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Bric Pianarella anello per Camporotondo e Casa del Vacchè dalla Madonna delle Grazie

Bric Pianarella anello per Camporotondo e Casa del Vacchè dalla Madon...

Percorso Inedito
12-12-2015
Madonna delle Grazie (90) – Bric Pianarella (350) – Osservatorio astronomico (340) – Bric Ercea (320) – Dolmen Monticello (190) – Sorgente Ruggetta (165) – Camporotondo (280) – Bric reseghè (300) – Caverna Rio Mortà (240) – Casa del Vacchè (270) – Presepino (295) – Madonna delle Grazie (90).
14 Km circa.
700 m. circa.
Piera e Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Praticamente tutto E, per escursionisti medi, in quanto a difficoltà tecniche, unica zona un po’ impervia, ma neanche tanto passando nei punti giusti e la salita alla Caverna del Rio Mortà, per la quale, stante anche la mancanza di una traccia, sconfiniamo sicuramente nell’EE; per escursionisti esperti, per il resto le difficoltà maggiori sono dal punto di vista dell’orientamento essendoci alcuni tratti (pochi) di percorso su sentieri non segnati, in particolare nella zona dell’Osservatorio astronomico e per raggiungere le varie vette, dove si aggiunge anche un discreto problema di infrasca mento, ma si tratta di tratti brevi e non indispensabili, dato anche lo scarso panorama che si gode dalle stesse.
Da Genova in autostrada fino ad Orco Feglino. All’uscita dell’autostrada prendiamo quindi a destra e proseguiamo per 1,8 Km circa e parcheggiamo in uno spiazzo in corrispondenza della cappelletta della Madonna delle Grazie e, sull’altro lato, della carrozzabile che porta all’Agriturismo la “Ca di Alice”.
dal parcheggio si prende il sentiero che parte dalla cappelletta, segnato con due triangoli rossi. Dopo circa 450 metri di sentiero e a quota 225 circa, una chiara deviazione in piano sulla destra porta in una trentina di metri a visitare un riparo murato; eventualmente visitato detto riparo proseguiamo per 120 metri circa sul sentiero segnato, dove, poco dopo un tetto di roccia, lasciamo il sentiero segnato sulla sinistra per prendere invece a destra. Proseguiamo quindi su questo sentiero per oltre 450 metri per raggiungere quindi, a quota 300 circa, il sentiero segnato con un quadrato rosso (e, forse, anche con qualche altro simbolo riguardando a posteriori la cartina); qui imbocchiamo il sentiero segnato sulla destra, ma lo seguiamo per solo 15 metri circa, per svoltare quindi a destra compiendo un tornante col sentiero da cui siamo venuti. Seguiamo quindi il nuovo sentiero per circa 150 metri, fino ad incrociare (a quota 310 circa) una deviazione sulla sinistra in salita, che imbocchiamo. Altri 130 metri circa e, subito prima che il sentiero inizi leggermente a scendere, si può fare una breve deviazione sulla destra (meno di 30 metri) per toccare la sommità del Bric Pianarella; predetta deviazione non è segnalata, né vi è una vera e propria traccia, quindi bisogna combattere un poco con la vegetazione e non è detto ne valga la pena, data l’assenza di un qualsiasi panorama; visitata o no la vetta continuiamo quindi sulla traccia ora in leggera discesa per giungere in una sessantina di metri a scorgere sulla sinistra il piccolo Menhir forato che costituisce il cosiddetto “Osservatorio astronomico del Bric Pianarella”. Visitato il sito torniamo sui nostri passi per poco più di 200 metri per ritrovarci al bivio di quota 310 precedentemente menzionato, dove prendiamo a sinistra. Dopo 75 metri ignoriamo subito una deviazione a destra (est) e così faremo anche con alcune altre successive. Il sentiero compie quindi l’aggiramento del Bric Pianarella e a quota 335 circa incontriamo un’ultima deviazione verso destra (che al contrario della prima citata in questo caso corrisponde alla direzione ovest), duecento metri circa dopo la quale si può deviare a sinistra brevemente, ma sempre con difficoltà dovute alla vegetazione, per la sommità del Bric Ercea, per il quale vale il medesimo discorso del Bric Pianarella (Difficile in ogni caso individuare il punto esatto se non si è dotati di GPS). Continuiamo poi in direzione sud e 170 metri circa dalla possibile deviazione per la cima del Bric Ercea riincrociamo il sentiero segnato con un quadrato rosso, che imbocchiamo sulla destra. Seguiamo quindi l’ampia e pressoché pianeggiante sterrata che costituisce il predetto sentiero sempre in direzione sud per poco più di 500 metri, dove incontriamo un bivio sulla sinistra che imboccheremo successivamente, mentre adesso continuiamo dritti sul quadrato rosso per altri 200 metri, per prendere quindi a destra un sentiero in discesa. Dopo poco più di 150 metri sul nuovo sentiero giungiamo in vista di un tornante, sotto il quale vi è una bella e ben conservata costruzione in pietra; dal tornante proseguiamo quindi per altri 250 metri circa e giungiamo al Dolmen di Monticello, meta di questa deviazione. Ritorniamo quindi sui nostri passi fino a ritornare sul quadrato rosso prima e quindi 200 metri dopo al bivio summenzionato, che imbocchiamo in discesa, a tratti ripida, sulla destra. Il nuovo sentiero, a guardare la cartina a posteriori, dovrebbe essere segnato con un uguale e un triangolo rosso e lo seguiamo in discesa fino a giungere a fondovalle, ignorando, a quota 250 circa, una deviazione a destra che porterebbe a San Bernardino. Toccato quindi il fondovalle a quota 165 circa, svoltiamo qui a sinistra, iniziando a risalire, su sentiero segnato con una linea rossa. Si giunge quindi in breve ad alcuni bei ripari murati, subito dopo i quali troviamo un bivio dove lasciamo a sinistra la linea rossa, per seguire sulla destra uno strano simbolo, che solo qui ho avuto occasione di vedere nella segnaletica dei sentieri, costituito da un triangolo rosso sormontato da un pallino attaccato sopra. Dopo circa 500 metri su questo sentiero ci troviamo in un punto dove sembra quasi di passare su un ponte, ma in realtà, sporgendoci un poco possiamo notare che invece la traccia sta semplicemente passando sulla volta di una piccola grotta, trattasi della F120 dell’elenco del Borbonese. Volendo la si può visitare proseguendo pochi metri sul sentiero e cercando di individuare tra la vegetazione quel che resta di una traccia sulla sinistra che torna brevemente indietro parallela al sentiero per giungere alla predetta grotta. Visitata la Grotta riprendiamo la nostra marcia verso nord e dopo poco più di 300 metri dalla F120 raggiungiamo un bivio; qui continuiamo brevemente a sinistra sempre sul segnavia trangolo + pallino per vedere alcuni dei megaliti di camporotondo (70 metri), quindi torniamo al bivio e prendiamo a sinistra il sentiero segnato con 3 pallini rossi, che subito ci porta a visitare il bellissimo riparo di Camporotondo. Visitato adeguatamente Camporotondo e il suo bel prato lasciamo subito i 3 pallini rossi per prendere a destra un sentiero segnato con un quadrato rosso vuoto. Dopo oltre 300 metri sul nuovo sentiero si può deviare a sinistra per eventualmente raggiungere la vetta del Bric Reseghè: anche qui senza un sentiero preciso tanto che io sono salito da una parte, sceso da un’altra e mi pare invece di aver individuato la traccia più evidente in mezzo alle due percorse…. In ogni caso vale lo stesso discorso che per le altre due vette di giornata. Poche centinaia di metri dopo il Bric Reseghè uno strano simbolo a guisa di segnavia su roccia indica a sinistra la breve deviazione per visitare un caratteristico pozzo. Poco meno di duecento metri dal pozzo incontriamo poi un riparo murato e da qui iniziamo a scendere fino a giungere, dopo 450 metri circa, a un bivio dove continuiamo a sinistra, lasciando i 3 pallino rossi sulla destra. Percorriamo quindi altri quasi 150 metri per lasciare anche il quadrato rosso vuoto sulla destra e prendere a sinistra sul sentiero segnato con un rombo rosso pieno. Su questo nuovo sentiero andiamo avanti per 850 metri fino ad incontrare, subito alla sinistra del sentiero, la Grotta del Rio Mortà, visitata brevemente la quale proseguiamo per poco più di 200 metri per giungere in una zona più ampia con molti resti di muretti, dove si possono intuire numerosi anfratti. Qui dirigendosi a sinistra attraversando una zona pianeggiante (subito prima di dove grossi massi sembrano nascondere grotte che in realtà non ci sono), per poi affrontare il versante nel punto meno ripido e risalendolo per una settantina di metri e una ventina di dislivello, si arriva alle pareti dove si apre la bella Caverna del Rio Mortà (ammirabile però solo dal di fuori se non si hanno buone doti alpinistiche) e dove dovrebbero aprirsi anche altre grotte (tipo il Riparo della Porta), che però mi riservo di trovare ad una prossima visita, essendomi fermato alla prima, ignorando ancora la presenza di altre. Tornati dalla Caverna torniamo a seguire il rombo rosso verso nord-ovest. Seguendo tale sentiero incontriamo prima il terzo riparo del Vacchè (F17 segnato in blu), quindi il più interessante e complesso Riparo del Bivio del Vacchè in corrispondenza delll’immissione da sinistra del sentiero segnato con una linea rossa; qui continuiamo dritti a destra e in poco più di 50 metri siamo alla Casa del Vacchè, riparo a due ingressi abbondantemente cintato e murato. Ancora poco più di 150 metri dalla Casa del Vacchè e incontriamo alcuni bivi a destra e a sinistra che ignoriamo, proseguendo dritti sul sentiero segnato rombo rosso (e adesso anche con un quadrato rosso pieno). Ulteriori 150 metri e giungiamo ad una roccia caratteristica su cui è stato allestito un piccolo presepe; da qui percorriamo ancora duecento metri prima di incontrare due bivi a destra in successione che dobbiamo tralasciare per imboccare a sinistra il sentiero segnato con due triangoli rossi (al secondo bivio a destra, quadrato rosso, andremmo al Ciappo dei Ceci) che seguiamo fino al bivio dove li abbiamo lasciati all’andata e quindi percorriamo a ritroso fino alla macchina.
Giro molto interessante più che dal punto di vista archeologico che paesaggistico: la zona di camporotondo indubbiamente coniuga splendidamente i due aspetti e merita assolutamente una visita, ma la zona dell’osservatorio astronomico è sicuramente più interessante dal secondo punto di vista che dal primo; abbastanza interessante poi per entrambe gli aspetti anche il Dolmen di Monticello, probabilmente il più bello di quelli che ho visto nel finalese (Dolmen della Strapatente e di Borgio Verezzi). Per quanto riguarda le grotte invece alcuni ripari sono carini, e decisamente scenografico è quello sulla destra risalendo dalla sorgente Ruggetta verso Camporotondo, e anche la Caverna del Rio Mortà, con le sue concrezioni esterne, può meritare una visita. In definitiva per i panorami e per le grotte (in attesa di trovare le altre presso il Rio Mortà e ammesso di non ampliare il giro fino alla vicina Grotta delle Stalattiti) questo giro non è certamente tra i più belli che si possano fare nel finalese, ma per quanto riguarda il lato archeologico sicuramente sì, e una visita a Camporotondo, come dicevo, non può assolutamente mancare ad un escursionista che voglia conoscere il Finalese.
Percorso Inedito
12-12-2015
Madonna delle Grazie (90) – Bric Pianarella (350) – Osservatorio astronomico (340) – Bric Ercea (320) – Dolmen Monticello (190) – Sorgente Ruggetta (165) – Camporotondo (280) – Bric reseghè (300) – Caverna Rio Mortà (240) – Casa del Vacchè (270) – Presepino (295) – Madonna delle Grazie (90).
14 Km circa.
700 m. circa.
Piera e Soundofsilence.
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