fate (240) – Manie (280).
10 Km. circa il giro che abbiamo fatto noi, ma siamo passati due volte dalla Rocca di Corno, un giro più logico sarebbe di 8,8 Km.
600 circa quello fatto da noi, senza passare due volte dalla Rocca diventa di 500 circa.
Piera e Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, dalle Manie all’Arma delle Fate, anche se con qualche difficoltà d’orientamento per reperire l’Andrassa da Campagna e la stessa Arma delle Fate, trattandosi di sentieri comunque non segnati. EEA (escursionisti esperti con attrezzatura - necessarie lampade e preferibilmente tuta) la visita all’interno dell’Arma delle Fate che prevede alcuni passaggi stretti e uno in particolare di 3 metri circa in cui occorre strisciare. E il sentiero che da ponte delle Fate arriva a ricongiungersi col rombo rosso vuoto; EE, per escursionisti esperti, il rombo rosso vuoto fino all’altopiano sommitale, in quanto presenta 3 passaggi attrezzati con corda (solo l’ultimo non elementare) e qualche passaggio leggermente esposto. E tutto il resto, con qualche attenzione in più sulla precipite ed espostissima sommità della Rocca degli uccelli e sul sottostante torrione.
Da Genova in autostrada fino a Spotorno. Da Spotorno si prende a destra la SP8 per Vezzi Portio e Finale e la si segue per circa 4 Km, dove si svolta a sinistra sulla SP54 per le Manie che si deve seguire per 7,7 Km circa. Non è facile però individuare il punto in cui parte il sentiero vicino al quale parcheggiare. Provo a dare alcuni riferimenti: dopo poco più di 7 km dall’imbocco della SP54, dovremmo notare la trattoria il Gambero Verde, qui siamo quasi arrivati, il punto di inizio del sentiero dista circa 500 metri ancora; non ci resta che individuare un’area disboscata sulla destra per fare spazio ai pali dell’Enel. Per parcheggiare vi sono alcuni piccoli slarghi che non consentono la sosta a più di una macchina, ma che di solito sono liberi; noi abbiamo parcheggiato poco più di 100 metri prima dell’inizio del sentiero testè descritto, esiste comunque uno slargo un pò più vicino e delimitato sulla destra da grosse pietre, proprio nel punto in cui inizia il sentiero per l’Arma delle Fate.
Dalla radura descritta sopra ci dirigiamo verso il primo palo della luce per circa 30 metri, quindi pieghiamo a sinistra su una traccia non evidentissima, e la seguiamo per 70 metri circa; qui, sulla destra si individua una traccia in discesa che in 30 metri circa porta sull’orlo della voragine dell’Andrassa da Campagna. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla radura e continuiamo dritti per 40 metri circa, dove imbocchiamo il bivio sulla sinistra. Il sentiero procede in leggera discesa a fianco di pareti rocciose presentanti parecchi antri e buchi, per giungere quindi all’ampia entrata dell’Arma delle Fate (muro e cancello soprastante, ma assente nella parte inferiore): La visita della grotta è molto semplice speleologicamente parlando, ma per un escursionista è bene affrontarla con precauzioni e rispetto (con più fonti di luce, non da soli, e magari con tuta e guanti). La grotta è lunga circa 250 metri e il percorso è obbligato quindi non si corre il rischio di perdersi, anche se può capitare, data l’angustia di alcuni punti del percorso, di confondere passaggi impraticabili con la via giusta, ma con un minimo di calma l’orientamento è facile e aiutato anche da segnavia fosforescenti. Il sentiero continua poi in ripida discesa davanti all’entrata della Grotta e dopo poco più di 200 metri occorre prestare attenzione a non dirigersi su una traccia in discesa a destra, ma continuare sulla traccia più evidente, e quasi in piano, sulla sinistra che in breve porta sulla sterrata della Val Ponci, 60 metri prima del Ponte romano delle Fate. Subito sulla sinistra del ponte imbocchiamo una traccia nel bosco. Ignoriamo subito un bivio sulla sinistra e proseguiamo costeggiando un recinto, per poi iniziare a salire a tornanti. Al secondo tornate troviamo un bivio, dove prendiamo a sinistra e, dopo pochi metri possiamo notare sulla destra la Grotta del Corno, caratterizzata da una specie di soppalco costituito da tronchi incastrati. Visitata la grotta dopo poco notiamo la seconda, la Grotta Superiore del Ponte Romano, situata poco sopra il sentiero. Continuiamo quindi sulla traccia potendo scegliere se passare, dove possibile, attaccati alle falesie, o un poco più in basso. Giungiamo in ogni caso a una grotticella etichettata F252. Da qui, in circa 150 metri, ci immettiamo sul sentiero segnato rombo rosso vuoto, che imbocchiamo in salita sulla destra. Proprio in questo punto, 2 metri sopra il sentiero, una corda mi incuriosisce: vado a vedere, ma non la salgo, mi toglierò un’altra volta la curiosità… Ritornati quindi sul sentiero si passano 3 punti attrezzati con corde e quindi una cengia un poco esposta e caratterizzata da sporgenze rocciose, quindi si giunge al bivio per la vetta (segnalato con scritta). Prendiamo quindi a destra per la vetta, segnalata da un piccolo ometto di pietra e quindi proseguiamo ancora per 50 metri fino al bordo della falesia. Torniamo quindi indietro al rombo rosso e continuiamo sulla destra. Dopo 400 metri circa incontriamo un bivio sulla destra che noi abbiamo imboccato per esplorare anche questo percorso che, dopo 370 metri, porta al bivio presso la Grotta del Corno, senza offrire particolari spunti di interesse; consiglierei quindi di proseguire dritti ed evitare questa digressione. Proseguiamo quindi per poco meno di un Km in falsopiano e notiamo sulla destra il bivio per la Valle dei Frassini che imboccheremo successivamente; proseguiamo quindi dritti e giungiamo dopo 370 metri al Ciappo del Sale, grande masso ricco di incisioni rupestri, alcune risalenti presumibilmente alla preistoria. Poco dopo il Ciappo del Sale il sentiero inizia a scendere e 300 metri dopo lo stesso, imbocchiamo una chiara deviazione, praticamente una carrareccia, sulla sinistra. La carrareccia continua fin quasi in vetta alla Rocca degli Uccelli per trasformarsi pochi metri prima in un sentierino neanche molto evidente, che, in breve, porta alla precipite sommità, deturpata un poco però da un recinto contenente numerose antenne (nota da una gita successiva: poco meno di 250 metri dal bivio imboccato per salire alla Rocca, e subito dopo il terzo tornante, si può notare sulla sinistra, qualche metro sopra il sentiero, la Grotta della Rocca degli Uccelli, che merita una visita). Ridiscendendo si può fare una breve deviazione a sinistra sulla cima dell’ampio torrione notato sicuramente dalla vetta, ne vale sicuramente la pena per avere una vertiginosa visione sulla verticali pareti della Rocca degli Uccelli. Torniamo quindi al Ciappo del Sale e al bivio per la Valle dei Frassini, che imbocchiamo sulla sinistra. Il sentiero è segnato, anche se non subito, con delle H rosse. Dopo 350 metri notiamo sulla sinistra la piccola e non molto interessante Grotta Superiore dei Frasci. Altri 260 metri e una non evidente deviazione sulla sinistra consente di giungere subito a una grotta non visibile dal sentiero (Grotta dei Frassini) e, quindi, proseguendo ancora qualche metro, alla pittoresca Grotta Inferiore dei Frasci. Torniamo quindi sul sentiero principale, da dove, scendendo qualche metro, è possibile comunque vedere, più facilmente se ci si gira indietro, la muratura che racchiude la grotta testè visitata, cosa assai utile se non si è imbroccata la deviazione…. Ancora duecentotrenta metri circa e raggiungiamo la sterrata della Val Ponci, che imbocchiamo verso destra. In circa 600 metri siamo nuovamente al Ponte delle Fate, da dove proseguiamo sulla sterrata fino al parcheggio della Rocca di Corno (230 metri dal ponte) e anche un po’ oltre, per godere dello spettacolo delle bianche pareti della Rocca illuminate dalla luce radente del sole…. Torniamo quindi indietro fin quasi al ponte delle Fate per risalire per la strada dell’andata all’Arma delle Fate e quindi alle Manie dove abbiamo lasciato la macchina.
Fino alla Grotta Inferiore dei Frasci ero rimasto un po’ deluso dalla gita perché poco avevo aggiunto di interessante a quanto già conoscevo, ma quest’ultima cavità mi ha fatto ricredere ampiamente: veramente suggestiva e spettacolare, nonché particolare, immersa oltretutto nella tetra e misteriosa ma affascinante Valle dei Frassini. Mettendosi però nei panni di chi non abbia mai visitato la zona devo dire che anche il resto della gita vale ampliamente la spesa: suggestiva la voragine dell’Andrassa da Campagna, molto bella l’Arma delle Fate, soprattutto dopo la strettoia, maestosa la Rocca di Corno, interessante il Ciappo del Sale, impressionante la Rocca degli Uccelli, suggestiva e misteriosa la Valle dei Frassini. In definitiva il finalese non delude mai…
Percorso Inedito
07-11-2015
Manie (280) – Andrassa da Campagna (280) – Arma delle Fate (240) – Ponte delle Fate (145) – Grotta del Corno (215) – Grotta Superiore del Ponte Romano (220) – Rocca di Corno (306) – Grotta del Corno (215) – Grotta Superiore del Ponte Romano (220) – Ciappo del Sale (305) – Rocca degli Uccelli (371) – Ciappo del Sale (305) – Valle dei Frassini – Grotta Superiore dei Frasci (230) – Grotta Inferiore dei Frasci (180) – Ponte delle Fate (145) – Parcheggio Rocca di Corno (130) – Arma delle Fate (240) – Manie (280).
10 Km. circa il giro che abbiamo fatto noi, ma siamo passati due volte dalla Rocca di Corno, un giro più logico sarebbe di 8,8 Km.
600 circa quello fatto da noi, senza passare due volte dalla Rocca diventa di 500 circa.
Piera e Soundofsilence.
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