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Bric del Frate anello completo dalla Chiesa di Perti

Bric del Frate anello completo dalla Chiesa di Perti

Percorso Inedito
26-09-2020
Chiesa di Perti (135) – Castel Gavone (165) – Chiesa di Perti (135) – Case Valle (135) – Grotta dell’Edera (225) – Arma do Sambrugo (250) – Alveare (270) – Arma do Prinsipaa (260) – Arma do Rian (265) - Arma Pollera (300) - Grotta Sant’Eusebio (270) – Grotta della Pozzanghera (260) - Pian Marino (270) - Bric del Frate (400) – Grotta del Frate (305) - Caffettiera (300) – Caverna delle Pile (285) – Arma del Basidato (295) – Cavernetta del Muretto (290) – Arma dei Passi Cattivi (195) – Arma do Parrego (190) - Arma dei Passi Cattivi (195) - I Frati (265) – Grotta del Morto (275) – Grotta dell’Acqua (270) – Chiesa Sant’Antonino (280) – Cengia Bric Scimarco (265) – Antri Rossi (280) – Case Valle (135) - Chiesa di Perti (135).
11 Km. circa.
800 m. circa.
Chiara e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE, per escursionisti esperti, la risalita della grotta dell’Edera, ripida e scivolosa, ma con l’aiuto di due corde fisse, EE le brevi risalite alla Grotta dell’Acqua e del Morto, su terreno ripido e sconnesso, EE il giro intorno ai Frati e la salita verso la cima del frate mediano per alcuni passi di I grado anche un po’ esposti, EE un breve saltino in discesa prima dell’Arma dei Passi Cattivi (attrezzato con corda), EE tutto il tratto che dall’Arma dei Passi Cattivi porta al settore destro del Bric Grigio, quindi alla Cavernetta del Muretto e alle Caverne delle Pile, soprattutto a causa del difficile orientamento su sentieri praticamente inesistenti e, presso la Caverna delle Pile, anche per qualche passaggio di I grado e una leggera esposizione, per non parlare poi dell’entrata alla parte principale della stessa caverna, che presenta un passaggio di un metro e mezzo, non esposto, ma che si potrebbe valutare, a mio parere, di quarto grado (utile una corda, bastano 10 metri, che si può mettere in doppia attorno a una colonnina per la discesa, difficile però recuperarla in quanto non scorre sulla roccia ruvida, meglio quindi essere con qualcuno capace di scendere e salire autonomamente), EE pure la discesa dal Bric del Frate, su sentiero praticamente scomparso e quindi abbastanza infrascato, ma mai difficile, EE infine i pochi passi per salire all’Alveare, facili ma leggermente esposti. Tutto il resto E, per escursionisti medi. Per quanto riguarda le grotte, per una visita completa, occorre essere muniti di casco e lampada (preferibilmente anche lampada e pile di riserva), ma quasi tutte non presentano difficoltà speleo, se non un po’ di terreno sconnesso, specie nella grotta del Morto e della Pozzanghera, tranne l’Arma del Basidato, in cui occorre quasi strisciare per 5 metri e poi passare una strettoia in cui si passa appena. Infine è da tenere presente che la parte di sentiero dalla Caffettiera alla Cavernetta del Muretto è assai difficile da seguire ed occorre esperienza e sicuramente un GPS con la traccia che qui fornisco, più di una persona in effetti si è persa in queste zone.
Da Genova in autostrada fino all’uscita di Finale Ligure. Dallo svincolo ci si immette sulla sp490 che si imbocca verso sinistra in discesa verso il mare. Dopo 1,5 Km circa si prende a sinistra per Finalborgo e si gira immediatamente nuovamente a sinistra di fronte alla porta del borgo per continuare sulla sp17 in direzione parallela e opposta alla sp490 appena percorsa. Dopo 2 Km. circa imbocchiamo una stretta stradina in salita sulla destra (Indicazioni x Osteria Castel Gavone e Azienda Turistica 5 Campanili). Percorriamo la predetta stradina per circa 1,5 Km arrivando quindi alla Chiesa di Perti, dove parcheggiamo.
Dal parcheggio prendiamo la salita acciottolata in direzione sud che subito passa davanti all’Osteria del Castel Gavone, quindi, dopo 150 metri, prendiamo a destra in salita un ripido sentierino un poco infrascato, fino a giungere davanti al cancello che impedisce l’accesso al forte, qui prendiamo dunque ancora a destra un esile sentierino in salita che in 40 metri circa ci porta ad una quasi apertura nella recinzione. Entriamo quindi e percorriamo la fiancata del forte per arrivare poi davanti alla scenografica Torre dei Diamanti, unica nel suo genere, perlomeno nel nord Italia. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla macchina e dal parcheggio imbocchiamo la Via del Purchin (segni biancorossi con lettere VP) prendendo a sinistra attraverso il piccolo prato davanti alle case e quindi subito a destra la stradina in salita tra le stesse, seguendo appunto i segnavia e, dopo 30 metri deviamo quindi a destra attraverso uno strettissimo e caratteristico passaggio tra il retro della Chiesa e rocce incombenti per arrivare quindi nuovamente fronte alla Chiesa stessa. Dalla Chiesa continuiamo quindi sulla stradina asfaltata, avendo così occasione di ammirare da sopra, in uno slargo della strada, la bella Chiesa dei 5 Campanili (Nostra Signora di Loreto), per poi continuare su asfalto e giungere alla Chiesa di San Benedetto, sulla destra della strada, mentre sull’altro lato della strada vi è una piccola grotticella, quasi una nicchia, detta Rifugio di San Benedetto. Dal Rifugio di San Benedetto procediamo su asfalto ancora per 275 metri circa, quindi giriamo a destra tra le Case della frazione Case Valle, seguendo il segnavia 3 bolli rossi. Subito passate le case si prende ancora a destra in salita (cartello), lasciando una traccia che procede dritta e in piano. Saliamo quindi brevemente fino a quota 260, dove camminiamo sulla cima di una bastionata rocciosa, subito dopo la quale notiamo l’evidente deviazione a sinistra, in discesa, che imbocchiamo per dirigerci verso Grotta dell’Edera. Seguiamo quindi la nuova traccia passando attraverso un corridoio roccioso in discesa subito prima di arrivare alla Grotta. Visitiamo quindi la grotta con attenzione, risalendo prima una paretina attrezzata e poi continuando in ripida e scivolosa salita fino ad uno stretto passaggio che immette nella grandiosa sala superiore a cielo aperto, caratterizzata da uno spettacolare arco naturale. Visitata la Grotta continuiamo sul sentiero che segue le pareti rocciose, passando sotto una piccola grotticella gialla, che volendo si può brevemente salire a visitare. Poco dopo incontriamo presso un bivio dove è ininfluente andare dritti o salire a destra, la piccola grotta detta Arma do Sambrugo, passata la quale continuiamo ancora paralleli alle pareti e 230 metri circa dopo quest’ultima grotta, incontriamo due bivi consecutivi in discesa a sinistra, che ignoriamo, per proseguire sempre dritti su una traccia più o meno in piano. Cento metri dopo il secondo bivio, ci troviamo ad una certa distanza dalle pareti soprastanti ed occorre risalire verso una parete gialla che si intravvede appena. Raggiunta la parete vi saliamo tramite una cengia sulla sinistra della parete con la quale arriviamo alla parete dell’Alveare, caratterizzata da una miriade di buchi simili a cellette delle api. Dall’Alveare scendiamo qualche metro e continuiamo a seguire le pareti, giungendo in breve all’Arma do Prinsipaa, chiusa da un bel muretto. Visitiamo anche tale grotta, caratterizzata da un bel corridoio orizzontale seguito da un’ampia sala finale. Visitata anche questa grotta riprendiamo a seguire le pareti, raggiungendo prima una piccola cavità, l’Arma do Rian 2, per poi giungere una ventina di metri dopo, l’Arma do Rian, che visitiamo con casco e lampada. Per accedere all’ultima parte della grotta occorre superare una strettoia che però non consiglio di passare in quanto la parte successiva è più scomoda che interessante. Continuando dall’Arma do Rian arriviamo subito ad intercettare un sentiero con alcuni gradini scavati nella roccia, che imbocchiamo verso destra, in salita e giungiamo quindi, seguendo una delle numerose tracce ivi presenti, al maestoso ingresso della Grotta Pollera, caratterizzato da un grande arco naturale. Visitiamo quindi la sala iniziale della grotta (che in realtà continua per mezzo Km., ma occorre attrezzare il ripido scivolo fangoso sulla destra con corde) e quindi ridiscendiamo ai gradini scolpiti, e continuiamo quindi la discesa fino a raggiungere un largo sentiero a fondovalle, segnato con 2 bolli rossi, che imbocchiamo verso destra in salita. Poco meno di 200 metri dopo, notiamo una traccia sulla destra che imbocchiamo, giungendo in breve in prossimità delle pareti, dove le seguiamo verso destra, giungendo in breve alla Grotta Sant’Eusebio, caratterizzata da un bel portale. Oltre la sala iniziale uno stretto ma breve cunicolo immette in una seconda sala un poco più concrezionata, il passaggio è facile ma un poco scomodo. Visitata anche questa grotta torniamo ad imboccare il sentiero principale verso destra e, dopo un’ottantina di metri, in corrispondenza di una radura, ci dirigiamo verso destra ad un anfratto nella roccia, che pare costituisca l’uscita della Grotta della Pozzanghera, cosa verificate con acque colorate. Da questo punto invertiamo la marcia seguendo una traccia adiacente alle pareti che, in breve, porta ad una profonda depressione sulla sinistra, in fonda alla quale vi è l’ingresso della Grotta della Pozzanghera, che da qui, sembra un po’ l’entrata dell’inferno. Scendiamo quindi facilmente all’ingresso e superata una prima grande sala, ci dirigiamo a destra, dove uno stretto corridoio consente di accedere alla grande sala successiva. La grande sala successiva è divisa in due da un piccolo saltino, facile ma scivoloso, mentre sulla destra un’elevazione consente di vedere più da vicino le belle stalattiti che ornano, irraggiungibili, la alta volta. Visitata anche la Pozzanghera torniamo sui nostri passi e continuiamo sul sentiero principale fino al grande prato di Pian Marino, che attraversiamo continuando nella stessa direzione (nord). Giunti al termine del prato prendiamo a destra il sentiero che sale a tornanti verso il soprastante Bric del Frate. Passiamo quindi un bivio sulla sinistra che porta a dei grandi intagli di cava che abbiamo osservato salendo e, subito dopo, pieghiamo a sinistra cercando di individuare il vecchio sentiero che saliva al Bric del Frate lungo il crinale, ora purtroppo in disuso. Saliamo un primo tratto nel bosco cercando una traccia non troppo infrascata, quindi puntiamo a sinistra verso il crinale che raggiungiamo per poi iniziare a seguirlo verso destra in salita. Da qui in poi non ci si può più sbagliare, al massimo possiamo scegliere quanto stare accostati al crinale nei punti più difficili ed esposti, ma in ogni caso arriviamo in vetta senza difficoltà, o perlomeno senza difficoltà che ci siamo scelti. Dalla vetta prendiamo verso destra il sentiero segnato con 2 rombi rossi con il quale scendiamo fino ad intercettare il sentiero che abbiamo abbandonato per salire alla vetta e che imbocchiamo verso sinistra. Qui è possibile deviare a destra, guardando nel senso di marcia del nuovo sentiero, per una cinquantina di metri, per giungere ad un bel punto panoramico su Pian Marino. Fatta questa deviazione torniamo sul sentiero principale e riprendiamo a seguirlo giungendo in 150 metri circa ad un bivio con una carrareccia sulla sinistra in discesa, che imbocchiamo e percorriamo per poco meno di 200 metri, scendendo fino a quota 300 circa: qui si prende un’evidente deviazione a sinistra (attualmente segnata con tacche arancioni e, poco più avanti, con la scritta grotta) che in 60 metri circa, dirigendosi verso le pareti rocciose, porta alla Grotta del Frate (che non è la prima apertura che si vede, ne quelle leggermente più in alto in parete, ma la seconda). La visita non richiede il casco e nemmeno la lampada è indispensabile, data l’ampia finestra in parete da cui entra luce e che costituisce il maggior punto di interesse della visita; con attenzione si può uscire dalla finestra in parete e osservare il bell’oblò perfettamente tondo che sovrasta la finestra. Visitata la grotta, invece di tornare sullo stesso percorso, scendiamo qualche metro dalla Grotta del Frate e quindi torniamo paralleli, ma più in basso, del sentierino dell’andata con cui abbiamo seguito le falesie. Giungiamo così in breve al cospetto delle precipiti pareti rocciose della cosiddetta Caffettiera, dove pieghiamo a destra per aggirarla e arrivati quindi nella parte posteriore della Caffettiera, che è ricoperta di vegetazione, ci dirigiamo verso sinistra per salirla. La salita è abbastanza facile ma occorre evitare i punti più esposti. Giunti in vetta una specie di parapetto naturale costituisce una splendida barriera al pericolo di cadere e costituisce un ottimo posto al sole dove fare la pausa pranzo. Torniamo quindi alla base della Caffettiera ed imbocchiamo un sentiero in piano sulla sinistra in direzione sud-est che seguiamo per circa 400 metri fino ad una vaschetta in pietra dove prendiamo un sentierino a destra che sale verso le pareti, nelle quali si intuisce una grotta sulla sinistra. Seguiamo quindi le vaghe e un po’ scomode tracce, per giungere in breve alla Caverna delle Pile 2. Visitata anche questa grotta, all’uscita costeggiamo verso sinistra le pareti e giungiamo in breve ad una paretina che scaliamo facilmente, per poi affrontare uno stretto passaggio e giungere ad una rampa terrosa un poco esposta che dà accesso ai 4 ingressi della Caverna delle Pile. Il facile di sinistra dà accesso ad una breve galleria con qualche stalattite, l’accesso più a destra si chiude dopo pochi metri, mentre i due accessi sovrapposti si raggiungono entrambe passando, non senza difficoltà, da quello inferiore, ma ne vale la pena. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla Caverna delle Pile 2, dove, invece di ridiscendere per il percorso dell’andata, continuiamo dritti per una traccia un po’ infrascata e scomoda che comunque scende in breve al sentiero principale, che imbocchiamo verso destra. Dopo neanche 50 metri possiamo fare una nuova deviazione a sinistra verso le pareti, da qui abbastanza distanti, per giungere al basso ingresso dell’Arma del Basidato, su cui non do troppe indicazioni anche per proteggere questa grotta decisamente concrezionata da eventuali vandalismi. In ogni caso dal Basidato riscendiamo al sentiero sottostante per attraversare alla meglio il successivo boschetto e quindi puntare a destra verso le pareti dove si intravvede l’apertura della Cavernetta del Muretto, che raggiungiamo per poi uscirne dall’altra parte, e girare quindi a sinistra su una traccia in leggera discesa e segnata di quando in quando da ometti di pietra. Il sentiero arriva quindi a una radura sotto le pareti del Bric Grigio e quindi se ne distacca sempre in discesa, fino a incrociare il sentiero segnato due rombi rossi vuoti, che imbocchiamo sulla destra in salita. Dopo un centinaio di metri arriviamo a una paretina di 2-3 metri attrezzata con corda, e, invece di affrontarla, giriamo a sinistra sulla traccia per la Falesia del Serpente (scritta in rosso). Subito arriviamo alla bella Grotta dei Passi Cattivi, caratterizzata da 3 ingressi (2 sovrapposti ed uno più avanti). Proseguiamo quindi verso la Falesia del Serpente, giungendo, dopo poco (100 metri circa), alla successiva Arma do Parrego, posta alla base delle pareti, e recante un bel portale, poco sopra il sentiero. Dall’Arma do Parrego torniamo sui nostri passi fino alla paretina attrezzata che saliamo, per giungere quindi in vista dei Frati, o meglio, del Frate Maggiore sulla sinistra. Ci avviciniamo quindi al Frate Maggiore e scaliamo brevemente la parete che vi è posta di fronte sulla nostra destra, per averne una bella visione precipite (attenzione all’esposizione). Torniamo quindi al sentiero principale e proseguiamo pochi metri fino ad un radura con un grotticella (Caverna del Frate), qui deviamo a sinistra verso la radura e scendiamo un ripido pendio e quindi giriamo a sinistra trovandoci di fronte ed alla base del Frate Maggiore che da qui si mostra in tutta la sua verticalità. Proseguiamo quindi dirigendoci alla base del Frate scavalcando in arrampicata alcune rocce e quindi passiamo in uno stretto passaggio con il quale torniamo al sentiero segnato percorso in precedenza, che imbocchiamo verso sinistra. Torniamo quindi in breve alla radura e proseguiamo dritti, ma 20 metri dopo possiamo fare un’ulteriore deviazione a sinistra per un punto panoramico che consente la visione dei 3 Frati insieme (attenzione, molto esposto). Quindi riprendiamo il sentiero principale e continuiamo a seguirlo (segnavia 3 bolli rossi), giungendo in breve ad un bivio, dove ignoriamo il sentiero a destra diretto verso il Bric del Frate (2 rombi rossi), per continuare sui 3 bolli. Poco meno di 150 metri dopo il bivio possiamo intravvedere a destra sopra il sentiero, l’apertura di una Caverna, alla quale saliamo alla meglio. Trattasi della Grotta del Morto che presenta una prima grande sala e quindi uno stretto passaggio sulla sinistra (faccia all’entrata), che consente di accedere ad una sala in discesa, in fondo alla quale termina la parte visitabile facilmente della grotta. Visitata la grotta continuiamo sui 3 bolli rossi per neanche 100 metri, per prendere quindi una traccia sulla destra (non facile da individuare), che porta in breve all’evidente apertura della Grotta dell’Acqua, costituita in pratica da un unico grande camerone, seppur un po’ articolato. Visitata la Grotta dell’acqua riprendiamo il sentiero segnato ed in breve arriviamo al Valico di Sant’Antonio, Qui prendiamo a sinistra in salita (cartelli) per giungere brevemente (dopo comunque essere passati attraverso i resti del Castrum Perticae, attraverso le cui mura si può ammirare il Bric Scimarco) alla Chiesa di Sant’Antonino che visitiamo nei suoi due piani (nell’inferiore vi è anche una grotta a cunicolo, più speleo che escursionistica, ma di cui si può visitare senza difficoltà la prima sala che dà un’impressionante vista della cripta della Chiesa da sotto). Torniamo quindi sui nostri passi al valico e, invece di riprendere i 3 bolli rossi, proseguiamo sull’altro versante in salita, seguendo i segnavia del sentiero Fossati. Dopo una cinquantina di metri, in vista di una bella piazzola a sinistra, lasciamo appunto il sentiero Fossati che vi si dirige, per prendere a destra un sentierino che in breve porta ad una bella cengia sulla parete est del Bric Scimarco. Seguiamo la facile e comoda cengia fino suo termine per godere di una bella vista sui caratteristici torrioni di roccia detti “I Frati”. Tornando indietro sulla cengia, giunti poco meno che a metà, è possibile salire a destra ad un evidente antro, aiutati da una corda fissa, deviazione comunque da fare con prudenza. Tornati quindi al bivio per la cengia, prima di riscendere al valico, è possibile deviare verso le pareti del Bric Scimarco per vedere più da vicino le nicchie chiamate “Antri Rossi”. Tornati al valico scendiamo quindi sul sentiero segnato fino al bivio per Grotta dell’Edera imboccato all’andata e, da questo punto, torniamo sui nostri passi fino al parcheggio.
dopo varie altre versioni del giro del Bric del Frate presenti su questo sito mi sono deciso a pubblicare una versione completa, con tutte le cose da vedere e le deviazioni possibili, un giro veramente imperdibile, non credo ne esista un altro con così tante cose da vedere, bellezze naturali, storiche ed archeologiche, in così pochi Km., e tutte cose stupende.
Percorso Inedito
26-09-2020
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