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Bric del Frate anello per Pian Marino e Caverna Pile da Case Valle e Castel Gavone da Chiesa Perti

Bric del Frate anello per Pian Marino e Caverna Pile da Case Valle e C...

Percorso Inedito
23-12-2017
Chiesa di Perti (135) – Castel Gavone (165) – Chiesa di Perti (135) – trasferimento in macchina - Case Valle (135) – Grotta dell’Edera (225) – Chiesa Sant’Antonino (280) – Cengia Bric Scimarco (265) – Grotta dell’Acqua (270) – Grotta del Morto (275) – I Frati (265) – Arma dei Passi Cattivi (195) – Cavernetta del Muretto (290) – Caverna delle Pile (285) – Caffettiera (300) – Grotta del Frate (305) – Bric del Frate (400) – Pian Marino (270) – Grotta Sant’Eusebio (270) – Arma Pollera (300) – Arma do Rian (265) – Arma do Prinsipaa (260) – Alveare (270) – Arma del Buio (165) – Case Valle (135).
11 Km. circa, di cui poco meno di 800 per la visita a\r a Castel Gavone.
650 circa per il giro del Bric del Frate, più una trentina di metri per la visita al Castel Gavone.
Simona e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE, per escursionisti esperti, la risalita della grotta dell’Edera, ripida e scivolosa, ma con l’aiuto di due corde fisse, EE le brevi risalite alla Grotta dell’Acqua e del Morto, su terreno ripido e sconnesso, EE il giro intorno ai Frati e la salita verso la cima del frate mediano per alcuni passi di I grado anche un po’ esposti, EE un breve saltino in discesa prima dell’Arma dei Passi Cattivi (attrezzato con corda), EE tutto il tratto che dall’Arma dei Passi Cattivi porta al settore destro del Bric Grigio, quindi alla Cavernetta del Muretto e alle Caverne delle Pile, soprattutto a causa del difficile orientamento su sentieri praticamente inesistenti e, presso la Caverna delle Pile, anche per qualche passaggio di I grado e una leggera esposizione, per non parlare poi dell’entrata alla parte principale della stessa caverna, che presenta un passaggio di un metro e mezzo, non esposto, ma che si potrebbe valutare, a mio parere, di quarto grado (utile una corda, bastano 10 metri, che si può mettere in doppia attorno a una colonnina per la discesa, difficile però recuperarla in quanto non scorre sulla roccia ruvida, meglio quindi essere con qualcuno capace di scendere e salire autonomamente), EE pure la discesa dal Bric del Frate, su sentiero praticamente scomparso e quindi abbastanza infrascato, ma mai difficile, EE infine i pochi passi per salire all’Alveare, facili ma leggermente esposti. Tutto il resto E, per escursionisti medi. Per quanto riguarda le grotte, per una visita completa, occorre essere muniti di casco e lampada (preferibilmente anche lampada e pile di riserva), ma non presentano difficoltà, se non un po’ di terreno sconnesso, specie nella grotta del Morto.
Da Genova in autostrada fino all’uscita di Finale Ligure. Dallo svincolo ci si immette sulla sp490 che si imbocca verso sinistra in discesa verso il mare. Dopo 1,5 Km circa si prende a sinistra per Finalborgo e si gira immediatamente nuovamente a sinistra di fronte alla porta del borgo per continuare sulla sp17 in direzione parallela e opposta alla sp490 appena percorsa. Dopo 2 Km. circa imbocchiamo una stretta stradina in salita sulla destra (Indicazioni x Osteria Castel Gavone e Azienda Turistica 5 Campanili). Percorriamo la predetta stradina per circa 1,5 Km arrivando quindi alla Chiesa di Perti, dove troviamo un cartello segnalante divieto di circolazione ai non residenti, che però è più un pro forma per evitare responsabilità da parte del Comune, visto che tutti passano tranquillamente oltre e non vengono assolutamente date multe; Qui, comunque, parcheggiamo una prima volta per una veloce visita al Castel Gavone. Visitato il Castello riprendiamo la macchina e proseguiamo oltre per 1 Km circa, dove in corrispondenza di alcune case sulla destra (Case Valle) parcheggiamo negli appositi spazi (non molti comunque, conviene arrivare presto).
Dal primo parcheggio prendiamo il sentierino in direzione sud che subito passa davanti all’Osteria del Castel Gavone, quindi, dopo 150 metri, prendiamo a destra in salita un ripido sentierino un poco infrascato, fino a giungere davanti al cancello che impedisce l’accesso al forte, qui prendiamo dunque ancora a destra un esile sentierino in salita che in 40 metri circa ci porta ad una quasi apertura nella recinzione. Entriamo quindi e percorriamo la fiancata del forte per arrivare poi davanti alla scenografica Torre dei Diamanti, unica nel suo genere, perlomeno nel nord italia. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla macchina e ci trasferiamo al parcheggio di Case Valle. Dal secondo parcheggio si prende a destra in mezzo alle case, seguendo il segnavia 3 bolli rossi. Subito passate le case si prende ancora a destra in salita (cartello), lasciando una traccia che procede dritta e in piano. Saliamo quindi brevemente fino a quota 260, dove camminiamo sulla cima di una bastionata rocciosa, subito dopo la quale notiamo l’evidente deviazione a sinistra, in discesa, che imbocchiamo per dirigerci verso Grotta dell’Edera. Seguiamo quindi la nuova traccia passando attraverso un corridoio roccioso in discesa subito prima di arrivare alla Grotta. Visitiamo quindi la grotta con attenzione, risalendo prima una paretina attrezzata e poi continuando in ripida e scivolosa salita fino ad uno stretto passaggio che immette nella grandiosa sala superiore a cielo aperto, caratterizzata da uno spettacolare arco naturale. Visitata la grotta torniamo sui nostri passi fino al bivio (possibile anche continuare sul sentiero che segue le pareti fino ad intercettare il sentiero per la Pollera, in questo modo si evita l’asfalto della parte finale, ma si compie il resto del giro al contrario), dove riprendiamo a sinistra seguendo i 3 bolli rossi, giungendo in pochi passi in cima alla salita. Qui prendiamo a destra in salita (cartelli) per giungere brevemente (dopo comunque essere passati attraverso i resti del Castrum Perticae) alla Chiesa di Sant’Antonino che visitiamo nei suoi due piani (nell’inferiore vi è anche una grotta a cunicolo, più speleo che escursionistica). Torniamo quindi sui nostri passi al valico e, invece di riprendere i 3 bolli rossi, proseguiamo sull’altro versante in salita, seguendo i segnavia del sentiero Fossati. Dopo una cinquantina di metri, in vista di una bella piazzola a sinistra, lasciamo appunto il sentiero Fossati che vi si dirige, per prendere a destra un sentierino che in breve porta ad una bella cengia sulla parete est del Bric Scimarco. Seguiamo la facile e comoda cengia fino suo termine per godere di una bella vista sui caratteristici torrioni di roccia detti “I Frati”. Torniamo quindi sui nostri passi fino al valico, prendendo quindi a sinistra e riprendendo così a seguire i 3 bolli rossi in leggera discesa. Dopo circa 200 metri notiamo su una roccia a sinistra del sentiero il simbolo di grotta costituito da una U rossa rovesciata, qui saliamo alla meglio il versante a sinistra (o cerchiamo un sentierino che partiva qualche metro prima) e giungiamo in breve alla Grotta dell’Acqua, che visitiamo. Torniamo quindi al sentiero e continuiamo a percorrerlo verso sinistra, iniziando a salire dopo qualche decina di metri, qui, dopo pochi metri di salita, è il punto dove lasciare il sentiero per la breve deviazione a sinistra per la grotta del Morto. Per individuare il punto esatto aiuta notare una seconda U rovesciata sulle rocce o intuirne l’imboccatura poco sopra il sentiero. Visitata anche questa seconda grotta, che presenta, oltre la grande sala d’ingresso, una strettoia a sinistra che porta ad un’ampia zona in discesa, sotto un tetto dorato costellato di piccole stalattiti. Arrivati al fondo della discesa sarebbe anche possibile proseguire, ma occorre strisciare e non ne avevamo certo il tempo, oltre al fatto che è imprudente affrontare strettoie in grotta senza saperne bene prima la conformazione. Visitata anche questa grotta riprendiamo a seguire il sentiero segnato verso sinistra e giungiamo quindi ad un bivio: a sinistra i 3 bolli rossi continuano verso il Bric del Frate, mentre noi prendiamo a destra i due rombi rossi vuoti. Dopo una trentina di metri possiamo deviare brevemente a destra su una esposta terrazza calcarea da percorrere verso sinistra, per godere di una prima bella vista ravvicinata sui Frati. Riprendiamo quindi il sentiero giungendo in vista di una sottostante radura a destra, al margine della quale vi è un piccolo antro (Caverna dei Frati). Qui ci dirigiamo sulle rocce a sinistra della radura, dove, con qualche passo di primo grado un po’ esposto, giungiamo di fronte alla spettacolare guglia del frate maggiore. Riscendiamo quindi e torniamo a sinistra alla radura, dalla quale scendiamo il sottostante versante su tracce di sentiero. In breve ci troviamo alla base del Frate Maggiore che da qui si mostra in tutta la sua imponenza. Con un breve passo di arrampicata e quindi una strettoia, passiamo tra il frate ed una parete a sinistra e quindi attraverso un facile boschetto ritorniamo al sentiero che imbocchiamo verso destra. Scendiamo quindi sul sentiero segnato fino a giungere ad un salto di roccia attrezzato con corda. Subito dopo il salto una deviazione a destra (per la falesia del serpente) porta in pochi metri alla suggestiva Arma dei Passi Cattivi, caratterizzata da 3 ingressi, di cui 2 sovrapposti. Visitata la grotta riprendiamo a seguire il sentiero segnato per un centinaio di metri, per trovare quindi il bivio per settore destro del Bric Grigio, che imbocchiamo a sinistra. Il sentiero abbastanza chiaro sale verso le pareti rocciose che raggiunge in corrispondenza di uno spiazzo sotto le stesse. Seguiamo quindi le pareti e la traccia di sentiero, giungendo quindi all’ingresso della suggestiva Cavernetta del Muretto. Entriamo quindi nella Cavernetta e ne usciamo dalla secondo ingresso, seguendo una traccia abbastanza chiara attraverso il successivo bosco. Passato il bosco abbastanza in piano, si arriva in una zona più rada dove occorre scendere una trentina di metri (una traccia continua più in alto, ma poi si perde) e quindi riprendere in piano per circa un centinaio di metri, fino a scorgere una lastra di pietra in cui è stata scavata una grossa vaschetta. Qui occorre prendere a sinistra, seguendo vaghe ma non difficili tracce, per giungere in breve alla Caverna delle Pile 2. Visitata anche questa grotta, all’uscita costeggiamo verso sinistra le pareti e giungiamo in breve ad una paretina che scaliamo facilmente, per poi affrontare uno stretto passaggio e giungere ad una rampa terrosa un poco esposta che dà accesso ai 4 ingressi della Caverna delle Pile. Il facile di sinistra dà accesso ad una breve galleria con qualche stalattite, l’accesso più a destra si chiude dopo pochi metri, mentre i due accessi sovrapposti si raggiungono entrambe passando, non senza difficoltà, da quello inferiore, ma ne vale la pena. Visitata la Caverna delle Pile, torniamo alla vaschetta scavata e proseguiamo in piano verso sinistra. Proseguiamo quindi pressochè in piano per circa 200 metri, ignorando eventuali deviazioni poco evidenti a destra e a sinistra, fino a giungere ad un evidente bivio. Qui prendiamo a sinistra, lasciando a destra il sentiero che passa dalla Grotta Nascosta. In poco più di 200 metri di facile sentiero in leggera salita giungiamo in vista della cosiddetta Caffettiera (formazione rocciosa caratteristica che ricorda appunto una Caffettiera, anche se da questo lato non ce ne accorgiamo) che spunta tra la vegetazione. Qui a sinistra vi è una larga traccia che risale verso il Bric del Frate e che imboccheremo in seguito, mentre noi prendiamo a destra e saliamo con alcuni passi un poco esposti sulla panoramica vetta della Caffettiera. Tornati dalla Caffettiera prendiamo una traccia sulla destra che risale fino alle soprastanti pareti in cui si nota l’apertura della Grotta del Fratino, subito dopo la quale troviamo la Grotta del Frate, che visitiamo, uscendo, con attenzione, dal secondo ingresso, in quanto trovasi, più o meno, in parete. Visitata la grotta torniamo sui nostri passi fino al bivio per la Caffettiera, dove prendiamo a destra il largo sentiero verso il Bric del Frate e in circa 170 metri raggiungiamo il sentiero segnato che imbocchiamo verso destra, in leggera salita. Dopo 150 metri ci troviamo quindi ad un bivio: il largo sentiero che stiamo seguendo continua verso sinistra, mentre noi prendiamo a destra una stretta e non evidentissima (ma segnata) traccia che porta verso la vetta del Bric del Frate. Il sentierino, anche leggermente infrascato, ci porta in vetta in circa 150 metri, vetta costituita da una affioramento calcareo a picco sull'autostrada. Dalla vetta prendiamo a sinistra (direzione ovest) cercando di seguire il vecchio sentiero segnato + rosso, ormai, purtroppo, abbandonato. Giunti quindi sul bordo delle falesie del Bric del Frate le abbandoniamo piegando a sinistra (sud) destreggiandoci alla meglio nel bosco fino a raggiungere un più chiaro sentiero che imbocchiamo verso destra in discesa. Il nuovo sentiero ci porta in breve al grande prato di Pian Marino, che attraversiamo in direzione sud. Al termine del prato troviamo due sentieri, ed imbocchiamo quello segnato di sinistra. Il sentiero, pur segnato, non è pulitissimo dalle spine e, dopo un centinaio di metri, ci troviamo ad attraversare l’alveo fangoso di un torrente asciutto tramite un ripido ‘schuss’, subito dopo il quale ci congiungiamo ad una variante di sentiero proveniente anch’essa da Pian Marino, ma di cui non abbiamo notato l’inizio. Cento metri dopo troviamo un primo bivio, che porta alla Grotta della Pozzanghera (così almeno abbiamo fatto nell’occasione, ma tale grotta vale sicuramente una visita), ma lo ignoriamo, per prendere invece il successivo, dopo ulteriori 80 metri, che porta, in breve, alla Grotta Sant’Eusebio, caratterizzata da un bel portale in muratura. Visitata anche questa grotta, torniamo al sentiero segnato e continuiamo a percorrerlo verso sinistra, in discesa. Dopo 170 metri giungiamo in vista di un punto dove il sentiero si divide in due, ma, subito prima, vi è un’evidente deviazione a sinistra in salita (mi pare indicata anche con i cartelli del sentiero Fossati), che imbocchiamo. Saliamo quindi nel bosco, passando anche su piccoli gradini intagliati nella pietra e giungiamo quindi, seguendo una delle numerose tracce ivi presenti, al maestoso ingresso della Grotta Pollera, caratterizzato da un grande arco naturale. Visitiamo quindi la sala iniziale della grotta (che in realtà continua per mezzo Km., ma occorre attrezzare il ripido scivolo fangoso sulla destra con corde) e quindi ridiscendiamo da dove siamo venuti fino a quota 270, dove, in corrispondenza dei primi (salendo) gradini intagliati nella roccia, imbocchiamo una chiara deviazione a sinistra. In circa 50 metri giungiamo quindi all’ingresso dell’Arma do Rian, che visitiamo fino alla strettoia sul fondo della stessa. Riprendiamo quindi a seguire il sentiero verso sinistra, passando subito davanti all’Arma do Rian 2, quindi, 70 metri dopo questa, intravvediamo in alto, tra la vegetazione, il portale della bella Arma do Prinsipaa, alla quale saliamo ripidamente. Visitata anche questa suggestiva grotta, continuiamo sulla sinistra tenendoci in quota, per circa una settantina di metri, ed intravvediamo quindi sopra di noi, tra la vegetazione, la gialla parete dell’alveare, al quale saliamo rimontando una ripa rocciosa. Ammirato anche il caratteristico alveare riprendiamo il sentiero verso sinistra, scendendo verso una più evidente traccia che imbocchiamo verso sinistra. Dopo 100 metri troviamo quindi un nuovo bivio, che imbocchiamo a sinistra in discesa. Scendiamo quindi sul nuovo sentiero, ignorando alcuni bivi a destra, fino a giungere in vista delle Case Buio. Qui, con una breve deviazione a sinistra, in salita (scavalcando un tubo e quindi salendo una breve scaletta in pietra) giungiamo all’ingresso murato dell’Arma del Buio. Ne visitiamo quindi i pochi metri iniziali, prima di una strettoia tra l’altro allagata (la grotta continua 400 metri, ma occorre la muta essendo totalmente allagata) e quindi ritorniamo a Case Buio, da dove seguiamo il sentiero che scende alla strada asfaltata che raggiungiamo in poco più di 150 metri e imbocchiamo a sinistra in discesa. Seguiamo quindi l’asfalto fino al parcheggio di Case Valle, distante circa 700 metri.
direi il giro definitivo del Bric del Frate, che permette di visitare quanto di meglio ci sia intorno, anche se sicuramente non tutto, che certo non basterebbe una giornata. In effetti tutto quanto qua descritto era già presente qui nel mio sito, ma in varie escursioni, ho quindi ritenuto utile riunire il tutto in una unica che offrisse il meglio della zona. Esaurita questa premessa bisogna dire che si tratta di un giro favoloso che non ha uguali in nessun altro che io abbia mai percorso, in quanto offre una tale quantità di cose da vedere, e tutte molto belle, tale da non trovare paragoni. Ci sarà chi lo apprezzerà di più, chi di meno, ma data la varietà e la bellezza delle cose da vedere credo che nessuno potrà non rimanerne affascinato: si va dalle vestigia storiche, alle suggestive formazioni geomorfologiche e quindi alle numerose belle e facili grotte. Su tutto ricordo la fantastica Grotta dell’Edera, gli strabilianti e quasi innaturali da sembrare scolpiti, pinnacoli rocciosi dei Frati, l’impressionante Alveare e la suggestiva cripta della Chiesa di Sant’Antonino, ma ognuno poi, a seconda dei gusti, apprezzerà di più l’una o l’altra cosa. Imperdibile. Nota a posteriori: il giro qui proposto può essere ulteriormente migliorato aggiungendo nella prima parte la visita al canyon dietro la Chiesa di Perti, mentre nella seconda parte si possono aggiungere la Grotta della Pozzanghera e quella del Basidato entrambe assai meritevoli, ma la Basidato necessita un po’ di esperienza speleo. A parte questo è anche possibile evitare l’asfalto del ritorno continuando da Grotta dell’Edera sul sentiero che costeggia le pareti ed arriva fino a sotto la Pollera ed eseguendo il resto del giro al contrario. Di tutte queste varianti trovate comunque descrizione in altre pagine di questo sito. Ulteriore nota a posteriori: l’attuale chiusura della strada dalla Chiesa di Perti in poi costringe ad unire la prima e la seconda parte in un’unica gita senza trasferimento in macchina, cosa possibile ma che richiede indubbiamente una giornata lunga con partenza di buon’ora.
Percorso Inedito
23-12-2017
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11 Km. circa, di cui poco meno di 800 per la visita a\r a Castel Gavone.
650 circa per il giro del Bric del Frate, più una trentina di metri per la visita al Castel Gavone.
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