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Torre di Belenda, Grotte San Bernardino e Casa del Vacchè da Calvisio

Torre di Belenda, Grotte San Bernardino e Casa del Vacchè da Calvisio...

Percorso Inedito
05-02-2016
Calvisio (10) – Torre Belenda (170) – Grotta Chiesa San Bernardino (245) – Chiesa San Bernardino (250) – Chiesa San Cipriano (100) – Riparo della Porta (230) – Grotta a Y (235) - Grotta della Luce (260) – Casa del Vacchè (270) – Chiesa San Cipriano (100) – Calvisio (10).
11 Km circa il percorso che qui descrivo che non è, come spiegato nelle conclusioni, quello esattamente da me percorso.
500 m. circa nel percorso qui descritto.
Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE, per escursionisti esperti, la salita al Riparo della Porta e alle Grotte nei dintorni (Faggio, Mortà, Luce) per la mancanza di sentiero, il parziale infrascamento e il terreno abbastanza ripido: niente di estremo in ogni caso, più indubbiamente problemi di orientamento che alpinistici, ma una certa qual dimestichezza con i boschi ripidi, seppur non ripidissimi in questo caso, ci vuole comunque. Per le Grotte solo quelle presso la Chiesa di San Bernardino, e neanche tutte, necessitano della lampada e per entrare in quella più vicina alla Chiesa occorre strisciare sotto l’ingresso, quindi consigliabile anche il casco.
Da Genova in autostrada fino a Spotorno. Da Spotorno si prende a destra la SP8 per Tosse e Vezzi Portio. Giungiamo quindi alla località Tosse e la attraversiamo, superiamo cartelli indicanti località Vezzi Portio e Magnone e quindi giungiamo a un bivio con indicato a destra per San Giorgio e San Filippo, mentre noi prendiamo a sinistra per Portio, Finale e Noli. Dopo 300 metri incontriamo un altro bivio, dove prendiamo a destra per Portio e Finale Ligure, lasciando a sinistra la strada per le Manie (indicazioni anche per Voze e Noli). Poco meno di 3 Km di discesa e raggiungiamo la strada di fondovalle che imbocchiamo verso sinistra. Seicento metri ancora e tralasciamo sulla destra il bivio per Boragni e Orco continuando invece dritti, dopo 700 metri superiamo la Pizzeria Cornei e la contigua località Ponte Cornei, quindi proseguiamo per altri 2,5 Km fino a giungere in località Calvisio, dove possiamo parcheggiare nello spiazzo sulla destra recante i cartelli del Camping Gioele, o, se non si trova posto, un poco più avanti nel primo parcheggio disponibile.
Dal parcheggio del Camping proseguiamo su asfalto in direzione mare per 150 metri circa, giungendo quindi alla Chiesa di Calvisio, alla immediata destra della quale imbocchiamo Vico Gardano. Cerchiamo quindi di salire il più dritti possibile (io dopo 150 metri ho effettuato un ampio tornante verso destra, ma credo sia possibile tirare dritti sulla massima pendenza) e dopo Vico Gardano continuiamo l’ascesa lungo Vico Costa. Incontriamo poi un parcheggio sulla sinistra, passiamo un archivolto e, poco più di 150 metri dopo il parcheggio, ci troviamo in un punto in cui la strada cementata piega decisamente a sinistra, qui noi invece dobbiamo proseguire dritti su una carrareccia, anche se per pochi metri; dopo una quarantina di mentri in effetti lasciamo la carrareccia, diretta verso la sorgente Ruggetta, per piegare a sinistra su una traccia non evidentissima in piano; dopo 70 metri circa pieghiamo a destra in salita e dopo un’ulteriore quarantina di metri pieghiamo nuovamente a sinistra in piano, passando sulla destra di un’ampia vasca piena d’acqua. Attraversiamo quindi le fasce in piano per circa una settantina di metri dalla vasca e riprendiamo la salita sulla destra su ampia sterrata, cercando anche qui di salire il più direttamente possibile. Dopo circa 150 metri di percorso, a quota 160 circa, imbocchiamo quindi un sentierino un poco infrascato che in una cinquantina di metri ci porta a raggiungere la bella Torre di Belenda. Visitata la Torre prendiamo brevemente a sinistra della stessa e quindi imbocchiamo un nuovo sentiero sulla destra, in salita; dopo poco passiamo sulla destra di un recinto con animali e, poco dopo, lasciamo sulla destra il sentiero per la Sorgente Ruggetta che imboccheremo in seguito; da qui pochi passi ancora e giungiamo sull’asfalto di via Usodimare che imbocchiamo verso sinistra. Dopo 120 metri possiamo notare sulla destra un’esile traccia sull’immediata sinistra di un palo credo della luce; imbocchiamo quindi questa traccia che dopo 50 metri circa giunge nei pressi di un anfratto nella roccia, qui si piega a sinistra e si giunge a percorrere brevemente le vestigia di un’antica strada ormai in rovina e completamente infrascata; qui sulla destra si sale in breve alla Grotta della Chiesa di San Bernardino. Attraversiamo quindi la grotta che ha una seconda uscita che ci porta a sbucare in un sentierino delimitato sulla sinistra da un muro. Dopo pochi metri troviamo quindi la seconda grotta, il Cunicolo di San Bernardino, la cui visita richiede la lampada, in quanto vi è appunto un cunicolo (sembra in realtà più una galleria scavata) che procede all’interno per qualche decina di metri. Usciti dal Cunicolo subito dopo troviamo un piccolo buco che costringe a strisciare per un paio di metri per entrare, ma ne vale la pena perché ci si immette in una sala con una parete completamente concrezionata. Visitata quindi anche questa terza grotta, occorre tornare indietro sui propri passi, la prosecuzione, che porterebbe in breve alla Chiesa di San Bernardino, è in effetti sbarrata poco dopo da una vegetazione insormontabile. Ritorniamo quindi alla Via Usodimare e proseguiamo sulla stessa anche dopo il bivio da cui siamo venuti, in prossimità del quale la strada svolta a sinistra e dopo pochi metri diventa Via Da Verrazzano. Continuiamo a seguire la nuova via per neanche 200 metri e imbocchiamo il bivio sulla sinistra per la Chiesa di San Bernardino. Visitata quindi la Chiesa possiamo tornare indietro fino al bivio di via Usodimare ripercorrendo la strada asfaltata percorsa, o imboccare, a pochi metri dalla Chiesa, un esile sentierino sulla destra che, se non lo perdiamo, riporta in via Usodimare in prossimità del predetto bivio, esattamente tra un parcheggio e il cartello indicatore della via. Ritornati in un modo o nell’altro al bivio poco sotto l’asfalto di via Usodimare imbocchiamo quindi il sentiero per la Sorgente Ruggetta (segnalato da un cartello giallo con la scritta “trekking”. Dopo circa 600 metri incontriamo sulla destra un sentiero proveniente da Calvisio e, poco dopo, il bivio sulla sinistra per la Sorgente Ruggetta e Camporotondo, mentre noi prendiamo invece a destra in discesa verso la Chiesa di San Cipriano. Dopo altri 600 metri circa giungiamo quindi alla Chiesa di San Cipriano, dove, appena sotto la stessa, imbocchiamo il sentiero segnato rombo rosso per la Casa del Vacchè. Dopo 500 metri circa lasciamo sulla sinistra il quadrato rosso vuoto per il Bric Reseghè e proseguiamo sul rombo verso Casa del Vacchè. Dopo poco meno di 900 metri notiamo sulla sinistra la Grotta del Rio Mortà che possiamo brevemente visitare. Cinquanta metri circa dopo la Grotta del Rio Mortà, una vaga traccia sulla sinistra consente di dirigersi verso il Riparo della Porta: in poco meno di 100 metri di vaga traccia infrascata giungiamo quindi nei pressi della Grotta del Faggio, che però non salta certo all’occhio, trattandosi di un piccolo e basso buco; proseguendo, una sessantina di metri dopo questa grotta ci imbattiamo anche nel Riparo della Porta, costituito da 3 aperture con tracce di muretti. Dopo il Riparo della Porta, svoltando a sinistra in salita, lungo le pareti, giungiamo in breve alla Caverna del Rio Mortà, di difficile accesso, ma abbellita da alcune concrezioni esterne. Dalla Caverna del Rio Mortà scendiamo alla bell’e meglio al fondovalle dove riprendiamo il sentiero segnato e proseguiamo sempre in direzione Casa del Vacchè. Poco più di 100 metri dopo il punto in cui presumibilmente siamo tornati sul sentiero segnato possiamo notare una deviazione sulla sinistra, in leggera discesa, che in pochi minuti porta al piccolo ingresso murato della Grotta a Y. Dalla Grotta a y si può poi andare anche se non molto facilmente, alla Grotta della Luce e, tutto sommato, forse non ne vale la pena, dato che quest’ultima è decisamente meno interessante. In ogni caso dalla Grotta a Y bisogna dirigersi al muretto che delimita lo spiazzo antistante e calarvicisi giù nel punto che sembra più opportuno; ci si trova quindi in una traccia tra un muro e il versante sud della valletta, che occorre risalire nel punto più opportuno per circa una trentina di metri di dislivello, cercando di arrivare proprio di fronte alla Grotta a Y. Torniamo quindi sui nostri passi fino al sentiero principale verso Casa del Vacchè e dopo un Km circa arriviamo prima ad un pozzo chiuso in una costruzione con segnale di pericolo poi, in rapida successione, al terzo Riparo del Vacchè, con muratura completa costruita attorno, al Riparo del Bivio del Vacchè, simile ad una trincea e infine alla Casa del Vacchè stessa. Da qui sarebbe logico proseguire ancora un poco e quindi prendere il bivio sulla sinistra segnato con un quadrato rosso per Camporotondo (o anche il sentiero presso il Riparo del Bivio del Vacchè) e da lì tornare attraverso la sorgente Ruggetta, ma non è così che ho fatto in questa occasione, essendomi perso, letteralmente, nell’esplorazione…. Si torna quindi sul percorso dell’andata, ovviamente evitando le deviazioni per le grotte, fino alla Chiesa San Cipriano e da qui si scende per l’asfaltata via Bedina per circa 150 metri per poi imboccare il sentiero segnato per Calvisio, dove arrivati alla strada sul fondovalle, la percorriamo verso destra per poco meno di 200 metri, arrivando così al parcheggio del Camping Gioele.
il percorso qui descritto è il “riassunto” di 3 gite di esplorazione da me effettuate nelle date indicate, ho tolto quindi inutili ravanamenti nelle spine e descritto invece tutto quanto ho trovato di meritevole, in più ho aggiunto il percorso per il ritorno attraverso Via Bedina, non effettuato in nessuna delle 3 occasioni. Quello che ne risulta è una gita non molto lunga, ma con molti punti di interesse, su tutti le Grotte sotto la Chiesa di San Bernardino, la Torre di Belenda e la Grotta a Y, consiglierei quindi di ampliarne il percorso, magari facendo un giro ad anello che per il ritorno passi da Camporotondo.
Percorso Inedito
05-02-2016
Calvisio (10) – Torre Belenda (170) – Grotta Chiesa San Bernardino (245) – Chiesa San Bernardino (250) – Chiesa San Cipriano (100) – Riparo della Porta (230) – Grotta a Y (235) - Grotta della Luce (260) – Casa del Vacchè (270) – Chiesa San Cipriano (100) – Calvisio (10).
11 Km circa il percorso che qui descrivo che non è, come spiegato nelle conclusioni, quello esattamente da me percorso.
500 m. circa nel percorso qui descritto.
Soundofsilence.
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