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Punta del Segnale e Torrione Occidentale Valle Stretta anello da Grange Valle Stretta

Punta del Segnale e Torrione Occidentale Valle Stretta anello da Grang...

Percorso Inedito
02-09-2018
Grange Valle Stretta (1765) – Rifugio III Alpini (1800) – Pointe Muratiere (2375) – Pian di Miglia (2375) – Colletto Torrioni (2675) – Punta del Segnale (2710) – Colletto Torrioni (2675) - Torrione Occidentale Valle Stretta (2710) – Colletto Torrioni (2675) – Plan de l’Enfourant (2280) – Grange Valle Stretta (1765).
11,4 Km circa.
1100 m. circa.
soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, fino a che si lascia il sentiero per il Col di Thures, quindi EE, per escursionisti esperti, il fuori sentiero per la Pointe Muratiere, a tratti molto ripido, anche se su pendio erboso o di cespugli, EE la traversata della pietraia sopra il Pian di Miglia, un po’ scomoda come tutti i traversi in pietraia (sicuramente più agevole scendere al sottstante Pian di Miglia, pur perdendo qualche metro), EE la risalita al canale che porta al Colletto dei Torrioni su pendio ripido ed EE ancora il canale, forse F (alpinistico facile) in qualche punto iniziale dove si possono trovare alcuni passaggi di I dove usare le mani. Per quanto riguarda le cime intorno al colletto dei Torrioni, io ne ho salite 8, ma solo due sono riconosciute e forse non è necessario salirle tutte, cosa che, tra l’altro prende parecchio tempo. In ogni caso le due anticime verso Rocca Piana sono F, non presentano passaggi particolari ma sono su una cresta esposta e delicata per il ghiaietto. La basa cima, comunque rocciosa, pù vicina (30 m. a sud-ovest) al Colletto dei Torrioni è anch’essa F, si devono usare le mani sia in salita che in discesa, ma i passaggi sono semplici e non esposti particolarmente. La successiva vetta sulla cresta verso Punta del Segnale è la più difficile tecnicamente, presentando passaggi in cresta direi di II+, dove bisogna un minimo studiare per passare e c’è comunque un po’ di esposizione. La vetta seguente, che va aggirata, non presenta particolari passaggi ma è comunque F perché il terreno è sempre delicato. Arriviamo così alla Punta del Segnale, anche qui senza particolari passaggi, ma con un po’ di esposizione, direi sempre F. Infine E la salita all’anticima del Torrione occidentale, mentre F+ la salita alla vera vetta, specie se si raggiunge la sommità di sinistra leggermente più alta e decisamente più esposta e con un passo o due di secondo grado (e forse di III a seconda di dove si sale) per arrivarvi, mentre la parte a destra della vetta non va oltre il II ed è decisamente meno esposta. F secondo me poi la discesa dal ghiaione per il Plan de l’Enfourant, non sarà una valutazione propria dato che non si tratta né di usare le mani, né di fare passaggi esposti, ma non credo si possa considerare puramente escursionistica la discesa di un ghiaione così ripido e mobile, dove bisogna saper “sciare” sulle pietre e, nel contempo, evitare di esserne colpiti, per esempio scendendo in diagonale. EE poi il sentiero che dal Plan de l’Enfourant scende verso il fondovalle, che presenta vari tratti senza traccia e molto ripidi, in prevalenza su erba, ma anche su pietraia. Tutto il resto E. Da non sottovalutare anche le difficoltà di orientamento, specie nel percorso di ritorno dopo il Plan de l’Enfourant, assolutamente privo di traccia e di indicazioni, meglio avere con se GPS e traccia relativa dunque.
da Genova sulla A10 fino a Voltri, poi si prende la A21 fino ad Alessandria, dove si prende la A26 per Torino. A Torino si segue la tangenziale per prendere poi la A32 per Bardonecchia. Giunti a Bardonecchia ci si dirige verso la Francia passando per Melezet e, al confine, si prende a destra per la Valle Stretta (a sinsitra si va al Colle della Scala e a Nevache), seguendo una stradina asfaltata di recente, ma con cunette assai pronunciate a cui porre attenzione. Proseguiamo quindi fino all’ultimo parcheggio prima del divieto di circolazione, riconoscibile anche per un casottino in legno.
dal parcheggio si riprende la strada asfaltata in salita, sulla quale si oltrepassa un ponte, e, quindi, 20 metri dopo, si svolta a sinistra per il Rifugio Terzo Alpini su un sentierino non segnato attraverso i prati. Raggiunto il Rifugio si continua ancora qualche metro nella stessa direzione e, quindi, si imbocca a sinistra in salita il sentiero segnato per il Col di Thures. Saliamo quindi verso il colle sfruttando anche le numerose scorciatoie del sentiero e, giunti a quota 2120 circa, oltre 700 metri prima del Lac de Thures, prendiamo a destra il ripido pendio erboso che risale verso la già intuibile Pointe Muratiere (una cima erbosa sostenuta però a destra da ripide pareti gessose in cui si apre pure la Grotta del Mian). Nel punto in cui sono salito subito mi è parso di intuire una qualche traccia, ma mi sbagliavo, ma, in ogni caso, si sale per la massima pendenza (in direzione sud-ovest) e non ci si può sbagliare, vedendo anche la punta (in realtà un’anticima), svettare sopra di noi. Giunti quindi alla sommità dell’anticima continuiamo fino alla successiva vetta (altra anticima), posta 200 metri sempre a sud-ovest. Dalla seconda anticima raggiungiamo altre due vicine collinette erbose, di cui la seconda è la più alta e costituisce la vera vetta della Pointe Muratiere (o almeno così suppongo data la coincidenza della quota): Dalla vetta scendiamo alla sottostante insellatura prativa sempre verso sud-ovest, e, dall’insellatura cambiamo direzione, dirigendoci ora verso le pietraie a nord-ovest puntando in particolare all’evidente canalino immediatamente a sinistra dei Torrioni della Valle Stretta. Attraversiamo quindi prima una pietraia pressochè pianeggiante per trovarci poi ad attraversare le successive in traverso a mezzacosta, cercando di non perdere quota (qui penso sarebbe stato più conveniente perdere qualche decina di metri e scendere al sottostante Pian di Miglia, evitando così lo scomodo attraversamento delle pietraie). Giungiamo così al ripido pendio alla base del canale che risaliamo sfruttando la parte centrale più erbosa, piuttosto che le pietraie laterali. Si giunge così ad una grossa guglia al centro del pendio e poco prima dell’imbocco del canale; ci teniamo alla sinistra della guglia e quindi arriviamo all’imbocco del canale. Io sono arrivato al canale nella parte destra, ma conviene, appena possibile, spostarsi su quella sinistra, dove, superate alcune roccette di primo grado, si giunge ad una specie di canale di scolo ben assestato, che si risale facilmente, fino a raggiungere il pendio prativo che precede il Colletto dei Torrioni, al quale giungiamo in breve. Dal Colletto io mi sono un po’ sbizzarrito a salire tutte, o quasi, le elevazioni nelle vicinanze, in totale 8, ma di cui solo due riconosciute come vette (Punta del Segnale e Torrione occidentale Valle Stretta), quindi non è certo necessario fare come me, anche se può essere interessante. Veniamo comunque alla descrizione: per prima cosa mi sono diretto verso destra (nord), diciamo anche sulla cresta verso le visibili Tours du Vallon per essere più chiari. Qui sono riuscito a salire per cresta le prime due elevazioni, poi ho dovuto fermarmi perché la cresta strapiombava, ma avrei voluto raggiungere la successiva Rocca Piana, cosa che ho provato a fare scendendo con un sentierino abbastanza chiaro che però sembrava portare più a attraversare i ghiaioni verso il Colletto 2682 e il Pas du Bonhomme, piuttosto che risalire in vetta, quindi, essendo solo, ho preferito, per questa volta rinunciare. Tornato al Colletto dei Torrioni, mi sono diretto alla vetta più vicina, una modesta elevazione, ma comunque rocciosa, un trenta metri a sud-ovest del colletto. Si sale con pochi passi di facile arrampicata e si scende poi dall’altra parte piegando comunque in un canalino, che l’attraversamento completo della cresta risulta difficile. Discesi dalla vetta continuiamo per cresta (con attenzione) fino alla successiva elevazione che saliamo sempre per cresta con passi di II+, data anche un po’ di esposizione. Giunti in vetta si può continuare un poco in cresta, ma bisogna poi ridiscendere per la stessa via, dato il salto di roccia che ci preclude di scendere al sottostante colletto. Scesi dalla vetta prendiamo un sottostante sentierino che si dirige verso le due successive elevazioni. La prima delle due la aggiriamo e quindi saliamo sul lato nord e ridiscendiamo sulla stessa via, riprendendo il sentierino sempre in direzione sud. L’ultima vetta, la più elevata, è la Punta del Segnale e la raggiungiamo passando prima sotto e a sinistra di una prima anticima e scavalcando quindi la seconda per cresta fino alla vetta con un po’ di esposizione. Torniamo quindi al Colletto dei Torrioni seguendo il sentierino integralmente fino allo stesso. Dal Colletto ci dirigiamo questa volta a est, salendo il breve il panettone di sfasciumi, anticima del vicino torrione occidentale Valle Stretta. Raggiunta l’anticima ci dirigiamo alla struttura rocciosa, che sembra quasi precaria, della vetta del Torrione Occidentale, e la scaliamo con non facilissima arrampicata almeno di I/II grado, per raggiungere prima la vetta di destra, poco più bassa, per poi passare alla vera cima a sinistra con un passo forse di III. Per la discesa sfruttiamo le cenge per digradare un poco mantenendoci a destra (non tornando quindi alla vetta più bassa) e, quindi, prima di arrivare al Colletto dei Torrioni, iniziamo la discesa del ghiaione a sinistra del Torrione appena salito. Il ghiaione è molto ripido ed occorre esperienza per scenderlo insieme alle pietre senza farsi colpire; nella parte finale del predetto ghiaione puntiamo poi a sinistra verso un’evidente dolina gialla nei prati del Plan de l’Enfourant. Giunti alla dolina, prendiamo verso destra in direzione nord est, traversano morbidi prati cosparsi di doline, fino ad incrociare una chiara traccia che imbocchiamo verso destra, La nuova traccia procede traversando e mantenendo più o meno la stessa quota fino a giungere quasi sotto le pareti gessose che sostengono la Pointe Muratiere, qui pieghiamo decisamente a sinistra (nord) lungo un prato percorso da vari solchi che seguiamo finche ci sono come fossero una traccia. Finiti i solchi continuiamo a scendere il prato nella stessa direzione giungendo quindi ad un rado bosco che percorriamo, sempre nella stessa direzione, sfruttando i punti privi di alberi. Qui troviamo anche un prato a forma un po’ di canalino che seguiamo, alla fine del quale troviamo una esile traccia che traversa verso sinistra (anche con un passaggio un poco esposto) e quindi continua nella stessa direzione iniziando a scendere ripidamente fino a passare vicino ad un tubo di gomma e quindi giungere al limitare di un bosco e continuare dritti su un crinale, per poi compiere un secco tornante a destra e portarci al limitare di un bosco molto fitto. Qui abbandoniamo la traccia e scendiamo dritti a sinistra per la massima pendenza lungo un prato molto ripido con sulla destra anche una striscia di pietraia. Giungiamo quindi nuovamente ad un bosco nel quale entriamo scendendo sempre nella stessa direzione e cercando di evitare i punti più intricati. Giungiamo infine ad una zona pietrosa, in corrispondenza della quale sull’altro versante, notiamo anche delle frane biancastre, pieghiamo a sinistra, scendendo un ripido pendio pietroso fino a giungere nei pressi del torrente, dove continuiamo a scendere dritti in una specie di traccia nell’erba poco sopra il fondovalle. Quando poi la vegetazione si fa più fitta, a quota 1875 metri circa, si piega a sinistra e si guada il torrente per continuare a scendere paralleli allo stesso per 100 metri circa e arrivare quindi a sbucare su una sterrata che imbocchiamo verso destra e che percorriamo finche non sbuca in prossimità del Rifugio III Alpini, dal quale torniamo facilmente ed in breve al parcheggio.
gita molto complessa, sia per le difficoltà alpinistiche, pur mai eccessive, sia per i problemi di orientamento dovuti alla totale assenza di traccia e di indicazioni per la maggior parte del percorso e che quindi può anche richiedere molto più tempo di quanto il suo sviluppo potrebbe far pensare, ma indubbiamente che vale la pena per il magnifico ambiente dolomitico della cresta sommitale, con forme, colori e panorami da non perdere.
Percorso Inedito
02-09-2018
Grange Valle Stretta (1765) – Rifugio III Alpini (1800) – Pointe Muratiere (2375) – Pian di Miglia (2375) – Colletto Torrioni (2675) – Punta del Segnale (2710) – Colletto Torrioni (2675) - Torrione Occidentale Valle Stretta (2710) – Colletto Torrioni (2675) – Plan de l’Enfourant (2280) – Grange Valle Stretta (1765).
11,4 Km circa.
1100 m. circa.
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